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La moglie del soldato
Un film di Neil Jordan.
Con Forest Whitaker, Stephen Rea, Miranda Richardson, Jaye Davidson.
continua»
Titolo originale The Crying Game.
Drammatico,
durata 112 min.
- Gran Bretagna 1992.
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In Irlanda un militare inglese di colore viene rapito da un gruppo appartenente all'Ira. Durante la sua prigionia l'uomo diventa amico di uno dei rapitori, Fergus. Ma il prigioniero deve essere ucciso e il compito è affidato proprio al nuovo amico, che a tale scopo lo conduce nel bosco. Titubante, si fa sfuggire il prigioniero che finisce sotto la ruota di un camion militare, Fergus riesce a fuggire e raggiunge la ragazza di cui il soldato gli parlava: Dil. L'uomo si innamora, ricambiato, della ragazza. Qualcosa di inaspettato muta il suo atteggiamento nei confronti della donna. Viene nel frattempo raggiunto dai suoi compagni che gli impongono di uccidere un uomo. Ma Dil gli impedisce di portare a termine il compito. Malgrado gli eventi abbiano preso una tragica scorciatoia, il finale è in qualche modo consolatorio, con un tocco d'ironia che suggella la qualità di tutto il film. Inconsueto, struggente, avvincente, sono gli aggettivi che il film suggerisce al primo impatto. Ma soprattutto è la felicità del racconto, l'aspetto più coinvolgente. Una vicenda rapinosa che si muove in perfetta geometria su tre direttrici: ad una prima parte veloce, con avventimenti che sembrano chiudere anticipatamente il film, fa riscontro la storia d'amore tra Fergus e Dil, così diversa, innocente e che sembra concludere il film. |
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premi nomination |
Premio Oscar 1 5 |
Golden Globes 0 1 |
Da vedere.
domenica 3 giugno 2007
di Mister G
Bellissimo film, molto toccante, che tratta un tema non semplice ed apre innumerevoli spunti di riflessione. Sceneggiatura complessa ed articolata, soggetto decisamente originale, molto abile la regia. Molto convincente l’ interpretazione degli attori protagonisti, in particolare Jaye Davidson riesce a dare al suo personaggio “Dil” un fascino irresistibile ed un grande calore umano (anche per merito di un ottimo doppiaggio). Ho molto apprezzato che nella sceneggiatura il protagonista maschile continua » |
Capolavoro
lunedì 2 marzo 2009
di Alessandro, Napoli
Un film di frontiera, dove convinzioni politiche, sentimentali, sessuali, svaniscono e si fondono l'una dell'altra. Su tutto c'è l'ombra del colonialismo inglese: dalla questione irlandese a quella dei Caraibi (il soldato del titolo è originario di Antigua). Azzeccatissimo il titolo originale, "The Crying Game", "Il gioco del pianto", che ben descrive una delle sequenze più toccanti del film, quella in cui Fergusa insegue il soldato per ucciderlo, ma senza averne il coraggio, ed entrambi ridono, continua » |
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| Stephen Rea, Jaye Davidson | |
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Mi piacevi come ragazza. È già qualcosa... |
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| La storiella della rana e dello scorpione raccontata dal soldato inglese Forest Whitaker al suo carceriere dell'Ira. Stephen Rea | |
| Sai, ci sono due tipi di persone: quelli che danno e quelli che prendono. [...] Due tipi, Fergus: lo scorpione e la rana. Ne hai mai sentito parlare? Lo scorpione vuole attraversare il fiume, ma non sa nuotare. Allora va dalla rana, che sa nuotare, e le chiede un passaggio. La rana dice: "Se ti carico sulle mie spalle, tu mi pungi di sicuro". E lo scorpione risponde: "Che interesse avrei a pungerti? Sono sulle tue spalle: affogheremmo tutt'e due". La rana pensa a questo ragionamento per un po', e poi accetta: si mette lo scorpione sulle spalle e si butta in acqua. Ma a metà strada sente all'improvviso un bruciore su un fianco e capisce che lo scorpione l'ha veramente punta. E mentre tutti e due affondano in mezzo alle onde, la rana si mette a gridare: "Ma perché mi hai punto, amico scorpione? Ora annegheremo tutti e due". E lo scorpione risponde: "Non posso farne a meno: è nella mia natura". | |
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| Stephen Reo si racconta all'amico-nemico Forest Whitaker | |
| Quando ero bambino, ragionavo da bambino. Poi, diventando grande, non ho più ragionato da bambino. | |
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DVD | La moglie del soldatoUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 20 settembre 2005
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Fergus (Stephen Rea) è un terrorista delI'IRA, pronto a sparare tutte le volte che la situazione glielo impone. Partecipa con alcuni compagni al rapimento di Jody (Forest Whitaker), un soldato britannico di colore, da usare come merce di scambio per chiedere la liberazione di un capo guerrigliero. È soprattutto Fergus che si occupa di Jody durante la prigionia: lo imbocca (il giovane soldato ha le mani legate dietro la schiena), gli parla, arriva, per pietà, a togliergli anche il cappuccio. Ed è così che i due sguardi si incrociano, instaurando un rapporto che non potrà più essere cancellato tra carnefice e vittima. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
A Fergus, carceriere gentile, Jody racconta l'apologo dello scorpione che, non sapendo nuotare, convince una rana a traghettarlo al di là di un ruscello. A metà del guado, senza motivo, la punge a morte. Alla rana, stupefatta, resta giusto il tempo di chiedergli perché mai abbia fatto una cosa tanto dissennata. Ora morirà egli stesso, annegato. E lui: «Perché è la mia natura». Questa è la domanda che dà senso a La moglie del soldato (The Crying Game il gioco del pianto): davvero l'odio è nella natura degli uomini? Prima ancora che con le parole esplicite di Jody, Neil Jordan la pone, questa domanda, con le immagini della prima parte del film, splendida e sconvolgente. » |
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Le avventure del buon soldato Fergus
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Con linguaggio da supermarket, si potrebbe dire, a proposito di La moglie del soldato che, comprando il biglietto, paghi un film e ne prendi tre: un thriller politico, una love story e un dramma psicoanalitico. E infatti l’ottimo film del dublinese Neil Jordan, di cui parlammo da Venezia, ha sedotto in America pubblico per dieci milioni di dollari e probabilmente ha in tasca la candidatura agli Oscar. La salvezza d’autore dell’irlandese Neil Jordan (nel curriculum Mona Lisa e In compagnia dei lupi), che si professa "un cattolico molestato da ragazzino da un prete, come accade a tutti", è stato il suo duplice insuccesso americano, prima con High spirits, poi con Non siamo angeli. » |
Neil Jordan: la sessualità è un thriller
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
Parla il regista irlandese che ha vinto l’Oscar ‘93 per la sceneggiatura. "La moglie del soldato" tra la confusione delle passioni: per dimostrare che è impossibile conoscersi. "La moglie del soldato (venerdì con il Corriere, L. 6.900) è un film senza un sesso o, forse, è la storia di due sessi in un corpo solo. Ma, sullo sfondo della vicenda d’amore, c’è lo scontro delle identità razziali, c’è la guerra della vita, delle opposte fazioni politiche", dice il regista Neil Jordan (Oscar ‘93 per la sceneggiatura di quel film), irlandese sanguigno, ricco di estro. » |
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