Bobby Fischer Against the World

Un film di Liz Garbus. Con Bobby Fischer, Boris Vasil'evic Spasskij Titolo originale Bobby Fischer Against the World. Documentario, Ratings: Kids+16, durata 90 min. - USA, Gran Bretagna, Islanda 2011. - MYMOVIESLIVE! uscita lunedì 23 gennaio 2012. MYMONETRO Bobby Fischer Against the World * * * - - valutazione media: 3,35 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,35/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
Alti e bassi di un personaggio avvolto nel mistero che ha affascinato milioni di americani.
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primo piano
Rifuggendo dallo stereotipo del genio folle, una ricostruzione che mette in luce la dimensione più umana del controverso campione di scacchi
Giancarlo Zappoli     * * * - -

Nato nel 1943 e morto nel 2008 Bobby Fischer è stato sicuramente un grande scacchista se non il più grande. Il documentario prodotto dall'HBO ne ripercorre la biografia utilizzando le testimonianze di chi lo ha conosciuto direttamente, integrate con un'ampia selezione di materiali video. Ne emerge un ritratto che ha al centro il famosissimo incontro in Finlandia con Boris Spassky tenutosi nel 1972 e avente in palio la corona mondiale allora detenuta dal russo e conquistata in quell'occasione dall'americano. Ciò che però più interessa Liz Garbus sono la complessa psicologia del personaggio nonché i segni impressi su di lui da un'infanzia e un'adolescenza non particolarmente felici se non per i successi scacchistici.
Il cinema si era già avvicinato a distanza di sicurezza alla sua figura con Sotto scacco, in cui ci si occupava di un bambino che lo vedeva come un mito. In questo documentario il mito resiste su un piano, diciamo così, professionale mentre si sgretola su quello interiore. Fischer, figlio di genitori ebrei e con un padre naturale praticamente mai conosciuto, dopo la vittoria non solo scomparirà perdendo a tavolino il titolo ma, quando deciderà di tornare sulla ribalta, lo farà trasformato in un antisemita viscerale oltre che in un contravventore delle disposizioni del governo americano. Subendo quindi una condanna ed essendo costretto a vagare all'estero. Garbus gioca con grande perizia le carte che si trova a disposizione, rifugge dal delineare l'ormai stucchevole stereotipo del genio folle cercando invece di scavare alla ricerca delle cause profonde del malessere esistenziale che portò Fischer a innescare una vera e propria patologia. Più che le testimonianze, peraltro di prima mano, di chi lo conobbe non superficialmente sono di grande interesse le immagini (di repertorio e non) che lo ritraggono sin da bambino quasi incatenato alla scacchiera. È come se re, regina, cavallo ecc. fossero divenuti i pezzi di un gioco la cui posta era molto più alta di una vittoria contro l'avversario seduto sulla sedia di fronte. Concentrando su di sé tutta la sua energia gli scacchi impedivano a Fischer di trovare il tempo per meditare su se stesso e sulla propria fragilità. Garbus inserisce anche, senza pedanteria, una riflessione sul ruolo che gli scacchi ebbero nel confronto tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Si trattava di avversari di una guerra tattica, come è quella sulla scacchiera, che la testimonianza dell'allora Segretario di Stato Henry Kissinger mette chiaramente in luce. Siamo quindi di fronte a una ricostruzione che potrà deludere gli appassionati del gioco che non avranno a disposizione una sovrabbondanza di informazioni sulla perizia tecnica di un loro beniamino. Troverà invece il favore del più vasto pubblico di coloro i quali, dietro alla facciata di ascese e cadute, vanno alla ricerca della dimensione più umana e interiore di un personaggio come Bobby Fischer.

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Premi e nomination Bobby Fischer Against the World

premi
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Newport Beach
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Il talento come prigione

venerdì 20 gennaio 2012 di Alessio Trerotoli

Un documentario che sembra uscire dalla penna di un romanziere: l’incredibile storia di un talento (in parte) sprecato, quello di Bobby Fischer, probabilmente il più grande scacchista di sempre, diventato campione del mondo a 29 anni e poi scomparso dalle scene per (auto)imprigionarsi in un vortice di paranoia e solitudine. Una storia coinvolgente su un genio che ha dedicato la sua vita ad una passione, toccando il cielo con un dito prima di sparire nel nulla: “è come se di Picasso conoscessimo continua »

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Niente è più curativo di un gesto umano

giovedì 26 gennaio 2012 di angelo umana

Quello che nel 1972 ci sembrò un “normale” campionato mondiale di scacchi fu il punto di arrivo e la ripartenza per una vita un po’ disordinata di quel ragazzone 29enne dall’andatura sgraziata. Anche in questo sta il merito del regista del documentario “Bobby Fischer against the world”: nell’averci fatto conoscere l’uomo che stava dentro il campione. I drammi vissuti da bambino, un “upset child” come è definito nel film, il difficile rapporto con la madre, l’adulto suo amico che scopre essere suo continua »

bobby fischer
"Niente è più curativo di un gesto umano!"
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qualcuno che lo conosceva
"Il genio è dato non solo dal talento ma dal desiderio di volerlo applicare"
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APPROFONDIMENTI | Regista dai progetti ambiziosi, una delle documentariste più interessanti del mondo.

Liz garbus

mercoledì 18 gennaio 2012 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Liz Garbus Ama le cause difficili Liz Garbus, una delle principali documentariste del mondo, spesso guardata in cagnesco dall'establishment americano. Sugli argomenti dei suoi film ha sempre uno sguardo obliquo. Ad esempio, da lunedì 23 gennaio, grazie a MYMOVIESLIVE!, potrete vedere l'ottimo Bobby Fischer Against the World e farvi un’idea di come alla cineasta (e alla sua socia storica Rory Kennedy, con la quale ha fondato la società di produzione Moxie Firecracker Films) interessino non tanto le storie personali dei personaggi che racconta quanto il contesto storico e sociale che fa da sfondo.

   

INTERVISTE | Parla Francesco Gervasio dell'Accademia degli Scacchi.

Il miglior scacchista di sempre

venerdì 20 gennaio 2012 - Nicoletta Dose

A proposito di Bobby Fischer, il miglior scacchista di sempre La Morte, il computer, il mondo intero. Il cinema, sul piccolo tavolo degli scacchi, ha disputato grandi partite memorabili. L'uomo da una parte, la Morte dall'altra ne Il settimo sigillo (1956), la mente umana da un lato e quella meccanica del supercomputer dalla parte opposta in 2001: Odissea nello spazio (1968). Bergman e Kubrick sapevano bene che, tra le mosse di due scacchisti, entrano in gioco, non solo razionali e ponderate tattiche di gioco, ma anche l'impegno a dimostrare il proprio valore, un riscatto umano e sociale che passa attraverso torri e regine.

   

NEWS | Al via l'iniziativa che porta su MYmovies.it 26 film inediti.

Il debutto

lunedì 23 gennaio 2012 - a cura della redazione

MYMOVIESLIVE!, il debutto A partire da oggi, tutte le sere alle 21.30 per 365 giorni all’anno, MYmovies.it distribuirà su MYMOVIESLIVE! una selezione di 26 film inediti in Italia presentati nei maggiori festival internazionali. Selezionato da Mario Sesti per l’ultima edizione del Festival del Film di Roma, Bobby Fischer Against the World di Liz Garbus, in collaborazione con Feltrinelli Real Cinema, è il primo film in programma, da stasera a domenica 5 febbraio. Tra gli altri titoli che verranno presentati nel 2012 Project Nim del premio Oscar James Marsh, I Don’t Want to Sleep Alone di Tsai Ming-liang e Mother of Rock di Paul Clarke.

   

GALLERY | Le foto del film sulla leggenda mondiale degli scacchi.

La vera partita era nella sua mente

venerdì 13 gennaio 2012 - Luca Volpe

Bobby Fischer Against the World, la vera partita era nella sua mente Fu definito una primadonna, un eccentrico, un paranoico, persino "l'uomo più arrogante del mondo", ma nessuno, mai, osò mettere in dubbio la sua supremazia alla scacchiera. Bobby Fischer Against the World, diretto da Liz Garbus, racconta la straordinaria vita dell'uomo che ad appena 14 anni diventò il più giovane Grande Maestro della storia. Era il 1958 quando Bobby Fischer iniziò una carriera che lo avrebbe trasformato in una leggenda mondiale. Per i successivi 15 anni, la sua strabiliante ascesa inchiodò il mondo agli schermi televisivi e contribuì a far diventare il gioco degli scacchi un fenomeno internazionale.

VIDEO | I sei minuti più intriganti del film di Liz Garbus.

Su mymovieslive!

domenica 22 gennaio 2012 - Nicoletta Dose

Bobby Fischer Against the World su MYMOVIESLIVE! Il suo incubo peggiore? Una vita senza scacchi. Bobby Fischer non amava le donne e non nascondeva di essere antisemita. Era un solitario, un po' antipatico, incline alla provocazione e all'immoralità, un uomo che desiderava vivere in una casa a forma di torre e adorava avere un guardaroba zeppo di abiti eleganti e scarpe di lusso. E poco altro. Una scacchiera di 64 caselle (che il destino volle essere anche l'età in cui morì all'improvviso nel 2008) gli sarebbe bastata per vivere una vita piena e soddisfacente.

   

Bobby Fischer vs Bobby Fischer

di Margherita Merlo Media Critica

L’abilità di Liz Garbus, affermata e innovativa autrice di documentari, sta nel prendere un fatto con un proprio universo spaziotemporale e portare l’analisi al di là di tempo e luogo, inserendo in essa la componente umanistica dei soggetti indagati. Protagonisti non sono artisti osannati, celebrità, capi di stato, eroi della storia, piuttosto persone che hanno fatto la propria di storia attraverso azioni, ammirabili o criticabili non è importante. Dalla testimonianza di sei detenuti del più grande carcere di massima sicurezza in America (The Farm: Angola, USA), a quella di una condannata alla pena di morte (The execution of Wanda Jean), passando per la storia di un’ebrea che è riuscita a vincere contro la violenza di chi la voleva cancellare dalla faccia della terra (The Nazi Officer’s Wife), e l’elenco è molto fornito. »

Il re sotto scacco

di Vittorio Giacopini Il Sole-24 Ore

Voglio soltanto giocare a scacchi», aveva detto una volta, e non scherzava. Per tutta la vita, Bobby Fischer - il genio degli scacchi - ha cercato di essere fedele a questo programma e tutta la sua vita ne è stata la smentita, paradossale. Lui che voleva isolarsi in un mondo a parte, lui che cercava l’elusiva sicurezza di una dimensione protetta, controllabile, ha finito per ritrovarsi proprio al centro della scena. Tragica ironia. Nel bel film di Liz Garbus, Bobhy Fischer Against the World, nelle sale da domani, questo paradosso è intuito a intermittenza. »

di Peter Bradshaw The Guardian

Liz Garbus's gripping documentary about the life and times of the troubled American chess genius Bobby Fischer asks a number of questions. Did Bobby's missing dad create an emotional void which was neurotically filled with chess? Is there something in the game that encourages immersive obsession and ultimate madness? Would Fischer have gone the same way if he had been a plumber or a welder? And why is it that antisemitism is the bigotry of choice for mentally ill people? Non-chessers like me are already basically aware of the second and third acts of this American life. »

di Philip French The Observer

During the summer of 1972 the world was riveted by the cold war drama of the chess games in Iceland between the Soviet chess master Boris Spassky and his American challenger Bobby Fischer. I remember it well as I produced George Steiner's series of analyses of the contest for BBC Radio 3. Steiner's classic essay on the affair for the New Yorker was published in book form the following year as The Sport Scene: White Knights of Reykjavik. Liz Garbus's fascinating but rather low-key documentary traces Fischer's life from childhood prodigy to the burgeoning insanity that culminated in his lonely, isolated death as a paranoid, antisemitic and anti-American Jewish American in 2008. »

Bobby Fischer Against the World | Indice

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