Jay Kelly

Film 2025 | Commedia, Drammatico, 149 min.

Regia di Noah Baumbach. Un film Da vedere 2025 con George Clooney, Adam Sandler, Billy Crudup, Laura Dern, Grace Edwards. Cast completo Genere Commedia, Drammatico, - USA, 2025, durata 149 minuti. Uscita cinema mercoledì 19 novembre 2025 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 2,78 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 19 novembre 2025

La vita del famoso Jay Kelly, un personaggio pubblico che vive una crisi d'identità, mentre tutti sembrano conoscerlo meglio di quanto lui conosca se stesso. Il film ha ottenuto 2 candidature a Golden Globes, Il film è stato premiato a National Board, 4 candidature a Critics Choice Award, a AFI Awards, In Italia al Box Office Jay Kelly ha incassato 1,9 mila euro .

Consigliato sì!
2,78/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,50
PUBBLICO 2,33
CONSIGLIATO SÌ
Si ride e ci si commuove. Tanta carne al fuoco con dolorosa leggerezza.
Recensione di Paola Casella
giovedì 28 agosto 2025
Recensione di Paola Casella
giovedì 28 agosto 2025

Jay Kelly è una star, con un film appena completato e due da girare a breve. Ha una sessantina d'anni, si fa aggiungere un po' di nero ai capelli e alle sopracciglia incanutite, e porta i resti di qualche divorzio alle spalle, fra cui due figlie, Jessica e Daisy. Daisy sta per iniziare l'università e parte per un viaggio in Europa con gli amici, mentre Jessica fa la maestra e la mamma tenendosi ben lontana dal padre. L'unico che accudisce Jay come un fratello è Ron, il manager del divo, che per lui ha scarificato la propria presenza in famiglia e un antico amore, Phoebe, che è l'ufficio stampa di Kelly. L'incontro con un ex compagno di scuola di recitazione innesca per Jay un viaggio mentale attraverso le tante strade non percorse, e un altro viaggio fisico all'inseguimento di Daisy, con la scusa di andare a ritirare un premio alla carriera in Toscana. Ma è tardi per fare ammenda e rappacificarsi con il passato. E persino il fedelissimo Ron potrebbe averne abbastanza del su cliente/amico.

Jay Kelly è innanzitutto un bromance fra Jay e Ron, nonché fra George Clooney e Adam Sandler, amici del cuore nella vita e interpreti dei due personaggi principali nel film scritto (con Emily Mortimer, che si ritaglia nel film un cammeo come parrucchiera delle star) e diretto da Noah Baumbach.

Ma è anche molto altro: una riflessione sul tempo che sprechiamo dietro la carriera lasciandoci dietro famiglia e amici; un ragionamento su come sia diventata l'esistenza delle celebrità, sempre a tiro di selfie e di cellulari pronti ad immortalare ogni loro eroismo ma anche ogni loro caduta; una nostalgica parabola sul tempo che passa per tutti, anche (o forse soprattutto) per i divi, e sulla rimozione della morte, in primis nella mecca dei sogni; un raffronto fra divi hollywoodiani e attori seguaci del "metodo".

In particolare dietro alla la storia di Jay Kelly sembra aleggiare il fantasma di Paul Newman, attore simbolo del "metodo" mai preso seriamente a causa della sua bellezza da divo, che appare in un poster nelle prime scene del film (ambientate sul set di un film, nello stile piano sequenza che fa subito Viale del tramonto), e rievocato sia dalla presenza di Patrick Wilson, l'attore somigliantissimo a Newman che interpreta un collega di Jay Kelly, sia dalla vicenda della figlia Jessica che porta il padre dal suo analista per metterlo di fronte ai danni emotivi e psicologici che le ha arrecato (come successe a Paul Newman con sua figlia, dopo il suicidio del fratello maggiore).

Tutto questo accentua la dimensione metacinematografica su questa parabola di un attore di non meglio specificato talento che è forse l'ultimo ad avere ancora l'allure dei divi del passato, ma che non riesce a far parte della schiera degli "attori seri" celebrati dagli anni Settanta: emblematica in questo senso la scena in cui Jay si confronta con Cary Grant (cui Clooney è stato spesso paragonato), Clark Gable e Gary Cooper, ma esita ad accostare il suo nome a quello di Robert De Niro - e lo fa davanti ad uno specchio, come se chiedesse: "Stai parlando con me?".

Clooney è spesso stato "accusato" di saper interpretare solo se stesso, e la sua risposta in questo film, presa a prestito da Sylvia Plath, è che "è una responsabilità infernale essere se stessi": in questo senso la carrellata finale di immagini tratte dalla reale carriera dell'attore, cui lui assiste con la consapevolezza di non poter più interpretare certi ruoli, è l'apoteosi del metacinema.

Jay Kelly comincia e finisce con un duello fra uomini bianchi di una certa età, "privilegiati a monte" che o hanno avuto tutto dalla vita o si sono fatti da parte, più o meno volontariamente, affinché "ce ne possa essere uno solo". Solo Jay si ritroverà, perché il tempo perso è perso per sempre, e le attenzioni non date spingono il prossimo a derive irreversibili. Jay Kelly non è pronto per "lasciare il party" (del resto, "no Clooney no party") ma si è reso ben conto che niente di ciò che ha fatto è reale, e che, come gli dirà sua figlia, lui è "un vaso vuoto".

E nonostante cerchi (letteralmente) di riprendere il treno della sua vita (in treno si svolge la scena più bella del film, fra lui e un gruppo di passeggeri che rappresentano quella "gente normale" con cui Kelly ha smarrito ogni contatto), cerca di ritrovare "pezzi di tempo" che non siano un premontato in stile MTV (che, lo ricordiamo, ha inaugurato l'era dei reality).

Il film di Baumbach che si accosta meglio a questo è Giovani si diventa, per lo sconcerto che suscita nel regista (e in tutti noi) il passaggio del tempo: a quarant'anni come a sessanta.

Ci voleva una superstar autoironica e consapevole come George Cooney per fare la parodia di se stessa per portare a casa un film come Jay Kelly, che cita il cinema piccolo e grande all'infinito e conosce bene i meccanismi dell'industry hollywoodiana, piena di professionisti disposti a vivere all'ombra dello star system, e in uno stato di semischiavitù. Laura Dern è l'ufficio stampa esasperata, Greta Gerwig (nella vita moglie di Baumbach) la moglie di Ron, Billy Crudup l'ex collega che non ha fatto carriera, e il veterano Stacey Keach il padre di Jay "egomaniaco e rancoroso".

Ma a lasciare il segno è soprattutto Adam Sandler in un ruolo dolorosamente riconoscibile, che sottolinea anche la differenza fra la sua carriera da caratterista (anche quando è protagonista) di commedie di cassetta (con poche eccezioni come Ubriaco d'amore e Diamanti grezzi) e quella del pluripremiato e (anche) autoriale Clooney. Ognuno di loro rivendica "il permesso di essere umani" e in un'industria - ma potremmo allargare al mondo - che nega questo privilegio. E ognuno, a una certa età, si domanda: "E se la mia vita non avesse significato niente?"

Jay Kelly mette tanta carne al fuoco con dolorosa leggerezza, in un film dove si ride molto ma ci si commuove (le musiche di Nicholas Britell in questo senso son micidiali) e ci invita a stare attenti affinché "tutti i nostri ricordi non siano film" - o "storie" social.

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a cura della redazione
mercoledì 7 maggio 2025

Il film segue le vicende della celebre star del cinema Jay Kelly (interpretato da George Clooney) e del suo devoto manager Ron (interpretato da Adam Sandler) durante un viaggio lampo e sorprendentemente profondo attraverso l'Europa. Lungo il percorso, i due uomini si trovano costretti ad affrontare le proprie scelte e a riflettere sui legami con le persone a loro più care e sull'eredità che stanno per lasciare.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 6 dicembre 2025
marcus

Noah Baumbach e consorte persino loro (chi l'avrebbe detto?) in preda ad un attacco acuto di “algoritmitite”, quella strana sindrome che ti fa fare i film con lo stampo Netflix.  Mi spiace un po’ dover stare qui a discutere di questo discreto obbrobrio tenuto insieme a malapena soltanto dalla presenza di certi bravi attori che tengono famiglia pure loro evidentemente.

venerdì 29 agosto 2025
Peer Gynt

Commedia amara e a tratti divertente sul passare del tempo, sulla difficoltà di essere se stessi, sulla finzione del mestiere di attore. Ma, pur essendo un film che si lascia vedere, non sembra un’operazione di grande spessore, in quanto dice cose già dette e mostra cose già viste in tanti film che hanno trattato il tema metacinematografico dello scontro fra finzione e realt&agrav [...] Vai alla recensione »

domenica 7 dicembre 2025
Tamburel

Nostalgico, ironico, struggente...Magnifico 

FOCUS
INCONTRI
martedì 2 dicembre 2025
Paola Casella

Noah Baumbach è uno degli autori indipendenti americani più affermati della sua generazione: sceneggiatore e regista, ha scritto e diretto titoli come Il calamaro e la balena, Lo stravagante mondo di Greenberg, Giovani si diventa, nonché la serie Storia di un matrimonio (guarda la video recensione). Insieme alla moglie Greta Gerwig ha scritto anche Frances Ha e Mistress America, da lui diretti, e Barbie, diretto da Gerwig. In coppia con Wes Anderson ha infine sceneggiato Le avventure acquatiche di Steve Zissou e Fantastic Mr. Fox, e ora torna sui grandi schermi, e poi sulla piattaforma Netflix, con Jay Kelly, scritto insieme a Emily Mortimer (che ha un breve ruolo nel film). Il film, passato in Concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia, è interpretato da George Clooney nei panni di un divo hollywoodiano in crisi esistenziale, e da Adam Sandler in quello del suo manager.

Come è stato passare dalle produzioni indipendenti a quella imponente e costosa di Jay Kelly?
Ogni film ha il suo budget e la sua dimensione: certamente non avrei potuto usare gli stessi mezzi e lo stesso tono minimalista di Il calamaro e la balena per raccontare la storia di una superstar. Ma a me piace lavorare in entrambe e condizioni: alla fine quello che conta è avere intorno la stessa squadra di collaboratori, che sono anche miei amici. 

È stato facile dirigere George Clooney in un ruolo così simile all’immagine che il pubblico ha di lui?
Sia per me che per George era importante che lui interpretasse una star del cinema dando al pubblico l’illusione superficiale che stesse semplicemente interpretando se stesso, una percezione con cui giochiamo esplicitamente sullo schermo con la frase che dice Jay: “Sai quanto è difficile interpretare se stessi?”. Ma Clooney e Kelly non sono affatto la stessa persona. Ed è bellissimo il modo in cui George ha mostrato all’inizio del film il suo charme seduttivo, ma a poco a poco ci mostra quel cambiamento interiore che porta Jay alla fine a rimanere a guardarsi intorno in mezzo a un cimitero. La sua interpretazione è nuda e infinitamente vulnerabile: non si vede spesso una star di Hollywood disposta a mostrarsi le proprie fragilità in questo modo, o anche solo mettere in evidenza a propria età reale. Credo sia una performance davvero coraggiosa.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 25 novembre 2025
Carlo Valeri
Sentieri Selvaggi

La stanchezza di un film come Jay Kelly non deve distrarci dalla sua sincerità. Questo Il posto delle fragole, shakerato ora con un Fellini ora con un Bob Fosse, ci dice tanto dello stato di salute del cinema americano d'autore. Che è in crisi e un po' spaventato da se stesso, come il protagonista. E probabilmente come il regista, Noah Baumbach, che dopo aver contribuito a scrivere per anni la storia [...] Vai alla recensione »

martedì 25 novembre 2025
Luca Pacilio
Film TV

Rendere l'introspezione tardiva di un attore hollywoodiano che si scontra col paradosso del successo e raccontare certa sostanza umana in subbuglio (il viaggio come resa dei conti, le relazioni trascurate, il passato che pesa) sono cose che Baumbach - cineasta di rara sottigliezza - può fare benissimo. Peccato che in Jay Kelly la sua scrittura sia meno lucida e non si fidi dello stratificato sottotesto, [...] Vai alla recensione »

sabato 22 novembre 2025
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Dopo una gloriosa carriera da regista indipendente capace di regalare agli spettatori film come "Giovani si diventa" (la prima volta dell'ayahuasca al cinema) e "Frances Ha" ("vedo gente faccio cose" in bianco e nero, a suggello del sodalizio con Greta Gerwig) Noah Baumbach fa un passetto falso. Netflix produce il film, e questo ai nemici basterebbe.

venerdì 21 novembre 2025
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

È quantomeno curioso che l'americano Noah Baumbach sia tuttora considerato un regista "indie", anche se ormai abituato a girare con budget pesanti e cast stellari: nel caso di «Jay Kelly», oltre al mattatore George Clooney, ci sono tar gli altri Adam Sandler, Laura Dern e pure Alba Rohrwacher (sopra le righe), in omaggio alla quota italiana della produzione.

venerdì 5 settembre 2025
Geoffrey MacNab
The Independent

Interpretando un personaggio almeno in parte ispirato a se stesso, Clooney offre una delle sue migliori interpretazioni. Jay è un divo di Hollywood viziato e narcisista, così votato alla sua carriera da non accorgersi del disastro emotivo che lascia dietro di sé. Per riconnettersi emotivamente con la figlia decide di seguirla in Italia, con la scusa di ritirare un premio, accompagnato dal sempre paziente [...] Vai alla recensione »

martedì 2 settembre 2025
Ilaria Feole
Film TV

C'è un momento, alla fine di questo 13° lungo di fiction di Baumbach (il quarto realizzato per Netflix), in cui il super divo Jay Kelly - una star del cinema all'incirca del calibro di George Clooney, interpretata, appunto, da George Clooney - vede sullo schermo di un festival, insieme agli spettatori, il classico rullo celebrativo di spezzoni dei suoi film.

domenica 31 agosto 2025
Maria Lucia Tangorra
Cineclandestino

Il cinema di frequente mette in scena se stesso e il regista Noah Baumbach è riuscito a portare a sé questa 'tendenza' facendo rientrare quest'ultimo lavoro, Jay Kelly, tra i filoni tematici su cui spesso si è concentrato, in particolare l'identità. La scena di apertura è un set cinematografico con tutta la frenesia e, al contempo, la routine. Con un accurato piano sequenza, un'attenta telecamera [...] Vai alla recensione »

sabato 30 agosto 2025
Enrico Azzano
Quinlan

In fin dei conti, Jay Kelly è un film gradevole. Ed è anche un film innocente. La sua (non) colpa è una collocazione dovuta e non meritata, quantomeno a nostro avviso. Il discorso è oramai trito e ritrito, quella non tanto sottile differenza tra Cannes e Venezia e i relativi rapporti con le piattaforme, i loro prodotti e le uscite in sala. Diretto e scritto (con Emily Mortimer) da Noah Baumbach, Jay [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 agosto 2025
Massimo Causo
Duels.it

Viale del crepuscolo, ovvero tutte le controindicazioni dello stardom in fase declinante applicate a George Clooney, la star per eccellenza della Hollywood del ventunesimo secolo. A metterle in commedia è un indipendente abbastanza integrato come Noah Baumbach, giunto infine alla corte di Netflix. Ecco Jay Kelly, singolare film simbionte, che lavora di travaso finzionale tra la star e protagonista: [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 agosto 2025
Giacomo S. Pistolato
NonSoloCinema

L'icona hollywoodiana Jay Kelly (George Clooney) continua a mietere successi dopo 35 anni di onorata carriera. Sembra l'ultimo divo cinematografico di un'epoca lontana che forse non tornerà più. È amato, applaudito, coccolato. Ma cosa rimane sotto la coltre amniotica della celebrità? Se la moltitudine adora la maschera dell'attore, chi gli è più vicino - tranne il devoto manager Ron (Adam Sandler) [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 agosto 2025
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Delude ancora, dopo il poco riuscito "Rumore bianco", Noah Baumbach che, con "Jay Kelly", narra la storia di un attore di fama mondiale (George Clooney, gigione come sempre) dentro una crisi esistenziale, che coinvolge la sua famiglia, il suo staff, le sue amicizie, scatenata, se ve ne fosse bisogno, dall'incontro con un ex compagno di recitazione, al quale sottrasse di fatto l'inizio della carriera. [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 agosto 2025
Alberto Crespi
La Repubblica

Jay Kelly, di Noah Baumbach, in concorso. Minuti effettivi di durata: 132. Minuti percepiti: 200, forse più. Qualcuno dirà: è un film Netflix. Ebbene, fermo restando che dentro Netflix c'è di tutto il sospetto diventa lecito: non è che le piattaforme chiedono ai registi di allungare il brodo per riempire più spazio (anzi, tempo) possibile? Un conto sono i 206 minuti di Killers of the flower moon [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 agosto 2025
Francesco Alò
Il Messaggero

I due film con superstar da Oscar Emma Stone e George Clooney fanno cilecca in Concorso. Sia Jay Kelly che Bugonia risultano tra il mediocre e l'irritante. Clooney (nella foto sotto) è protagonista in piena autocelebrazione con sorrisi smaglianti e recitazione melliflua dentro il superficiale Jay Kelly di Noah Baumbach. È un ipertrofico ritratto d'attore con divo americano in crisi anche se non sembra [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 agosto 2025
Andrea Martini
Quotidiano Nazionale

Abbiamo imparato a conoscere e apprezzare il newyorkese Noah Baumbach autore di commedie sofisticate, logorroiche al punto giusto (inciampato però recentemente nella letteratura di De Lillo: Rumore bianco) e lo ritroviamo in un prodotto hollywoodiano troppo ordinario per essere divertente. La scommessa di Jay Kelly era tutt'altro che banale: fare indossare i panni di interprete borioso, figlio e padre [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 agosto 2025
Stenio Solinas
Il Giornale

Un film sul divismo, in una Mostra del cinema qual è Venezia, ci sta di diritto. Se poi ci si aggiunge una riflessione su quello che è il mestiere dell'attore, l'interpretare più ruoli e però mai sé stessi, quel diritto si raddoppia, perché, il cinema, si sa, è da un lato la fabbrica dei sogni e dall'altro fa un po' parte della nostra memoria, nel senso che noi siamo anche i film che abbiamo visto, [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 agosto 2025
Roberto Manassero
Cineforum

Nel suo film più personale, Il calamaro e la balena, Noah Baumbach raccontava il divorzio dei genitori dalla prospettiva di sé adolescente. In quello forse più scritto ed elaborato, o semplicemente più bello, Storia di un matrimonio, affrontava il proprio, di divorzio, da una prospettiva inevitabilmente adulta, con in più il filtro del cinema e in generale di tutte le forme di narrazione e rappresentazione [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 agosto 2025
Federico Rizzo
Sentieri Selvaggi

"Una star del cinema recita due volte; quando interpreta una parte e quando interpreta sé stesso". Come fare allora a distinguere tra il cinema e la realtà? E tra il lavoro e la vita privata? Dove finisce l'attore e dove inizia l'uomo? Queste sono solo alcune delle questioni al centro di Jay Kelly, il nuovo film di Noah Baumbach, ben distante dai titoli indie a cui ci aveva abituato fino a qualche [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 agosto 2025
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

Nella parte finale di Jay Kelly, tredicesimo film di finzione in trent'anni di Noah Baumbach, in concorso a Venezia 82, il protagonista titolare - una star di Hollywood che solo per una questione narrativa non chiamiamo George Clooney - incontra un suo collega meno blasonato, interpretato da Patrick Wilson. Il luogo - o il set - è un bosco toscano, vicino al paese in cui entrambi sono stati invitati [...] Vai alla recensione »

NEWS
PREMI
venerdì 19 dicembre 2025
 

Al cast del film di Noah Baumbach un premio all'eccellenza del lavoro corale nel cinema contemporaneo. Vai all'articolo »

NETFLIX
lunedì 29 settembre 2025
 

Regia di Noah Baumbach. Un film con George Clooney, Adam Sandler, Billy Crudup, Laura Dern, Grace Edwards. Dal 5 dicembre su Netflix. Guarda il trailer »

MOSTRA DI VENEZIA
giovedì 28 agosto 2025
Paola Casella

George Clooney e Adam Sandler in un film che dice tanto sul tempo, l'amicizia, Hollywood e anche altro. In concorso alla Mostra di Venezia. Vai all'articolo »

NETFLIX
mercoledì 6 agosto 2025
 

Regia di Noah Baumbach. Un film con George Clooney, Adam Sandler, Billy Crudup, Laura Dern, Grace Edwards. Dal 5 dicembre su Netflix. Guarda il trailer »

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