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L'amica geniale - Storia del nuovo cognome, crescono le distanze, cambiano le prospettive

Lenù e Lila tornano con la seconda stagione della serie tratta dall’omonima tetralogia letteraria di Elena Ferrante. I primi due episodi in anteprima al cinema dal 27 al 29 gennaio.
di Alessandro Buttitta

Margherita Mazzucco . Interpreta Elena da adolescente nel film di Saverio Costanzo L'amica geniale.
lunedì 27 gennaio 2020 - Focus

L’amica geniale (guarda la video recensione) è una serie di silenzi, di corpi, di sguardi, di parole non dette, di gesti che diventano determinanti. È stato così nella prima stagione, accolta straordinariamente tanto dal pubblico quanto dalla critica. È ancora così nella seconda annata, incentrata sul progressivo allontanamento tra Lenù (Margherita Mazzucco) e Lila (Gaia Girace), oramai giovani adulte in una Napoli che sta stretta a entrambe. 
 

I primi due episodi della stagione, in prima visione mondiale su Rai1 dal 10 febbraio, saranno in anteprima al cinema per tre giorni: il 27, il 28 e il 29 gennaio.
Alessandro Buttitta, MYmovies.it

Nei primi due episodi vengono mostrate le nuove prospettive delle due amiche. Elena si trova divisa tra lo studio e la relazione con Antonio. Frequenta il Liceo classico, incontra uno studente, Nino Sarratore, di cui apprezza l’impegno politico e la forza vibrante delle sue idee. Lila invece ha un altro sguardo sul mondo. In viaggio di nozze, ad Amalfi, si rende conto che Stefano, il marito, è lontano da concederle spazio. Tradizionalista, ancorato all’idea di una famiglia patriarcale, non disdegna la violenza. Le sue idee cozzano irrimediabilmente con quelle della moglie, non disposta a cedere di un centimetro alla sua libertà e alla sua indipendenza intellettuale.

Particolarmente interessante, soprattutto per l’economia narrativa della serie, è la parte centrale di questa seconda stagione. Difatti, sotto la regia di Alice Rohrwacher, si affronta un punto dirimente della relazione tra Lila ed Elena. Crescono le distanze, si allungano i coni d’ombra della loro amicizia, si intravedono le increspature del rapporto che le lega dall’infanzia. Alla fine di questo capitolo Elena ha preso un’altra direzione rispetto all’amica. Ha scelto l’università, ha scelto di abbandonare le sue origini, ha scelto di dedicarsi alla scrittura. Lila, invece, è costretta a rimanere nel rione in una Napoli che si è consegnata anima e corpo al cemento e ai compromessi degli splendidi anni Sessanta.

Tratta dall’omonima tetralogia letteraria di Elena Ferrante e prodotta per il mercato internazionale in sinergia da RAI e HBO, L’amica geniale è uno dei titoli più attesi del 2020. Dice bene Lorenzo Mieli di Wildside quando afferma che il più grande risultato di questo show consiste nell’aver dato vita a un grande racconto popolare con un regista-autore come Saverio Costanzo. Se la prima annata aveva evidenziato immense qualità nella costruzione degli ambienti e nella raffigurazione dei personaggi, la seconda stagione rilancia le ambizioni della serie. Con un racconto lento e attento ai dettagli rivelatori, spiega e dispiega abilmente le evoluzioni delle sue protagoniste. I silenzi e gli sguardi sono molto più efficaci dei pur notevoli dialoghi.

Sempre centrale nella narrazione, soprattutto in tempi dominati dal boom economico, è il rione con tutte le sue meschinità morali, con tutte le sue luminose contraddizioni. I Solara sono sempre i signori incontrastati: aprono negozi, dettano le condizioni, tessono trame e alleanze. Le altre famiglie ne subiscono volenti o nolenti lo strapotere. C’è però chi vuole riscattarsi. Stefano Carracci e Rino Cerullo sono soltanto alcuni di coloro che desiderano essere protagonisti di questa nuova stagione in cui il denaro non sembra mancare mai.

Tra le novità di questa annata c’è la scelta dello showrunner Saverio Costanzo di non dirigere tutti gli episodi della stagione. Dietro la macchina da presa in due occasioni – un dittico di puntate incentrate su una vacanza delle due ragazze a Ischia – si palesa Alice Rohrwacher (Le meraviglie, Lazzaro felice). Con lei si assiste a un significativo cambio di linguaggio cinematografico: dal registro di stampo neorealista si passa a quello ispirato ai cineasti francesi della Nouvelle Vague. È il passaggio dagli anni Cinquanta agli anni Sessanta, è il passaggio dagli anni dell’ingenuità agli anni della consapevolezza. "Saverio ha voluto vedere i miei episodi come un micro racconto a sé”, ha dichiarato la regista. “Si assiste, difatti, alla prima rottura importante tra Lila e Lenù”.


L'AMICA GENIALE: VAI ALLA SCHEDA COMPLETA
In foto una scena della serie L'amica geniale - Storia del nuovo cognome.
In foto una scena della serie L'amica geniale - Storia del nuovo cognome.
In foto Saverio Costanzo sul set della serie L'amica geniale - Storia del nuovo cognome.
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