Un settantenne torna nella sua casa d'infanzia e ripercorre la sua vita. Espandi ▽
Cass Cumerford, ormai settantenne, decide di tornare nella sua casa d'infanzia, Bundaberg, una piccola città famosa per il suo rum, nel Queensland. Attraverso conversazioni con sconosciuti e con gli amici che incontra, Cass rivela gradualmente gli eventi che hanno plasmato la sua vita: gli errori che ha commesso, i momenti di gioia e il dolore che lo opprimono. Recensione ❯
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La storia di atleti queer a cui è stata preclusa la partecipazione agli eventi sportivi. Espandi ▽
Se la Storia è scritta dai vincitori, che ne è di coloro a cui non è stato mai permesso di partecipare alla gara? Un collettivo di atleti queer entra nello Stadio Olimpico di Atene con l'intenzione di onorare coloro che sono sempre stati esclusi dal podio dei vincitori. Incontrano Amanda Reiter, una maratoneta transgender che ha dovuto confrontarsi con i pregiudizi degli organizzatori sportivi, e Annet Negesa, un'atleta degli 800 metri che è stata esortata dalle federazione sportive internazionali a sottoporsi a chirurgia ormonale. Insieme creano un'utopia radicale e poetica, lontana dalle rigide regole di genere degli sport agonistici. Recensione ❯
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Con uno stile visionario e poetico, il film racconta la vita e la misteriosa morte di Neirud, una militante queer durante la dittatura brasiliana. Attraverso un montaggio che intreccia archivi reali e immaginari, Fernanda Faya realizza un'opera che interroga la memoria collettiva e l'invisibilità storica delle minoranze. Premiato con una menzione speciale al Festival de Brasília, il film è stato selezionato in numerosi festival internazionali dedicati al cinema LGBTQ+ e alla riflessione storica. Un documentario lirico e necessario,
che riporta alla luce ciò che troppo a lungo è stato sepolto. Recensione ❯
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I materiali d'archivio si trasformano in resistenza militante in quest'opera sulla storia della Palestina. Documentario, Germania, Brasile, Francia, Qatar2024. Durata 78 Minuti.
Documentario e tecniche sperimentali si fondono per raccontare l'invasione di Beirut nell'estate del 1982 quando il Palestinian Research Centre è stato reso al suolo. Espandi ▽
A seguito dell’invasione del Libano nel 1982, l’esercito israeliano sequestra dei documenti dagli uffici del Palestine Research Center a Beirut, rendendo inaccessibili delle importanti testimonianze – testi e immagini – sulla vita nei territori palestinesi dei cinquant’anni precedenti. Attraverso il recupero di materiali d’archivio, Kamal Aljafari organizza cronologicamente frammenti storici presentando una visione della Palestina e dei suoi abitanti che altrimenti resterebbe nascosta. Non è facile per un film “di montaggio” essere attivamente militante e sovversivo, ma il regista palestinese Kamal Aljafari riesce nell’impresa assemblando un puzzle visivamente eterogeneo, che tocca registri del documentario ma anche di cinema sperimentale. Il tutto dando un importante segnale dell’esistenza storica e radicata della sua patria. Un segnale che non è significativo solo per ciò che rivela ma anche per l’orgoglio insito nell’atto del disvelamento. La sua firma più stridente è un tratto rosso vivo che va ad annotare le immagini, a rimuovere titoli e didascalie, o a coprire volti di attori in produzioni israeliane di finzione. Resistenza che si fa grido di dolore, fino a riempire di questo inserto sanguinoso le fibre stesse della pellicola. Recensione ❯
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Un racconto di formazione che non risparmia allo spettatore la visione cruda e spietata di un mondo. Documentario, Burkina Faso, Francia2023. Durata 85 Minuti.
Un film che segue il sedicenne Rasmané mentre cerca fortuna tra le miniere. Espandi ▽
Rasmané, detto Bolo, è un adolescente di 16 anni, un ragazzo la cui vita è scandita dalla ricerca dell’oro nel sito di Bantara, in Burkina Faso. Il lavoro è massacrante, ma la sua speranza e la sua determinazione lo spingono oltre ogni limite fisico e mentale. Il regista Boubacar Sangaré decide di approcciarsi a questa storia con gli occhi di chi l’ha già vissuta in prima persona: ha lavorato lui stesso in una miniera d’oro quando era un adolescente. Il suo sguardo privo di artifizi narrativi, attraverso il quale brilla l’autenticità di immagini e gesti, è il più sincero che si possa ottenere. Al di sopra di ogni stratagemma o cieco manierismo, c’è la rappresentazione filmica di un’avventura che vive dei propri doverosi silenzi e dei suoi protagonisti, più che mai reali e tangibili sullo schermo. Non è una semplice storia di riscatto ed emancipazione, piuttosto un racconto di formazione che non risparmia allo spettatore la visione cruda e spietata di un mondo nel quale la parola d’ordine non è solo sopravvivenza, ma anche speranza. Recensione ❯
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Un uomo ripensa al suo passato lavorativo, tra realtà e finzione. Espandi ▽
Joaquim è alla fine della sua vita lavorativa. Secondo un accordo stipulato con il suo datore di lavoro, potrà andare in pensione dopo un breve periodo di disoccupazione. Ma prima deve presentare alcune richieste di lavoro simboliche per dimostrare che ha cercato di trovare lavoro. Il suo tour lo porta nelle zone industriali della campagna portoghese, dove le fabbriche sono inattive. C'è poco lavoro, ma tutti hanno bisogno di una sorta di occupazione, fornita da programmi governativi se necessario.
È da qui che Joaquim è partito negli anni '70 per tentare la fortuna a New York, dove ha lavorato come autista e tassista e ha visto il mondo. New York come retroproiezione e punto di riferimento autobiografico costituisce un tema importante nel film, che gioca magnificamente con il confine tra realtà e finzione. Recensione ❯
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La regista racconta sua madre, prima donna regista della Georgia. Espandi ▽
Grandezza abbinata a modestia: 93 anni e una figlia, la regista di fama mondiale Lana ricorda sua madre Nutsa, la prima regista donna della Georgia. Un'eredità cinematografica che ruota attorno all'essere umano in tempi bui. Recensione ❯
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La storia di una famiglia attraverso i più grandi accadimenti del '900 fino al XXI secolo. Espandi ▽
La storia di una famiglia attraversa il Novecento e si spinge all'inizio del XXI secolo. Una storia fatta di parole e silenzi, di primi amori e felicità perdute, di padri e madri, di figli e fratelli, di ferite e gioie, in un paesaggio, quello della Germania, sempre in transizione, da Est a Ovest, attraversato da desideri di mondi possibili mai realizzati. Recensione ❯
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Un giovane ragazzo alla ricerca di un'oasi incantata, tra realtà e finzione. Espandi ▽
Partendo dal mito dell'esistenza nel deserto di una città perduta, il film costruisce un viaggio mitico
attraverso il Sahara insieme al protagonista, il chitarrista Ahmoudou Madassane, in cerca dell'antica città che si favoleggia ricca di tesori. Lungo il cammino il ragazzo incontra nomadi, jinn, banditi, cercatori d'oro e migranti. Adottando una chiave docu-realistica ispirata in parti uguali a Jodorowsky e Jean Rouch, Zerzura è stato scritto, prodotto e filmato tutto in esterni, con una troupe e un cast Tuareg, con scene riprese in un unico ciak e a volte completamente improvvisate. Recensione ❯
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Con la sua macchina fotografica, Abdallah Al-Khatib racconta le atrocità della guerra. Espandi ▽
In seguito alla rivoluzione siriana, alla periferia di Damasco, il distretto di Yarmouk viene trasformato dal 2013 al 2015 dal regime di Assad in un campo per i rifugiati palestinesi, il più consistente al mondo. Ridotti in uno stato di cattività, privati dei diritti basilari, gli assediati possono solo resistere, chiedere la fine del blocco e sperare nel cibo e nei beni di prima necessità che le Nazioni Unite si sforzano di fornire loro. Umm Mahmoud, madre del regista, presta assistenza medica agli anziani e si lascia filmare dal figlio Abdallah, alle prese con il suo film d’esordio. Un’opera povera di mezzi e ricca di energie, che cerca insieme di non far dimenticare un clamoroso sopruso e reagire con tutta la positività residua alla protervia dell’assedio.
Una disumanità reale, quasi tangibile, che non lascia spazio ad alcuna ellissi o allusione: l’immagine della fame nei volti scavati, l’assistenza sanitaria negata che riverbera nelle braccia livide di una donna anziana, il lutto di chi piange le vittime. Con dignità e amara evidenza, il film denuncia l’ipocrisia e l’inerzia degli Stati nella risoluzione della crisi. Recensione ❯
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La promessa elettorale del presidente della Georgia (sconti per tutti sulle cure odontoiatriche!) priva dei
denti decine di persone. È una tragedia o una farsa? E qual è il costo delle mezze verità dei politici? Espandi ▽
Quali sono i costi delle mezze verità raccontate dai politici? Nel 2012, il presidente georgiano voleva far sorridere la nazione. Nella corsa per la rielezione, il partito del presidente in carica aveva promesso cure odontoiatriche sovvenzionate ai meno abbienti del paese. In tutto il paese, i medici statali iniziarono a rimuovere i denti marci con la promessa di sostituirli nei mesi successivi. Recensione ❯
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Le biografie di due donne che hanno assistito a delle rivoluzioni. Espandi ▽
Una corrispondenza semi-fittizia tra due donne: una va in Iran nel 1979 per rovesciare lo Shah; l'altra vive gli anni faticosi della Romania di Ceausescu. Le loro biografie scorrono parallele attraverso immagini di vita quotidiana e rivoluzione. Recensione ❯
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