Gli sdraiati

Film 2017 | Drammatico, +13 103 min.

Regia di Francesca Archibugi. Un film con Claudio Bisio, Gaddo Bacchini, Cochi Ponzoni, Antonia Truppo, Gigio Alberti. Cast completo Titolo internazionale: Couch Potatoes. Genere Drammatico, - Italia, 2017, durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 23 novembre 2017 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,53 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 23 aprile 2020

Un film sull'Italia del nostro tempo che racconta il rapporto conflittuale tra padre e figlio adolescente. In Italia al Box Office Gli sdraiati ha incassato 2,3 milioni di euro .

Gli sdraiati è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato nì!
2,53/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,17
PUBBLICO 2,94
CONSIGLIATO NÌ
Un film orizzontale che riflette sullo smarrimento di ogni senso di verticalità.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 17 novembre 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 17 novembre 2017

Giorgio Selva, celebre giornalista televisivo, 'condivide' un figlio con la ex moglie, architetto che non lo perdona e non perdona gli skyline che rubano spazio al cielo. Tito, diciassettenne dinoccolato, ciondola tra casa e scuola dribblando l'azione incalzante del padre e avanzando in bicicletta sulle fasce della vita. Porta e rete sono ancora lontane ma Tito riceve giorno per giorno palle da giocare e rilanciare a una banda scriteriata di amici. Sentimenti da esplorare, gelosie da consolare, padri da evitare, nonni da abbracciare, Tito prende tutto con l'inerzia vitale dei suoi pochi anni. Oscillando tra la spinta a sgridarlo e quella a soccorrerlo, Giorgio lo marca stretto alla ricerca irriducibile di una nuova intimità sotto le felpe lanciate, lo yogurt iniziato, la luce mai spenta, il dentifricio mai chiuso. Sotto la forza pulsionale di un corpo che spinge alla vita. Ma spinge a modo suo.

È un cinema gentile, quello di Francesca Archibugi. Gentile e delicato. Pieno di sfumature, piccoli cenni, note ai margini, fili per tenere, per lasciare, per mettere insieme. Legare senza nodi i trasalimenti e le fragili esperienze su cui tutti ci addestriamo a vivere.

Per molte ragioni, ma soprattutto per questa è l'autrice più indicata a mettere in immagini l'imperdibile libro di Michele Serra ("Gli sdraiati"), testimonianza singolare di un padre davanti all'enigma del figlio. E l'enigma inquieta Giorgio dentro un film orizzontale che riflette sullo smarrimento di ogni senso di verticalità e ritrova lo scarto simbolico che distingue i figli dai genitori. Liberamente ispirato al 'romanzo' omonimo, che esprime un solo punto di vista, Gli sdraiati concede la replica alla generazione 'stesa sul divano'.

Perché i film di Francesca Archibugi non prescindono mai dalle "persone di pochi anni". Il contraddittorio, incarnato con elettrico stupore da Gaddo Bacchini, sbilancia il film, sovente in affanno nel tentativo di interpretare una prossimità fino a ieri sconosciuta. La sceneggiatura di Francesca Archibugi e Francesco Piccolo non riesce a definire e a integrare sullo schermo il cambiamento epocale avvenuto tra padri e figli, nondimeno si prende il rischio premuroso di interrogarlo. Da una parte c'è il corpo che sgomita di Tito, dall'altra quello che accoglie (al ritorno) di Giorgio. Da una parte l'illimitatezza del figlio, dall'altra l'incombenza della fine che rivela al padre. Il genitore di Claudio Bisio, istrione abile a celare pudicamente l'angoscia del personaggio che abita, osserva la vita di Tito crescere e farsi ai suoi occhi sempre più misterioso. Il figlio di Gaddo Bacchini, mistero minaccioso e insieme fulgido e fecondo, vive anarchicamente nel suo godimento autistico, frustrando ogni possibilità di dialogo. Tito non parla e porta con sé, come ogni figlio, un segreto inaccessibile.

Tito appartiene a un altro mondo. Un mondo che sembra chiuso allo scambio e a cui Giorgio guarda senza giudizio ma col desiderio divorante di una condivisione empatica. Infinitamente diversi e incomprensibilmente uguali, padre e figlio condividono una vicinanza senza comunione. E Giorgio non si rassegna al rumore di quella differenza inesprimibile. Ma poi qualcosa accade, lo sdraiato, apparentemente indifferente alla nostalgia lirica del padre, sente la 'voce del sangue', la fitta che chiama dall'interno, e chiama e chiama fino a quando Tito si decide ad ascoltarla e a seguirla lungo un sentiero di montagna. E sul Colle della Nasca il figlio doppia il padre sancendone il tramonto inevitabile e tracciando l'inaspettata chiamata verso la vita adulta. Lassù Tito porta con sé e le sue scarpe sbagliate, l'irriducibile differenza della sua generazione e la qualità inafferrabile della sua esistenza.
Con buona pace di Giorgio che lo guarda come qualcosa di irraggiungibile, arrendendosi finalmente a una forza che non può più governare. Stupito davanti alla sua bellezza, come di fronte al suo disordine e alla sua indolenza ciondolante. Ancora una volta Francesca Archibugi scommette sulle famiglie dimezzate, alternative, decentrate, crede in una rete di affetti correlati tra loro che riescono a delineare un percorso di formazione di cui il nonno di Cochi Ponzoni è la linea portante, l'emozione discreta.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 9 dicembre 2017
Ema

Questo è un film noioso e banale: non dice nulla di nuovo sul rapporto tra padri e figli, il cosiddetto "confronto generazionale", ma questo si può anche tollerare, anche perché è un argomento che nel cinema ed in letteratura è stato trattato in lungo e in largo. Il problema è che i personaggi sono privi di spessore e, secondo me, il padre in particolare [...] Vai alla recensione »

Frasi
Io forse ti chiedo troppo poco: rispettare un orario, pulire il cesso, raccogliere le mutande...
Una frase di Giorgio Selva (Claudio Bisio)
dal film Gli sdraiati - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 23 novembre 2017
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Per ricavare un film dal monologo di Michele Serra, Archibugi ha dovuto inventare una trama. Ma la materia si prestava alla sua sensibilità ai temi adolescenziali. "Sdraiati" sono i ragazzi come Tito figlio dell'intellettuale Giorgio Selva, che consumano il tempo stravaccati qua e là, con sgomento e disapprovazione dei grandi - più Serra e il personaggio cui nel film dà corpo Claudio Bisio, che Archibugi [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
domenica 26 novembre 2017
Andrea Chirichelli

Justice League (guarda la video recensione) rimane tranquillo in prima posizione e con i 568mila euro incassati sabato arriva ad un totale di 4,6 milioni di euro complessivi. Sul podio salgono due film italiani, Gli Sdraiati (guarda la video recensione), [...]

BOX OFFICE
sabato 25 novembre 2017
Andrea Chirichelli

Bisogna essere tristi per gli incassi bassi o contenti perchè nei primi quattro posti della top ten italiana ci sono ben tre film italiani? Una via di mezzo. Ieri Justice League (guarda la video recensione) vince la giornata con 226mila euro e supera [...]

VIDEO RECENSIONE
venerdì 24 novembre 2017
 

Giorgio Selva, celebre giornalista televisivo, 'condivide' un figlio con la ex moglie, architetto che non lo perdona e non perdona gli skyline che rubano spazio al cielo. Tito, diciassettenne dinoccolato, ciondola tra casa e scuola dribblando l'azione [...]

VIDEO
lunedì 20 novembre 2017
 

Giorgio (Claudio Bisio) è un giornalista di successo, amato dal pubblico e stimato dai colleghi. Insieme alla ex moglie Livia (Sandra Ceccarelli) si occupa per metà del tempo del figlio Tito, un adolescente pigro che ama trascorrere le giornate con gli [...]

GALLERY
giovedì 26 ottobre 2017
 

Un padre e un figlio sono il fulcro di tante storie raccontate nel mondo, dall'Iliade e dall'Odissea in poi. Rapporti eroici, drammatici o buffoneschi: in tutti gli stili si cerca di capire il motore di questo conflitto che manda avanti il mondo, l'alternanza [...]

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