La Papessa

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Un film di Sönke Wortmann. Con Johanna Wokalek, David Wenham, John Goodman, Iain Glen, Anatole Taubman.
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Titolo originale Die Päpstin. Drammatico, durata 149 min. - Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna 2009. - Medusa uscita venerdì 4 giugno 2010. MYMONETRO La Papessa * * * - - valutazione media: 3,02 su 34 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,02/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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Nel momento più critico per la Chiesa, una giovane monaca inglese decide di assuemere l'identità del fratello morto alla ricerca di un riscatto personale e morale che la porterà ad una sorte inaspettata.
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primo piano
Torna sullo schermo la donna che si fece monaco benedettino e poi papessa in barba alla Chiesa
Marzia Gandolfi     * 1/2 - - -

Nata nell'inverno dell'814 d.c., Johanna è la figlia indesiderata del prete del villaggio, che investe il suo tempo a istruire i figli maschi e a battere la consorte. Ostinata e decisamente illuminata, Johanna viene notata dal maestro greco Esculapio che, vincendo la ritrosia paterna, asseconda ed educa la sua sensibilità. Ma la partenza dell'anziano saggio, rigetterà la fanciulla al suo destino di donna, almeno fino a quando Johanna non si darà alla fuga, scegliendo per sé un diverso avvenire nella scuola della cattedrale di Dorstadt. Protetta dalla nobiltà del Conte Gerold, avvierà, tra gelosia e dileggio, i suoi studi. Invaghitasi di Gerold, proverà a resistere a quel sentimento votandosi ai libri e alla cultura ma la guerra e la crudeltà delle irruzioni sassoni li separeranno. Johanna, costretta a risolvere la propria sorte e indossati abito e identità maschili, troverà riparo nel monastero benedettino di Fulda, dove verrà edotta nell'arte medica e nella teologia col nome di Johannes Anglicus. La paura di essere scoperta e punita come impostore la porterà infine a Roma, dove la sua dedizione ai malati e gli incredibili successi professionali non passeranno inosservati. Condotta al talamo di Papa Sergio, afflitto dalla malattia, ne diventerà presto medico e consigliere. Scampato alla morte il Santo Padre, poi avvelenato da vescovi invisi, il monaco guaritore è destinato ad occupare il seggio di Pietro. L'incontro inaspettato con Gerold e la congiura di chi brama a deporla, lambiranno e minacceranno l'autorità spirituale del "Papa Populi".
La Papessa è la seconda carta degli Arcani Maggiori dei Tarocchi e rappresenta la coscienza femminile opposta al principio maschile (il Bagatto). Raffigurata come una sacerdotessa o in vesti da monaco, è simbolo di sapienza e intende la conoscenza. Questa è pure l'interpretazione e la lettura che Sönke Wortmann attribuisce alla "papessa" ispirata dalle pagine del bestseller della statunitense Donna Woolfolk.
Non è certo la prima volta che il cinema si dedica a Johanna Anglicus, la donna che in barba alla misoginia integralista della Chiesa occupò la carica di Pietro e regnò presumibilmente tra Leone IV e Benedetto III. Mito o leggenda medievale, la donna che si fece monaco benedettino e poi Papa Populi fu interpretata nel 1972 dal fascino norvegese di Liv Ullman nel film di Michael Anderson. Diversi anni e pontefici maschi dopo è Johanna Wokalek a portarla sullo schermo in un film che ripropone il genere storico e la dimensione del kolossal.
Dopo l'Agorà di Amenábar, storia delle filosofa e astronoma Ipazia colpita a morte dai colpi dell'intolleranza religiosa nell'Alessandria d'Egitto del IV secolo, compete a Wortmann l'accesso di una donna illuminata alla piazza e all'arena allestita dagli uomini. L'ottica prescelta è la medesima e dispone il sesso gentile a baluardo della forza del pensiero e della conoscenza in un mondo destinato agli uomini. Padri, tutori, della legge e della religione, che guardano alla donna come una versione imperfetta dell'uomo, "naturalmente" più adatta alla riproduzione, alla cura dei figli e a una vita all'interno della casa. Niente stelle da guardare, niente libri da consultare, nessuna presenza o attività sulla scena sociale.
Il limite del film sta però nel non riuscire a trasformare in cinema le ambizioni programmate e il valore del soggetto trattato. La ricostruzione approssimativa, la sottotrama romantica, i personaggi appena abbozzati tolgono consistenza alla credibilità del racconto e all'esistenza di una donna pontefice compromessa dal "capitano di Gondor" di David Wenham e omessa (presumibilmente?) dalle registrazioni storiche.

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Premi e nomination La Papessa MYmovies
il MORANDINI
Incassi La Papessa
Primo Weekend Italia: € 173.000
Incasso Totale* Italia: € 765.000
Ultima rilevazione:
Box Office di lunedì 25 ottobre 2010
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Film meravigliospo

sabato 5 giugno 2010 di august

A parte qualche piccolo difetto La Papesa di Sönke Wortman è uno dei film piú belli degli ultimi anni. il montaggio di Hans Funck é stupendo dà un ritmo bellissimo ed incalzate a tutto il film e la fotografia di Tom Fährmann é veramente molto bella sia nell'episodio bavarese che presenta la bellezza della natura tedesca ma anche i problemi del piccolo popolo sassone allo splendore di una Roma che non vuole rinunciare all'impero. Non ci sono anacronismi degni di rilievo e le scene di battaglia continua »

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La papessa, un ottimo film.

domenica 14 novembre 2010 di 7alieni

accantonando per un momento la storia di una donna fattasi papa, "la papessa" descrive dettagliatamente la situazione in cui versavano le donne intorno all' 814 d.c. ; sottomesse all'uomo, visto come essere superiore, e allontanate dalla cultura. Identificate solo  come strumento di procreazione e serve del mantenimento della specie. Il loro ruolo veniva cosi limitato all'essere madri e serve ma Giovanna (Jhoanna wokalek), fin da bambina, evidenzia una forte resistenza continua »

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Sopravviverete anche senza averlo visto.

sabato 7 agosto 2010 di www.federicoremiti.com

La Papessa, film tedesco della Constantin Film, mi ha lasciato per tutto il primo atto senza fiato. Fotografia Hollywoodiana, perfetta a dir poco e particolarissima. La recitazione dei bambini senza fiato (con i limiti del doppiaggio), scenografia stupenda. L'interpretazione del padre di Giovanna ottima, anche se un filino esagerata. Comunque, un ottimo film, con ritmo ed emozioni forti. Mentre si dipana la storia però, si vede la costruzione Hollywoodiana che rovina il film. Il marchingegno, continua »

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Appunti di fantascienza storica

lunedì 23 agosto 2010 di dario carta

Maliziosa provocazione e discutibile dissertazione su un presunto fatto storico,”La Papessa” del regista Sonke Wortmann,film ispirato al romanzo della scrittrice americana Donna Woolfolk Cross,raccoglie,come la sua fonte letteraria,frammenti di voci di una tradizione popolare per narrare una vicenda costruita in una dimensione fantastica della Chiesa di Roma. Nell’etere dissacratorio fra leggenda e tradizione,il film narra la vita di Johanna (Johanna Wokalek,”Baader Meinhof”),figlia di un pastore continua »

Lotte Flack
Come può la donna essere inferiore all'uomo nella creazione. Lei fu creata da una costola di Adamo, ma Adamo fu creato dall'argilla. Eva ha quindi la medesima origine. In quanto a forza di volontà, la donna può essere considerata superiore all'uomo. Eva mangiò la mela per amore della conoscenza e dell'erudizione. Adamo mangiò la mela soltanto perchè fu Eva a chiederglielo.
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lotte Flack
"Come può la donna essere inferiore all'uomo? Eva mangiò la mela per amore della conoscenza e dell'erudizione ed è ora di un risveglio femminino. La terra è madre… non padre!"
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Johanna
L'amore è pazienza, l'amore è gentilezza, l'amore non è mai rabbia...
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LIBRI | L'unica donna che secondo il mito salì alla più alta carica della Chiesa Cattolica.

Il libro

venerdì 4 giugno 2010 - Fabio Secchi Frau

La papessa, il libro Alcuni episodi della vita della Papessa Giovanna, presumibilmente vissuta nell'800 d.C., romanzati fra carne e sacralità da Donna Woolfolk Cross (ed. Newton Compton, 2010). Un libro di spirito, ma anche di desideri e ambizioni intellettive, dichiaratamente contro la rigidità sacrale del mito probabilmente non ancora molto conosciuto, dove il ritratto di una presunta e venerata donna che arrivò a regnare sulla Chiesa nella carica più alta tuttora esistente, è una scusa per descrivere la vita di una donna emancipata come quelle odierne.

Quanti fulmini su questa "Papessa" che ama lotta e sbaglia, in un Medioevo sobrio e credibile

di Francesco Alò Il Messaggero

Fumate nere: il regista Volker Schlöndorff litiga con i produttori e lascia, l'attore americano John Goodman fa una causa da tre milioni di dollari e prova a scappare, il budget arriva a 22 milioni di euro ma il film poi non esce in Usa e in gran parte d'Europa. Fumata bianca: La papessa di Sönke Wortmann non è poi così male. Il regista de Il miracolo di Berna fa il miracolo. La problematica coproduzione che racconta la storia di Johanna, la donna che forse divenne papa nel IX secolo d.C., è un Agorà meno fasullo. »

La Papessa è incinta

di Alessandra Levantesi La Stampa

Robin Hood non è il solo personaggio di leggenda «che però, chissà, magari almeno in parte è vera» proposto attualmente sui nostri schermi. Da oggi abbiamo anche Giovanna di cui si favoleggiò che, entrata in Vaticano nell'847 sotto le mentite spoglie di frate Johannes Anglicus per curare papa Sergio II, ebbe qualche anno dopo, alla morte di Leone IV, la ventura di venir eletta papa con il nome di Giovanni VIII. Ma l'impostura fu smascherata durante la tradizionale processione pasquale da San Pietro al Laterano, quando un incidente di percorso provocò nella papessa, segretamente incinta, un parto prematuro. »

Storia, vera o presunta, di un'emancipazione

di Davide Turrini Liberazione

Confessiamo di avere due debolezze. La prima è per i film storici, o presunti tali. La seconda è per Johanna Wokalek che, dopo averci deliziato con la Gudrun Ensslin de La banda Baader-Meinhof , appare ne La papessa al minuto quarantuno. Non che il film diretto dal tedesco Sonke Wortmann sia basato interamente sull'arte performativa della Wokalek, ma la robusta presenza di questi occhioni azzurri sfumati sulla bruma teutonica d'alto medioevo per almeno un'ora e venti di film (in tutto son due ore e trenta) rendono La papessa un po' quello che Elizabeth è stato per Cate Blanchett: camouflage in costume per diafane attrici di spessore. »

Annoia la storia della donna che si finge uomo e diventata papa

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Quando ci si mettono, i tedeschi fanno dei fumettoni da brivido. Roba da annientare la formidabile concorrenza americana. Questo loffio melodramma in costume si svolge nel IX secolo, per l'esattezza, nell'anno 814, a Ingelheim, Franconia. La poverissima Giovanna riesce a sfuggire a un fanatico arcibigotto padre padrone. Il vescovo di Dorstadt, fiutandone la stoffa, dirotta la ragazzina, nel frattempo cresciuta (Johanna Wokalek), nella vasta famiglia del generoso conte Gerald (David Wenham). Questi, come Woody Allen, s'innamora della figlia adottiva, anche se non va oltre un casto bacio nel fiume. »

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