L'ora del crepuscolo

Film 2020 | Drammatico, +13 155 min.

Titolo originaleThe Evening Hour
Anno2020
GenereDrammatico,
ProduzioneUSA
Durata155 minuti
Regia diBraden King
AttoriPhilip Ettinger, Lili Taylor, Stacy Martin, Cosmo Jarvis, Kerry Bishé Michael Trotter, Marc Menchaca, Ross Partridge, Tess Harper, Hannah Barefoot, Alison King.
Uscitagiovedì 20 gennaio 2022
TagDa vedere 2020
DistribuzioneInvisible Carpet
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,97 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Braden King. Un film Da vedere 2020 con Philip Ettinger, Lili Taylor, Stacy Martin, Cosmo Jarvis, Kerry Bishé. Cast completo Titolo originale: The Evening Hour. Genere Drammatico, - USA, 2020, durata 155 minuti. Uscita cinema giovedì 20 gennaio 2022 distribuito da Invisible Carpet. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,97 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 5 gennaio 2022

La vita di un uomo viene sconvolta dal ritorno a casa di un vecchio amico. In Italia al Box Office L'ora del crepuscolo ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 719 e 222 nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,97/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 2,69
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un buon dramma sulle cittadine di un'America ormai in declino.
Recensione di Tommaso Tocci
mercoledì 12 febbraio 2020
Recensione di Tommaso Tocci
mercoledì 12 febbraio 2020

Nel vasto panorama rurale della regione dell'Appalachia, Cole lavora nella casa di cura della sua cittadina come infermiere. Il suo secondo lavoro, però, è quello di spacciatore, facendo leva sulla sua immagine di bravo ragazzo premuroso per comprare antidolorifici in eccesso da chi possiede una ricetta e rivenderli a chi ne ha immediato bisogno. L'attenzione di Cole nel non pestare i piedi a Everett, un violento trafficante locale, viene messa a repentaglio dal ritorno di Terry, un vecchio amico di Cole con un piano per espandere l'attività di spaccio, e un interesse particolare per la ragazza di Cole, Charlotte.

Benché non sia un nome noto alle grandi platee, il regista newyorchese Braden King si è costruito una notevole reputazione sulla scena indipendente americana come documentarista, artista visivo e regista di Here, che riscosse un buon successo al Sundance nel 2011.

Il suo ritorno al lungometraggio è un adattamento di un romanzo contemporaneo di Carter Sickels, che nelle sue mani diventa un buon dramma, seppur dai ritmi sopiti, sull'America profonda e sulle cittadine un tempo dipendenti dall'industria mineraria e ora in declino.

L'economia del commercio illecito di farmaci oppioidi è legata a doppio filo ai destini di questo piccolo paesino sulle montagne, con una crescente popolazione di anziani e con i più giovani alle prese con un presente incerto, tra il ricordo di una generazione consacrata alla miniera e un futuro in cui è difficile scorgere prospettive. Spesso in questo tipo di storie il crimine è una strada immediatamente accessibile, ma The Evening Hour, pur in una struttura che potrebbe essere descritta come un thriller, mette ben in chiaro che criminali non ci si improvvisa, e di conseguenza rifiuta le scorciatoie emotive più estreme. In questo senso il film di King è una negazione del cinema di genere, preferendo invece dare una panoramica sobria e terapeutica di uno spaccato antropologico.

Nel ruolo del protagonista Cole, Philip Ettinger porta sullo schermo una versione di quella interiorità torturata che così memorabile lo aveva reso come partner di Ethan Hawke in First Reformed, ma è il cast intorno a lui a rafforzare l'impressione di un complesso e ramificato ritratto collettivo, a partire da nomi come Stacy Martin nel ruolo di Charlotte e Lili Taylor in quello della madre "di ritorno" Ruby. E poi efficaci volti televisivi come Marc Menchaca e l'ottima Kerry Bishé, senza contare l'interpretazione straziante di Michael Trotter nella parte dell'amico Reese, il più rassegnato al fato tra tutti gli abitanti di questa città in lotta disperata.

Una ballata country con l'aspirazione di cogliere la poesia dell'abbandono.
Recensione di Paola Casella
sabato 21 novembre 2020

Cole vive in una cittadina rurale a ridosso dei Monti Appalachi colpita dalla recessione economica in modo visibile e palpabile: miniere chiuse, piccole aziende in fallimento, chiese vuote, giovani disoccupati, alcool e droga. Uno di quei luoghi che formano le coscienze di chi ci è nato e cresciuto, nel bene e nel male: così Cole fa l'assistente in una casa di riposo manifestano il suo amore per gli anziani della comunità ma rivende sottobanco i farmaci elargiti loro da un sistema che per il resto non se ne cura affatto. Gli abitanti della cittadina si dividono fra le persone timorate di Dio che citano passi delle sacre scritture - fra cui il nonno di Cole, un pastore ossessionato da Satana - e trasgressori più o meno conclamati che popolano i locali fumosi e le roulotte parcheggiate a vita negli spazi deserti. Quando un amico di gioventù di Cole torna in città, disoccupato e intenzionato ad allargare il business delle droghe, il ragazzo si trova a dover decidere se una frequentazione di lunga data è per lui un'opportunità o una condanna.

The Evening Hour è un racconto d'atmosfera che si nutre delle specificità di quell'America marginalizzata e lontana dai luoghi dove si decidono le sorti del Paese.

La desolazione che circonda Cole si taglia col coltello, e i suoi rapporti sono improntati a un misto di solidarietà e diffidenza, conforto dell'abitudine e desiderio di fuga. Cole è un figlio della colpa, la cui madre Ruby ha dovuto abbandonare lui e la cittadina dove è cresciuta, e non sa più a chi dare fiducia, o quanto gli altri possano davvero fidarsi di lui.

Se da un lato la fotografia del veterano Declan Quinn, di cui ricordiamo per similarità di toni Via da Las Vegas, aderisce magnificamente ai paesaggi e agli interni di questa storia malinconica, dall'altro le interpretazioni del cast sanno di recitazione indie da manuale, in particolare quella di Michael Trotter nei panni dello scombinato Reese.

La regia di Braden King, già autore di Here, si colloca nel mezzo, cercando di restituire le suggestioni autentiche del romanzo di Carter Sickels su cui è basato il racconto, ma non riuscendo a sottrarsi a certe convenzioni da Sundance Film Festival. I due ritorni più graditi nel cast sono Lili Taylor, che presta a sua dolcezza alla madre di Cole, e Tess Harper, che interpreta il ruolo della nonna.

Sono tempi duri, dice King, e ogni giorno è "una ferita nell'anima". The Evening Hour è una ballata country dal passo lento (e la lunghezza eccessivamente trascinata) e l'aspirazione di cogliere la poesia dell'abbandono, in un luogo in cui gli anziani muoiono e ai giovani "non c'è niente da dare", e in cui ognuno è a suo modo un peccatore alla ricerca della redenzione e della salvezza.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 22 gennaio 2022
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Ex cittadina mineraria ai piedi degli Appalachi. Non è la serie "Dopesick" ( con Michael Keaton, su Netflix) ma siamo nei paraggi. Sostanze, per sopportare i dolori della vecchiaia e per sballarsi in gioventù. Pastiglie prescritte dai medici o metanfetamine cucinate nelle case semidistrutte ( no, non è "Breaking Bad", ma evidentemente non serve una laurea in chimica per portare a termine la cottura). [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 gennaio 2022
David Ehrlich
IndieWire

L'ora del crepuscolo di Braden King è un dramma molto delicato sui danni collaterali della crisi degli oppioidi negli Stati Uniti. Per quanto cupa possa diventare la storia, il film non smette mai di mostrarci i suoi personaggi come persone fondamentalmente buone che cercano di trarre il meglio da una situazione difficile. Questo non significa ignorare gli aspetti terribili dell'epidemia.

giovedì 20 gennaio 2022
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Ci vuole una certa audacia per far uscire nei cinema, di questi tempi, un film come "L'ora del crepuscolo". Ma Stefania Rifiordi con la sua società "Invisible Carpet" sembra avere le idee chiare, e chissà che, sia pure nelle difficoltà date, il primo titolo da lei distribuito, al cinema da giovedì 20 gennaio, non trovi un nutrito ascolto. Per ora sono poche copie, quasi tutte in provincia, da Ascoli [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 gennaio 2022
Alessandra De Luca
Avvenire

In un città mineraria degli Appalachi colpita dalla recessione economica il giovane Cole Freeman si occupa dei vecchi e degli infermi mentre vende i loro antidolorifici in eccesso ai tossicodipendenti locali per sbarcare il lunario. Ma quando il suo vecchio amico torna con piani pericolosi per il fragile equilibrio che Cole ha creato, il suo mondo e la sua identità vengono gettati nel caos.

martedì 18 gennaio 2022
Fiaba Di Martino
Film TV

Variazione sul tema elegia americana: cittadina non più mineraria dimenticata dal progresso, incastrata fra le pareti montuose pittoresche e soffocanti del West Virginia, Dove Creek è lo scenario circoscritto in cui va in scena la vita dal fiato corto e dall'equilibrio precario del giovane Cole (Philip Ettinger, che tiene ancora negli occhi la quieta disperazione del suo ecoattivista suicida in First [...] Vai alla recensione »

sabato 5 dicembre 2020
Daria Pomponio
Quinlan

"Almost heaven, West Virginia" cantava John Denver nella sua celebre ballata "Take me home, country roads", e la bruma soffusa sui colori autunnali del paesaggio che apre The Evening Hour di Braden King pare proprio volerci introdurre in un ambiente edenico. Ma il fumo che si diffonde nell'aria in un punto remoto dell'inquadratura è quello di un'esplosione.

giovedì 3 dicembre 2020
Carlo Valeri
Sentieri Selvaggi

Una lenta panoramica a inquadrare il paesaggio americano. L'ampiezza degli spazi, la natura, la luce del crepuscolo. Poi un'esplosione in lontananza, una nuvola di fumo a intaccare il quadro. È una città tranquilla solo in apparenza Dove Creek, epicentro un tempo dell'industria mineraria nel West Virginia. Ed è una vita scandita dalla routine quella del giovane Cole (Philip Ettinger, stazza robusta, [...] Vai alla recensione »

domenica 22 novembre 2020
Silvana Silvestri
Il Manifesto

Ci porta in un Far West dei giorni nostri The Evening hour di Braden King, autore anche di videoclip (con Laurie Anderson tra gli altri) in un paese del West Virginia nato attorno alle miniere che alla loro chiusura hanno prodotto il disfacimento del tessuto sociale, tra mancanza di lavoro e desiderio di partire senza riuscirci. Cole, il protagonista, assiste a domicilio i numerosi anziani del posto, [...] Vai alla recensione »

sabato 21 novembre 2020
Francesca Pistocchi
Close-up

Come già si evince da un rapido sguardo al programma, la trentottesima edizione del Torino Film Festival apre scorci inattesi sul dissestato panorama americano contemporaneo: ad inaugurare le danze è proprio l'ultimo, travagliato lungometraggio di Braden King, regista e autore di video musicali dal passato tutt'altro che provinciale, qui impegnato in una dolorosa immersione nei suburbi boscosi del [...] Vai alla recensione »

sabato 21 novembre 2020
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

Il luogo per eccellenza del cinema indie d'oltreoceano è l'America rurale. Ormai è il teatro di un genere consolidato, dai canoni condivisi. Piccole comunità, uomini distrutti, che provano a reinventarsi nonostante l'assenza delle istituzioni. A offrire un ritratto incisivo di questa realtà era stato lo scorso anno The Peanut Butter Falcon - In viaggio verso un sogno di Tyler Nilson e Michael Schwartz, [...] Vai alla recensione »

sabato 21 novembre 2020
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

In una cittadina mineraria del West Virginia, oggi consumata dalla crisi e dall'abbandono, Cole è un infermiere a domicilio che si occupa degli anziani, trafugando medicinali per aggiustare le entrate, altrimenti povere. Il ritorno in zona di un amico adolescenziale, scatena una serie di eventi drammatici. Ancora uno scandaglio sulla provincia americana, destinata a una quotidianità malinconica e brutale, [...] Vai alla recensione »

sabato 21 novembre 2020
Fabio Vittorini
Duels.it

La bellezza imponente e placida dei Monti Appalachi, ripresi dal direttore della fotografia Declan Quinn all'apice del loro fulgore autunnale, in cui si mescolano i verdi e i rossi intensissimi del feuillage, riempie le inquadrature gemelle che aprono e chiudono The Evening Hour di Braden King (già autore del lungometraggio Here, del documentario Dutch Harbor: Where the Sea Breaks Its Back, dei cortometragg [...] Vai alla recensione »

sabato 21 novembre 2020
Giampiero Frasca
Cineforum

The Evening Hour è l'ennesima incursione di un certo cinema americano nelle pastoie tematiche della provincia americana. Una tendenza talmente radicata che da oltre vent'anni la si può ritenere un sottogenere del cinema indie. In questo caso, il film prende le mosse dall'omonimo romanzo d'esordio di Carter Sickels, ma si fa sempre una fatica immane a distinguere le varie storie, incastonate in diversi [...] Vai alla recensione »

NEWS
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giovedì 13 gennaio 2022
 

La vita di un uomo viene sconvolta dal ritorno a casa di un vecchio amico. Vai all'articolo »

[LINK] FESTIVAL
mercoledì 12 febbraio 2020
Tommaso Tocci

Un thriller anestetizzato tra droga e disillusione di un paese in declino. Presentato all'International Film Festival di Rotterdam.  Vai all'articolo »

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