| Titolo originale | Yi miao zhong |
| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico, Storico, |
| Produzione | Cina |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Zhang Yimou |
| Attori | Zhang Yi, Wei Fan, Liu Haocun, Ailei Yu, Xiaochuan Li Yu Ai Lei, Zhang Shaobo, Li Xiao-Chuan, Yunlong Liu, Yan Li, Yang Yu, Bing Wang (II), Rui Cao, Ziyue Tang, Xu Chen, Bin Yu. |
| Uscita | giovedì 16 dicembre 2021 |
| Tag | Da vedere 2021 |
| Distribuzione | Fenix Entertainment, Europictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,63 su 28 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 10 dicembre 2021
Zhang Jiusheng fugge da un campo di lavoro per poter assistere alla proiezione di un cinegiornale in cui, per un solo secondo, può rivedere la sua amata figlia. La pellicola però viene rubata da una giovane orfana vagabonda. In Italia al Box Office One Second ha incassato 143 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Negli anni della Rivoluzione Culturale, Zhang evade dal campo di lavoro forzato e vaga per il deserto per raggiungere un villaggio dove in un cinema, assieme al film Eroic Sons and Daughters, viene abbinato il cinegiornale di propaganda numero 22 in cui compare, anche solo per un secondo, l'immagine della figlia che non lo vuole più vedere dopo che è stato arrestato. Poco prima della proiezione la pellicola viene rubata da una ragazzina, l'orfana vagabonda Liu, che ha bisogno della celluloide per costruire la lampada al fratello più piccolo. Zhang, dopo aver assistito al furto, la insegue. Perde la pizza, la recupera e la perde ancora. Al villaggio intanto un pubblico molto numeroso è in attesa di assistere allo spettacolo serale organizzato dal proprietario e proiezionista del cinema, chiamato "Mr. Film", che è visto come una divinità e si considera una figura essenziale all'interno del Partito.
Era già stato selezionato per la competizione ufficiale della Berlinale del 2019 e poi è stato ritirato all'ultimo momento per "problemi tecnici di post-produzione" che, tradotto, significa che dietro c'è stato l'intervento della censura cinese, probabilmente per come ha mostrato la povertà durante la Rivoluzione Culturale.
Nel corso di questi due anni ci sono stati degli aggiustamenti in fase di montaggio e il taglio di un minuto rispetto alla versione precedente ma la critica a quel periodo è già evidente nella battuta sulla figlia di Zhang mostrata nel cinegiornale in cui si sottolinea che "non deve competere con gli adulti". Tratto da un romanzo della scrittrice Yan Geling, One Second rappresenta per il regista cinese un grande ritorno.
Non potendolo paragonare alla prima versione, ci si trova davanti a una totale dichiarazione d'amore al cinema. La pellicola, la sua materia soprattutto, è vista come qualcosa di sacro come si può vedere nella scena in cui le parti rovinate sono messe su dei teli e poi asciugate con dei ventagli, ma anche i ritagli che servono per costruire la lampada che può rappresentare la 'lanterna magica' del film. Poi ci sono quelli che possono essere gli omaggi. Il deserto che apre e chiude il film (con un doppio finale che è l'unico limite di un cinema finalmente di nuovo imponente) richiama il cinema esotico d'avventura statunitense degli anni Trenta ma anche quello dei fratelli Cohen (da Arizona Junior a Non è un paese per vecchi) che sono comunque un punto di riferimento per il cineasta cinese avendo realizzato nel 2009 un remake, onestamente fiacco, di Blood Simple.
Yimou torna ai villaggi di La storia di Qiu Ju e Non uno di meno e recupera la magia della luce del cinema da Lanterne rosse, come si può vedere dalle immagini delle ombre sul telo e dell'illuminazione dalla cabina di proiezione oltre che dall'immagine dello schermo che proietta davanti e dietro Eroic Sons and Daughters, un film di guerra del 1964 diretto da Wu Zhaodi. One Second è l'omaggio e l'illusione neorealista del cinema che passa anche per Bellissima di Visconti fino al finto dialogo padre-figlia tra Zhang e Liu sul camion degno di una commedia hollywoodiana degli anni '40 che potrebbe essere uscita da Howard Hawks. La prova di Zhang Yi, che è già stato diretto da Zhang Yimou nel precedente Cliff Walkers ed è stato protagonista, tra gli altri, di Al di là delle montagne, è notevole assieme a quella di Liu Haocun. In più c'è tutta la magnifica ossessione e l'illusione del cinema dove anche il frammento di un solo secondo, se proiettato ripetutamente, può durare anche un'eternità.
Un film bello e molto sincero. La trama intreccia le storie di tre personaggi principali: il prigoniero fuggito dal campo di lavoro per rivedere la figlia nelle immagini del cinegiornale, l'orfana che vorrebbe rubare la pellicola e il proiezionista che cerca di difendere il suo lavoro. A loro si aggiuge il personaggio corale degli abitanti del villaggio.
Zhang Yimou è uno che ha reso obsoleta la definizione di "furbacchione" dentro al vocabolario. Da un lato perché ha conquistato la ribalta capendo che il pubblico globale del nuovo mondo post Guerra Fredda cerca e premia, più di ogni altra cosa, la stilizzazione dell'azione (e su questo, torneremo) spinta fino ad astrarsi e a prescindere dall'ambiente, a propria volta ridotto a colore locale (già il [...] Vai alla recensione »