La nave dolce

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Un film di Daniele Vicari. Con Eva Karafili, Agron Sula, Kledi Kadiu, Halim Milaqi, Robert Budina.
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Documentario, durata 90 min. - Italia, Albania 2012. - Microcinema uscita giovedì 8 novembre 2012. MYMONETRO La nave dolce * * * - - valutazione media: 3,31 su 20 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
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3,31/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * - -
 pubblico * * * - -
Un lavoro di ricerca sui repertori cinematografici e televisivi che hanno visto e raccontato l'arrivo dei 18000 albanesi del Vlora.
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primo piano
Un film fondamentale per comprendere le radici dei flussi migratori verso l'Italia
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -

L'8 agosto 1991 una nave albanese, carica di ventimila persone, giunge nel porto di Bari. La nave si chiama Vlora. A chi la guarda avvicinarsi appare come un formicaio brulicante, un groviglio indistinto di corpi aggrappati gli uni agli altri. Le operazioni di attracco sono difficili, qualcuno si butta in mare per raggiungere la terraferma a nuoto, molti urlano in coro "Italia, Italia" facendo il segno di vittoria con le dita.
La Vlora è un vecchio e malandato mercantile costruito all'inizio degli Anni Sessanta a Genova. Il 7 agosto 1991 la nave, di ritorno da Cuba, arriva al porto di Durazzo. Sono in corso le operazioni di scarico quando una folla enorme di migliaia di persone assale improvvisamente il mercantile, costringendo il capitano Halim Malaqi a fare rotta verso l'Italia. Sono passati ventun'anni da quel giorno. La maggior parte di coloro che salirono sulla nave, carica di zucchero, vennero rispediti in Albania ma gli sbarchi continuarono e qualcuno tentò ancora la traversata. All'epoca sul territorio nazionale erano presenti poco più di 300.000 stranieri. Oggi, in Italia, ne vivono quattro milioni e mezzo.
Il primo a trasformare una nave stracolma di persone nel segno di un passaggio epocale è stato, nel 1994, Gianni Amelio con Lamerica. Quell'immagine prelevata dalla cronaca e trasformata in spazio catalizzatore della vicenda narrata dal film è rimasta negli occhi di chi apprezza il cinema. A distanza di diciotto anni Daniele Vicari ci ripropone le immagini documentarie di quel viaggio della speranza trasformandole in una narrazione condotta da chi su quella nave ('dolce' perché con a bordo un carico di zucchero che è servito, come ricorda uno degli interventi, "a tenere viva l'anima") c'era. Il materiale utilizzato non può essere definito 'di repertorio' perché Vicari si è trovato di fronte a centinaia di ore di girato mai utilizzato da parte di televisioni private dell'epoca. Ha potuto così far rivivere ciò che era finito in un archivio grazie alle testimonianze di chi, per le ragioni più diverse, era salito sulla Vlora sperando oltre ogni speranza. Si tratta di un viaggio nel tempo che trasforma la massa apparentemente minacciosa appollaiata ovunque sulla nave (e poi ammassata sul molo e nello stadio di Bari) in uomini, donne, bambini. Ognuno con la propria storia. Tutti ripresi oggi su uno sfondo neutro tale da far risaltare i gesti del presente che richiamano quelli di quei giorni in cui la libertà e il benessere sembravano a portata di mano.
Su un versante più strettamente nazionale Vicari riesce a far emergere la difficoltà del momento e i problemi nel gestire l'emergenza con poteri dello Stato (Sindaco e Presidente della Repubblica) con visioni divergenti sul piano degli interventi da mettere in atto. Chi vorrà un giorno cercare di comprendere le radici dei flussi migratori verso l'Italia, dopo aver consultato dati e statistiche, non potrà prescindere da questo documentario.

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* * * * -

"ha da passà 'a nuttata."

venerdì 2 novembre 2012 di RONGIU

Chiamansi profughi, le migliaia di persone costrette a lasciare la propria Patria per motivi tra i più disparati: La Natura che si ribella; il Popolo che si ribella ad un regime oppressivo; una Guerra non voluta; una Opinione Religiosa diversa da quella di Stato e così via. Politica, etnia e religione, hanno creato nei millenni, nei secoli e negli ultimi decenni flussi migratori enormi. E' chiaro che se scappo da un territorio diventatomi nemico, cercherò di raggiungere continua »

* * * * -

Un sogno infranto

mercoledì 5 agosto 2015 di stefano capasso

La nave dolce è un docufilm di Daniele Vicari che ricostruisce l’incredibile storia della Vlora, la nave albanese che partita da Durazzo l’8 agosto del 1991 attraversò l’Adriatico con un carico umano di circa20.000 persone. Un’ esodo biblico senza precedenti che colse di sorpresa tutti a cominciare dallo stato Italiano che si trova di fronte un’emergenza alla quale poté rispondere con fermezza pur improvvisando. I protagonisti raccontano come nacque continua »

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DVD | La nave dolce

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 10 settembre 2013

Cover Dvd La nave dolce A partire da martedì 10 settembre 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La nave dolce di Daniele Vicari con Eva Karafili, Agron Sula, Halim Milaqi, Kledi Kadiu. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet nave dolce (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film La nave dolce

NEWS | Il 24 ottobre in ANTEPRIMA WEB e dall'8 novembre al cinema.

La nave dolce su MYMOVIESLIVE!

mercoledì 24 ottobre 2012 - Nicoletta Dose

La nave dolce su MYMOVIESLIVE! Carica di ventimila persone, la nave Vlora giunse nel porto di Bari l'8 agosto 1991. Quello sbarco determinò un nuovo corso dell'emigrazione in Italia e venne filmato da vicino, da chi accolse con sorpresa quelle persone, dalla polizia agli abitanti della città; e dai giornalisti che vollero portare quelle immagini nelle case degli italiani: un formicolio brulicante, un groviglio indistinto di corpi aggrappati gli uni agli altri e un urlo soffocato che gridava "Italia! Italia!". Nel film La nave dolce di Daniele Vicari (di recente al cinema con Diaz - Non pulire questo sangue) si racconta l'episodio andando a rintracciare le testimonianze di coloro che hanno vissuto l'esperienza in prima persona.

   

GALLERY | Le foto del film di Daniele Vicari.

Un carico di zucchero e speranza

martedì 23 ottobre 2012 - a cura della redazione

La nave dolce, un carico di zucchero e speranza Era l'8 agosto del 1991 quando un mercantile albanese, con a bordo circa ventimila persone, giunse nel porto di Bari. La nave si chiamava Vlora, arrivava da Durazzo e navigava in condizioni estremamente pericolose. Le operazioni di attracco non furono semplici, anche perché qualcuno, impaziente, decise di gettarsi in acqua e raggiungere il molo a nuoto. I ventimila urlavano 'Italia, Italia', ma per loro il destino era già segnato: dopo lunghissime operazioni di sgombero, vennero prima rinchiusi in uno stadio vuoto e poi rimpatriati.

   

VIDEO | Le impressioni del pubblico all'uscita dalla prima veneziana del film.

Per imparare e non dimenticare

venerdì 19 ottobre 2012 - Luca Volpe

La nave dolce, per imparare e non dimenticare Un lavoro utile. Portatore di un messaggio crudo, terrificante, ma in qualche modo carico di coraggio e di speranza. C'è chi guarda alla politica e chi, invece, preferisce concentrarsi sull'aspetto umanitario. Su una cosa, coloro che a Venezia hanno assistito alla prima de La nave dolce, concordano: è qualcosa che andava fatto. Necessariamente, anche a distanza di vent'anni. Per imparare, attualizzare e per non dimenticare. Parla di emigrazione, il nuovo film di Daniele Vicari, di una disperazione che spinse migliaia di albanesi ad occupare una nave per raggiungere l'Italia, la loro terra promessa.

   

Vicari, prime prove di sbarco di massa

di Mariuccia Ciotta Il Manifesto

Un'apparizione nella laguna, il vascello fantasma di Daniele Vicari, La nave dolce (fuori concorso), dolce come lo zucchero a bordo del mercantile che l'8 agosto 1991 scaricò nel porto di Bari una folla festosa di albanesi, «turisti» che lasciarono case, spiagge, fabbriche per correre verso il porto di Durazzo e salire sulla Vlora. Il documentario è un thriller denso di emozioni nella ricostruzione dell'avvenimento che anticipò gli sbarchi sulle coste italiane, prima grande prova dei respingimenti di massa, e che ci mostra un «clandestino» gioiosamente accalcato sull'imbarcazione, fin sopra i pennoni, ragazzi perlopiù in costume da bagno, urlanti «Viva l'Italia», spinti dall'idea di libertà e di un paese conosciuto sugli schermi tv. »

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Lo sbarco del mercantile Vlora nel porto di Bari l'8 agosto '91 non fu il primo né l'ultimo sbarco avventuroso di albanesi in fuga dal crollo del più longevo, terroristico e miserabile dei regimi comunisti e dalle sue conseguenze. Ma fu il più numeroso. Su quella nave rattoppata, che appena rientrata da Cuba con un carico di zucchero fu presa d'assalto da una folla più entusiasta che disperata di giovanissimi, stavano ammassati in ventimila. Che ricevettero un'accoglienza contraddittoria, un po'temuti un po' accolti - il sindaco dc subì una dura reprimenda dal presidente Cossiga - ma dopo un passaggio disorganizzato per lo stadio di calcio furono rimpatriati con reazioni più di delusione che di rabbia. »

The human cargo

di Jay Weissberg Variety

Twenty-one years ago, the cargo ship Vlora disgorged roughly 20,000 Albanian refugees into the Italian port of Bari. Images showing the astounding mass of people and their subsequent mistreatment by overwhelmed authorities have been largely forgotten now that clandestine crossings are common and met with apathy, but Daniele Vicari's timely "The Human Cargo" movingly and efficiently captures the historical event, allowing informed auds to draw their own parallels between past and present. Composed of frank interviews and a wealth of disturbing news footage from the time, the docu will benefit from a Venice berth before sailing into satcast harbors. »

Uno «sbarco» capace di verità e naturalezza

di Alessandra Levantesi La Stampa

La nave dolce di Daniele Vicari rievoca la vicenda del cosiddetto «sbarco dei 20mila», quando nel torrido 8 agosto 1991 approdò al porto di Bari una nave, la Vlora, stracolma di profughi in fuga dall'Albania comunista, distrutti da caldo, fame e fatica. Assemblando testimonianze di oggi e materiali di repertorio (con un Cossiga che avrebbe fatto meglio a non esternare), il documentario riepiloga le tappe di questo incredibile viaggio verso la libertà iniziato nell'euforia all'annuncio dell'apertura del porto di Durazzo, tradottosi dopo l'arrivo in Italia in tre settimane d'inferno e conclusosi per i più con un amaro rimpatrio. »

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