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Puerto Escondido |
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Un film di Gabriele Salvatores.
Con Diego Abatantuono, Valeria Golino, Claudio Bisio, Renato Carpentieri, Antonio Catania.
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Commedia,
durata 109 min.
- Italia 1992.
MYMONETRO
Puerto Escondido
valutazione media:
2,78
su
17
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Dopo il successo e l'Oscar di Mediterraneo, Salvatores dirige un film surreale, disimpegnato ma non troppo.
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Tiziano Sossi
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Dopo il successo e l'Oscar di Mediterraneo Salvatores dirige un film surreale, disimpegnato ma non troppo. Più vicino a Turné, il suo film più riuscito, Puerto Escondido parte da un omicidio. La trama gialla è comunque solo un pretesto. Lo stile rimanda un po' al cinema di Aki Kaurismaki. Il protagonista conduce una vita da perfetto integrato nella società, conformista e apparentemente pieno di certezze. Deve però fuggire in Messico per colpa della morbosa amicizia di un poliziotto che ha commesso due delitti davanti a lui. Dopo aver conosciuto due disperati che si barcamenano tra combattimenti di galli e spaccio di droghe leggere trova una dimensione diversa rispetto alla sua esistenza precedente. Per un cambiamento reale però dovrà compiere un atto estremo, da fuorilegge, e assumerne la responsabilità. Il viaggio e la fuga nel cinema di Salvatores sono al capolinea. Buona prova di Abatantuono, un ruolo molto maschile per la Golino e uno azzeccato per Bisio. A coronare il tutto l'indiscutibile bravura di Antonio Catania e le musiche di Mauro Pagani.
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premi nomination |
Nastri d'Argento 2 0 |
Surreale, stupido e discontinuo
domenica 23 gennaio 2011
di Mister Q
Dopo il buon successo di "Mediterraneo", Salvatores torna un anno dopo con "Puerto escondido". Restano Abatantuono e Bisio, new entry Valeria Golino, Renato Carpentieri e Antonio Catania. Mario Tozzi (Abatantuono) è un impiegato di banca che ha causalmente assistito ad un omicidio da parte del capo di polizia, il commissario Viola (Carpentieri) e in seguito a delle minacce decide di cambiare aria, spaventato, per andare in Messico, dove incontra Anita e Alex (la Golino e Bisio), una coppia povera continua » |
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| Valeria Golino e Claudio Bisio illustrano a Diego Abatantuono le dinamiche del collezionismo di oggetti vecchi da parte degli Americani | |
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Il Messico è una delle pattumiere degli Stati Uniti. Tutti i loro rifiuti, le cose che non gli servono più, vengono a finire qui. Allora, quando anche i messicani non li vogliono più, io li riprendo e li rivendo agli americani. E loro non se ne accorgono, questa è la cosa bella. Hai capito? Questi li hanno comprati anni fa, li ricomprano al prezzo triplo, e sono contenti! |
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| Proverbio indù | |
| La vita è come un ponte: attraversala pure, ma non pensare di costruirci sopra la tua casa. | |
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| Cartello sulla porta della casa messicana di Claudio Bisio | |
| La vita è come un ponte: attraversalo pure, ma non costruirci mai una casa sopra. | |
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Altre frasi celebri del film Puerto Escondido
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DVD | Puerto EscondidoUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 20 settembre 2005
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Mario (Diego Abatantuono) è un tranquillo impiegato di banca. Veste elegante, ha uno stipendio niente male, si sente abbastanza arrivato. Ma (c'è sempre un "ma" nelle vite troppo "borghesi", altrimenti dove andrebbero a finire la maggior parte di film e romanzi?) un granello di sabbia inceppa il meccanismo. In questura per ritirare il passaporto, assiste casualmente a un omicidio: il commissario Viola fa fuori un collega, tentando di spacciare il fatto per un incidente. Adesso il nostro piccolo eroe non è più al sicuro, e infatti i colpi del commissario lo raggiungono ben presto nella toilette della banca. » |
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Un borghese piccolo piccolo, ma anche un po’ fatuo, un po’ fanfarone, che diventa ladro e spacciatore di droga solo perché coinvolto in circostanze avverse da cui, alla fine, uscirà totalmente (ma bonariamente) sconfitto. Questo il nuovo personaggio di Gabriele Salvatores che, sempre con la mediazione di Diego Abatantuono e sulla scorta di un romanzo di Pino Cacucci riscritto per lo schermo da Enzo Monteleone, ci fa mettere ancora una volta in viaggio: da una Milano plumbea, rigida e asettica, dove il borghese è dirigente di una banca, ad un Messico colorato, canterino, ora umiliato ora banditesco, dove il borghese, avendo assistito per caso a un omicidio, trova riparo per non essere ucciso a sua volta dall’assassino che ha visto in faccia. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
C'è tutto il cinema di Gabriele Salvatores, in Puerto Escondido: c'è il meglio e c'è il peggio di Kamikazen, uItima notte a Milano (1987), Marrakech express (1988), Turné (1990) e Mediterraneo (1991). E in più, ossia in meno, c'è l'imbarazzante assenza di recitazione di Valeria Golino, eternamente identica a se stessa, eternamente imbronciata ed eternamente indecisa sul proprio ruolo nella vicenda oltre che sul proprio posto nell'inquadratura, qualunque sia il film nel quale le capiti di comparire. » |
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