Janis

Un film di Amy Berg. Con Janis Joplin, Cat Power, Gianna Nannini Titolo originale Janis. Documentario, Ratings: Kids+13, durata 115 min. - USA 2015. - I Wonder Pictures uscita giovedì 8 ottobre 2015. MYMONETRO Janis * * * - - valutazione media: 3,17 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,17/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * - -
 critica * * * - -
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La regista Amy Berg è conosciuta per aver ricevuto una nomination agli Oscar per il controverso Deliver Us from Evil.
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primo piano
Il film della Berg colma un vuoto e sceglie una dimensione intima che ben si addice al personaggio
Marianna Cappi     * * * - -

Non c'è un solo amante della musica rock che non conosca Janis Joplin, eppure, a ben guardare, la sua figura non ha eguagliato il destino d'icona e l'abuso di tale destino iconografico che è toccato in sorte ad altri talenti del rock bruciati anzitempo. Il documentario che le dedica Amy Berg, colmando un vuoto piuttosto impressionante, arriva in un momento storico in cui il genere è evidentemente più in auge che mai (quello su Amy Winehouse di Asif Kapadia è perfettamente contemporaneo, quello su Kurt Cobain si stacca di pochi mesi), ma ha se non altro il pregio di allinearsi a questa differente dimensione delle cose. Realizzato in accordo e con il supporto della famiglia della cantante, Janis persegue un tono realmente famigliare e intimo, garantendo al ritratto della star scomparsa il massimo rispetto e un briciolo di giustizia che andava fatta.
Cry Baby.
C'è un doppio movimento, uguale e contrario, a far da struttura al film: da un lato le immagini di un treno, lanciato finalmente lontano dal luogo di origine di Janis, dove fu a lungo vittima di bullismo per il suo aspetto non conforme ai canoni di bellezza e la sua diversa sensibilità, e dall'altro la lettura in voice over delle lettere che lei spediva a casa ("Dear family"), in cerca di approvazione per i suoi successi e soprattutto in cerca di affetto, sempre, ovunque, disperatamente.
Take another little piece of my heart.
Ci sono le immagini dei grandi concerti di Monterey e di Woodstock, raccontati dall'interno, con l'eccitazione del momento ma non ancora il carico di significato epocale che avrebbero assunto all'indomani degli avvenimenti e via più nei decenni a venire. Ci sono i racconti della sorella, degli amici, intervistati ad hoc. Ma la verità è che il film non sarebbe niente di eccezionale se non avesse per (s)oggetto una donna eccezionale, una persona dal cuore gonfio d'amore, di rabbia, d'ambizione (intesa nel modo di cui ne parla la protagonista del film, come di un bisogno vitale) e di blues, che si è lasciata strappare quel cuore a pezzetti, dagli uomini della sua vita in particolare, e ha messo in musica, per sempre, lo strazio di quel dolore e di quella lacerazione.
Me and Bobby McGee.
Il pezzo di maggior successo di Janis Joplin, oltre che una delle canzoni più belle di sempre (rigorosamente nella sua interpretazione), accompagna il documentario verso un finale noto, trattato con estrema delicatezza, al punto da apparire quasi più come un tragico incidente di percorso piuttosto che come la cronaca di una morte annunciata da uno stile di vita che non dava scampo. Ed è in questo far sentire e percepire quasi vividamente che, a differenza di altri protagonisti del cosiddetto Club dei 27, la Joplin avrebbe potuto diventare una cantante matura, attraversare altre stagioni della vita e della musica, che c'è l'affondo più riuscito del film.

Incassi Janis
Primo Weekend Italia: € 39.000
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Il ritratto dolente di una grandissima cantante

venerdì 16 ottobre 2015 di Flyanto

Dopo quello su Amy Winehouse ecco un altro film che racconta la biografia di una famosa ed eccellente cantante, anch'ella purtroppo scomparsa prematuramente. "Janis", infatti,  parla e presenta il ritratto di Janis Joplin, cantante blues estremamente dotata ed affermatasi più o meno nel decennio degli anni ' 60 fino al 1970 che costituisce l'anno della sua morte. La regista Amy Berg, assai delicatamente e con un profondo atteggiamento psicologico parla di Janis continua »

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Tributo per il ricordo.

lunedì 31 agosto 2015 di qisoneb

ecco che vediamo una specie di icona non certo con una vocina da niente, janis joplin, anche se i giovani e molte persone, non ricordano neanche chi fosse magari, forse presente a woodstock, il concerto famosissimo dei figli dei fiori che si tenne mezzo secolo fa, storica pur premettendo le canzoni se le scrivesse e camtasse altresì da sola, ha 'eluso' lasciando il marchio di fabbrica memorabile il conformismo proprio di quei tempi, con qualche canzone orecchiabile impigliandosi continua »

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NEWS | Il documentario su Janis Joplin presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia.

Il sito ufficiale

giovedì 1 ottobre 2015 - a cura della redazione

Janis, il sito ufficiale Janis Joplin non è stata solo una delle più influenti icone della musica rock. Ha ispirato un'intera generazione, aprendo la strada alle cantanti rock che seguirono. In un turbinio di relazioni sentimentali tormentate e di dipendenza, la sola costante della sua vita è stata la dedizione verso la musica, immutata sino alla sua tragica morte, avvenuta a soli 27 anni. Narratrice del film è la stessa Janis, attraverso le lettere intime e sofferte inviate alla famiglia, agli amici e ai suoi amanti. Lettere lette nella versione originale dalla cantautrice Cat Power, e nella versione italiana del film dalla voce roca di Gianna Nannini.

   

L'emozione di una voce. La ragazza triste che è entrata in sintonia con il mondo

di Antonello Catacchio Il Manifesto

Poderoso e magnifico il documentario che Amy I. Berg ha realizzato su Janis Joplin. Scomparsa quarantacinque anni fa a ventisette anni, quasi una maledizione perché a quell'età sono morti anche Jim Moriison, Jimi Hendrix, Brian Jones, Kurt Cobain, Arny Winehouse. Qui però l'emozione non viene dalla fine precoce, ma dalla voce di Janis Joplin, unica fantastica e straziante. Non si tratta di un film musicale in senso canonico, certo, ci sono Monterey e Woodstock, anche il Festival Express e alcune altre canzoni, ma quella che emerge prepotente è lei, Janis, la ragazzina di Port Arthur Texas, che scappa dalla realtà miserabile del Sud degli Stati uniti degli anni '50 e primi '60, un posto farcito di mediocrità e Ku Klux Klan. »

di Anna Maria Pasetti Il Fatto Quotidiano

Dimenticate la carie di Twilight e l'anemia di True Blood: i canini tornano ad affondare in Hotel Transylvonia, sequel dell'originale da 360 milioni al box office nel 2012. Squadra che vince non si cambia, o quasi, ma i complimenti vanno fatti anche ad Adam Sandler, che oltre a ridar voce a Drac negli USA scrive con Robert Smigel: sceneggiatura ben congegnata, citazionismo mai pedante, focus sull'accettazione del diverso e l'integrazione sociale, che volete di più da una mostruosa animazione formato famiglia? 'È l'anno dei cartoon, per incassi (Minions e Inside Out) e per qualità (Inside Out), e questo Hotel si mette in scia: apertura record negli States e già 150 milioni rastrellati. »

di Guy Lodge Variety

Senza Janis Joplin forse non ci sarebbe stata neanche Amy Winehouse. Le due più importanti donne iscritte al Club 27 (la lunga lista di artisti morti a 27 anni) hanno frequentato generi diversi ma Janis Joplin ha tracciato il sentiero, seguito da altre cantanti come Amy Winehouse, che sfida gli standard dell'industria discografica in materia di apparenza, performance e comportamento. È curioso che Janis arrivi pochi mesi dopo Amy. E i due film sono paragonabili, anche per il profondo lavoro di ricerca, l'ampio accesso agli archivi privati delle artiste e l'uso di meravigliose loro performance. »

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