Mirafiori Lunapark

Film 2014 | Drammatico +13 75 min.

Anno2014
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata75 minuti
Regia diStefano Di Polito
AttoriAlessandro Haber, Antonio Catania, Giorgio Colangeli, Tiziana Lodato, Carlo Marrapodi Mariella Fabbris, Mimmo Calopresti.
Uscitagiovedì 27 agosto 2015
DistribuzioneMinerva Pictures Group
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,11 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Stefano Di Polito. Un film con Alessandro Haber, Antonio Catania, Giorgio Colangeli, Tiziana Lodato, Carlo Marrapodi. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2014, durata 75 minuti. Uscita cinema giovedì 27 agosto 2015 distribuito da Minerva Pictures Group. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,11 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Tre pensionati trasformano la loro vecchia fabbrica abbandonata in un Lunapark per realizzare il loro sogno di riavvicinare i nipotini al quartiere. In Italia al Box Office Mirafiori Lunapark ha incassato 8,4 mila euro .

Consigliato no!
2,11/5
MYMOVIES 1,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,22
CONSIGLIATO NÌ
Una storia sul ritorno del passato nella forma dell'ossessione (Franco) o in quella della nostalgia, una storia ancora sulla necessità di fare i conti con il ricordo.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 28 novembre 2014
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 28 novembre 2014

Franco, Delfino e Carlo sono amici da sempre e in pensione da troppo. Tra una passeggiata per il quartiere e le discussioni a tavola coi figli, che cercano lavoro, lo perdono o lo scansano, i tre pensionati decidono di occupare la fabbrica dove per trentacinque hanno lavorato, scioperato e lottato. Operai alla Fiat Mirafiori, che produceva la 131 e la Uno col motore Fire, Franco, Delfino e Carlo vorrebbero ridare a quella fabbrica, dismessa e dimenticata, respiro e dignità. Ma i loro antichi padroni ancora una volta metteranno in cassa integrazione le loro speranze, intimidendoli e allontanandoli dalla fabbrica. Solo i nipotini sembrano comprendere la struggente bellezza della loro avventura. E per loro Franco, Delfino e Carlo realizzeranno un sogno ludico, un'area recuperata in cui sia ancora possibile pensare il futuro.
Torino e Milano hanno dovuto affrontare negli anni un duro processo di deindustrializzazione. Una dopo l'altra le fabbriche che avevano costruito (e definito) le rispettive città e dato lavoro a migliaia di torinesi, milanesi e immigrati, come la Vincenzina di Enzo Jannacci o il Ciro di Visconti, hanno chiuso i cancelli. Le tute blu della Fiat e quelle rosse dell'Alfa Romeo sono sfumate per sempre. Le zone industriali sono diventate aeree dismesse e sui quartieri affollati di vita e sature di rumori, di nebbia, di fumo delle ciminiere e di operai che iniziavano o finivano il proprio turno, è calato un silenzio assordante. L'operaio insieme all'ideologia, la lotte di classe, la coscienza di classe appartiene ormai a un lessico scaduto e inadatto. Le questioni oggi vengono articolate con un linguaggio nuovo e più vicino alla realtà sociale e alle sue concrete dinamiche.
E in questo contesto abita Mirafiori Lunapark, opera prima di Stefano Di Polito, che indaga il doloroso e traumatico passaggio di Torino da città industriale a città postindustriale. Precipitati i suoi tre protagonisti, ex operai della Fiat, nel quartiere Mirafiori, sorto intorno all'omonima fabbrica, il regista svolge la loro esistenza travolta dalla globalizzazione. Rottamati come le vecchie vetture Mirafiori e incompresi in famiglia, Franco, Delfino e Carlo sono la memoria e il cuore di un mondo metalmeccanico, di un sapere sulla fabbrica in tutte le sue articolazioni. Il quartiere Mirafiori come loro non aveva altro ritmo sociale e fisiologico che non fosse quello della fabbrica e di quel ritmo i protagonisti di Alessandro Haber, Antonio Catania e Giorgio Colangeli hanno nostalgia.
Per questa ragione occupano la fabbrica, sognando una riqualificazione degli spazi abbandonati e delle loro vite improduttive. Se il soggetto di Di Polito è urgente, generoso e nobile, nondimeno la sua drammatizzazione annulla le buone intenzioni e realizza un'operetta naïf, che non prova nemmeno a immaginare nuovi modi di produzione del visivo. Personaggi elementari, dialoghi ordinari, comprimari improvvisati, voce fuori campo, e sempre ridondante nel cinema italiano, producono effetti nefasti che inficiano la storia che vogliono raccontare. Una storia sul ritorno del passato nella forma dell'ossessione (Franco) o in quella della nostalgia (Carlo), una storia ancora sulla necessità di fare i conti con il ricordo, quello depositato nella memoria collettiva e quello che galleggia nella memoria neuro-biologica individuale.
A mancare alla favola semplice narrata da Mirafiori Lunapark è la complessità della messa in scena o anche solo di un'idea di messa in scena. Incapace di riplasmare i vecchi saperi dentro la complessità dei nuovi linguaggi, Mirafiori Lunapark si limita a riprodurre formule e procedure che si trasferiscono in modo inerziale dal piccolo al grande schermo. Eppure Mirafiori Lunapark aveva la possibilità di riconvertire con gli stabilimenti sgombrati anche il linguaggio con cui li occupa, li espone e li favoleggia fino a un epilogo di imbarazzante buonismo. Un finalino che 'abbraccia' ex operai e padroni sempre spavaldi e fanfaroni, ritirandosi nella formuletta, abusata come la voce over, degli "italiani brava gente".

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 15 dicembre 2014
Alex Ago

Franco è il cuore, Delfino il Cervello, Carlo le braccia. Tre amici pensionati che hanno vissuto insieme trent'anni di lavoro, passioni, lotte e sogni da realizzare sulle linee di montaggio dello stabilimento Fiat Mirafiori non si arrendono allo stato di abbandono della loro ex fabbrica e del quartiere che ne prende il nome. Hanno creato un orto abusivo in uno spazio all'aperto dell'ex fabbrica e quando [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 settembre 2015
romanapoletana

Un film reale,  di una realtà cruda ma raccontata con tanta poesia.  Bellissima la scena iniziale della super luna piena, un abbraccio di luce che conduce all'interno della Fabbrica.  La Fabbrica. ... il posto nel mondo. ...la giostra. Solo l'animo sensibile del regista poteva immaginare di descrivere la catena di montaggio come una giostra.

venerdì 7 agosto 2015
Scheggia89

Mirafiori Lunapark vuole essere un film che racconta lo "sguardo" verso il lavoro in fabbrica, un mondo oggi ormai andato quasi perduto. Il quartiere di Mirafiori, in cui sorgeva un tempo la Fabbrica Fiat, fa rivivere, insieme al Regista Di Polito, un mondo ormai dimenticato. E lo fa in modo costruttivo e molto interessante, attraverso il ricordo dei protagonisti: momenti odierni si legano a filmati [...] Vai alla recensione »

domenica 30 novembre 2014
Armando Borrelli

Ho avuto la fortuna di vedere Mirafiori Lunapark nel corso del  TFF Torino film festival e di averlo apprezzato insieme a tutto il pubblico presente in sala, partecipando con trasporto alla commozione finale delle emozioni suscitate dal film. Flm che mi ha  colpito per la verità del tema trattato, la fiat,gli operai, la chiusura delle fabbriche, la cassa integrazione.

giovedì 4 dicembre 2014
Armando Borrelli

Ho avuto la fortuna di vedere il Mirafiori Lunapark nel corso del Torino film festival e di averlo apprezzato insieme a tutto il pubblico presente in sala partecipando con trasporto e  commozione per le emozioni suscitate dal film. Flm che mi ha molto colpito per la verità del tema trattato, la fiat, la chiusura delle fabbriche, la cassa integrazione.

domenica 9 agosto 2015
Raphael

Finalmente un film che parla in Italia delle fabbriche abbandonate e delle conseguenze sociali di questo naufragio che ha svuotato interi quartieri. Ho visto questo film dentro la fabbrica di Mirafiori durante l'evento nel quale si premiavano i progetti per la rinascita delle vecchie strutture abbandonate. L'emozione è stata intensa e collettiva nel vedere dietro quelle lamiere animarsi un mondo di [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 agosto 2015
SuperVixen

Finalmente un film italiano che non parla degli intellettuali che abitano in certro, con le loro librerie infinite, i loro salotti, i loro conflitti borghesi. Questo film ha il merito di fare vedere le case della gente comune e i sogni, anche modesti di chi lavorava in condizioni dure ma era fiero di farlo, era fiero di costrure la Fiat 131 e della Fiat Uno narrava la meraviglia tecnica.

giovedì 3 settembre 2015
torino128

Peccato! Vero problema ma mal realizzato a partire da sceneggiatura e realizzazione a partire dalla regia scontata. Ero andato speranzoso ma sono purtroppo rimasto deluso. Peccato! 

sabato 5 settembre 2015
giovannispada

  E' uscito nelle sale cinematografiche dell'esercente  mecenate Lorenzo Ventavoli l'esordio in DCP del giovane Stefano Di Polito " MIRAFIORI LUNAPARK " prodotto dal regista Mimmo Calopresti con il contributo della RAI. Coloro che costruirono negli anni 60 la favela  di amianto e di eroina delle case popolari di via Artom e di via Fratelli Garrone [...] Vai alla recensione »

sabato 29 novembre 2014
Alex Ago

Franco è il cuore, Delfino il Cervello, Carlo le braccia. Tre amici pensionati che hanno vissuto insieme trent'anni di lavoro, passioni, lotte e sogni da realizzare sulle linee di montaggio dello stabilimento Fiat MIrafiori non si arrendono allo stato di abbandono della loro ex fabbrica e del quartiere che ne prende il nome. Hanno creato un orto abusivo in uno spazio all'aperto dell'ex fabbrica e quando [...] Vai alla recensione »

Frasi
"La vera povertà è la solitudine: è come la fame, ti prende allo stomaco"
Carlo (Giorgio Colangeli)
dal film Mirafiori Lunapark - a cura di Alessandro Agostinelli
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