L'educazione fisica delle fanciulle

Film 2005 | Drammatico 107 min.

Regia di John Irvin. Un film con Jacqueline Bisset, Hannah Taylor-Gordon, Anna Maguire, Emily Pimm, Natalia Tena. Cast completo Titolo originale: The Fine Art of Love: Mine Ha-Ha. Genere Drammatico - Gran Bretagna, Italia, Repubblica ceca, 2005, durata 107 minuti. Uscita cinema venerdì 25 novembre 2005 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 1,38 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dietro l'apparente armonia di un collegio femminile si nasconde un orribile segreto custodito dalla direttrice. Un pasticcio che non rende onore al libro di Frank Wedekind da cui è tratto. In Italia al Box Office L'educazione fisica delle fanciulle ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 114 mila euro e 39,1 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente no!
1,38/5
MYMOVIES 1,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 1,88
CONSIGLIATO NO
Da un bel romanzo di Frank Wedekind, un deludente film di John Irvin.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Sei ragazze sedicenni vivono sin dall'infanzia all'interno di un collegio dove imparano musica, danza e buone maniere. Nonostante la severità del corpo insegnante, tutto sembra vada alla perfezione, ma dietro l'apparenza si nasconde un orribile segreto custodito dalla direttrice. Una delle ragazze cercherà di scoprire la verità.

Tratto da un romanzo di Frank Wedekind recitano i flani pubblicitari. Farebbero meglio a non farlo perché purtroppo il film è un pasticcio che non rende onore al libro.

A partire dal cast che paga il prezzo della coproduzione e mostra, tra gli altri, un improbabile Lo Verso nei panni di un poliziotto austriaco che, per di più, nella versione originale, parla in inglese. Con quel volto non se lo può permettere. Ma il problema più evidente di questo film è il sovraccarico di toni che non risparmia alcun personaggio, a partire da una Bisset che è una pallida memoria dell'attrice a cui Truffaut insegnava come disporre le mani in una delle inquadrature piu' dense di quel capolavoro che è Effetto notte.
Irvin poi non sa quale strada scegliere e fa rimpiangere il fatto che Alberto Lattuada (a cui si attribuisce con Ottavio Jemma una sceneggiatura che poi risulta rivista da ben due persone) non abbia potuto realizzare in proprio il progetto. Perché lui, abile "scopritore" di attrici in fiore, avrebbe saputo dare un orientamento al film. Irvin sembra invece un Hamilton (ricordate Bilitis?) timoroso di osare nello sguardo sui corpi adolescenziali. Vira allora nel thriller da "castello degli orrori" inanellando una serie di personaggi femminili alla Crudelia DeMon tra cui spicca una Galatea Ranzi con il labbro costantemente atteggiato alla perfidia. Ma anche qui sfiora il ridicolo in quella che vorrebbe essere una escalation di sofferenze per le collegiali-prigioniere e trova invece il suo culmine in uno stupro compiuto da un principe che, non si sa perché, ha dovuto attendere la lunga trafila dell'educazione alla danza delle fanciulle per poter avere l'etoile.
L'Impero che sta per confrontarsi con la Prima Guerra Mondiale sta sullo sfondo, ma così sullo sfondo, che bisogna farlo riemergere con due battute di dialogo. Ma non basta.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 7 febbraio 2016
Fede Rica

Ottimi spunti, purtroppo non pienamente sfruttati. Il tutto si conclude in una bolla di sapone, senza contare alcuni fatti a dir poco assurdi. Un vero peccato, perchè l'idea di fondo è niente male.

mercoledì 22 luglio 2015
SCRIGNO MAGICO

Film noioso dall'inizio alla fine, presuntuoso, eccessivo, non coinvolgente, facce da fotoromanzo o telenovela, irritante. 

venerdì 21 maggio 2010
Plick

Devo ammettere che non ho letto il libro, comunque ritengo che sia un film ben strutturato con una trama che ti coiinvolge sia mentalmente che sul piano erotico\sentimentale, in alcune sue parti forse non è molto chiaro, necessita di una ri-visione per alcuni argomenti trattati. Nel complesso un film che tratta l'arogomento collegio\lesbo in maniera delicata, ma ficcante. Lo consiglio.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Natalia Aspesi
La Repubblica

Cosa c’è di più allettante per i vecchi sporcaccioni, delle fantasie su un mondo di fanciulle caste e pure, rinchiuse in un severo collegio molto delabré, senza contatti con l’esterno, dove istitutrici e direttrice incrudelite dall’età e dallo zitellaggio girano il disordinato giardino tenendo al guinzaglio cagnacci famelici e ringhianti? Come evitare ai suddetti affannati guardoni stordimenti e deliqui [...] Vai alla recensione »

Redazione
Il Giornale

Una ragazzina sbranata dai cani, un'altra lasciata morire di paura e di stenti, una terza stuprata sino a farle perdere la ragione, una quarta che si impicca, la loro gelida e inflessibile istitutrice che si spara un colpo di pistola in bocca... Ambientato in Turingia alla vigilia della Prima guerra mondiale, L'educazione fisica delle fanciulle è sgradevole al punto giusto quanto improbabile come storia [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Beltà vendute, apparenza e realtà, moralismo, ruffianeria nutrono L’educazione fisica delle fanciulle di John Irvin tratto da Mine Ha-Ha (vorrebbe dire «Acque ridenti»), il breve romanzo sarcastico di Wedekind pubblicato da Adelphi. La sceneggiatura venne scritta a suo tempo, insieme con Ottavio Jemma, da Alberto Lattuada che certo avrebbe fatto il film meglio, più emozionante, più erotico, più sdegnato. [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

L’educazione fisica delle fanciulle del regista inglese John Irvin è stato il primo film della 62a Mostra di Venezia ad essere stato proiettato, almeno seguendo la programmazione per la stampa. Di solito i film che iniziano il festival o hanno la caratura delle «aperture» (come Sette Spade di Tsui Hark, bellissima epopea cappa e spada), oppure sono delle fregature, mandate subito (quando ancora scarsa [...] Vai alla recensione »

Stefano Lusardi
Ciak

Nel tetro collegio femminile, perso nella Turingia di fine ‘800, si educa con un certo sadismo il corpo alla danza e all’armonia, ma fra le mura si nascondono misteri ed orrori. Il romanzo Mine Ha-Ha di Frank Wedekind (Adelphi) doveva essere l’ultimo film di Alberto Lattuada, ma si è trasformato in co-produzione europea firmata dal britannico John Irvin.

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Nel collegio alla Marienbad c'è un mondo a parte per il risveglio collettivo di primavera delle fanciulle in fiore, orfanelle pudiche stravolte in donnine di facili costumi a tutù per potenti locali, complici alcune insegnanti. Dal racconto classico di Franz Wedekind, un film strangolato dalle belle maniere esteriori e di molti suspiria interiori, cui pensava da anni il povero Lattuada, nei titoli [...] Vai alla recensione »

Anton Giulio Mancino
La Gazzetta del Mezzogiorno

Il ricordo di Alberto Lattuada sta connotando l’avvio di questa 62ma edizione della Mostra del Cinema: oltre alla proiezione del suo film d’esordio, Giacomo l’idealista, a cura della Settimana Internazionale delle Critica e del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, c’è fuori concorso un curioso film del veterano John lrvin, L’educazione fisica delle fanciulle.

Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

L’educazione fisica delle fanciulle, è tratto da una sceneggiatura che il compianto Alberto Lattuada aveva cavato dal romanzo Mine Ha-Ha (Adelphi) di Fran Wedekind. Ma, nel collegio della Turingia tra Ottocento e inizio Novecento, le ragazze in fiore, oltre all’arte del balletto e alle buone maniere, scopriranno il lato oscuro e violento dell’erotismo e della vita.

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Il grande scomparso Alberto Lattuada, che a Venezia avrebbe meritato una personale, si rifà vivo da solo attraverso una sceneggiatura sulla quale l’inglese John Irving ha realizzato per una produzione italiana L’Educazione Fisica delle Fanciulle, altro film fuori concorso della prima serata. Lo spunto è tratto da un classico di Frank Wedekind (1864- 1918), Mine Ha-Ha.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

John Irvin, che si era già cimentato con liriche rievocazioni d’epoca in «Un mese sul lago», degli anni Trenta in Italia reinterpretati da Vittorio Gassman e da Vanessa Redgrave, anche qui, in una cornice austro-ungarica primo Novecento, sembra indulgere all’idillio: in un orfanotrofio di lusso dove le orfanelle, cresciute, sono educate alla danza e alle buone maniere.

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

Da una sceneggiatura del regista è nato un film con Jacqueline Bisset. Sensualità e voglia di ribellione. Sei sedicenni che in collegio studiano danza e buone maniere, guidate da istitutrici severe. È la storia de L'educazione fisica delle fanciulle, un film che porta la firma di Alberto Lattuada come sceneggiatore. L'ultimo suo segno lasciato nel nostro cinema.

Francesco Bolzoni
Avvenire

Sarà bene, invece, a proposito di L’educazione fisica delle fanciulle (The Fine Art of Love) di John Invin (anch’esso fuori concorso), prodotto con altri da Ida Di Benedetto, non insistere su Alberto Lattuada che con Ottavio Jemma scrisse la sceneggiatura di un film ispirato a Wedekind, rivista da certo James Carrington. Il film non ha lo “sguardo ambiguo” proprio di Lattuada, che era regista colto, [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Una comunità tagliata fuori dal mondo, un microcosmo chiuso in un bozzolo di ignoranza e separatezza, un pugno di innocenti allevati lontano da tutto per fini inconfessabili. Si direbbe un’ossessione da inizio millennio, quella che nutre film diversissimi come The Villane, The Truman Show e ora The Island. Invece c’era già tutto nel racconto primo ’900 di uno dei massimi cantori del tramonto asburgico, [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Senz'altro elegante, ma per certi versi incompiuto. Ne L'educazione fisica delle fanciulle, tratto da una sceneggiatura scritta (con Ottavio Jemma) dallo scomparso Alberto Lattuada sulla base del romanzo Mine Ha-Ha di Wedekind, John Irvin tratta con un pizzico di audacia e una dose più forte di prudenza il tema sempre attuale del controllo sociale e della perdita dell'innocenza.

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Pronti per la lezione di cinema? Sale in cattedra il maestro Alberto Lattuada, che ci dimostrerà «in absentia» come si può trasferire sulla pellicola un fatto letterario. L' oggetto in questione è il racconto Mine-haha di Frank Wedekind (1864 - 1918), diventato sullo schermo L'educazione fisica delle fanciulle. Lattuada sognò per anni di realizzare questo film, del quale scrisse il copione con Ottavio [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Con tutto il rispetto per la sceneggiatura di Alberto Lattuada (e Ottavio Jemma), L’educazione fisica delle fanciulle è un film che mette in imbarazzo. I lacci con cui dovrebbe essere intrecciato al romanzo di Wedekind Mine Ha Ha sonoa ssai sottili; quel che si vede è una specie di reality-show ricoperto da vernice gotica, con sottintesi sessuali e, in sottofinale, una scena di sesso piuttosto ridicola. [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

È un film italiano co-prodotto anche da inglesi e cechi. Il regista è l'inglese John Irvin, la sceneggiatura, che rileggeva con molte varianti il notissimo romanzo breve di Frank Wedekind, Mine Haha, ovvero L'educazione fisica delle fanciulle, l'aveva scritta, insieme con Ottavio Jemma, il nostro caro e compianto Alberto Lattuada, senza possibilità di poterla personalmente realizzare a causa di quella [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Senz'altro dignitoso, ma in fin dei conti abbastanza spento è sembrato l'altro film fuori concorso che ha condiviso l'onore e l'onere della passerella. In L'educazione fisica delle fanciulle, tratto da una sceneggiatura scritta (con Ottavio Jemma) dal recentemente scomparso Alberto Lattuada sulla base del romanzo «Mine Ha-Ha» di Wedekind, John Irvin tratta con un pizzico di audacia e una dose più robusta [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Mine Ha-Ha è il titolo, che vorrebbe dire Acque ridenti, di un piccolo sarcastico romanzo di Wedekind (editore Adelphi). L’educazione fisica delle fanciulle è il titolo del film fuori concorso di John Irvin di produzione italiana, con Jacqueline Bisset, Galatea Ranzi, Silvia De Santi», Eva Grimaldi, Enrico Lo Verso (un ispettore di polizia scrupoloso e frustrato) e Urbano Barbermi (un principe sadico, [...] Vai alla recensione »

Stefano Solinas
Il Giornale

Una ragazzina sbranata dai cani, un'altra lasciata morire di paura e di stenti, una terza stuprata sino a farle perdere la ragione, una quarta che si impicca, la loro gelida e inflessibile istitutrice che si spara un colpo di pistola in bocca... Nella serata inaugurale della 62° Mostra del Cinema di Venezia, L'educazione fisica delle fanciulle allinea, fuori concorso, un campionario di orrori che non [...] Vai alla recensione »

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