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sellerone
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lunedì 12 marzo 2018
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uomo batte macchina
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L'americano ha bisogno di autocelebrarsi, questo film lo fà, non solo, fà diventare un fatto reale una favola e questo non so se è un bene. Il film mi è piaciuto, gli attori sono stati bravi e la storia ti prende, non credo che abbia esagerato mettendo in evidenza l'ottimo lavoro svolto da soccorritori e protagonisti, esce una bella storia che fà onore a chi l'ha vissuta. Una nota speciale all'uomo che ha ragione sulla macchina (in questo caso la strumentazione che dava per funzionante un motore). Bravi tutti e W l'aviazione, la guarda di fiume, i traghettatori, gli elicotteristi etc etc. W New York, da dove si parte sempre tardi e si finisce per atterrare nell'Hudson.
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L'americano ha bisogno di autocelebrarsi, questo film lo fà, non solo, fà diventare un fatto reale una favola e questo non so se è un bene. Il film mi è piaciuto, gli attori sono stati bravi e la storia ti prende, non credo che abbia esagerato mettendo in evidenza l'ottimo lavoro svolto da soccorritori e protagonisti, esce una bella storia che fà onore a chi l'ha vissuta. Una nota speciale all'uomo che ha ragione sulla macchina (in questo caso la strumentazione che dava per funzionante un motore). Bravi tutti e W l'aviazione, la guarda di fiume, i traghettatori, gli elicotteristi etc etc. W New York, da dove si parte sempre tardi e si finisce per atterrare nell'Hudson.
Visto, rivedibile e da comprare in DVD va anche bene.
Da vedere con Pierpaolo che lavora in aereoporto.
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ninoraffa
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lunedì 12 febbraio 2018
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il fattore umano
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La storia è notissima. 11 settembre 2001, New York, un gruppo di terroristi prende il controllo di due aerei di linea scagliandoli contro le torri del World Trade Center. Nel successivo crollo moriranno circa 3000 innocenti, aprendo nella psicologia collettiva statunitense una ferita non ancora rimarginata.
“Sully” non racconta le Torri Gemelle, ma ne accenna negli incubi del protagonista e in un'unica battuta, a volere evocare la tragedia e nasconderla insieme. La storia è egualmente vera. Gennaio 2009, New York, un aereo civile, appena decollato con 155 persone a bordo, impatta uno stormo di uccelli subendo la distruzione dei due motori.
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La storia è notissima. 11 settembre 2001, New York, un gruppo di terroristi prende il controllo di due aerei di linea scagliandoli contro le torri del World Trade Center. Nel successivo crollo moriranno circa 3000 innocenti, aprendo nella psicologia collettiva statunitense una ferita non ancora rimarginata.
“Sully” non racconta le Torri Gemelle, ma ne accenna negli incubi del protagonista e in un'unica battuta, a volere evocare la tragedia e nasconderla insieme. La storia è egualmente vera. Gennaio 2009, New York, un aereo civile, appena decollato con 155 persone a bordo, impatta uno stormo di uccelli subendo la distruzione dei due motori. Il pilota, invece di seguire la procedura tentando l’atterraggio d’emergenza nell’aeroporto più vicino, seguirà l’istinto rischiando un disperato ammaraggio nell’Hudson. Nonostante gl’infausti precedenti, l’impossibile manovra riuscirà e tutti saranno tratti in salvo.
Per una curiosa coincidenza l’aereo della United Airlines plana sul fiume proprio davanti Ground Zero. La cronaca serve a Clint Eastwood gli elementi perfetti per raccontare di nuovo la Torri Gemelle con un finale diverso. C’è New York, c’è un aereo, c’è un nemico cieco (uno stormo nero di uccelli non è male come sinistra metafora del terrorismo) e naturalmente c’è un eroe, stavolta vincente, al posto dei pompieri travolti dal crollo delle torri. La differenza la fa uno solo: il comandante Chesley Sullenberger, affettuosamente chiamato Sully, ex pilota della U.S. Navy.
La riscrittura di una tragedia precedente in chiave salvifica poteva finire qui. Eastwood è sempre all’altezza, con una regia che non cede alla spettacolarizzazione prediligendo la dimensione intima del soggetto. Ottima sceneggiatura con un buon uso dei salti temporali che vivacizza il racconto senza togliere chiarezza. Bravo Tom Hanks nella parte dell’eroe tranquillo, equilibrato nei suoi comportamenti ma interiormente tormentato e dubitativo. Da segnalare anche Aaron Eckhart, il copilota che nei momenti critici risolve la tensione con le sue battute. Moderati accenti patriottici, con i soccorritori a rappresentare su battelli e elicotteri l’anima migliore di New York.
La vera storia di “Sully” comincia dopo. Mentre i media celebrano l’eroe, i tassisti gli stringono la mano e i baristi s’inventano cocktail col suo nome, ai piani alti comincia la caccia alla responsabilità. Sullenberger dovrà affrontare un nemico più subdolo e disonesto del caso. L’Agenzia di Sicurezza dei Trasporti gli rimprovera il fattore umano: aver corso gli enormi rischi dell’ammaraggio, mentre tutte le simulazioni computerizzate dimostrano che aveva velocità e quota sufficienti per raggiungere almeno due aeroporti.
Sullo sfondo ci sono gl’interessi assicurativi e le battaglie giudiziarie che verranno, ma la difesa che il comandante è costretto a fare del suo successo investe questioni più fondamentali: le ragioni formali contro quelle sostanziali e morali, la perversione legalistica che minaccia ogni mestiere, la marginalizzazione della libertà umana a favore dell’approccio procedurale tipico delle macchine, la svalutazione di esperienza, intuizione e creatività verso la definitiva sostituzione delle persone con i sistemi automatizzati.
Al di là della retorica, il fattore umano è sempre più un peso, non solo economico, ma anche ai fini della controllabilità. Chiunque sia esposto ormai ne tiene conto, non solo in cabina di pilotaggio. Un consulente finanziario si preoccupa prima di tutto di avere le carte in ordine; magari evitando investimenti promettenti, ma contestabili, a favore dei portafogli standard preconfezionati dalla sua banca. Un medico pratica la cosiddetta medicina difensiva, prescrivendo analisi inutili, e quindi implicitamente dannose, pur di potersi difendere nel caso qualcosa vada storto. In ogni campo gli esempi non mancano.
Come spesso nei film di Eastwood il tema è l’eroismo ordinario. I suoi personaggi prediletti sono uomini isolati e anacronistici nei loro valori non più condivisi.
L’eroismo di Chesley Sullenberger ha delle sfumature particolari. Essendo la sua salvezza inscindibile da quella degli altri passeggeri, con l’abilità di pilota in fondo ha solo salvato se stesso. La sua eccezionalità sta nell’aver salvato per tutti il fattore umano. Ha trovato una soluzione fuori dal manuale e l’ha coraggiosamente difesa contro l’autorità superiore della Commissione e il potere ancora più schiacciante della presunta scienza.
Riuscirà a dimostrare che le simulazioni algoritmiche e anche quelle con piloti umani erano aggiustate su condizioni di contorno irrealistiche.Un volta corrette, risulterà oltre ogni dubbio che ha fatto l’unica scelta vincente, mentre le procedure standard avrebbero fatto precipitare l’aereo sull’abitato.
Il comandanteSullenberger ne uscirà testa alta. Ma lui è un eroe. La maggior parte di noi invece si adatta al manuale, magari provando a raggiungere l’aeroporto più vicino fino allo schianto.
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st7no
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lunedì 9 ottobre 2017
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meraviglioso!
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non ho mai amato T. Hanks ma in questo film, l ho trovato delizioso, reale, autentico. Una storia vera, raccontata con profonda passione, con tanta voglia di verita', con quel profondo senso di dovere. Ho visto scorrere la storia con tanta "semplcità" il tutto diretto da un C. Eastwood al quale non sono piu' in grado di trovare nuovi e positivi aggettivi che non abbia già usato. Il risultato e' un film semplicemente strepitoso
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totybottalla
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sabato 16 settembre 2017
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eastwood ed hanks...il massimo!
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La storia dell'atterraggio sull'hudson di un'aereo di linea era arcinota e documentata attraverso racconti, inchieste e ricostruzioni visive in programmi come: !Indagini ad alta quota e simili, qui, il grande Eastwood mette in scena la parte umana ed introversa della vicenda velando con maestrìa la fase burocratica, Tom Hanks è come sempre fantastico e convincente ma forse al film manca un appoggio corale di sostegno delle seconde linee, e così, anche se non è il migior film dei due colossi, risulta godibile lo stesso. Saluti.
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stefano73
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martedì 9 maggio 2017
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un pilota umano e tecnico
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Tom Hanks interpreta il pilota che dovette "atterrare" sul fiume Hudson in condizioni di emergenza. La vicenda viene trattata sia maniera tecnica e giuridica ma anche in maniera unama nei confronti del pilota e della decisione che dovette prendere in pochi secondi. Tale decisione salvò la vita a 150 passeggeri e mostrò una New York umana e dinamica!
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giuliog02
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venerdì 21 aprile 2017
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bravo, clint
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96 minuti di pellicola, che tengono incollati alla poltrona, per ricostruire una vicenda reale ed i suoi risvolti umani, burocratici, mediatici. Film eccellente, di alto valore etico. Nelle riprese, formalmente ineccepibili di ogni scena, azione, evento connesso alla narrazione, c'é un messaggio diretto allo spettatore. Un messaggio che va raccolto ed é quello dell'etica del lavoro ben fatto, individualmente ed in gruppo, dell'etica della responsabilità, dell'etica dell'essere esseri umani con una propria identità in cui riconoscersi. Bravo, Clint. Un film da vedere, uno dei migliori di Clint Eastwood.
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samanta
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lunedì 3 aprile 2017
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il coraggio della quotidianità
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Il film di Clint Eastwood è tratto da un fatto reale: il 9 gennaio 2009 un areo di linea partito da New York diretto a Seattle come primo pilota Chesley Sullemberger detto Sully (interpretato daTom Hanks) viene investito da stormi di uccelli che mettono fuori uso i due motorei dell'areo. Il comandante ritenedo di non essere in grado di atterrare in aeroporti vicini come consigliato dal controllo aereo, decide di ammarare sul fiume Hudson, i 155 passeggeri e l'equipaggio sono salvati prima che l'areo si inabissi, l'ultimo a scendere nell'imbarcazione è il comandante (ah ... Schettino). Sully subirà un'inchiesta dell'aviazione civile (fomentata dalle assicurazioni) che lo accusa di non essere atterrato negli aeroporti, ma dopo molti sforzi Sully dimostrerà che le simulazioni del volo fatte erano erronee e che l'unica alternativa era quella di ammarare.
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Il film di Clint Eastwood è tratto da un fatto reale: il 9 gennaio 2009 un areo di linea partito da New York diretto a Seattle come primo pilota Chesley Sullemberger detto Sully (interpretato daTom Hanks) viene investito da stormi di uccelli che mettono fuori uso i due motorei dell'areo. Il comandante ritenedo di non essere in grado di atterrare in aeroporti vicini come consigliato dal controllo aereo, decide di ammarare sul fiume Hudson, i 155 passeggeri e l'equipaggio sono salvati prima che l'areo si inabissi, l'ultimo a scendere nell'imbarcazione è il comandante (ah ... Schettino). Sully subirà un'inchiesta dell'aviazione civile (fomentata dalle assicurazioni) che lo accusa di non essere atterrato negli aeroporti, ma dopo molti sforzi Sully dimostrerà che le simulazioni del volo fatte erano erronee e che l'unica alternativa era quella di ammarare.La regia di Clint come al solito è ottima anche se il film non tocca i vertici di altre sue regie (come Gran Torino o Mistic River), ha però il nostro la magia di raccontare fatti reali o semplici storie create con semplicità ed essenzialità, ma nello stesso tempo coinvolgendo lo spettatore nei sentimenti e nella tensione del racconto, è incredibile come ormai da più di 20 anni produca e diriga (qualche volta anche interpretando) film che hanno successo al box office.
Eccezionale l'interpretazione di Tom Hanks che riesce non solo a somigliare fisicamente al vero Sully, ma anche nel comportamento il pilota, che nella vita è un uomo riservato attaccato alla famiglia e al lavoro, che programma con pignoleria la sua attività come se fosse il suo primo giorno di lavoro anche se ha ormai 40 anni di esperienza di volo. Hanks con maestria riesce a rendere l'uomo che dopo l'incidente ha le sue angosce e i suoi timori, senza una gestualità da Actors Studio ma rendendo in modo esemplare i sentimenti interiori del pilota. Certamente Hanks avrebbe meritato almeno la nomination agli Oscar, ma Hollywood ha fatto pagare a Clint il suo appoggio a Trump dandogli solo una nomination per il migliore montaggio sonoro (!) e preferendo come migliore attore la faccia di pietra di Casey Affleck. Buone le altre interpretazioni specie quelle del secondo pilota interpretato da Aaron Eckart. Sully non è un eroe ma un uomo che ha affrontato la vita con coraggio quotidiano il che gli ha permesso di affrontare vittorioso un evento imprevedibile o se si vuole è un eroe ordinario che alla fine del film dirà semplicemente che aveva fatto il suo lavoro.
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liuk!
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sabato 11 marzo 2017
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tom hanks
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Un piccolo pezzo di storia recente magistralmente raccontato da Clint Eastwood in uno dei suoi migliori lavori come regista.
Certo la pellicola è spudoratamente autocelebrativa, sembra uno spot pubblicitario sul coraggio dei newyorkesi e sull'estrema efficienza delle forze dell'ordine americane (Eastwood perde il pelo ma non il vizio) e solo per questo la mia recensione viene decurtata di almeno una stelletta, comunque devo ammettere che il risultato finale è molto buono e difficilmente si sarebbe potuto ottenere di più da una storia sicuramente emozionante ma assolutamente breve.
Tom Hanks, inoltre, è magistrale e ci permette di dimenticare subito la discutibile prova di Inferno, ribadendo ancora una volta che quando vuole e ne ha voglia, lui è uno dei migliori di tutti.
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Un piccolo pezzo di storia recente magistralmente raccontato da Clint Eastwood in uno dei suoi migliori lavori come regista.
Certo la pellicola è spudoratamente autocelebrativa, sembra uno spot pubblicitario sul coraggio dei newyorkesi e sull'estrema efficienza delle forze dell'ordine americane (Eastwood perde il pelo ma non il vizio) e solo per questo la mia recensione viene decurtata di almeno una stelletta, comunque devo ammettere che il risultato finale è molto buono e difficilmente si sarebbe potuto ottenere di più da una storia sicuramente emozionante ma assolutamente breve.
Tom Hanks, inoltre, è magistrale e ci permette di dimenticare subito la discutibile prova di Inferno, ribadendo ancora una volta che quando vuole e ne ha voglia, lui è uno dei migliori di tutti.
Film consigliato.
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ittivocai
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mercoledì 22 febbraio 2017
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avvincente
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Come può essere avvincente un film di cui si conosce già l'epilogo? Ebbene Clint Eastwood ci riesce tenendo incollato lo spettatore allo schermo dall'inizio alla fine. Un Tom Hanks in gran forma è la ciliegina sulla torta per un buon film, consigliato sicuramente.
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pin''8
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lunedì 20 febbraio 2017
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...bah...mi chiedo perchè tu sia andato vederlo...
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