Sarah & Saleem - Là Dove nulla è Possibile

Film 2018 | Drammatico, +13 127 min.

Titolo originaleThe Reports on Sarah and Saleem
Anno2018
GenereDrammatico,
ProduzionePalestina
Durata127 minuti
Regia diMuayad Alayan
AttoriAdeeb Safadi, Sivane Kretchner, Ishai Golan, Maisa Abd Elhadi, Jan Kühne Kamel El Basha, Mohammad Eid, Rebecca Esmeralda Telhami, George Khleifi, Raya Zoabi, Hanan Hillo, Amer Khalil, Riyad Sliman, Mohammad Titi, Bashar Hassuneh, Dana Abed, Walaa Eltiti, Yazeed Faruja.
Uscitamercoledì 24 aprile 2019
TagDa vedere 2018
DistribuzioneSatine Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,57 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Muayad Alayan. Un film Da vedere 2018 con Adeeb Safadi, Sivane Kretchner, Ishai Golan, Maisa Abd Elhadi, Jan Kühne. Cast completo Titolo originale: The Reports on Sarah and Saleem. Genere Drammatico, - Palestina, 2018, durata 127 minuti. Uscita cinema mercoledì 24 aprile 2019 distribuito da Satine Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,57 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 30 aprile 2019

La relazione tra una donna israeliana e un uomo palestinese esce allo scoperto e diventa molto pericolosa. In Italia al Box Office Sarah & Saleem - Là Dove nulla è Possibile ha incassato 349 mila euro .

Consigliato sì!
3,57/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,41
PUBBLICO 3,30
CONSIGLIATO SÌ
Un film emotivamente sorprendente, ideologicamente spiazzante e difficile da dimenticare.
Recensione di Claudia Catalli
giovedì 26 aprile 2018
Recensione di Claudia Catalli
giovedì 26 aprile 2018

Sarah, israeliana, gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola di nome Flora e un marito nell'esercito. Saleem, palestinese, fa consegne di pane, ha una moglie incinta e problemi ad arrivare a fine mese. I due s'incontrano, si piacciono, intraprendono una relazione clandestina che si consuma con cadenza settimanale nel furgone di lui. Basta una rissa in un pub a Betlemme ad accendere la miccia, ne esploderà un'indagine più politica che privata in cui tutti sono contemporaneamente colpevoli e innocenti.

Nessuna storia può restare privata quando c'è di mezzo la questione palestinese. Neanche una storia di sesso.

Se lei è israeliana e lui è palestinese non c'è segreto che tenga, tutto diventa affare di stato. Da lì timore di complotti politici, accuse di spionaggio, minacce a ripetizione e morti ammazzati nel mezzo. Il regista palestinese Muayad Alayan, seguendo la sceneggiatura decisamente impeccabile di suo fratello Rami, mette in scena quella che in un film italiano medio(cre) sarebbe stata una semplice storia di corna, trattandola con rara grazia, forza vitale, autenticità.

Si fa presto ad affezionarsi ai due protagonisti, al basico Saleem (notevole Adeeb Safadi) che cerca rifugio ed evasione tra le braccia della volitiva Sarah (Sivane Kretchner, memorabile). I due vivono ai due poli opposti (da un punto di vista geografico, ma anche religioso e politico) di Gerusalemme, e i loro incontri clandestini nulla tolgono, apparentemente, alle vite condotte con i rispettivi coniugi. Anche qui parliamo di caratterizzazione dei personaggi - e relative performance- da applauso, da una parte il colonnello David (Ishai Golan) tradito nell'orgoglio di marito e di soldato. Dall'altra la dirompente Bisa (Maisa Abd Elhadi), protetta dal fratello e dal velo, eppure pronta a farsi leonessa con tanto di pancione contro tutti e tutto quando il marito fedifrago verrà imprigionato e accusato di spionaggio. A sostenerla, un'altra figura memorabile e contemporanea: l'avvocatessa.

Sono le donne a fare la storia e cambiarne i destini, mentre gli uomini perdono tempo a guerreggiarsi tra loro. Mostra questo, la visione di The Reports on Sarah and Saleem, presentato in anteprima nazionale al Bari International Film festival. Un film emotivamente sorprendente, ideologicamente spiazzante e difficile da dimenticare, in cui le rivali in amore diventano loro malgrado alleate. Insieme lottano contro un'ingiustizia più grande, quella di governi che non vedono l'ora di scoprire complotti inesistenti, strumentalizzare notizie e trasformare i cittadini in avversari da combattere.

La regia di Muayad Alayan è matura, benchè si tratti solo di un'opera seconda, e ricorda a tratti quella di Asghar Farhadi, con zero didascalismi e un'eleganza rara nel raccontare anche le passioni più primordiali, senza troppo schierarsi da un punto di vista politico, tanto meno morale. Certo, la questione politica è prepotentemente e fa la differenza, tuttavia viene trattata come un contesto in cui far muovere una storia decisamente avvincente e magistralmente congeniata, che dura 133 minuti ma arriva veloce allo spettatore come un proiettile.

Restano nel cuore, i protagonisti di questo film, ognuno con la sua colpa, ognuno con la sua voglia di vita e desiderio di giustizia. Restano i loro sguardi, i sospiri lunghi, la difficoltà ad esprimere sentimenti inconfessabili, la loro voglia di abbassare il volume dei notiziari di morte per abbandonarsi al flusso dirompente della vita. Che non è mai giusta, né perfetta: è quel che è, dice l'amore.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 26 aprile 2019
vanessa zarastro

o meglio, di come si riesca a montare un fatto piccolo, talvolta irrilevante, facendolo diventare un grosso problema, e più si va avanti e più diventa complicato sbrogliare la matassa. Ciò è particolarmente vero laddove si vive ai confini, o vicino ai muri, o nelle città divise (Nicosia come Gerusalemme), laddove dove le differenze sono etniche, di religione, di filosofia [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
mercoledì 24 aprile 2019
Claudia Catalli

Potremmo fare un errore. Rischiare di pensare che una storia ambientata a Gerusalemme non ci riguardi, parli di cose troppo lontane da noi, affronti fatti che non possiamo comprendere o metta in scena dinamiche in cui non possiamo immedesimarci. Un'opera come Sarah & Saleem ribalta esattamente questo timore, sfida ogni pregiudizio proponendo nulla più che una storia d'amore (o di passione) che ha la "colpa" di essere per così dire "politicamente scorretta" in quel di Gerusalemme.

"Sarah & Saleem è un film emotivamente sorprendente, ideologicamente spiazzante e difficile da dimenticare".

Ecco cinque buoni motivi per correre al cinema a vederlo, senza spoilerarvi dettagli e colpi di scena:

1. Perché è basato su fatti realmente accaduti. Niente è narrativamente più potente della verità e anche solo pensare che sia accaduto - e accada - che una una relazione extraconiugale, adultera o clandestina che dir si voglia possa diventare una questione di stato, perché lei è una donna israeliana e lui un uomo palestinese, fa indubbiamente riflettere sulle contraddizioni e i paradossi che quotidianamente ci troviamo a vivere.

2. Perché è emozionante. Il cinema, insegnava Hitchcock, è la vita con le parti noiose tagliate. Ne consegue che Sarah & Saleem è grande cinema, perché sa appassionare, coinvolgere, virare continuamente tono e genere: ora è una focosa love story, ora è un thriller in cui bisogna scovare un colpevole, ora è un'indagine sociopolitica più allargata su quanto un mondo fatto di differenze potrebbe arricchirci, invece non fa altro che dividerci e complicarci la vita.

3. Per imparare come si fa un film sul tradimento. In Italia i film che propongono relazioni clandestine abbondano, ma difficilmente - diciamolo - sono narrativamente solidi. Solitamente si riducono a banali storie di corna, inanellate il più delle volte in discutibili commedie mediocri o farse di costume più o meno ridanciane. Il film di Alayan è invece un'opera decisamente ben scritta che sa trasformare l'espediente narrativo del tradimento amoroso/coniugale in un escamotage per raccontare il (presunto) tradimento politico. In altre parole, fa emergere la trasformazione fatale di una questione intima e privata a una questione assolutamente pubblica, giudicabile da tutti (che è in un certo senso la minaccia sottesa insita in ogni tradimento, il temibile fattore della scoperta).

4. Perché i personaggi sono veri, credibili, ben scritti e altrettanto notevolmente interpretati. Non c'è nulla di più insopportabile di personaggi che sappiano di finto, lontano, inarrivabile o cartaceo. Sarah e Saleem sono invece due come noi, personaggi contemporanei che conosciamo e riconosciamo: lei gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola e un marito nell'esercito. Lui consegna il pane, ha una moglie incinta e non se la passa bene da un punto di vista economico. Dove consumano la loro passione? Nel furgone di Iui. Tutto assolutamente credibile, quotidiano, e il pathos dei due protagonisti risulta più che convincente.

5. Perché è un film che mostra come siano le donne, in fondo, a fare la storia. Sono loro a fare e disfare, lottare, innamorarsi, provare a cambiare sorti e destini. Gli uomini di questo film sembrano più presi dalle passioni primordiali (eccitazione, rabbia, rivalità, vendetta), le donne invece arrivano allo spettatore secondo ritratti mai banali e decisamente convincenti. A partire dall'eccezionale Sivane Kretchner, una Sarah pronta a sfidare Gerusalemme in nome della sua libertà personale, ma soprattutto ad affrontare l'orgoglioso marito colonnello David (Ishai Golan). Impossibile restare neutrali di fronte alla dirompente Bisa (Maisa Abd Elhadi), pronta a difendere la sua gravidanza quanto il suo matrimonio contro tutti e tutto, una figura anticonvenzionale, che anzichè rassegnarsi al ruolo di tradita si fa leonessa in una società patriarcale che la vorrebbe silenziosa e a casa. Accanto a lei, per sostenerla, troviamo l'avvocatessa, altro personaggio contemporaneo e, credeteci, difficilmente dimenticabile.

Frasi
Ho tradito David... è stato con un palestinese...
Sarah (Sivane Kretchner)
dal film Sarah & Saleem - Là Dove nulla è Possibile - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 25 aprile 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

Sarah & Saleem sono un uomo arabo e una donna israeliana, hanno una relazione nella Gerusalemme che li divide e che nessuno e nulla dovrebbe unire. Non sono nuovi Giulietta e Romeo condannati da un amore proibito, anzi forse nemmeno si amano: si piacciono, trovano nel sesso, nei loro corpi che si stringono clandestini dentro al furgone di lui una specie di fuga al quotidiano, ai loro matrimoni un po' [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
lunedì 15 aprile 2019
A cura della redazione

Sarah, israeliana, gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia e un marito nell'esercito. Saleem, palestinese, fa consegne di pane, ha una moglie incinta e problemi ad arrivare a fine mese. I due s'incontrano, si piacciono, e intraprendono una relazione [...]

TRAILER
lunedì 8 aprile 2019
 

Sarah, israeliana, gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola di nome Flora e un marito nell'esercito. Saleem, palestinese, fa consegne di pane, ha una moglie incinta e problemi ad arrivare a fine mese.

POSTER
martedì 2 aprile 2019
 

Sarah, israeliana, gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola di nome Flora e un marito nell'esercito. Saleem, palestinese, fa consegne di pane, ha una moglie incinta e problemi ad arrivare a fine mese.

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