| Titolo originale | The Invisible Man |
| Anno | 2020 |
| Genere | Horror, Fantascienza, Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 124 minuti |
| Regia di | Leigh Whannell |
| Attori | Elisabeth Moss, Storm Reid, Oliver Jackson-Cohen, Aldis Hodge, Harriet Dyer Benedict Hardie, Amali Golden, Zara Michales, Michael Dorman, Renee Lim, Nick Kici, Nicholas Hope, Cleave Williams, Cardwell Lynch, Brian Meegan, Vivienne Greer, Sam Smith (III), Serag Mohamed, Nash Edgerton, Anthony Brandon Wong, Xavier Fernandez. |
| Uscita | lunedì 15 giugno 2020 |
| Tag | Da vedere 2020 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,47 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 16 giugno 2020
Il film dedicato ad uno dei mostri più popolari: l'uomo invisibile Il film ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, 1 candidatura a Spirit Awards, ha vinto 4 Critics Choice Super, In Italia al Box Office L'uomo invisibile ha incassato 14,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Cecilia si sveglia nella notte e mette in atto la sua fuga dal compagno, il ricco Adrian Griffin, con cui ha una relazione abusiva. L'uomo la insegue persino nella foresta ma la sorella riesce a portare Cecilia in salvo. La donna, traumatizzata, continua a temere che Adrian si rifaccia vivo e l'incubo sembra finire solo quando arriva la notizia della morte di Adrian. La serenità però dura pochissimo, perché inspiegabili fatti avvengono in casa di Cecilia e lei si convince di essere ancora perseguitata da Adrian, divenuto misteriosamente invisibile...
Raccontare la vicenda non più dal punto di vista dell'uomo invisibile bensì da quello della vittima le dona nuova linfa vitale, a riprova che le idee migliori sono spesso le più semplici.
Realizzato al costo di solo 7 milioni di dollari, L'uomo invisibile ne ha incassati oltre 124: ennesima conferma del fiuto di Jason Blum per horror senza fronzoli che sanno arrivare al nocciolo delle paure contemporanee, nello specifico la violenza sulle donne. Già la versione di Paul Verhoeven era andata in questa direzione, ma qui la protagonista è fin dall'inizio inequivocabilmente la donna e l'uomo invisibile, per larga parte del tempo, è in scena solo come presenza nascosta. Anche quando il regista e sceneggiatore Leigh Whannell arriverà a mostrarlo lo vedremo interamente coperto da una tuta, che non ha nemmeno una vaga stilizzazione di volto. Insomma è una figura il più disumana possibile, che mette l'eroina in schiaccianti difficoltà portandola quindi a sfoggiare tutta la propria determinazione.
Lasciare una relazione abusiva del resto non è facile, le cronache raccontano spesso di come ci si ricada e degli esiti drammatici a cui possono arrivare, ma non è tutto qui il tema di L'uomo invisibile che nel suo essere protetto da una tuta coperta di piccole telecamere è anche un film sulla privacy, su come gli occhi meccanici invadano la nostra vita e la tengano sotto controllo. È infatti con le telecamere di casa che Alfred tiene a bada Cecilia, ed è imparandone il posizionamento, la direzione e i punti ciechi che lei riesce a ribellarsi.
Del resto la protagonista è interpretata da Elisabeth Moss, abituata a operare "Under His Eye", sotto l'occhio sempre vigile di una dittatura maschilista e misogina in The Handmaid's Tale. Non ci sono probabilmente altre attrici che hanno subito sullo schermo tanti soprusi quanti ne sono toccati a lei in questi anni, ma al tempo stesso Moss è diventata un simbolo di ribellione e di emancipazione, di irriducibile lotta contro il patriarcato.
Se L'uomo invisibile è tematicamente pregno, non è meno forte come opera di genere, tanto da partire in medias res con una tesissima fuga per concedere poi solo un breve momento di serenità prima di precipitare in una spirale di paranoia. La paura di essere osservati lascia presto il terreno a quella di essere aggrediti, menomati o uccisi, in un gioco del gatto con il topo sempre più violento e sanguinario, secondo i codici dell'horror già del racconto originale di H.G. Wells e immancabili nelle produzioni di Blum.
Il regista è un nome noto della sua scuderia e vanta in curriculum il terzo capitolo di Insidious e l'action iperviolento Upgrade. Con L'uomo invisibile però si è superato: l'incedere quasi senza respiro dà vita a un'opera intensa e davvero terrificante, dove si attraversano location simbolo come la villa ultramoderna dall'arredo freddo e minimalista del ricco villain; la tipica casetta del sobborgo americano sotto assedio; il luogo di repressione sociale per eccellenza, ossia il manicomio. L'uomo invisibile è a suo modo anche un film politico, che non manca di stare dalla parte dei più deboli pure in senso etnico: Cecilia viene ospitata in casa di un padre e una figlia afroamericani.
La regia di Whannel è lucida e mai confusa, sia nelle scene d'azione sia in quelle d'inseguimento inoltre a sostenere il film c'è la buona colonna sonora di Benjamin Wallfisch, che per la prima volta partecipa a una produzione di Blum. Se L'uomo invisibile sarà una ripartenza efficace per il "Monster Universe" della Universal rimane da vedere, e al pubblico per ora poco importa, ma di certo volta pagina dopo il pessimo La mummia con Tom Cruise. Soprattutto però riesce nella difficile impresa di aggiornare un classico dell'horror con intelligenza e perizia.
Nessun recupero dei celebri personaggi dell'Universal in un contesto condiviso ma film horror slegati e più efficaci: è quanto sancisce la nuova, ultima versione, de L'uomo invisibile che vedremo nella prima metà del 2020.
La storia de 'L'uomo invisibile' comincia con un romanzo scritto da H.G. Welles (lo stesso de 'La guerra dei mondi') e pubblicato nel 1897. Il suo successo fu tale che nel 1933 arrivò al cinema una meravigliosa versione con Claude Rains firmata da James Whale costellata di alcune scene passate alla storia con cui si raccontavano le conseguenze dell'invisibilità.
Il nuovo film L'uomo invisibile è del regista Leigh Whannell (sceneggiatore delle saghe di Saw e di Insidious ma anche regista di Upgrade) e ha nel cast la bravissima Elisabeth Moss amatissima dopo il successo di The Handmaid's Tale. Al suo fianco Olver Jackson-Cohen e Aldis Hodge.
La nuova versione di questa celebre storia si distacca enormemente sia dal libro, sia dal primo film ispirato all'opera di Walles. In realtà al centro della vicenda troviamo Cecilia (la Moss) nei panni di una donna legata ad uno scienziato brillante, ma autoritario e violento. La sua fuga mette in atto una complessa serie di avvenimenti, anche perché il suo ex non solo si uccide ma le lascia un ingente patrimonio. Purtroppo da quel momento Cecilia diventa vittima di una strana persecuzione di cui non si capisce, o si dovrebbe dire non si vede, chi è l'autore e che mina la sua sanità mentale mettendo i pericolo anche i suoi cari.
Insomma il film sembra più vicino ad uno dei più celebri remake de L'uomo invisibile, ossia L'uomo senza ombra del 2000 che vantava la presenza di Kevin Bacon, Elisabeth Shue e Josh Brolin oltre alla regia di Paul Verhoeven.
Quello che si può comunque dire è che purtroppo L'uomo invisibile sembra mettere la parola fine all'intrigante progetto del MonsterVerse pensato dall'Universal con cui si voleva ridare lustro a personaggi come il mostro della laguna nera, Frankenstein, Dr. Jekyll e la sua controparte malvagia oltre che la Mummia creando un mondo dove tutti questi character convivessero e interagissero tra di loro. Insomma un'operazione che voleva strizzare l'occhio sia al passato sia ai cinecomics della Marvel tanto che il nome pensato di questo scenario era il Dark Universe.
Ma appunto la prima esperienza realizzata, La mummia che vantava nel cast oltre che Tom Cruise, Sofia Boutella come terribile mummia e Russell Crowe nei panni del dottor Henry Jekyll (guida di una misteriosa organizzazione che affronta mostri e prodigi inspiegabili) non è stata un successo. Tanto che l'Universal ha pensato bene di bloccare le altre avventure e in particolare il secondo capitolo già messo in cantiere ossia L'uomo invisibile che avrebbe dovuto essere interpretato da Johnny Depp. A quel punto la società di produzione Blumhouse (suoi film come la saga di The Purge, ma anche Split) si è fatta avanti e ha siglato un accordo di dieci anni con l'Universal di cui L'uomo invisibile, dalle tinte marcatamente horror è il primo succulento frutto.
Il film di Whannell dimostra comunque l'inesauribile vitalità del personaggio. Negli anni Quaranta infatti furono realizzati diversi sequel del primo film di Whale e perfino una commedia nel 1951: Gianni e Pinotto contro l'uomo invisibile. Nel 1992 anche John Carpenter si cimenta con le idee di Walles realizzando il divertente Avventure di un uomo invisibile con Chevy Chase e Daryl Hannah. Quindi nel 2000 il film di Verhoeven che ebbe anche un sequel con Christian Slater. L'uomo invisibile ebbe anche grande vitalità in tv dove si sono succedute numerose serie tra cui una con David McCallum che in molti ricordano per la sua partecipazione dal 2003 alla serie Ncis nei panni del dottor Mallard.
Attesissimo secondo lungometraggio di Whannell, visionario regista che ha firmato quel semi capolavoro cyberpunk di Upgrade, The Invisible Man è un film potente che non disattende le aspettative ma costruisce una lenta e crescente suspense che incolla gli spettatori allo schermo. La storia, naturalmente, riguarda una versione moderna e rielaborata che affonda le sue radici nel classico [...] Vai alla recensione »
Chi vuole aiutare il cinema in difficoltà può già farlo ora noleggiando per 15,99 euro sulla piattaforma Chili (it.chili.com) un bel film horror la cui uscita sugli schermi italiani era prevista per il 5 marzo, prima del coronavirus. Si intitola L' uomo invisibile, regia di Leigh Whannell. Trattasi di una brillante rivisitazione #MeToo del racconto datato 1897 di H.