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Olivier Nakache

Olivier Nakache è un regista, sceneggiatore, è nato il 15 aprile 1973 a Suresnes (Francia). Olivier Nakache ha oggi 49 anni ed è del segno zodiacale Ariete.

Troppo amico di Éric Toledano

A cura di Fabio Secchi Frau

Regista e sceneggiatore francese, legato artisticamente a Éric Toledano e fratello dell'attrice e regista Géraldine Nakache, è l'autore di pellicole agrodolci come I nostri giorni felici: primi amori, primi vizi, primi baci (2006), Quasi amici - Intouchables (2011) e Samba (2014).

L'amicizia con Toledano
Olivier Nakache nasce il 15 aprile 1973, a Suresnes, un comune francese situato nell'arrondissement di Nanterre, figlio di un direttore informatico e di un'assistente contabile. Cresciuto assieme alla sorella Géraldine (che diventerà una nota attrice e regista), lega la sua vita professionale e privata, fin dall'infanzia, a quella del suo migliore amico Éric Toledano, con il quale, una volta adulto, lavorerà nel campo cinematografico come regista e sceneggiatore.

I corti
È il 1995, quando firmano il loro primo cortometraggio Le jour et la nuit con Zinedine Soualem e Julie Mauduech. Quattro anni più tardi, dirigono Les Petits Souliers, con Jamel Debbouze, Gad Elmaleh, Atmen Kelif, Roschdy Zem e Gilbert Melki, incentrato su un'agenzia che offre a chi è giovane e disoccupato la possibilità di essere Babbo Natale per la notte della vigilia. Il corto ottiene numerosi premi cinematografici nazionali e ha il merito di dare una prima notorietà la coppia di Nakache-Toledano.

I film
Dopo altre esperienze nei corti (La part de l'ombre, Ces jours hereux), nel 2005, decidono di passare ai lungometraggi e firmano Je préfère qu'on reste amis... con Gérard Depardieu e Jean-Paul Rouve. L'amicizia con Rouve sarà così forte da spingerli a rivolerlo con loro in I nostri giorni felici: primi amori, primi vizi, primi baci, una commedia incentrata su un'estate in una colonia infantile e che è una versione estesa di un loro corto. Il film ha un notevole successo e li spinge a continuare sulla stessa strada, stavolta concentrandosi su una famiglia multirazziale, con Troppo amici, dirigendo Vincent Elbaz, Isabelle Carré, François-Xavier Demaison, Audrey Dana e Omar Sy. Benché la critica italiana sia aspra con questa pellicola, accusandoli di una faciloneria nella stesura della sceneggiatura, il pubblico e la critica francese applaudono il loro operato. Ma il picco più alto della loro carriera, quello che rappresenterà il loro più grande successo al box office e che li farà vincitori di numerosi premi internazionali (David di Donatello, Goya etc.) è Quasi amici - Intouchables, con il loro attore feticcio Omar Sy e François Cluzet. La storia di un ragazzo, uscito di fresco dal carcere, che si ritrova improvvisamente badante di un ricco paraplegico, con il quale instaurerà una profondissima amicizia, trasposizione di "Il diavolo custode" di Philippe Bozzo di Borgo, anche in questo caso, è vista negativamente dalla critica cinematografica italiana che trova che la storia vera, contenuta nel libro, sia trattata con gli stessi meccanismi della commedia americana, sfruttati fino all'inverosimile dall'industria hollywoodiana e, quindi, dichiarando che non porti nulla di nuovo nella cinematografia europea. Nel 2015, esce invece Samba, ispirato al romanzo omonimo di Delphine Coulin e che tratta della storia d'amore fra un senegalese senza permesso di soggiorno e una stressata donna d'affari francese.
Nel 2017 i due registi si dedicano al progetto C'est la vie - Prendila come viene, con Jean-Pierre Bacri, mentre due anni dopo dirigono Vincent Cassel e Reda Kateb in The Specials - Fuori dal comune, ispirato alla storia vera di un'associazione che fornisce supporto a giovani affetti da autismo.

Ultimi film

Commedia, (Francia - 2014), 116 min.
Commedia, (Francia - 2011), 112 min.

Focus

APPROFONDIMENTI
mercoledì 22 aprile 2015
Mauro Gervasini

Para bailar la Samba... Nel caso del film di Olivier Nakache e Eric Toledano, nelle sale italiane dal 23 aprile, non si tratta di un ballo ma di un nome, quello del sans papiers senegalese interpretato da Omar Sy in cerca di un permesso di soggiorno permanente a Parigi. La tentazione però è forte, quindi a un certo punto si balla davvero grazie al sedicente brasiliano Tahar Rahim, altro migrante senz'arte né parte che anima la corte dei miracoli imbastita dai due autori

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