Apocalypto

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Un film di Mel Gibson. Con Rudy Youngblood, Dalia Hernandez, Jonathan Brewer, Morris Birdyellowhead, Carlos Emilio Baez.
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Azione, durata 139 min. - USA 2006. - Eagle Pictures uscita venerdì 5 gennaio 2007. - VM 14 - MYMONETRO Apocalypto * * * - - valutazione media: 3,32 su 338 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,32/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * 1/2 -
Un uomo, la cui esistenza è stata sconvolta dagli invasori, intraprende una viaggio pieno di pericoli in un mondo dominato dalla paura e dall'oppressione.
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Zampa di Giaguaro è un giovane cacciatore Maya, figlio del capo del suo villaggio. La sua vita viene sconvolta dall’arrivo di guerrieri della città vicina, che uccidono molte persone e rapiscono le rimanenti per venderle o offrirle in sacrifici ai loro dei. Zampa di Giaguaro riesce inaspettatamente a fuggire: si scatena una caccia all’uomo senza esclusione di colpi. Ma Zampa di Giaguaro ha una spinta in più: la moglie –incinta in stato avanzato – si è nascosta in una specie di profondo pozzo naturale con il primo loro bambino, da cui ella non potrà uscire senza l’aiuto del marito.
Apocalypto si apre con alcuni secondi di inquadratura sulla calma della foresta: sono gli unici momenti tranquilli del film, che da lì in poi è un susseguirsi di azioni palpitanti e spesso crudeli: caccia, violenza, colpi di tutti i tipi, sangue, mutilazioni, inseguimenti, crudeltà, fino a un inaspettato finale.
«Una grande civiltà viene conquistata dall’esterno solo quando si è distrutta dall’interno». È difficile dare una valutazione di questo film di Mel Gibson, perché nelle intenzioni del regista si dovevano fondere in esso due idee. Una è la riflessione sulla crisi di una civiltà: lo studioso Richard D. Hansen, che è stato consulente storico del film, sottolinea come la civiltà Maya sia caduta per la sua debolezza interna, la rigida struttura in classi, lo sfruttamento degli schiavi, la fame di consumo di beni e lo sfruttamento intensivo e non rispettoso della natura. E il film di Gibson ha senz’altro alcuni spunti che – a voler leggere attentamente tra le righe – indicano i segnali di una civiltà in crisi: la sua superstizione, la fame di sacrifici, la commercializzazione degli esseri umani comprati e venduti o barbaramente uccisi. Nelle parole di Gibson, il film vuole essere anche un avvertimento per la nostra civiltà occidentale, che si pensa eterna e che invece potrebbe estinguersi altrettanto facilmente.
L’altra linea è quella dell’azione pura: in questo Gibson dimostra ancora una volta di essere un grande maestro di cinema. Zampa di Giaguaro deve salvarsi anzitutto sconfiggendo la propria paura, così come gli aveva detto il padre. Il film è recitato in lingua Maya, ma le parole – poche, peraltro – lasciano il primo piano all’azione e alle immagini. Che sono senza dubbio notevoli, di grande qualità artistica, capaci di coinvolgere ed emozionare: eccellente è il lavoro del direttore della fotografia, dei costumisti, truccatori, art directors e in generale di tutto il reparto artistico; notevole pure la colonna sonora di James Horner (Braveheart, Titanic), ma anche tutto il lavoro sul suono (respiri, rumori ecc.). È un film che non lascia un attimo di respiro e che può senza dubbio coinvolgere gli appassionati del genere.
Ma probabilmente questa seconda componente del film ha preso la mano all’autore, che si lascia andare a crudeltà che per la loro quantità rimangono in qualche modo fini a loro stesse. La vicenda è intessuta di rimandi di «sottotesto» che fanno pensare che probabilmente le intenzioni erano comunque alte: i riferimenti del gran sacerdote all’accusa fatta ai Maya di essere una civiltà marcia, l’analogia fra le torture ai prigionieri e i circhi romani dove venivano martirizzati i cristiani, gli interventi «provvidenziali» che più volte salvano il protagonista, il finale che visivamente e nelle parole del protagonista annuncia un «nuovo inizio»… Sono tutti elementi interessanti, che però rischiano di perdersi in un contesto di violenza, sangue e crudeltà davvero al di sopra di quanto potesse servire per una storia pur realista.
Almeno forse, il film, un risultato lo raggiungerà: sentiremo parlare un po’ meno della civiltà Maya come di un’idilliaca società di uomini felici, rovinata solo da Colombo e dagli spagnoli dopo il 1492.

Elementi problematici per la visione: molte scene di violenza e di crudeltà di vario tipo, anche molto impressionanti, molti accenni di nudo, pur se sempre in contesti naturalistici e primitivi.

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Premi e nomination Apocalypto

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1519: ma quali maya?

lunedì 8 gennaio 2007 di Pasagarde

E' un buon film d'avventura e d'azione, ben diretto e decisamente curato per quanto riguarda fotografia, scenografia e costumi, e con bravi attori (ottima la scelta di arruolare solo nativi americani; Rudy Youngblood a parer mio è perfetto per il ruolo, oltre che bello da vedere). Ma è un film anche molto superficiale riguardo alla rappresentazione della cultura e del popolo Maya, che vengono qui mostrati solo dal lato bellico e sanguinario. Questo però può essere compreso e in parte giustificato continua »

* * * * *

Un film davvero potente, capolavoro!!!

domenica 7 gennaio 2007 di Carlito

Apocalypto, la quarta regia di Mel Gibson: un super film. Non trovo le parole di fronte a quest'opera immensa, che lascia senza fiato ad ogni inquadratura. Vorrei vedere ogni giorno dei film del genere, adrenalinici, spietati, violenti e soprattutto ambientati in un passato lontano e sconosciuto. Da anni assistiamo ad un continuo flusso di film epici, storici e fantasy, non tutti convincenti, anzi, quasi tutti da buttare salvo rare eccezioni. Questo processo di ritorno al passato è stato possibile continua »

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La favola crudele di mel

domenica 7 gennaio 2007 di Dany

Già in passato il cinema aveva esplorato e tentato di portare sul grande schermo l'antica e affascinante civiltà dei maya ma mai nessuno prima di Gibson aveva dato una visione così realistica e cruda, un affresco convincente per estetica e costume con scrupolosa dovizia di particolari in uno scenario, la foresta tropicale dello Yucatan, crepuscolare e insidiosa, ma è anche la favola crudele di un uomo che lotta per la sopravvivenza della sua famiglia cercando di vincere la paura che non l'abbandona continua »

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Una corsa mozzafiato!

martedì 16 gennaio 2007 di Emanuele

Coraggioso e realistico l'ultimo lavoro di Gibson che ci mostra la carne nuda per tutta la durata del film trasmettendo in ogni scena un senso di "palpabilità dei corpi". E' una ricerca di avvicinare lo spettatore alla terra e alla crudezza di un mondo selvaggio al quale non possiamo far altro che affezionarci durante la proiezione. Il film è una molla che si carica e che finalmente si rilascia in una corsa finale mozzafiato del protagonista verso la libertà e verso un "nuovo inizio". Dall'avanzare continua »

Zampa di Giaguaro
Sono Zampa di Giaguaro, figlio di Cielo di Selce. Mio padre ha cacciato in queste foreste prima di me. Il mio nome è Zampa di Giaguaro. Sono un cacciatore. Questa è la mia foresta. E i miei figli continueranno a cacciare quando io sarò morto.
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Spuntato e Zampa di Giaguaro
Fratello! ...Fai Buon Viaggio (nell'aldilà)
No. Non ora. Non posso morire proprio ora. Devo tornare a casa.
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Spuntato e Zampa di Giaguaro
Fratello! ...Fai Buon Viaggio (nell'aldilà)
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DVD | Apocalypto

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 23 maggio 2007

Cover Dvd Apocalypto A partire da mercoledì 23 maggio 2007 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Apocalypto di Mel Gibson con Rudy Youngblood, Dalia Hernandez, Jonathan Brewer, Morris Birdyellowhead. Distribuito da Eagle Pictures, il dvd è in lingue e audio maya yucateco, Dolby Digital EX 5.1. Su internet Apocalypto è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film Apocalypto

SOUNDTRACK | Apocalypto

La colonna sonora del film * * * * -

Disponibile on line da venerdì 12 gennaio 2007

Cover CD Apocalypto A partire da venerdì 12 gennaio 2007 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Apocalypto del regista. Mel Gibson Distribuita da Walt Disney.

di Massimo Lastrucci Ciak

Ma che eccessi di polemica per un "normale", anzi: piuttosto bello, film di genere! Si è quasi invocata la censura, si sono confusi giaguari e tapiri. E poi ancora: discussioni sulla disgustosa e compiaciuta - in quanto gibsoniana - violenza (eppure qualsiasi horror di oggi lo supera disinvoltamente per efferatezza e truculenza), lamenti sarcastici sul linguaggio assai poco Maya e sulla scarsa esattezza storica (come se tutti i "sandaloni" del passato fossero dei prodigi di verosimiglianza). Apocalypto, piuttosto, appare ineccepibile nel suo rispetto dei meccanismi dell'action movie contemporaneo, un entusiasmante produttore di adrenalina, una pericolosa partita esasperata dagli effetti speciali. »

Un "survival" romanzato

di Roberto Nepoti La Repubblica

Yucatan, 500 anni fa. Pacifica tribù massacrata da guerrieri predatori, che riducono i superstiti in schiavitù. Un prigioniero fugge per salvare moglie e figlio. Apocalypto non è un referto storico sul declino della civiltà Maya, non è una metafora su quello dell'Impero Americano, né un catalogo di sadiche efferatezze come The Passion. È una storia d'avventura adrenalinica, totalmente romanzesca ad onta dello stile semi-documentario. Appartiene al "survival", filone in cui l'eroe deve riuscire a sopravvivere. »

Violento e antistorico ma è bellissimo cinema

di Alessandra Levantesi La Stampa

Mel Gibson, alcolismo e intemperanze a parte, è un vero artista e si sta rivelando un regista fuori del comune. Lo conferma Apocalypto, ambizioso quadro della fine della civiltà Maya alla vigilia dello sbarco di Colombo, quando stava affondando nelle lotte intestine e nei deliri del sacrifici umani. Come con The Passion, anche con questo affresco in stile Grand Guignol Gibson ha suscitato ampie polemiche: i discendenti dei Maya avranno mille ragioni di lamentarsi del modo in cui sono stati rappresentati e altrettante gli studiosi di deplorare gli errori storici, ma non stiamo parlando di un documentario di divulgazione scientifica. »

Rambo pre-colombiano in fuga dalla paura

di Roberta Ronconi Liberazione

Tanto per continuare nel controcanto, diciamo subito che a noi Apocalypto non è dispiaciuto. Nel senso che ci ha infastidito, ci ha saturato, ci ha fatto anche incazzare, perché Gibson è un dittatore dello schermo, non permette a nessuno di distogliere gli occhi dalla "sua" visione, non ti lascia nemmeno il tempo di un pensiero, di un accento personale. E' tutto suo, è tutto lui, ovunque. Ma vogliamo dire che una visione così assoluta, folle, ossessiva, ubriaca, estrema (forse fascista, anzi sicuramente, visto il personaggio) non è cinema? Vogliamo dire che se lo fa quel fico di Tarantino va bene ma quell'ubriacone di Gibson no? Vogliamo dire che Von Trier ci può torturare con le sue masturbazioni (a nostro avviso, geniali) per ore e invece Gibson è meglio che se ne sta a a casa? O che Scorsese è un maestro (e lo è) perché è tanto grande da portarci oltre le immagini e Gibson non ha diritto nemmeno di provarci? E non è solo questo il nostro controcanto, rispetto ad Apocalypto. »

Apocalypto | Indice

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