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La doppia ora
Un film di Giuseppe Capotondi.
Con Ksenia Rappoport, Filippo Timi, Antonia Truppo, Gaetano Bruno, Fausto Russo Alesi.
continua»
Thriller,
durata 95 min.
- Italia 2009.
- Medusa
uscita venerdì 9 ottobre 2009.
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Al centro di tutto, la bellezza perturbante di un’affascinante Torino e quella di una donna al centro di intrighi pericolosi…
![]() Una coppia di attori validi per un film scommessa
Giancarlo Zappoli
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Sonia è di Lubiana ed è cameriera in un hotel. Guido è stato poliziotto e ora è custode in una villa fuori città. Guido frequenta da qualche tempo gli speed date ed è lì che incontra Sonia. Basta quel primo incontro perché i due provino un'attrazione reciproca che spinge Guido ad invitare Sonia nella villa in assenza del padrone. Lì i due vengono aggrediti da una banda di ladri che svuota la villa. Uno di loro sta per violentare la giovane donna e Guido si getta su di lui per proteggerla… |
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premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Nastri d'Argento 0 2 |
David di Donatello 0 1 |
Il nipotino di hitchcock.
domenica 11 ottobre 2009
di PGakaPG
Si può passare dal mondo dei video musicali e degli spot pubblicitari a quello del cinema senza paracadute? Evidentemente no, nel passato abbiamo visto molti tonfi, forse troppi. Ma non è questo il caso perchè il regista, esordiente, fa capire di aver ben compreso la lezione di un grande maestro come Hitchcock, il quale affermava che il cinema deve saper raccontare una storia facendoci provare l'insicurezza, la paura, il sollievo e talvolta la compassione. Retto da una solida sceneggiatura, continua » |
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| Guido (Filippo Timi) a Sonia (Ksenia Rappoport) | |
| Non ero preparato a te. | |
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DVD | La doppia oraUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 10 febbraio 2010
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INTERVISTE | L'esordio di Giuseppe Capotondi incrocia i sentieri del film di genere.Doppio sguardo sul noir
martedì 6 ottobre 2009 - Edoardo Becattini
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INTERVISTE | La Indigo e il suo rapporto con le opere prime.Filippo timi e il finto infarto al provino
giovedì 10 settembre 2009 - Marlen Vazzoler
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Sorpresa, la mente è uno spettacolo
di Dario Zonta L'Unità
Nello strano Paese in cui viviamo, provinciale più che mai, si manda agli Oscar a rappresentare il cinema italiano il film che meno rappresenta le dimensioni produttive del nostro cinema, Baarìa, con i suoi 25 milioni di euro dichiarati (e chissà quanti reali) che hanno prosciugato in un sol colpo il «fus» della Medusa(e s'avvicinano alla somma del fus statale attuale) e si snobba (come ha fatto la critica a Venezia) il film italiano più «internazionale » degli ultimi anni, La doppia ora di Giuseppe Capotondi, che non a caso è stato oggetto di molte richieste per remake hollywoodiani. » |
di Roberto Pugliese Il Gazzettino
Ultimo, e decisamente il migliore, del poker di italiani in concorso, "La doppia ora" dimostra quanto sia sterile la polemica innescata a proposito del film sul ’68 di Placido prodotto sotto l’egida berlusconiana. Perchè il problema non è (solo) chi produce e distribuisce ma (soprattutto) chi c’è dietro la macchina da presa. Anche l’opera prima di Giuseppe Capotondi ha il tocco della Medusa, ma reca pure il marchio della preziosa e oculata Indigo Film, animata Francesca Cima oltre che da Nicola Giuliano e Carlotta Calori, l’etichetta di qualità cui dobbiamo i film di Paolo Sorrentino e "La ragazza del lago" di Molaioli. » |
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di Valerio Caprara Il Mattino
"Debutto coraggioso, quello del quarantunenne Giuseppe Capotondi arruolato in concorso con il noir 'La doppia ora'. In un quadro di cinema casalingo minimalistico e autoreferenziale (quando non sgangheratamente socio-politico), un film come questo, modulato con passione e competenza sull'eco di classici di genere alla Hitchcock o Lang, rappresenta infatti una sfida senz'altro da valorizzare. Capotondi punta forte su Ksenia Rappoport e Filippo Timi per intrecciare davanti e dietro ai loro e ai no » |
La doppia ora: due film in uno per Giuseppe Capotondi, ultimo italiano in concorso
di Alberto Crespi L'Unità
Chiuso il poker di film italiani in concorso. La doppia ora era sulla carta il titolo meno garantito e, sulla carta, più stuzzicante. Perché è un'opera prima, e non accade spesso che gli esordienti italiani ottengano tanta attenzione da un concorso così importante. Giuseppe Capotondi è giovane, ma non è un ragazzo: vive dal 2004 a Barcellona e ha un ricco curriculum di pubblicità e video musicali. Per esordire ha scelto un genere che non passa mai di moda, il thriller. Ma con risvolti che sfociano (o sembrano sfociare) nel paranormale. » |
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