Il posto delle fragole

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Un film di Ingmar Bergman. Con Bibi Andersson, Max von Sydow, Ingrid Thulin, Victor Sjöström, Gunnar Björnstrand.
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Titolo originale Smultronstället. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 91' min. - Svezia 1957. MYMONETRO Il posto delle fragole * * * * 1/2 valutazione media: 4,90 su 38 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,90/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * *
 critican.d.
 pubblico * * * * 1/2
Bibi Andersson
Bibi Andersson (76 anni) 11 Novembre 1935 Interpreta Sara
Max von Sydow
Max von Sydow (83 anni) 10 Aprile 1929 Interpreta Henrik Åkerman
Ingrid Thulin
Ingrid Thulin 27 Gennaio 1926 Interpreta Marianne Borg
Victor Sjöström
Victor Sjöström 20 Settembre 1879 Interpreta Il professor Isak Borg
Gunnar Björnstrand Jullan Kindahl
Jullan Kindahl   Interpreta Agda
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Momento davvero importante per il professor Isaak Borg, settantotto anni, che sta per essere insignito di un prestigioso premio alla sua carriera di m...
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il MORANDINI
di Laura, Luisa e Morando Morandini
    * * * * *

Un vecchio medico parte in auto con la nuora, carica una coppia di autostoppisti, va a trovare la vecchissima madre, arriva all'università di Lund dove si festeggia il suo giubileo, il 50° anniversario della sua attività professionale. Alle vicende del viaggio si alternano sogni, incubi, ricordi che si fanno parabola sulla morte nascosta dietro le apparenze della vita. "Non avevo capito che V. Sjöström si era preso il mio testo, l'aveva fatto suo e vi aveva immesso le sue esperienze... Si era impadronito della mia anima nella figura di mio padre e se ne era appropriato" (I. Bergman). È, forse, il più alto risultato di Bergman negli anni '50. Orso d'oro al Festival di Berlino 1958 e molti altri premi. Il grande regista e attore Sjöström (1879-1960) morì 3 anni dopo le riprese.

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Premi e nomination Il posto delle fragole il MORANDINI
Il posto delle fragole recensione dal dizionario Farinotti
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Premi e nomination Il posto delle fragole

premi
nomination
Premio Oscar
0
1
Nastri d'Argento
1
0
Festival di Berlino
1
0
* * * * *

Una parola: stupendo!!!

domenica 3 maggio 2009 di il cinefilo

Il "titolo"della mia recensione fornisce subito la parola che ha attraversato continuamente il mio cervello durante la visione di questo film fino all'ultimo fotogramma...IL POSTO DELLE FRAGOLE di Ingmar Bergman,fin dalla prima volta che lo ho visionato,si è collocato subito tra i 10 migliori capolavori che mi sia capitato,per ora, di vedere...sono innumerevoli i discorsi,soprattutto in chiave filosofica,che si possono fare e scrivere per recensire questo film...ma,per me,la verità è che non basterebbero continua »

* * * * *

Il posto delle fragole

sabato 4 agosto 2007 di andrea k.

Ancora una volta è dalle donne che arriva la salvezza. Sono loro che sollecitano l'uomo ad uscire dalle proprie ristrettezze d'animo, dalla miseria nella quale ha relegato la propria vita domestica. Le donne non prendono posizioni nelle questioni "fondamentali" della vita, si aspettano viceversa qualcosa dal cuore. La felicità nella vita domestica, da sempre vagheggiata come possibile nei films di Bergman, segue il cammino indicato da loro. Loro animano la vita come i fiori di un campo. L'arte e continua »

* * * * *

Il viaggio nella mente

venerdì 5 giugno 2009 di ALESSANDRA VERDINO

"Il Posto delle Fragole" di Ingmar Bergman é uno dei capolavori assoluti del cinema mondiale. Così come tutti gli altri film di questo grande genio del cinema. Cos'ha fatto Bergman di così speciale nella sua incredibile carriera? La cosa più difficile: l'esplorazione della mente. In questo caso, associata ad un viaggio: nella memoria. L'idea del viaggio rimanda, esplicitamente, alla psicanalisi. E' ricordando che si rimettono insieme tanti puzzles individuali, e si riesce a guarire. Soprattutto, continua »

* * * * *

Un viaggio nel tempo e nella memoria…

mercoledì 22 ottobre 2008 di ziogiafo

ziogiafo - Il posto delle fragole - Svezia, 1957 - Quando si ha a che fare con il cinema di Ingmar Bergman, bisogna in un certo qual modo, tuffarsi con fiducia nella profondità delle tematiche esistenziali, espresse sempre in modo raffinato dal grande maestro svedese in ogni sua opera, rappresentate attraverso quella morale che può apparire complessa da capire in prima battuta, ma che via via diventa fruibile, grazie all’inconfondibile stile narrativo del regista… che prima incuriosisce, poi attrae continua »

Max von Sydow a Ingrid Thulin
Io non voglio fare figli,non capisco perché si debba mettere al mondo altra gente che poi soffrirà.
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Björn Bjelvenstam a Folke Sundqvist
Senti qua: da piccolo credevi in Babbo Natale, e adesso in Dio.
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Bibi Andersson a Dietar Sjoström nel suo ultimo sogno: Il
Isaak, caro, le fragole ormai sono finite.
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di Ugo Casiraghi

Settantottenne, il professore in medicina Isak Borg si reca in auto, da Stoccolma a Lund, per ricevervi una onorificenza accademica. Questo viaggio, in cui l’accompagna la nuora, gli offre la possibilità di una introspezione non tanto sulla propria carriera, esemplare, quanto sulla propria esistenza, fallita. Le immagini del passato, la delusione del primo amore come del matrimonio, gli incontri con estranei lungo la strada e con la propria decrepita madre, la conversazione sempre più aperta con la nuora, tutto ciò - preceduto da un sogno angoscioso - conduce il vecchio professore a spezzare la barriera della solitudine e dell’egoismo, a dare per la prima volta un senso alla vita in prossimità della morte. »

di Guido Aristarco Cinema Nuovo

Di veramente originale – non eccentrico – c’è in Bergman quel suo portare sullo schermo in misura ampia esperienze e principi di particolari correnti artistiche e culturali: una precisa trasposizione dall’ambito letterario a quello cinematografico. E anche in questo non è solitario: c’è a esempio il Dreyer di Ordet. Non a caso questa nuova avanguardia cinematografico-letteraria ci viene dai paesi nordici, dalla Danimarca e dalla Svezia; ché l’avanguardia cui alludiamo, e alla quale sia Dreyer come Bergman si rifanno, è quella che fa capo a Kierkegaard, prima ancora che a Proust o a Joyce o Kafka. »

di Georges Sadoul

Un vecchio medico (Victor Sjöström) parte in macchina con la nuora (Ingrid Thulin), carica gente che fa l'autostop, va a trovare la madre ormai vecchissima (Naima Wifstrand), arriva a un'università di cui si festeggia il suo giubileo; ma alle vicende del suo viaggio s'alternano sogni, incubi, "flashback", e una lezione di vita: la rinuncia all'egocentrismo. Il film descrive un viaggio nella Svezia contemporanea, ma anche nel tempo, nel passato, nella fantasia. Un vecchio alla vigilia della morte (fu l'ultima parte interpretata da Victor Sjöström) traccia il bilancio della propria vita, si trova di fronte a quelli che lo ammirano, che lo amano, che lo detestano, che lo giudicano egoista, disinteressato, o idiota. »

Il posto delle fragole di ognuno di noi

di Aldo Garzia Liberazione

Quando nel 1958 arrivano nei cinema di mezzo mondo le prime copie de Il posto delle fragole (1957), Ingmar Bergman sta per compiere quarant'anni. Ha già al suo attivo alcuni film che hanno destato l'attenzione dei critici e del pubblico (Prigione, 1949; Un'estate d'amore, 1950; Una lezione d'amore, 1953). Ma è Sorrisi di una notte d'estate (1955), presentato al Festival di Cannes nel 1956, ad aver acceso i riflettori internazionali sul regista svedese di belle speranze. Critica e pubblico, raramente in sintonia, sono rimasti estasiati dalla maestria con cui Bergman guida gli attori e usa i tasti della commedia teatrale sul grande schermo. »

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