Lamerica

Un film di Gianni Amelio. Con Michele Placido, Enrico Lo Verso, Piro Milkani, Elida Janushi.
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Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 125 min. - Italia 1994. MYMONETRO Lamerica * * * 1/2 - valutazione media: 3,77 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,77/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critican.d.
 pubblico * * * * -
Michele Placido
Michele Placido (70 anni) 19 Maggio 1946 Interpreta Fiore
Enrico Lo Verso
Enrico Lo Verso (52 anni) 18 Gennaio 1964 Interpreta Gino
Piro Milkani
Piro Milkani   Interpreta Selimi
Elida Janushi
Elida Janushi   Interpreta La cugina di Selimi
Carmelo Di Mazzarelli
Carmelo Di Mazzarelli   Interpreta Spiro Tozaj
   
   
   
Un film non indispensabile. Un giovane va in Albania con un losco affarista che vuole aprire una fabbrica di calzature. Hanno bisogno di un prestanome...
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Tiziano Sossi     * * * - -
Locandina Lamerica

Un film non indispensabile. Un giovane va in Albania con un losco affarista che vuole aprire una fabbrica di calzature. Hanno bisogno di un prestanome e trovano un vecchio albanese. Ma questi fugge e il giovane lo insegue. Viaggiano insieme, ma nascono molti problemi. Oltre a essere dimenticato dal "socio", scopre che il vecchio è in realtà un italiano. Intorno a loro un paese allo sbando che campa di stenti e guarda la televisione italiana. Prenderanno una nave che li riporta in Italia. Per certi versi migliore di Ladro di bambini ma più dispersivo. Il film, pur avendo un suo valore, soffre di alcune forzature. Vuol fare sia denuncia che poesia, non riuscendo a fonderli fino in fondo. La scena finale della nave carica di albanesi (vista e stravista in tv) rischia di essere inutile e ridondante. Placido è bravo ma scompare presto. Lo Verso non è abbastanza duttile, mentre la vera sorpresa è Piro Milkani, il vecchio. In concorso alla Mostra di Venezia.

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Premi e nomination Lamerica

premi
nomination
Festival di Venezia
2
0
Nastri d'Argento
2
0
* * * - -

Fin che la barca va....

domenica 27 dicembre 2009 di Paola Di Giuseppe

Filmati d’epoca scorrono sui titoli di apertura, 1939, Mussolini entra trionfante, l’Albania è italiana.
Cinquant’anni dopo. Finito anche il regime comunista, Hoxha eliminato, caduti finalmente tutti i muri, cosa rimane da fare ad un popolo lungo la meravigliosa strada verso la felicità? Indossare un buon paio di scarpe che produrrà la ditta XY, capitali esteri ma con manodopera albanese, mediatori finanziari albanesi, e, soprattutto, presidente albanese.
E dove vanno a cercarlo Placido/Fiore continua »

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APPROFONDIMENTI | Il regista conferma la complicità con i personaggi quale specifico del suo cinema.

Gianni amelio

mercoledì 5 marzo 2014 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Gianni Amelio Penetra per noi nella «giungla dei morbidi» Gianni Amelio, autore del documentario Felice chi è diverso nelle sale dal prossimo 6 marzo distribuito da Istituto Luce e Rai Cinema. Dove per «giungla dei morbidi» si intende(va) quella parte di Villa Borghese a Roma teatro secondo un cinegiornale scandalistico di inizio anni 70 di incontri tra maschi, altrimenti definiti "invertiti", "diversi", "finocchi", "pin up boy" o "capovolti", da cui la definizione delle pratiche omosessuali come "vizio capovolto".

   

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Lamerica di Gianni Amelio racconta l'Albania postcomunista, il conflitto tra Paesi malati di benessere e Paesi agonizzanti di fame, la lacerazione religiosa tra cristiani e musulmani: affrontando le tragedie dei nostri anni il cinema va oltre il documento e oltre la cronaca, dà loro forza simbolica, condensazione, il pathos dei destini individuali nelle catastrofi collettive. Il nuovo film di Amelio non è bellissimo e perfetto come Il ladro di bambini, ha molti squilibri e difetti, ma è importante: forse destinato a rimanere proverbiale, a rappresentare le migrazioni della fame e le mistificazioni televisive contemporanee, lo spirito del tempo. »

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Lontano dalla recente ricchezza e dalla recente volgarità italiane, lontano da un’avidità fattasi cultura, dal passato riemerge un fantasma. Gino fatica a riconoscerlo. Come ogni fantasma, si mostra ai suoi occhi - e ai nostri - occultato sotto i veli della cattiva coscienza. C’è un modo sicuro per smascherare i fantasmi: guardare in essi come in uno specchio. Così fa, sin dall’inizio, il cinema di Amelio (e questo è più che sufficiente a riscattare didascalismi e stereotipi). La macchina da presa indugia sui volti degli uomini, delle donne, dei vecchi, dei bambini: sugli occhi impauriti ma non rassegnati, sugli sguardi smarriti ma non disperati. »

di Luigi Paini Il Sole-24 Ore

Era un viaggio in Italia, quello raccontato da Gianni Amelio in Il ladro di bambini. Insieme con Antonio (Enrico Lo Verso), il carabiniere che doveva ricondurli nel chiuso di un orfanotrofio, i piccoli Rosetta e Luciano percorrevano la penisola dal Nord al Sud, attraversando l’anonimia colpevole delle sue città, lo scempio volgare della sua anima. Sono in viaggio, ancora, i due protagonisti di Lamerica: il vecchio Spiro (Carmelo Di Mazzarelli, esordiente e bravissimo) e il giovane Gino (di nuovo Lo Verso, forse un po’ meno intenso rispetto al film precedente) percorrono le desolazioni dell’Albania postcomunista eppure, non c’è quasi mai nemmeno il dubbio che sia anche un altro il territorio che Amelio fa loro attraversare. »

di Leonardo Jattarelli Il Messaggero

La presa di coscienza di se stessi passa, necessariamente, attraverso un cammino di “redenzione”. Una sorta di calvario personale e sociale che ha il sapore minimalista di un’indagine interiore per allargarsi e diventare affresco storico, politico, umano. Al di là del velo squarciato, c’è la libertà: «Ho intitolato il mio film Lamerica , una sola parola. Che può essere: sogno, utopia, speranza. L’America, in fondo, è la terra dove tutti i miracoli sono possibili». Gianni Amelio nel ’94, anno di uscita di quello che è considerato il suo capolavoro assoluto interpretato da Enrico Lo Verso, Michele Placido e Carmelo Di Mazzarelli, parlava con intensità e grande amore di questo suo ennesimo “figlio” nato dalla costola de Il ladro di bambini («Ho girato Il ladro. »

Lamerica | Indice

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