Sarah & Saleem - Là Dove nulla è Possibile

Film 2018 | Drammatico +13 127 min.

Titolo originaleThe Reports on Sarah and Saleem
Anno2018
GenereDrammatico
ProduzionePalestina
Durata127 minuti
Al cinema3 sale cinematografiche
Regia diMuayad Alayan
AttoriAdeeb Safadi, Sivane Kretchner, Ishai Golan, Maisa Abd Elhadi, Jan Kuhne Kamel El Basha, Mohammad Eid, Rebecca Telhami, George Khleifi, Raya Zoabi, Hanan Hillo, Amer Khalil.
Uscitamercoledì 24 aprile 2019
TagDa vedere 2018
DistribuzioneSatine Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,58 su 32 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Muayad Alayan. Un film Da vedere 2018 con Adeeb Safadi, Sivane Kretchner, Ishai Golan, Maisa Abd Elhadi, Jan Kuhne. Cast completo Titolo originale: The Reports on Sarah and Saleem. Genere Drammatico - Palestina, 2018, durata 127 minuti. Uscita cinema mercoledì 24 aprile 2019 distribuito da Satine Film. Oggi tra i film al cinema in 3 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,58 su 32 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La relazione tra una donna israeliana e un uomo palestinese esce allo scoperto e diventa molto pericolosa. In Italia al Box Office Sarah & Saleem - Là Dove nulla è Possibile ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 334 mila euro e 86,4 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,58/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,41
PUBBLICO 3,33
CONSIGLIATO SÌ
Un film emotivamente sorprendente, ideologicamente spiazzante e difficile da dimenticare.
Recensione di Claudia Catalli
giovedì 26 aprile 2018
Recensione di Claudia Catalli
giovedì 26 aprile 2018

Sarah, israeliana, gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola di nome Flora e un marito nell'esercito. Saleem, palestinese, fa consegne di pane, ha una moglie incinta e problemi ad arrivare a fine mese. I due s'incontrano, si piacciono, intraprendono una relazione clandestina che si consuma con cadenza settimanale nel furgone di lui. Basta una rissa in un pub a Betlemme ad accendere la miccia, ne esploderà un'indagine più politica che privata in cui tutti sono contemporaneamente colpevoli e innocenti.

Nessuna storia può restare privata quando c'è di mezzo la questione palestinese. Neanche una storia di sesso.

Se lei è israeliana e lui è palestinese non c'è segreto che tenga, tutto diventa affare di stato. Da lì timore di complotti politici, accuse di spionaggio, minacce a ripetizione e morti ammazzati nel mezzo. Il regista palestinese Muayad Alayan, seguendo la sceneggiatura decisamente impeccabile di suo fratello Rami, mette in scena quella che in un film italiano medio(cre) sarebbe stata una semplice storia di corna, trattandola con rara grazia, forza vitale, autenticità.

Si fa presto ad affezionarsi ai due protagonisti, al basico Saleem (notevole Adeeb Safadi) che cerca rifugio ed evasione tra le braccia della volitiva Sarah (Sivane Kretchner, memorabile). I due vivono ai due poli opposti (da un punto di vista geografico, ma anche religioso e politico) di Gerusalemme, e i loro incontri clandestini nulla tolgono, apparentemente, alle vite condotte con i rispettivi coniugi. Anche qui parliamo di caratterizzazione dei personaggi - e relative performance- da applauso, da una parte il colonnello David (Ishai Golan) tradito nell'orgoglio di marito e di soldato. Dall'altra la dirompente Bisa (Maisa Abd Elhadi), protetta dal fratello e dal velo, eppure pronta a farsi leonessa con tanto di pancione contro tutti e tutto quando il marito fedifrago verrà imprigionato e accusato di spionaggio. A sostenerla, un'altra figura memorabile e contemporanea: l'avvocatessa.

Sono le donne a fare la storia e cambiarne i destini, mentre gli uomini perdono tempo a guerreggiarsi tra loro. Mostra questo, la visione di The Reports on Sarah and Saleem, presentato in anteprima nazionale al Bari International Film festival. Un film emotivamente sorprendente, ideologicamente spiazzante e difficile da dimenticare, in cui le rivali in amore diventano loro malgrado alleate. Insieme lottano contro un'ingiustizia più grande, quella di governi che non vedono l'ora di scoprire complotti inesistenti, strumentalizzare notizie e trasformare i cittadini in avversari da combattere.

La regia di Muayad Alayan è matura, benchè si tratti solo di un'opera seconda, e ricorda a tratti quella di Asghar Farhadi, con zero didascalismi e un'eleganza rara nel raccontare anche le passioni più primordiali, senza troppo schierarsi da un punto di vista politico, tanto meno morale. Certo, la questione politica è prepotentemente e fa la differenza, tuttavia viene trattata come un contesto in cui far muovere una storia decisamente avvincente e magistralmente congeniata, che dura 133 minuti ma arriva veloce allo spettatore come un proiettile.

Restano nel cuore, i protagonisti di questo film, ognuno con la sua colpa, ognuno con la sua voglia di vita e desiderio di giustizia. Restano i loro sguardi, i sospiri lunghi, la difficoltà ad esprimere sentimenti inconfessabili, la loro voglia di abbassare il volume dei notiziari di morte per abbandonarsi al flusso dirompente della vita. Che non è mai giusta, né perfetta: è quel che è, dice l'amore.

Sei d'accordo con Claudia Catalli?
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 26 aprile 2019
vanessa zarastro

o meglio, di come si riesca a montare un fatto piccolo, talvolta irrilevante, facendolo diventare un grosso problema, e più si va avanti e più diventa complicato sbrogliare la matassa. Ciò è particolarmente vero laddove si vive ai confini, o vicino ai muri, o nelle città divise (Nicosia come Gerusalemme), laddove dove le differenze sono etniche, di religione, di filosofia [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 aprile 2019
cardclau

72 1024x768 Il bel film del regista palestinese Muayad Alayan (ma che abbia un antenato armeno?) ci regala un bel tesoretto di considerazioni e riflessioni, mettendo alla prova il nostro ingegno. A rafforzare la sfida ci regala quattro attori convincenti e ben diretti (Saleem, Adeeb Safadi; Sarah, Silvane Ketchner; David, Ishai Golan; Bisan, Maisa Abd Elhadi) in una storia che [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 novembre 2018
gaiart

The Reports on Sarah e Saleem di Muayad Alayan A Gerusalemme o a Betlemme, in Palestina, paesi IN GUERRA, nemmeno il sesso in un furgoncino si può fare IN PACE. Partiamo da qui, da una battuta, per affrontare il resto. Il comico assunto del film in cui un sexual intercourse tra una donna israeliana e un uomo palestinese,  che si incontrano segretamente poichè [...] Vai alla recensione »

sabato 13 aprile 2019
anto83

Visto all'anteprima di Milano alla presenza del regista.Un film che, oltre a coinvolgere emotivamente per la storia accattivante e la bravura dei suoi 4 protagonisti, offre anche uno spaccato illuminante della vita quotidiana a Gerusalemme e le difficoltà di convivenza tra Gerusalemme est e ovest.Un film coinvolgente, appassionate e drammaticamente attuale!!!

lunedì 13 maggio 2019
Ulysses9

Sono perfettamente d’accordo con quanto scritto nella recensione. Le figure femminili rappresentano davvero la Vita, al contrario delle controverse , e a volte meschine, figure maschili. Unico appunto forse al regista il moltiplicarsi degli intrecci nel finale che appanna un po’ lo stile asciutto e rigoroso, il ritmo serrato e tagliente del film. Bellissimi e appropriati i commenti musicali

sabato 4 maggio 2019
Erostrato

Uscendo dalla sala, dopo aver visto il film, non ho potuto fare a meno di riflettere su quanto siano invasivi e ottusi gli Stati, laddove i conflitti socio/politici hanno il sopravvento sui cittadini. Da una semplice storia di passione tra un uomo e una donna, entrambi sposati, si innescano una serie di meccanismi che ipotizzano chissà quali piani, finalizzati a minare la Sicurezza delle rispettive [...] Vai alla recensione »

mercoledì 1 maggio 2019
giuliacarolis

Non e' un caso che il regista sia palestinese e la storia di amore sia tra un uomo palestinese e una donna israeliana, e non il contrario. Film per radical con la kefia.

sabato 27 aprile 2019
Guido perino

Emoziona e coinvolge come solo pochi film sanno fare. Sceneggiatura scritta benissimo,  attori stratosferici e una tematica di grande attualità. In una parola, consigliatissimo!!!

mercoledì 24 aprile 2019
Guido

Interessante e appassionante. Protagonisti eccezionali e sceneggiatura scritta perfettamente. Due ore che passano velocissime. Un film che ti tiene incollato allo schermo come solo pochi titoli sanno fare. Complimenti a questo regista giovane e di grandissimo talento.

FOCUS
FOCUS
mercoledì 24 aprile 2019
Claudia Catalli

Potremmo fare un errore. Rischiare di pensare che una storia ambientata a Gerusalemme non ci riguardi, parli di cose troppo lontane da noi, affronti fatti che non possiamo comprendere o metta in scena dinamiche in cui non possiamo immedesimarci. Un'opera come Sarah & Saleem ribalta esattamente questo timore, sfida ogni pregiudizio proponendo nulla più che una storia d'amore (o di passione) che ha la "colpa" di essere per così dire "politicamente scorretta" in quel di Gerusalemme.

"Sarah & Saleem è un film emotivamente sorprendente, ideologicamente spiazzante e difficile da dimenticare".

Ecco cinque buoni motivi per correre al cinema a vederlo, senza spoilerarvi dettagli e colpi di scena:

1. Perché è basato su fatti realmente accaduti. Niente è narrativamente più potente della verità e anche solo pensare che sia accaduto - e accada - che una una relazione extraconiugale, adultera o clandestina che dir si voglia possa diventare una questione di stato, perché lei è una donna israeliana e lui un uomo palestinese, fa indubbiamente riflettere sulle contraddizioni e i paradossi che quotidianamente ci troviamo a vivere.

2. Perché è emozionante. Il cinema, insegnava Hitchcock, è la vita con le parti noiose tagliate. Ne consegue che Sarah & Saleem è grande cinema, perché sa appassionare, coinvolgere, virare continuamente tono e genere: ora è una focosa love story, ora è un thriller in cui bisogna scovare un colpevole, ora è un'indagine sociopolitica più allargata su quanto un mondo fatto di differenze potrebbe arricchirci, invece non fa altro che dividerci e complicarci la vita.

3. Per imparare come si fa un film sul tradimento. In Italia i film che propongono relazioni clandestine abbondano, ma difficilmente - diciamolo - sono narrativamente solidi. Solitamente si riducono a banali storie di corna, inanellate il più delle volte in discutibili commedie mediocri o farse di costume più o meno ridanciane. Il film di Alayan è invece un'opera decisamente ben scritta che sa trasformare l'espediente narrativo del tradimento amoroso/coniugale in un escamotage per raccontare il (presunto) tradimento politico. In altre parole, fa emergere la trasformazione fatale di una questione intima e privata a una questione assolutamente pubblica, giudicabile da tutti (che è in un certo senso la minaccia sottesa insita in ogni tradimento, il temibile fattore della scoperta).

4. Perché i personaggi sono veri, credibili, ben scritti e altrettanto notevolmente interpretati. Non c'è nulla di più insopportabile di personaggi che sappiano di finto, lontano, inarrivabile o cartaceo. Sarah e Saleem sono invece due come noi, personaggi contemporanei che conosciamo e riconosciamo: lei gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola e un marito nell'esercito. Lui consegna il pane, ha una moglie incinta e non se la passa bene da un punto di vista economico. Dove consumano la loro passione? Nel furgone di Iui. Tutto assolutamente credibile, quotidiano, e il pathos dei due protagonisti risulta più che convincente.

5. Perché è un film che mostra come siano le donne, in fondo, a fare la storia. Sono loro a fare e disfare, lottare, innamorarsi, provare a cambiare sorti e destini. Gli uomini di questo film sembrano più presi dalle passioni primordiali (eccitazione, rabbia, rivalità, vendetta), le donne invece arrivano allo spettatore secondo ritratti mai banali e decisamente convincenti. A partire dall'eccezionale Sivane Kretchner, una Sarah pronta a sfidare Gerusalemme in nome della sua libertà personale, ma soprattutto ad affrontare l'orgoglioso marito colonnello David (Ishai Golan). Impossibile restare neutrali di fronte alla dirompente Bisa (Maisa Abd Elhadi), pronta a difendere la sua gravidanza quanto il suo matrimonio contro tutti e tutto, una figura anticonvenzionale, che anzichè rassegnarsi al ruolo di tradita si fa leonessa in una società patriarcale che la vorrebbe silenziosa e a casa. Accanto a lei, per sostenerla, troviamo l'avvocatessa, altro personaggio contemporaneo e, credeteci, difficilmente dimenticabile.

Frasi
Ho tradito David... è stato con un palestinese...
Sarah (Sivane Kretchner)
dal film Sarah & Saleem - Là Dove nulla è Possibile - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 28 aprile 2019
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Nella città divisa di Gerusalemme, Sarah (Sivan Kretchner) e Saleem (Ade-eb Safadi) sono amanti. Niente di più normale. Lui, palestinese, è sposato con Bisan (Maisa Abd Elhadi). Lei, ebrea, è sposata con David (Ishai Golan), colonnello delle forze speciali. I due perciò sono adulteri. Anche questo ha la sua normalità. Quello che non è normale è Gerusalemme, spaccata a metà.

mercoledì 24 aprile 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

Fattorino palestinese brutalmente prelevato dalla polizia israeliana. Siamo a Gerusalemme. Terrorismo? Qualcosa di più scabroso: passione. Forse è coinvolta una signora israeliana proprietaria di un bar del centro. Dopo l'ottimo Amore, furti e altri guai (2015) torna il cinema sempre più elegante e imprevedibile di Alayan, nato in Kuwait, svezzatosi a San Francisco e operante a Betlemme.

giovedì 2 maggio 2019
Sergio Lorizio
Ciak

Un uomo e una donna, di tanto in tanto, si incontrano di nascosto nel furgoncino di lui, in una zona isolata della città, per consumare un rapporto sessuale. Tra loro non sembra esserci amore, solo attrazione fisica e desiderio di evadere da una routine quotidiana insoddisfacente. Una relazione come tante, non fosse che la città è Gerusalemme, che lui, Saleem, è palestinese e lei, Sarah, è israeliana. [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 aprile 2019
Luisa Morandini
Dizionario Morandini

A Gerusalemme, la israeliana Sarah, sposata con un ufficiale, conduce una normale vita borghese. Ha però una relazione clandestina con Saleem, palestinese, anche lui sposato, fornitore del bar di cui Sarah è socia con un'amica. Entrambi sono consapevoli che il loro rapporto non può andare oltre agli sporadici incontri fisici. Per una serie di sfortunate circostanze i due vengono visti insieme in un'ora [...] Vai alla recensione »

domenica 28 aprile 2019
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

La storia parte in corsa, con l'arresto di Saleem, e la rivelazione della relazione con Sarah nel retro di un furgone. L'uomo è un palestinese che vive a Gerusalemme est con la moglie Bisan, studentessa incinta; la donna è israeliana, sposata con un colonnello e una figlia, nel settore ovest. Si sono conosciuti nel bar che Sarah gestisce rifornendosi dei croissant dalla ditta in cui lavora il palestinese, [...] Vai alla recensione »

sabato 27 aprile 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Tranquilli, non sono proprio il Romeo e la Giulietta di cui abbiamo letto in certe recensioni o interviste che sdegnano il cinema a favore del messaggio. E il messaggio sarebbe: guardate questi due sventurati, vorrebbero solo consumare in pace la loro passione adulterina, e invece per gli accidenti della geopolitica tutto finisce in un gigantesco pasticcio.

sabato 27 aprile 2019
Valerio Caprara
Il Mattino

Davvero un ottimo film, nonostante qualche superflua lungaggine, «Sarah & Saleem» del palestinese Alayan che affronta l'insanabile conflitto arabo-israeliano da un punto di vista inventivo, non manicheo, provocatorio e deo gratias - più privato che politico. Infatti una storia di sesso (puro sesso, per di più adulterino, senza la giustificazione nobilitante del grande sentimento) che s'infiamma nell'habitat [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 aprile 2019
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Non drammatizziamo è solo questione di corna. Potremmo agevolmente convenire, ma non è un film di François Truffaut (Domicile conjugal in originale, 1970), bensì di Muayad Alayan, e sopra tutto non è Parigi, ma Gerusalemme, e lì le corna non sono semplicemente corna, anzi, non sono corna. Opera seconda del regista palestinese di Amore, furti e altri guai (2015), ancora scritta dal fratello Rami e prodotta [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 aprile 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Non è neanche un amore l'adulterio consumato in notti di periferia in auto tra l'ebrea Sarah, titolare di un panificio, e il palestinese Saleem, che al suo negozio oltre il muro di Gerusalemme va per le consegne. Un incidente e un sotterfugio per una soluzione accendono una catena di eventi rivelatrice ancora una volta della Storia. L'ambiguità di questa passione, laddove ciascuno a suo modo è deluso [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 aprile 2019
Daniela Ceselli
Left

Sarah, e Saleem-La dove nulla è possibile, opera seconda del regista palestinese Muayad Alayan, amata al festival di Rotterdam, dove ha vinto il Premio speciale della giuria, è un film destinato a far riflettere e discutere. Lo sguardo e la sensibilità artistica del regista, nella prima parte, relegano la storia sullo sfondo, senza mai trascurarla, per dedicarsi a costruire con grande finezza e stile [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 aprile 2019
Jay Weissberg
Variety

Sarah, proprietaria di un bar a Gersualemme, è frustrata perché per l'ennesima volta dovrà chiudere la baracca e trasferirsi altrove, al seguito del marito colonnello dell'esercito israeliano. Saleem vive a Gerusalemme Est, ma lavora a ovest dove consegna prodotti da forno a bar come quello di Sarah, per un guadagno che non gli basta a tirare avanti.

venerdì 26 aprile 2019
Raffaele Meale
Quinlan

Sarah, israeliana, gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola di nome Flora e un marito nell'esercito. Saleem, palestinese, fa consegne di pane, ha una moglie incinta e problemi ad arrivare a fine mese. I due s'incontrano, si piacciono, intraprendono una relazione clandestina che si consuma con cadenza settimanale nel furgone di lui. Basta una rissa in un pub a Betlemme ad accendere la miccia, [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 aprile 2019
Fulvia Caprara
La Stampa

Nell'intrigo paradossale che trasforma una relazione di sesso senza pensieri in un caso politico pieno di implicazioni drammatiche, il bandolo della matassa, alla fine, è solo nelle mani delle donne. Da una parte Sarah (Silvane Kretchner), l'amante israeliana del palestinese Saleem (Adeeb Safadi), dall'altra Bisan (Maisa Abd Elhadi), moglie incinta di quest'ultimo che, superando barriere fisiche, culturali [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 aprile 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Una sorta di Romeo e Giulietta, ma ambientata a Gerusalemme. Lei è Sarah, proprietaria di una caffè ebraico, sposata a un colonnello dell'esercito; lui è Saleem, fattorino arabo, maritato. Incontri di lavoro che si trasformano in una relazione extraconiugale, dove, di mezzo, non ci sono solo corna e matrimoni, ma anche politica, cultura, religione. Il regista Alayan dipinge un affresco che non prende [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 aprile 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

Sarah & Saleem sono un uomo arabo e una donna israeliana, hanno una relazione nella Gerusalemme che li divide e che nessuno e nulla dovrebbe unire. Non sono nuovi Giulietta e Romeo condannati da un amore proibito, anzi forse nemmeno si amano: si piacciono, trovano nel sesso, nei loro corpi che si stringono clandestini dentro al furgone di lui una specie di fuga al quotidiano, ai loro matrimoni un po' [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 aprile 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Sarah è moglie di un ufficiale dell'esercito israeliano e lavora in un bar di Gerusalemme. Di giorno Saleem, che è palestinese, porta le consegne e scambia qualche parola con Sarah. Ma, accade sempre più spesso, i due di ritrovano nel furgoncino di lui e fanno sesso. Forse non si amano e non vogliono staccarsi dalle proprie famiglie, forse vivono questi appuntamenti come una parentesi di ardore e distacco [...] Vai alla recensione »

mercoledì 24 aprile 2019
Antonio D'Onofrio
Sentieri Selvaggi

Il conflitto israelo - palestinese dopo la presa d'atto del fallimento della Soluzione dei due stati sembra destinato a restare nella palude ancora per molto. I progressi sulla via della pace hanno subito un rallentamento, che ha provocato una recrudescenza della violenza nei territori occupati. La politica, adesso come in passato, è lontana dal trovare un accordo, ed ormai ha deciso di fare a meno [...] Vai alla recensione »

mercoledì 24 aprile 2019
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

"Con 3 milioni di ebrei a disposizione eri così disperata da prenderti un arabo?". Non si trattasse di Gerusalemme, la provocazione di Ronit alla sua amica Sarah sarebbe totalmente fuori luogo. Ma in quel territorio benedetto da Dio nelle Scritture e maledetto dagli uomini nella Storia, la frase vibra di verità. Il tradimento del matrimonio viene in secondo piano quando in ballo ci sono i confini, [...] Vai alla recensione »

martedì 23 aprile 2019
Caterina Bogno
Film TV

Sarah e Saleem. Un uomo e una donna. Arabo lui, e lei israeliana. Hanno un affair là dove nulla è possibile, nella Gerusalemme scissa dal muro dell'apartheid. Nulla, attenzione, non tutto: fin troppo avvezzo a titoli snaturanti, l'occhio dello spettatore italiano potrebbe facilmente ingannarsi. Invece la scelta della distribuzione (comunque non felicissima) gioca, più o meno consapevolmente, sul meccanismo [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 aprile 2019
Andrea Giovalè
La Rivista del Cinematografo

Dopo Amore, furti e altri guai, Muayad Alayan inquadra di nuovo le conseguenze di una colpa "minore" come un furto d'auto, nel primo film, o l'adulterio in quest'ultimo, amplificate dalla situazione rigidamente divisa di Israele e Palestina: Sarah e Saleem - Là dove nulla è possibile. Sarah (Sivane Kretchner) è moglie di un ufficiale dell'esercito israeliano e gestisce un bar a Gerusalemme.

domenica 21 aprile 2019
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Due persone che non dovrebbero nemmeno conoscersi si incontrano di notte per fare l'amore nel furgone di lui. Succede, ma nel loro caso le differenze sono un po' troppe. Lui infatti è un semplice fattorino, lei possiede un bar. Lui consegna i cornetti, lei li compra. Inoltre lui sta per diventare padre, anche se per farcela deve farsi prestare soldi dal cognato, cosa che lo ferisce.

giovedì 25 aprile 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Sarah gestisce un bar a Gerusalemme, Saleem le consegna il pane. Sono entrambi sposati, e sono amanti. Il vero problema, però, è che lei è ebrea, lui arabo. E, peggio ancora, il marito di Sarah è un ufficiale dell'esercito. Presentato al festival di Rotterdam, dove ha vinto il premio del pubblico e il premio speciale per la sceneggiatura, Sarah e Saleem è un esempio senza infamia e senza lode del genere [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
lunedì 15 aprile 2019
A cura della redazione

Sarah, israeliana, gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia e un marito nell'esercito. Saleem, palestinese, fa consegne di pane, ha una moglie incinta e problemi ad arrivare a fine mese. I due s'incontrano, si piacciono, e intraprendono una relazione [...]

TRAILER
lunedì 8 aprile 2019
 

Sarah, israeliana, gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola di nome Flora e un marito nell'esercito. Saleem, palestinese, fa consegne di pane, ha una moglie incinta e problemi ad arrivare a fine mese.

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martedì 2 aprile 2019
 

Sarah, israeliana, gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola di nome Flora e un marito nell'esercito. Saleem, palestinese, fa consegne di pane, ha una moglie incinta e problemi ad arrivare a fine mese.

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