| Titolo originale | Lucania |
| Anno | 2019 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Gigi Roccati |
| Attori | Giovanni Capalbo, Angela Fontana, Pippo Delbono, Maia Morgenstern, Christo Jivkov Marco Leonardi, Enzo Saponara, Antonio Infantino (II), Cosimo Fusco, Luciana Paolicelli, Enzo Saponara, Nando Irene, Marta Manduca, Manola Rotunno, Elia Longo. |
| Uscita | giovedì 20 giugno 2019 |
| Tag | Da vedere 2019 |
| Distribuzione | 102 Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,40 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 28 giugno 2019
Una storia antica ambientata nel mondo moderno, che racconta di una terra e della sua gente
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CONSIGLIATO SÌ
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Lucania. È qui che vivono Rocco e Lucia, un padre severo, legato alla terra come un albero e una ragazza selvatica, muta dalla morte della madre Argenzia, che ha il dono di vedere e di sentirne l'anima. Un giorno Rocco respinge l'offerta di Carmine, un autotrasportatore che gli offre di seppellire materiali tossici nella propria terra in cambio di denaro e, scopertosi in grave pericolo, decide di fuggire a piedi per mettere in salvo la figlia.
Ci sono film in cui anche lo spettatore meno attento si accorge che la scelta dei luoghi in cui ambientare una vicenda è stata dettata da esigenze produttive che ben poco hanno a che vedere con le location utilizzate. Ce ne sono altri, ed è il caso di Lucania in cui si avverte sin dalle prime inquadrature che 'quelli' dovevano essere gli spazi perché il loro ruolo era quello di assurgere a coprotagonisti insieme agli attori.
La grande esperienza di documentarista di Roccati si mette in questa occasione al servizio del suo secondo film di cosiddetta 'finzione'. Cosiddetta perché in realtà l'urgenza che ha spinto tutti a mettere non solo terra, sangue e magia (come recita il sottotitolo) ma anche l'anima in quest'opera nasce dall'esigenza di Giovanni Capalbo (qui in veste di protagonista e di coproduttore) di raccontare la propria terra e il mutamento in negativo che sta subendo. Parlare di 'terra dei fuochi' per quanto riguarda la Campania è diventato quasi un dolente luogo comune. Questo film ci mette dinanzi al fatto che anche altri territori stanno subendo lo stesso degrado che non è solo di carattere ecologico. Il rischio è che progressivamente la cultura stessa di un luogo venga corrosa fino alle radici. Diventa allora indispensabile che ci siano dei Rocco che non mollano la presa e delle Lucia che sappiano vedere 'oltre' la realtà fino a cogliere la presenza di una figura materna che per gli altri è divenuta invisibile e che costituisce il raccordo tra la concretezza del lavoro nei campi e l'astrazione poetica di una danza sotto un albero ricurvo.
Lucania ci offre l'occasione di una straordinaria immersione nello spirito di un'area del nostro Paese grazie anche all'uso del dialetto. Anche in questo caso possiamo dire che ci sono film che utilizzano le forme dialettali come un vezzo di cui non si sente la necessità. Qui invece le espressioni in dialetto (ovviamente sottotitolate) costituiscono un elemento imprescindibile della narrazione. Eliminarle recitando in italiano avrebbe costituito un inquinamento, questa volta di carattere culturale, che la Lucania non avrebbe meritato. Tutti qui ne erano assolutamente coscienti e l'ottimo esito ne è la più palese testimonianza.
Tutto sommato, "Lucania" è un film godibile, soprattutto per le ambientazioni. La storia in sè è un già visto ma anche un sempreverde, il tema dei signorotti feudali di paese che sfruttano e terrorizzano gli indigeni, costringendoli alla ribellione o alla fuga. Ciò che però dà un tono un pò ridicolo a questo film è il titolo, [...] Vai alla recensione »
Da principio è la "magia" a rappresentarsi in quest'angolo di Lucania. E la promuove Lucia (Angela Fontana), fanciulla che silenziosa da quando è morta la madre, si consola ballando intorno a un albero, dialogando con il vento, e con il fantasma della defunta (la romena Maia Morgenstern). Rocco (Giovanni Capalbo), anziano contadino che zappa da mattina a sera, salvo dare la caccia ai cinghiali, crede [...] Vai alla recensione »