Il confronto tra una madre e scrittrice che ha perso il figlio e un affascinante imprenditore che potrebbe avere ucciso la moglie. Con Claire Danes e Matthew Rhys. Su Netflix.
di Gabriele Prosperi
Nile Jarvis, erede spregiudicato di un impero immobiliare e accusato in passato dell'omicidio della moglie, si trasferisce nei boschi di Oyster Bay con la seconda moglie Nina. Nella casa accanto, Aggie Wiggs, scrittrice premiata con il Pulitzer e ora bloccata dal lutto insuperato per la morte di suo figlio, osserva il nuovo vicino con un misto di repulsione e curiosità. Un banale conflitto di vicinato diventa la scintilla di una relazione pericolosa: Jarvis si offre come soggetto del prossimo libro di Aggie, promettendo accesso alla propria vita in cambio di una narrazione capace di riforgiare la sua immagine pubblica.
A differenza di altre declinazioni del genere, The Beast in Me ha il pregio di non fondarsi su capovolgimenti a effetto, ma di avanzare con lentezza calcolata. Siamo di fronte ad una serie molto patinata, ed è questo il suo tallone d'Achille: la forte personalizzazione del prodotto - caratterizzato da un cast importante e da un ancor più solida produzione esecutiva - ne mina le capacità di coinvolgimento.
Una serie che ricorda da vicino le migliori infrastrutture politiche democratiche americane: impeccabile negli intenti e nella missione dichiarata, ma incapace di produrre un impatto sociale o emotivo altrettanto incisivo.