| Anno | 2019 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 79 minuti |
| Regia di | Francesco Corsi |
| Attori | Giovanni Bartolomei, Giovanna Marini, Jamie Marie Lazzara, Andrea Fantacci, Alberto Balia Valentino Santagati. |
| Uscita | sabato 15 febbraio 2020 |
| Tag | Da vedere 2019 |
| Distribuzione | Kiné |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,17 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 febbraio 2020
Un viaggio alle radici del folk sulla celebre interprete fiorentina. In Italia al Box Office Caterina ha incassato 3,4 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Un panorama verde di campagna: in campo lunghissimo, un gruppo di musicisti canta e suona nel piccolo cimitero fiorentino di Arcetri. È un rituale laico tra amici: sono i compagni di strada di Caterina Bueno. Nata a Fiesole nel 1943 e morta a Firenze nel 2007, padre pittore spagnolo, madre scrittrice svizzera, la Bueno è la Caterina a cui Francesco De Gregori, chiamato nel '71 da lei per il suo primo tour come chitarrista, dedicherà in "Titanic" (1982) la canzone omonima ("Poi arrivò il mattino / E col mattino un angelo / E quell'angelo eri tu / Con due spalle da uccellino / in un vestito troppo piccolo / E con gli occhi ancora blu").
Ma già nel 1967 la RAI aveva ritratto Caterina Bueno nel documentario Caterina raccattacanzoni: i registi Francesco Bolzoni e Luciano Michetti Ricci lì ripercorsero la ricerca antropologica che lei aveva già compiuto nelle campagne toscane tra Amiata, Mugello e Casentino. Armata di un registratore, Bueno andava nelle case a raccogliere con paziente curiosità i canti dei contadini. Una miniera di temi non solo amorosi ma anche politici, tra povertà, immigrazione, lotta di classe: nello scrigno dei suoi rinvenimenti anche un motivo che farà da base a "Ho visto un re" di Dario Fo, con cui collaborò per lo spettacolo "Ci ragiono e canto" (1966), nato dalle ricognizioni nel folk dell'Istituto Ernesto De Martino. "Maremma amara" (poi ripreso da Amalia Rodrigues, Nada, Gianna Nannini), qui adeguatamente posto a conclusione del racconto, è stato tra i brani più noti del suo repertorio.
Il ritrovamento di quel documentario che si credeva perso e la digitalizzazione di alcuni nastri danno il via a Caterina, che Francesco Corsi (Memorias, 2015) ha realizzato tramite un crowdfunding ma soprattutto grazie alla disponibilità dei colleghi di palco della Bueno, figura carismatica, teatrale, volitiva, un impasto di voce e presenza scenica tra Laura Betti, Edith Piaf e Gabriella Ferri.
Tanti i colleghi intervistati: Giovanni Bartolomei, cantante e poeta, geloso custode dei suoi vinili, nastri magnetici e foto; Giovanna Marini, cantautrice e parte del Nuovo Canzoniere Italiano, a sua volta raccoglitrice di brani del folklore (e tuttora insegnante di estetica del canto contadino alla scuola popolare di musica di Testaccio a Roma); Jamie Marie Lazzara, liutaia statunitense naturalizzata italiana; Andrea Fantacci, parte del gruppo dei Disertori; il chitarrista Alberto Baila, che prosegue il percorso musicale in Senegal; e Valentino Santagati, cantante e chitarrista folk calabrese che ha per Caterina - e per il genere di cui, alla maniera di Alan Lomax negli Stati Uniti, si è fatta traduttrice - parole di ammirazione e dolcezza non comuni.
Con buona pratica di ellissi, discrezione e senso del ritmo, Corsi si tiene a distanza dalla pedante progressione cronologica e dal gusto dell'aneddoto in cui spesso si incagliano le biografie, e sfrutta con intelligenza e cura gli archivi: quelli RAI, altre registrazioni televisive e riprese di concerti, con un evidente piacere per il suono analogico: è la colonna audio a spiccare e incantare, per come pone la voce registrata di Caterina Bueno in primo piano, mentre la selezione dei brani esalta l'insostituibile funzione sociale del cantare e l'importanza del suo lavoro di ricerca.
Il regista lavora con rispetto sul mistero della Bueno e sullo spirito orgogliosamente anarchico di cui amici e colleghi soffrono la mancanza. Con tocco pudico e lieve, il film celebra la persistenza nelle loro vite della passione di Caterina: studiare e condividere musica, cercare il confronto col passato per capire il presente.
Vita e opere di Caterina Bueno (1943-2007), ricercatrice e cantante folk che sin dalla metà degli anni sessanta ha portato avanti un recupero delle tradizioni culturali contadine ed operaie maremmane con un lavoro porta a porta ed una passione ineguagliabile. Il regista Francesco Corsi (classe 1980) già autore nel 2015 dell'interessante Memorias prova a mescolare passato e presente prendendo come spunto [...] Vai alla recensione »