Le petit Piaf

Film 2021 | Commedia, Musicale, 95 min.

Regia di Gérard Jugnot. Un film con Marc Lavoine, Soan Arhimann, Gérard Jugnot, Stefi Celma, Philippe Duquesne. Cast completo Titolo originale: Le petit Piaf. Genere Commedia, Musicale, - Francia, 2021, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 4 maggio 2023 distribuito da No.Mad Entertainment. - MYmonetro 3,29 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 4 maggio 2023

In un villaggio sull'isola della Réunion, Nelson, 10 anni, sogna di diventare un cantante famoso e si è iscritto al programma televisivo Star Kids. In Italia al Box Office Le petit Piaf ha incassato 10,5 mila euro .

Consigliato sì!
3,29/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,83
PUBBLICO 4,53
CONSIGLIATO SÌ
Una favola contemporanea dolce ma convenzionale ambientata nella bellissima Isola della Réunion.
Recensione di Paola Casella
lunedì 3 aprile 2023
Recensione di Paola Casella
lunedì 3 aprile 2023

Nelson ha 11 anni e un grande sogno: diventare un cantante. Ma vive all'Isola della Réunion con la nonna e la mamma che lavora come cameriera in un resort a quattro stelle per mantenere tutta la famiglia, e che pensa che cantare non sia un mestiere serio, men che meno un mestiere possibile. Con l'aiuto di Mia, un'amica di cui è un po' innamorato e che si è improvvisata sua agente e stilista, Nelson ha registrato un videoclip artigianale da spedire al talent show Star Kids e annuncia di essere stato selezionato.

Mia e il suo fratellino Zidane detto Zizou ne sono entusiasti perché sperano che, una volta diventato ricco e famoso, Nelson prenderà loro due a vivere con lui togliendoli dalla strada e dal rischio di tornare nella casa famiglia dalla quale sono scappati. Per assicurarsi che Nelson vinca il talent show gli procurano un coach: il cantante sessantenne Pierre Leroy, interprete di un solo grande successo molti anni prima, venuto ad esibirsi al resort. Ma Leroy è depresso e demotivato e non ci pensa proprio ad allenare quel bambino sconosciuto.

Le Petit Piaf è un film per giovanissimi diretto da un famoso caratterista francese, Gerard Jugnot, che ha lavorato anche nel cinema italiano (ne La siciliana ribelle) e che qui si ritaglia il ruolo di Monsieur Lepetit, il proprietario del resort, un tipo buffo ma estremamente generoso ed altruista che farà il possibile per aiutare Nelson e la sua mamma.

La storia è semplice e raccontata con la stessa bonomia di Monsieur Lepetit e le interpretazioni dei tre piccoli protagonisti sono oneste anche se acerbe (il talento del piccolo Soan Arhiman che interpreta Nelson è nella magnifica voce, non nell'interpretazione), con l'eccezione di Zacharie Rochette, molto efficace nella caratterizzazione del "menino de rua".

Gli stereotipi si sprecano: la nonna guaritrice che pratica una sorta di santeria con tanto di zampe di pollo, il senzatetto ladruncolo e sfacciato, il tassista rasta e sciamannato. Il più metacinematografico è il personaggio del cantante da una hit sola, poiché è interpretato con grande autoironia da Marc Lavoine, chansonnier con al suo attivo un grande successo negli anni Ottanta (seguito però da altri brani): ed è un piacere riascoltare alcuni classici della canzone francese che ci riportano a Serge Gainsbourg, Jacques Brel e Yves Montand (che interpreta una poesia di Jacques Prévert). Nel ruolo di Ella, la madre di Nelson, c'è la bellissima Stefi Celma, che molti riconosceranno per il ruolo di Sofia nella serie francese Chiami il mio agente! e in quello di Sylvie nelle fiction italiana Sopravvissuti.

La storia è gradevole ma piuttosto convenzionale, e la piacevolezza degli ambienti e dei giovanissimi interpreti non compensa del tutto la prevedibilità della trama e l'artificiosità di dialoghi e scene. L'aspetto innovativo è nel non costruire la solita parabola di ascesa di uno sconosciuto di talento nel mondo della musica, per creare una realtà parallela in cui quel talento viene valorizzato a livello locale e circondato da affetti reali. I bambini accoglieranno volentieri questa favola contemporanea, ma gli adulti probabilmente ne noteranno i limiti.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 13 aprile 2023
Osorione

L’ultimo film di Gerard Jugnot é una dolce commedia commovente, direi quasi una favola di quelle che piacciono ai piccoli ma anche i grandi. Si svolge nella magnifica isola della Reunion con paesaggi che ci fanno sognare. La storia é semplice ma coinvolgente e fa piangere per la gioia ma anche ridere per le numerose gags che ci sono nel film.

FOCUS
FOCUS
giovedì 4 maggio 2023
Claudia Catalli

Ogni storia che riguarda un talento che emerge dal nulla, solo grazie alla forza delle proprie indiscusse capacità, brilla due volte. La prima, perché è emozionante seguire il percorso del protagonista di turno che arriva ad affermarsi, superando una serie di ostacoli e vicissitudini varie, fino a riuscire a dimostrare il proprio talento. La seconda, perché è altrettanto emozionante mettersi nei panni di chi quel talento lo scopre, lo sostiene, lo forma e lo fa emergere.

Quella tra mentore e allievo è una delle relazioni più toccanti e cinematograficamente riuscite tra tutte. Specie quando è disinteressata, e scevra da compromessi o cedimenti sentimentali. Viene subito in mente Whiplash di Damien Chazelle, in cui J.K. Simmons - tanto convincente da vincere un Oscar – insegnava a Miles Teller a suonare la batteria, anzi a suonarla come nessun altro al mondo. E lo spingeva, con modi decisamente poco ortodossi, fino all’estremo del suo impegno e delle sue forze.

Non occorre arrivare a quegli eccessi per raccontare tutte le peripezie, emotive quanto fisiche, necessarie per arrivare a coronare i propri sogni. Non occorre soprattutto trasformare quello tra maestro e allievo in un rapporto dispotico di forza, dove il più anziano tiranneggia sul più giovane. La formazione può invece cedere il passo a un rapporto umanamente più ricco, quasi paterno, fatto di ascolto, incoraggiamento ed empatia. Propende per questa strada narrativa il francese Gérard Jugnot nel raccontare l’avventura del piccolo Nelson, bambino dall’ugola d’oro nell’isola di La Réunion in cerca di un maestro per partecipare a un’importante gara canora che potrebbe svoltargli la vita. «Non è la piuma che fa volare Dumbo, ma è grazie alla piuma che lui trova il coraggio per volare», dice Pierre Leroy, il mentore di Le Petit Piaf.

È un cantante di successo un po’ in declino che ritrova la passione di cantare grazie a Nelson, dopo avergli sbattuto una prima volta la porta in faccia per diffidenza. Ciò che entra a gamba tesa nel rapporto tra due perfetti sconosciuti, e ha il potere di rivoluzionarlo, è il riconoscimento del talento altrui e, nel frattempo, un naturale percorso di immedesimazione. Questo cambia il rapporto di Pierre e Nelson, perché tutti i mentori sono stati allievi, così come tutti gli artisti di successo sono stati a loro volta signori Nessuno con un sogno grande nel cassetto.

Leroy (l’ottimo Marc Lavoine) aiuterà il piccolo Nelson (Soan Arhimann, vincitore dell'edizione francese di The Voice Kids nella realtà) a credere in sé fino in fondo, in quella che si rivela una tenerissima storia di formazione e di amicizia al tempo stesso. Nulla di nuovo, se ne sono viste parecchie di storie del genere al cinema, eppure questa firmata da Jugnot riesce a mantenere una sua aurea di freschezza nella delicatezza con cui tratteggia il rapporto tra mentore e allievo e nella verosimiglianza con cui lo contestualizza, raccontando le preoccupazioni di una madre (la sempre convincente Stéfi Celma, già vista e applaudita nella serie Call My Agent) che teme a ragione un futuro incerto per suo figlio.

Non sbaglia chi ci scorge dentro richiami di The Millionaire di Danny Boyle, per quanto lì il protagonista Jamal partecipasse a un quiz show (‘Chi vuol essere milionario?’). Ma anche lì si trattava di un ragazzo brillante apparentemente dal destino già segnato, condannato a vivere ai margini, nei quartieri meno abbienti e più degradati, proprio come Nelson che riuscirà (forse, non è dato saperlo) a riscattarsi grazie alla sua ugola d’oro e alla fiducia che il suo mentore gli ha fatto esplodere dentro. Una volta e per sempre. 

INCONTRI
sabato 29 aprile 2023
Giovanni Bogani

Gérard Jugnot in Italia lo conosciamo soprattutto come attore: un volto tondeggiante, mediterraneo, un piccolo pizzetto, l’aria lieve, allegra, familiare. Un volto che ti sembrerebbe di poter incontrare in qualsiasi villaggio francese, al tavolo di un bistrot: un pastis, s’il vous plait. Al cinema, lo abbiamo incontrato in Tandem di Patrice Leconte, in Les choristes - I ragazzi del coro, ma anche in un film italiano, La siciliana ribelle di Marco Amenta

Un tempo si diceva, per gli attori come lui, “grande caratterista”. Ma forse è un termine riduttivo, per il grande talento che Jugnot ha disseminato nei molti film a cui ha preso parte. E diventa ancora più riduttivo, quando scopri che ha diretto undici film. Il più recente dei quali è una piccola grande favola, che ruota intorno a un bambino e al suo talento canoro. Il film è Le Petit Piaf: dove Piaf sta per “uccellino”, ma è anche un riferimento diretto da Edith Piaf, voce tersa e intensissima in un corpo da uccellino.

Il film è stato interamente girato nell’isola de La Réunion, frammento di Francia in mezzo all’Africa. Il resto lo chiediamo a Jugnot, al telefono. Lo raggiungiamo in un’altra isola, Porquerolles, dove vive. 


Jugnot, Le Petit Piaf è un film, verrebbe da dire, di “buoni sentimenti”. Qualcosa di molto inconsueto, quasi scandaloso nel cinema oggi. 
“Eh sì! I buoni sentimenti non sono di moda. Forse sono io a credere che, al fondo di tutto, le persone siano buone. O forse è solo una consolazione che faccio a me stesso, e agli spettatori: il cinema ha almeno la possibilità dell’happy end, la vita no”.

Non è ottimista, nella vita?
François Truffaut diceva: se avessi amato la vita, non avrei mai fatto del cinema”.

Lo pensa anche lei?
“Bisognerebbe essere drogati per pensare che il mondo va bene! Oggi più di ieri. La storia si ripete, come nel 1939. E in fondo abbiamo scoperto che la guerra non era mai finita”.

Arrivando al film, “Le petit Piaf” parte con un ragazzino che vive profonde ferite personali. 
“Sì: è un po’ come una canzone dolce, dove però le cose partono male. In fondo è il cinema italiano che mi ha insegnato a procedere così. Tutte le commedie che io amo, quelle con Manfredi, Sordi, Gassman partono da situazioni tristi, e poi piano piano loro in qualche modo le aggiustano, rendono possibile venire a patti con la realtà”.

Ha girato a La Réunion, un microcosmo nel quale si incrociano molte vite, molte storie diverse.
“È un’isola degna del suo nome! Ci sono dei cristiani, dei musulmani, dei buddisti, degli animisti, c’è il culto degli antenati, ci sono dei bianchi, dei neri… c’est du Benetton!”, dice, alludendo alle famose campagne pubblicitarie di Oliviero Toscani che, per primo, ha reso glamour l’inclusività, il melting pot, negli anni ’80 e ’90.

Il bambino protagonista, Soan Arihmann, ha una naturalezza e un talento notevoli. Ci può parlare un po’ di lui?
“È originario dell’isola: suo padre è un musicista, i suoi zii sono musicisti. Lui è nato con un talento naturale per il canto, e ha una gioia irresistibile nel cantare. Nel 2019 ha vinto The Voice Kids. Quando è tornato all’isola de La Réunion è stato accolto come una star. Poco dopo abbiamo girato il film, che naturalmente si ispira alla sua storia”. 

Come ha mantenuto l’equilibrio Soan, con tutto il successo che ha riscosso? A La Réunion devono averlo trattato come un re, al suo ritorno. 
“In effetti è amatissimo nell’isola. E lui si sente legato all’isola in modo viscerale: i momenti di emozione più forti li ha quando canta canzoni tradizionali dell’isola”. 

Il film è anche una storia di seconde occasioni. C’è chi si trova a cercare un senso a una vita che sembra non averne più, come il musicista interpretato da Marc Lavoine. 
“Esattamente. Marc, lui stesso un enfant prodige della musica, nella sua adolescenza, con una grande carriera musicale e anche cinematografica alle spalle, ha accettato di ritrarsi come qualcuno che ha perduto il successo, ha perduto la fiducia, ha perduto la speranza. Il film racconta due storie di riscatto: quello del ragazzino dalla voce straordinaria, ma timido, socialmente fragile, e quella del cantante un tempo famoso, che deve trovare la voglia e le motivazioni per le nuove sfide. Insomma, per Marc Lavoine non era facile interpretare un fallito! Ma è stato bravissimo…”.

Il ragazzo, Soan Arihmann, adesso vive in Francia?
“No. Non penso neppure che lo desideri. È legatissimo alla sua isola, alla sua famiglia, alla sua vita. E lo comprendo”. 

Nella sua storia c’è un particolare che colpisce. Al liceo era in classe con tre futuri protagonisti del cinema francese: Christian Clavier, Thierry Lermitte e Michel Blanc. Ma come è potuto accadere? E come sono i vostri rapporti ora?
“Credo sia stata una chance folle, un caso più unico che raro. Ci siamo incontrati quando avevamo sedici, diciassette anni. Abbiamo formato insieme un gruppo teatrale, poi ognuno ha proseguito la sua strada. Quello che è straordinario, è che siamo ancora amici. E, mi creda, i rapporti umani sono importantissimi, soprattutto in questo mestiere. In questo mestiere si è molto soli. Avere degli amici non è importante: è di più, è vitale”.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 18 maggio 2023
Giovanni Guidi Buffarini
Corriere Adriatico

Filmino ino ino. Mica sgradevole, eh, anzi il contrario. Ma flebile, più basico che semplice, nessun doppio fondo, non uno scatto di fantasia. Farà miglior figura sul piccolo schermo: è così lineare che anche se ti distrai recuperare il filo è un attimo. Sull'isola di Réunion, un bimbetto ha una bella voce e sogna di cantare. Mamma cameriera non è d'accordo, due amici, fratello e sorella fuggiti da [...] Vai alla recensione »

NEWS
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mercoledì 26 aprile 2023
 

Su MYmovies i primi minuti di una commedia musicale interpretata dal piccolo Soan Arhimann, vincitore di The Voice Kids francese. Dal 4 maggio al cinema. Guarda l'inizio »

TRAILER
venerdì 14 aprile 2023
 

In un villaggio sull'isola della Réunion, un bambino sogna di diventare un cantante famoso. Dal 4 maggio al cinema. Guarda il trailer »

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martedì 11 aprile 2023
 

In un villaggio sull'isola della Réunion, Nelson, 10 anni, sogna di diventare un cantante famoso e si è iscritto al programma televisivo Star Kids. Vai all'articolo »

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venerdì 10 marzo 2023
 

Regia di Gérard Jugnot. Un film con Marc Lavoine, Gérard Jugnot, Stefi Celma, Philippe Duquesne. Da giovedì 4 maggio al cinema. Guarda il trailer »

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