La scomparsa di mia madre

Film 2019 | Documentario +13 94 min.

Anno2019
GenereDocumentario
ProduzioneItalia
Durata94 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diBeniamino Barrese
AttoriBeniamino Barrese, Benedetta Barzini, Candice Lam, Lauren Hutton, Carlotta Antonelli Olivia Ross, Michela De Rossi.
Uscitagiovedì 10 ottobre 2019
TagDa vedere 2019
DistribuzioneReading Bloom e Rodaggio
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,25 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Beniamino Barrese. Un film Da vedere 2019 con Beniamino Barrese, Benedetta Barzini, Candice Lam, Lauren Hutton, Carlotta Antonelli. Cast completo Genere Documentario - Italia, 2019, durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 10 ottobre 2019 distribuito da Reading Bloom e Rodaggio. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,25 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Modella iconica negli anni '60, Benedetta Barzini è stata musa di Andy Warhol, Salvador Dalì, Irving Penn e Richard Avedon. Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office La scomparsa di mia madre ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 43,3 mila euro e 11,7 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,25/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,50
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un corpo a corpo tra Benedetta Barzini, prima italiana a posare per Vogue, e la macchina da presa di suo figlio.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
venerdì 4 ottobre 2019
Recensione di Raffaella Giancristofaro
venerdì 4 ottobre 2019

Durante il casting per un film a lei dedicato, alcune modelle cercano di entrare nel personaggio della top model Benedetta Barzini, la prima modella italiana a comparire nel 1963 su "Vogue" America per volere della leggendaria fashion editor Diana Vreeland (immortalata nel documentario di Lisa Ammordino). Ma quest'inizio in chiave fiction, con luce artefatta da photoshooting è un depistaggio: qualcosa che, per contrasto, faccia risaltare la reale natura di Barzini, imponendosi con forza su quella bidimensionale, amplificata dalle passerelle, dalle cover di riviste come "Harper's Bazaar" agli altri media.

"Ho passato la vita a filmare e fotografare mia madre, senza sapere perché. È stata la mia prima modella, la mia preferita. Quando mi ha detto di aver deciso di andarsene e di non tornare mai più, ho capito che non ero pronto a lasciarla andare". 
Beniamino Barrese

Come esergo al suo lungometraggio d'esordio, selezionato dal Sundance 2019 nella sezione World Cinema Documentary, Beniamino Barrese (1986), figlio della fotomodella di fama mondiale nata nel 1943, pone questa dichiarazione per spazzare via ogni equivoco: La scomparsa di mia madre non vuole essere biopic di fiction né documentario informativo, celebrativo o testamentario (alla Franca: Chaos and Creation di Francesco Carrozzini). Anzi, è quasi chirurgico nel non dare coordinate su famiglie e parentele, e sbrigativo nel sintetizzare il periodo newyorkese trascorso a braccetto con star dell'arte e del jet set tanto quanto nel motivare una recente sessione di lavoro alla London Fashion Week.

È molto concentrato sulla ricerca di riappropriazione di un'immagine nella sua autenticità, sul tentativo di sottrarre un viso, un corpo, allo sguardo del sistema moda e alla sua rappresentazione convenzionale per restituirlo ai momenti più ordinari, agli atteggiamenti meno glamour. Al tempo stesso è il sogno di comporre e trattenere, da figlio, l'essenza di una "super madre", per di più riluttante, per non dire recalcitrante, ad essere ripresa (anche se come attrice è comparsa come madre di Luca Marinelli in Tutti i santi giorni di Paolo Virzì). Ad essere seguita nella sua quotidianità post hippie (che qui comprende anche una visita pseudo estemporanea della collega e coetanea Lauren Hutton), vissuta però con la stessa ieratica nonchalance di quando - cigno, donna aliena, scultura di Giacometti - posava davanti agli obbiettivi di noti fotografi.

Mentre Edipo impazza e riecheggia quasi ad ogni inquadratura, il regista - ma meglio sarebbe dire i registi, visto che ciò che deve stare in campo è frutto di una negoziazione continua tra madre e figlio - rende conto della loro relazione fusionale ma anche di un percorso emblematico di emancipazione: l'evoluzione di una donna che si è sottratta consapevolmente allo stesso sistema capitalista di cui è stata meccanismo per oltre un decennio. E che poi da giornalista, docente di antropologia della moda, femminista (recuperare l'intervista in Lievito madre di Concita De Gregorio ed Esmeralda Calabria per approfondire le sue posizioni) ne ha smontato il linguaggio e la violenza.

Se al centro del discorso, oltre al desiderio di fuga e anonimato della protagonista, c'è un conflitto sui limiti del rappresentabile, non c'è dubbio che un elemento invisibile risalti con forza: l'amore incondizionato e parossistico tra i due. Nell'ossessività connaturata a questo corpo a corpo, letteralmente esclusivo, tra il giovane filmmaker e la ex modella, che oggi sono agli antipodi quanto a desiderio di visibilità, il ritratto di donna anticonvenzionale, che qui gioca sempre a depotenziare, demistificare se stessa ("la mia faccia non è in vendita", o "la bellezza non è un merito", dice preparandosi a ricevere un'onorificenza ufficiale) trova una propria forma anche nella scelta di usare il più possibile la luce naturale e nell'armonia tra materiali e supporti diversi: il digitale della camera a mano, la pellicola a 16 e 35mm degli anni del successo e della prima maternità, gli home movies video sgranati di Barrese ragazzino, gli inserti televisivi. Che il desiderio di scomparire sia effettivo o simbolico non è poi così rilevante: resta un insistente, liberatorio appello a rivendicare la propria indipendenza e individualità, che si muove tra filtratissimi cenni biografici, gesti prosaici in spregio all'ossessione estetica e rari, abbacinanti lampi di tenerezza e gioco.

Sei d'accordo con Raffaella Giancristofaro?
lunedì 30 settembre 2019

Beniamino Barrese racconta sua madre, Benedetta Barzini, top model negli anni 60, musa di fotografi e artisti, da Irving Penn a Richard Avedon, da Andy Warhol a Salvador Dalì.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 18 ottobre 2019
raffaella rotunno

Purtroppo non sono riuscita a vedere il film in quanto è stato programmato una sola volta in un unico giorno ed io non ero a Bologna. Mi auguro che lo ridaranno. Sono convinta che sia un film interessante. Cordialmente Raffaella

martedì 15 ottobre 2019
Manzoni Antonio

Buongiorno, Antonio 55 anni.Visto il film/doc Domenica 13 al MIC, presenti in sala Benedetta Barzini e Beniamino Barrese.Guardo ed assaporo film da quando avevo 10 anni, ma questo ha rivoltato il mio modo di vederli.Ho gustato 90 minuti, senza muovere un muscolo, senza parlare, mi sono emozionato, mi batteva il cuore e mi sono pure commosso. Il film/doc, non è recitato, non ci sono recite, c'è spontaneità, [...] Vai alla recensione »

martedì 15 ottobre 2019
Manzoni Antonio

Buongiorno, Antonio 55 anni.Visto il film/doc Domenica 13 al MIC, presenti in sala Benedetta Barzini e Beniamino Barrese.Guardo ed assaporo film da quando avevo 10 anni, ma questo ha rivoltato il mio modo di vederli.Ho gustato 90 minuti, senza muovere un muscolo, senza parlare, mi sono emozionato, mi batteva il cuore e mi sono pure commosso. Il film/doc, non è recitato, non ci sono recite, c'è spontaneità, [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 8 ottobre 2019
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Perché continuare a fotografare i tramonti senza viverli? "Alla fine sono tutti uguali quando immortalati, ciò che cambia è l'esperienza". Al netto dell'ovvietà che trasuda da questa verità serve aggiungere una tara pesante: la sentenza arriva da una donna che si è creata e da sempre ha vissuto grazie alle immagini. Ma Benedetta Barzini, già prima top model italiana lanciata nei Sixties newyorkesi [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 ottobre 2019
Marco Iannini
Quinlan

Modella e icona degli anni 60, Benedetta Barzini abbraccia nel decennio successivo la causa femminista, diventando scrittrice e docente di Antropologia della moda, in eterna lotta con un sistema che per lei significa sfruttamento. A 75 anni, stanca dei ruoli e degli stereotipi in cui la vita ha cercato di costringerla, decide di lasciare tutto per raggiungere un luogo lontano, dove scomparire.

giovedì 10 ottobre 2019
Tonino De Pace
Sentieri Selvaggi

La sottile linea bianca. Quella che unisce l'andare degli anni, i nomi collegati su una lavagna, l'intricato evolversi degli eventi. La parola al centro di tutto: cancellata, manipolata, "redatta", come insegnava anche Brian De Palma nel suo bellissimo Redacted, ma lì si parlava di immagini. Si parte dal titolo: The Torture Report. Poi una riga nera rende torture illeggibile.

martedì 8 ottobre 2019
Alberto Pezzotta
Film TV

L'esordio nel lungometraggio di Beniamino Barrese ha un profilo high concept: un figlio gira un documentario sulla madre, la top model anticonformista Benedetta Barzini (nata nel 1943), che dice di voler "scomparire" da un mondo dominato dall'immagine che lei disprezza. O meglio, ha deciso di andarsene - su un'isola deserta o in cima a una montagna poco importa - perché non ne ha più per nessuno.

lunedì 7 ottobre 2019
Mario Blaconà
Filmidee

Benedetta è imprigionata nella sua immagine, e vuole fuggire da una società che la vede solo come tale, in un luogo altro, che forse non esiste, se non nella sua mente. Nel suo documentario Beniamino Barrese filma la madre, l'icona della moda e del femminismo italiano Benedetta Barzini, percorrendo ogni ruga del suo corpo e ogni sua espressione fugace, alla ricerca dell'identità di una donna che ha [...] Vai alla recensione »

domenica 6 ottobre 2019
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Benedetta Barzini ha un'ossessione. Vuole scomparire. Non bastano le rughe, non basta aver detto addio al jet set, ai privilegi e perfino alla lavatrice. L'ex-icona degli anni 60, la prima top model italiana in copertina su Vogue, la figlia di Luigi Barzini e sorellastra di Giangiacomo Feltrinelli che partì quasi per caso a fare un servizio di moda negli Usa e anziché tre giorni ci restò dieci anni, [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 ottobre 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Benedetta Barzini non è stata solo una fotomodella di fama internazionale, ma una donna dalla carriera e dal temperamento vivacissimi. Militante femminista, giornalista, insegnante pronta a smontare in maniera combattiva ambiguità e contraddizioni nel mondo della moda e della comunicazione. Il figlio Beniamino la filma oggi, a 75 anni, quando lei, sempre più insofferente, progetta ancora di cambiare [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 ottobre 2019
Emanuela Genovese
La Rivista del Cinematografo

Apparire. Essere qualcuno. Essere di qualcuno. Divenire. Desiderare di sparire. La scomparsa di mia madre, esordio di Beniamino Barrese, è un documentario anomalo e affascinante, distribuito nelle sale da Reading Bloom e Rodaggio. Anomalo nel nostro panorama cinematografico (la prima assoluta del film è stata al Sundance Film Festival, unico titolo italiano selezionato) e affascinante perché del cinema [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
lunedì 23 settembre 2019
 

Regia di Beniamino Barrese. Un film con Beniamino Barrese, Benedetta Barzini, Candice Lam. Da giovedì 10 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
venerdì 25 gennaio 2019
 

Benedetta Barzini, modella, femminista, scrittrice e docente universitaria, ha oggi 75 anni ed è decisa a scomparire; si trova però a dover fare i conti con la determinazione del figlio di fare un film su di lei.

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