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Tris di donne & abiti nuziali |
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Un film di Vincenzo Terracciano.
Con Sergio Castellitto, Martina Gedeck, Paolo Briguglia, Raffaella Rea, Salvatore Cantalupo.
continua»
Commedia,
durata 98 min.
- Italia 2009.
- 01 Distribution
uscita venerdì 18 settembre 2009.
MYMONETRO
Tris di donne & abiti nuziali
valutazione media:
2,95
su
19
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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![]() Nel tentativo di recuperare i toni agrodolci e l'arguzia rappresentativa della commedia all'italiana, Terracciano gioca tutto su Castellitto e dimentica di creargli attorno un contesto efficace |
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Edoardo Becattini
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Franco Campanella è un ex impiegato delle poste che non arriva ai mille euro al mese di pensione, devoto alla propria famiglia e dedito al vizio del gioco. Alla vigilia delle nozze della figlia maggiore Luisa, giovane insegnante appassionata di poesia, Franco promette alla moglie Josephine di impegnarsi a fare economia per sostenere personalmente le spese del matrimonio. Ma dopo che gli viene rifiutato un fido bancario, Franco ricomincia a scommettere e a frequentare ogni bisca del napoletano, perdendo fino a indebitarsi con strozzini e camorristi per una cifra da decine di migliaia di euro.
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premi nomination |
Nastri d'Argento 0 1 |
Critica, a che cosa servi?
lunedì 21 settembre 2009
di marezia
Pellicola cupa e nei colori e nelle atmosfere. Nella Napoli di Terracciano non si canta né si ride; la tanto famosa allegria campana non c'è, al contrario c'è la solitudine, solitudine in famiglia e fuori. Il filo rosso del film è il gioco che a volte può essere al servizio di una nobile causa come i preparativi di un matrimonio (e al Sud infatti in molti la pensano così), altre paradossalmente utile a salvarsi dalle sue stesse conseguenze. Seppure con alcuni difetti di sceneggiatura (che poteva continua » |
Guard’ ’o mare a margellina…..
sabato 19 settembre 2009
di Lisbeth
Una Napoli post moderna, dove Totò ed Eduardo non saranno mai dimenticati (e come potrebbero?) mais tout s’en va, dalle montagne di spazzatura gomorriana spunta un nuovo eroe del rione sanità, ex mezze maniche, pensionato baby delle Poste, tale Franco Campanella,uomo che di qualità ne ha veramente poche, ma così poche da non vincere nemmeno la partita a carte con la moglie nella cucina di casa, e la posta in gioco era rinnovare fasti notturni dimenticati da un pezzo con lei. Giocatore d’azzardo continua » |
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Un uomo ridicolo e il suo riscatto
venerdì 25 settembre 2009
di ciccio capozzi
“TRIS DI DONNE & ABITI NUZIALI” di VINCENZO TERRACCIANO; ITA,09. Franco è ossessionato dal gioco. In cerca dell’ipotetica “rivincita” che lo ripagherà, consuma se stesso e la famiglia, mettendosi nelle mani della malavita. E’ un film decisamente strano. Costruisce la personalità di un perdente a vita, attorniato da figure femminili forti, che si vive come un bambino che cerca nel gioco d’azzardo la ragione di vita che ha dentro di sé. Egli è completamente deresponsabilizzato. Non esiste né famiglia, continua » |
Che scemenza!
giovedì 27 gennaio 2011
di ultimoboyscout
Mediocre è dire poco, è un film noioso e piatto, banale e stupido, dove tutto ruota intorno al solo Castellitto che tra l'altro non se la cava nemmeno male, nei panni di un omino irresponsabile e meschino, mediocre (appunto come il film...) e schiavo della famiglia e dei suoi innumerevoli vizi, primo fra tutti il gioco. A rendere il tutto pesante ci si mettono pure malinconia e scarsa allegria e senso di impotenza che si respirano per tutto il film. continua » |
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| Josephine (Martina Gedeck) | |
| Sei un povero disgraziato; ma nella vita non bisogna mai arrendersi ed io con te non lmi sono ancora arresa | |
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| Franco Campanella (Sergio Castellitto) | |
| Banco! | |
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| Franco | |
| Stasera potevi diventare un professionista e invece sei un giocatore | |
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DVD | Tris di donne & abiti nuzialiUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 20 gennaio 2010
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INTERVISTE | I rapporti tra il film di Terracciano e la commedia all'italiana.Una nuova visione di napoli
martedì 15 settembre 2009 - Marlen Vazzoler
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Una commedia nera tra il Vomero e il gioco
di Valerio Caprara Il Mattino
Un film divertente e intelligente. Grazie alle sue incisive qualità: la resa delle recitazioni (facce, gag) che fanno corona al mattatore; i riscontri ambientali che determinano l’azione e non solo gli sfondi; le soluzioni di regia poste al servizio del quadro di cui sopra. In «Tris di donne & abiti nuziali», Vincenzo Terracciano scivola in souplesse tra il tema classico dell’autodistruttiva passione per il gioco e quello inedito di un certo familismo sudista, «funzionale» nella solidarietà ancorché irregolare o estremo nei comportamenti. » |
Giocatori e balordi: la famiglia perfetta
di Alberto Crespi L'Unità
Un piccolo California Poker alla partenopea che è rimasto schiacciato dai «colossi » veneziani: destino ovvio e immeritato, quello di Tris di donne e abiti nuziali, film di Vincenzo Terracciano passato a Venezia in una sezione collaterale. Ovvio perché non è un «film da festival», nell’accezione più scontata del termine, e perché nell’overdose di film italiani alla Mostra non poteva competere con i vari Placido, Comencini e Tornatore; immeritato perché è un «film da pubblico», che piacerà agli spettatori – e che questo tipo di cinema venga snobbato dai festival è naturalmente un problema dei festival, e non dei film. » |
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Castellitto mattatore posseduto dal gioco
di Alessandra Levantesi La Stampa
Presentata nella sezione «Orizzonti» con tutti i giornalisti impegnati nel TotoLeone, ha ricevuto meno attenzione di quella che meritava l’ultima pellicola nostrana in programma a Venezia. Parliamo di "Tris di donne e abiti nuziali" del napoletano Vincenzo Terracciano dove si raccontano le peripezie di un ex impiegato delle poste posseduto dal demone del gioco (Sergio Castellitto) che, illuso di poter vincere e pagare le spese di nozze della figlia, finisce in una spirale debitoria senza via d’uscita; mentre la moglie tedesca (Martina Gedeck) per mantenere la baracca si affatica alla macchina da cucire. » |
Il giocatore Sergio Castellitto ha la vocazione del perdente
di Paolo D'Agostini La Repubblica
C’è qualcosa di aristocraticamente, ricercatamente demodé nel trascorrere di Castellitto da Veronesi a Rivette, per dire i due estremi. Sempre con l’aria di chi, senza lasciarsi troppo toccare da quanto si dice intorno, è certo di rimanere se stesso tanto nel concedersi alla commedia popolare quanto nel lusso di abbeverarsi alla fonte di un guru del minoritarismo. Con Terracciano continua il suo eclettico percorso di neoMastroianni: plasmabilissimo ma al fondo arcisicuro di sé. Disegnando, in un film che ha i suoi difetti ma che sa anche conquistare un tono particolare e che ritrae Napoli secondo un’angolazione inusuale, un bel personaggio di giocatore dalla vocazione inesorabilmente perdente. » |
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