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aragornvr
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martedì 6 dicembre 2016
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bella americanata.
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Poche parole: dare quasi 5 stelle a questo film è decisamente esagerato. Ben fatto, ben narrato, ottima recitazione, ma la patina americana e, soprattutto, un finale quasi comico, in cui giorni di processo e ostilità da parte delle Autorità vengono sciolti in una battuta e sorrisetti, danno al film un buon livello, ma che è decisamente molto, molto lontano dai film che meritano 4 stelle. Poi, de gustibus on est disputandum.....
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vanessa zarastro
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lunedì 5 dicembre 2016
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un piccolo grande uomo
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Gli ultimi film di Clint Eastwood partono sempre da storie vere. Narrano di eroi/antieroi in cui il protagonista spesso può essere visto e giudicato in modi diversi, che nel suo animo è molto solo, ma ostinato nel fare la “cosa giusta”. Sia il cecchino di American Sniper sia il pilota di Sully hanno il convincimento di aver ragione, e sono supportati da una grande professionalità.
La vicenda narrata nel film è di pochi anni fa. Il 15 gennaio del 2009, il pilota Chesley Sullenberger detto "Sully" (uno straordinario Toma Hanks) sull’orlo della pensione, ha appena decollato - con un airbus A-320 e con 155 passeggeri a bordo - dall’aeroporto newyorkese di La Guardia diretto a Charlotte, North Caroline, quando uno stormo di uccelli entra in entrambi motori danneggiandoli irreparabilmente.
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Gli ultimi film di Clint Eastwood partono sempre da storie vere. Narrano di eroi/antieroi in cui il protagonista spesso può essere visto e giudicato in modi diversi, che nel suo animo è molto solo, ma ostinato nel fare la “cosa giusta”. Sia il cecchino di American Sniper sia il pilota di Sully hanno il convincimento di aver ragione, e sono supportati da una grande professionalità.
La vicenda narrata nel film è di pochi anni fa. Il 15 gennaio del 2009, il pilota Chesley Sullenberger detto "Sully" (uno straordinario Toma Hanks) sull’orlo della pensione, ha appena decollato - con un airbus A-320 e con 155 passeggeri a bordo - dall’aeroporto newyorkese di La Guardia diretto a Charlotte, North Caroline, quando uno stormo di uccelli entra in entrambi motori danneggiandoli irreparabilmente. Dopo aver inizialmente pensato di poter tornare indietro, Sully si rende conto che non ce l’avrebbe fatta quindi, nel giro di pochi secondi, decide di tentare un ammaraggio di emergenza sul fiume Hudson. Porterà a compimento la manovra con successo: nessun morto né disperso, solo una hostess riporterà una lieve ferita a una gamba. Sully vanta nervi saldi, una preparazione impeccabile e una grande esperienza maturata in ben 42 anni di volo. A spalleggiarlo, il convinto e fedele copilota Jack (interpretato da un bravo Aaron Eckhart) che ha vissuto con lui in cabina quei sofferti 208 secondi.
Considerato un eroe per aver salvato miracolosamente la vita a tutti i passeggeri, una volta a terra, sarà oggetto di un’approfondita indagine, accusato di aver rischiato un atterraggio di fortuna invece di aver seguito il protocollo di inversione rotta. Sully subirà l’assalto dei giornalisti, passerà il calvario delle inchieste, delle simulazioni di volo, del processo davanti al National Transportation Safety Board, ma alla fine, da accusato tornerà a essere considerato un valoroso pilota, perfino dagli inquirenti. E indovinate come sfoga il nervosismo Sully in attesa del processo? Facendo footing lungo le strade downtown Manhattan.
Le immagini di New York sono fantastiche e, oltre ai tradizionali grattacieli di Manhattan, al suo sempre seduttivo skyline e agli interni dell’hotel New York Marriots Dowtown dove soggiornano i piloti in attesa di processo, il regista ci fa apprezzare inquadrature di luoghi molto meno aulici, come il porto e gli scali aereoportuali.
Nel film c’è spazio anche per uno squarcio familiare suburbano intuito attraverso le mille telefonate tra Sully e sua moglie - descritta come una perfetta housewife tutta prese da problemi casalinghi - con il soliti scambi mielosi e rassicuranti di vari I love you.
Tom Hanks è da Oscar, le sue ultime interpretazioni sono straordinarie, molto diverse da loro: il compiaciuto avvocato de Il ponte delle spie di Steven Spielberg e lo schivo pilota di Sully: sono prestazioni eccezionali.
La scelta dei personaggi di Clint Eastwood ricade sempre su “uomini duri” con poche capacità comunicative, abnegazione nel lavoro e gran senso del dovere, destinati a prendere decisioni in assenza di tempo (che sia sparare o sia ammarare), eroi per caso, piccoli grandi uomini.
Il film è un vero prodotto americano, nel bene e nel male: grande fiducia nell’individuo, alta professionalità degli attori, notevole maestria nei movimenti di macchina con le inquietanti scene del salvataggio e un’ottima fotografia. Attraverso Sully il regista lancia un monito al popolo americano suggerendo di ripartire sempre dalle piccole cose e dall’etica del lavoro di un uomo comune che riconosce, inoltre, il merito delle operazioni al lavoro di squadra.
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luigi chierico
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lunedì 5 dicembre 2016
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strepitoso
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Un magnifico film non con una trama,ma con una pagina di storia vissuta in cui non solo si riconoscono i veri protagonisti ma gli stessi spettatori. Non racconto il film nei dettagli,per non togliere allo spettatore il piacere di assistere alla proiezione. Al di là dell’avvincente episodio portato sullo schermo vi sono ben altre considerazioni che meritano l’attenzione. Clint Eastwood produttore ha diretto uno spettacolo grandioso, tanto diverso da altri come“I ponti di Madison County”,che lasciavano vibrare le corde del cuore con le note dell’amore.Questa volta arriva ancora una volta al cuore ma attraverso momenti d’altissima emozione a cui si resta attoniti,silenziosi mentre si vorrebbe applaudire.
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Un magnifico film non con una trama,ma con una pagina di storia vissuta in cui non solo si riconoscono i veri protagonisti ma gli stessi spettatori. Non racconto il film nei dettagli,per non togliere allo spettatore il piacere di assistere alla proiezione. Al di là dell’avvincente episodio portato sullo schermo vi sono ben altre considerazioni che meritano l’attenzione. Clint Eastwood produttore ha diretto uno spettacolo grandioso, tanto diverso da altri come“I ponti di Madison County”,che lasciavano vibrare le corde del cuore con le note dell’amore.Questa volta arriva ancora una volta al cuore ma attraverso momenti d’altissima emozione a cui si resta attoniti,silenziosi mentre si vorrebbe applaudire.Il regista, entrato oramai tra i più grandi del cinema americano dopo 45 anni d’attività che gli ha fatto vincere diversi Oscar,ha affrontato quest’opera con una partecipazione assoluta,non tralasciando nulla di quanto ci si può attendere da una grande regista.I tempi sono calcolati con una maestria che solo Hitchcock era abituato a dare ai suoi gialli.Questa storia è vera non è un giallo ma la suspense è reale, continua e corre su due binari paralleli la vita di 155 persone e la fine di uno solo,vittima delle oche in cielo o dei falchi in terra! Un angelo protettore con due ali o un folle spericolato alla mercé dei simulatori.Tutta una storia che il regista fa rivedere più volte senza mai stancare, anzi lasciando lo spettatore col fiato sospeso sino a giungere a fasi e momenti di una grande potenza emotiva da far strappare le lacrime. La fotografia spettacolare,non c’è bisogno di colonna sonora c’è da ascoltare il fragoroso ammaraggio a cui si assiste quasi dal vivo. I tempi le pause,i silenzi e le immagini di quel che si verifica in soli 238 secondi decisivi sono stati studiati da Clint Eastwood ed affidati alla bravura eccezionale del grande Tom Hanks che fa sue le ansie ed i momenti drammatici di quei 238 secondi del comandante pilota Chesley Sullenberger “Sully”.
Non da meno interpreta mirabilmente l’angoscia di subire un giudizio tremendamente negativo sul suo operato, da altri osannato. Ancora una volta il film è ricco di un’altra terribile tensione, come sempre si parteggia per una tesi o per l’altra e sol la fine del film porrà termine ad una suspense durata oltre 90 minuti. Accanto a Tom Hanks il bravo Aaron Eckhart nella parte del secondo pilota Jeff Skiles.Non di particolare rilievo la presenza femminile della moglie di “Sully” interpretata da Laura Linney. Andando oltre alla storia non si può fare a meno di considerare l’aspetto estetico ed etico del film, non ci sono inutili scene tanto comuni ai film americani in presenza di catastrofi annunziate, non vi è l’apoteosi dell’eroe immaginario anzi quest’ultimo è messo in dubbio;un “eroe” è un fanatico, un incosciente,un folle, o chi in dispregio della vita se la gioca per quella degli altri?
Dietro lo sfarzo delle luci e della pubblicità nell’America dei grattaceli sempre illuminati, tra le strade affollate di gente, tra belle auto che corrono lungo interminabili strade si nasconde ancora una volta l’indifferenza, l’interesse economico pronto a spegnere quella scintilla che nel cuore di Sully, pensando al suo profondo senso di responsabilità verso gli altri, prima ancora che per la propria famiglia, gli ha consentito di passare alla storia. Bella la melodia che accompagna alcuni momenti, bellissime le canzoni. Finale nuovo ma li pubblico va via, lo spettacolo è terminato.
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luigi chierico
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lunedì 5 dicembre 2016
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strepitoso
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Un magnifico film non con una trama,ma con una pagina di storia vissuta in cui non solo si riconoscono i veri protagonisti ma gli stessi spettatori. Non racconto il film nei dettagli,per non togliere allo spettatore il piacere di assistere alla proiezione. Al di là dell’avvincente episodio portato sullo schermo vi sono ben altre considerazioni che meritano l’attenzione. Clint Eastwood produttore ha diretto uno spettacolo grandioso, tanto diverso da altri come“I ponti di Madison County”,che lasciavano vibrare le corde del cuore con le note dell’amore.Questa volta arriva ancora una volta al cuore ma attraverso momenti d’altissima emozione a cui si resta attoniti,silenziosi mentre si vorrebbe applaudire.
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Un magnifico film non con una trama,ma con una pagina di storia vissuta in cui non solo si riconoscono i veri protagonisti ma gli stessi spettatori. Non racconto il film nei dettagli,per non togliere allo spettatore il piacere di assistere alla proiezione. Al di là dell’avvincente episodio portato sullo schermo vi sono ben altre considerazioni che meritano l’attenzione. Clint Eastwood produttore ha diretto uno spettacolo grandioso, tanto diverso da altri come“I ponti di Madison County”,che lasciavano vibrare le corde del cuore con le note dell’amore.Questa volta arriva ancora una volta al cuore ma attraverso momenti d’altissima emozione a cui si resta attoniti,silenziosi mentre si vorrebbe applaudire.Il regista, entrato oramai tra i più grandi del cinema americano dopo 45 anni d’attività che gli ha fatto vincere diversi Oscar,ha affrontato quest’opera con una partecipazione assoluta,non tralasciando nulla di quanto ci si può attendere da una grande regista.I tempi sono calcolati con una maestria che solo Hitchcock era abituato a dare ai suoi gialli.Questa storia è vera non è un giallo ma la suspense è reale, continua e corre su due binari paralleli la vita di 155 persone e la fine di uno solo,vittima delle oche in cielo o dei falchi in terra! Un angelo protettore con due ali o un folle spericolato alla mercé dei simulatori.Tutta una storia che il regista fa rivedere più volte senza mai stancare, anzi lasciando lo spettatore col fiato sospeso sino a giungere a fasi e momenti di una grande potenza emotiva da far strappare le lacrime. La fotografia spettacolare,non c’è bisogno di colonna sonora c’è da ascoltare il fragoroso ammaraggio a cui si assiste quasi dal vivo. I tempi le pause,i silenzi e le immagini di quel che si verifica in soli 238 secondi decisivi sono stati studiati da Clint Eastwood ed affidati alla bravura eccezionale del grande Tom Hanks che fa sue le ansie ed i momenti drammatici di quei 238 secondi del comandante pilota Chesley Sullenberger “Sully”.
Non da meno interpreta mirabilmente l’angoscia di subire un giudizio tremendamente negativo sul suo operato, da altri osannato. Ancora una volta il film è ricco di un’altra terribile tensione, come sempre si parteggia per una tesi o per l’altra e sol la fine del film porrà termine ad una suspense durata oltre 90 minuti. Accanto a Tom Hanks il bravo Aaron Eckhart nella parte del secondo pilota Jeff Skiles.Non di particolare rilievo la presenza femminile della moglie di “Sully” interpretata da Laura Linney. Andando oltre alla storia non si può fare a meno di considerare l’aspetto estetico ed etico del film, non ci sono inutili scene tanto comuni ai film americani in presenza di catastrofi annunziate, non vi è l’apoteosi dell’eroe immaginario anzi quest’ultimo è messo in dubbio;un “eroe” è un fanatico, un incosciente,un folle, o chi in dispregio della vita se la gioca per quella degli altri?
Dietro lo sfarzo delle luci e della pubblicità nell’America dei grattaceli sempre illuminati, tra le strade affollate di gente, tra belle auto che corrono lungo interminabili strade si nasconde ancora una volta l’indifferenza, l’interesse economico pronto a spegnere quella scintilla che nel cuore di Sully, pensando al suo profondo senso di responsabilità verso gli altri, prima ancora che per la propria famiglia, gli ha consentito di passare alla storia. Bella la melodia che accompagna alcuni momenti, bellissime le canzoni. Finale nuovo ma li pubblico va via, lo spettacolo è terminato.
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lunedì 5 dicembre 2016
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i tormenti dell'eroe
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Film interessante, ma sopravvalutato. Il regista Clint Eastwood ricostruisce l’incidente aereo che coinvolse un airbus della US Airways il 15 gennaio 2009, a New York, a causa di un bird strike che mise fuori uso ambedue i motori. In questa circostanza il pilota Chesley Sullenberger, detto Sully, riuscì a compiere con grande sangue freddo e abilità un ammaraggio sul fiume Hudson, senza perdita di vite umane. Celebrato come un eroe, ebbe tuttavia da subire un’inchiesta diretta a chiarire se non vi fosse stato errore umano e in particolare se non sarebbe stato possibile invertire la rotta in tempo per tornare all’aeroporto La Guardia, dal quale l’aereo era appena decollato. Il film si focalizza sul dramma psicologico dell’eroe integro e a posto con la sua coscienza che deve sopportare non solo lo stress post-traumatico di un evento del genere, ma anche il peso del dubbio, mosso da esigenze puramente mercantilistiche, sul suo operato, senza contare l’imperfetta comprensione dei suoi problemi da parte della stessa moglie a cui lui cerca di risparmiare ogni preoccupazione.
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Film interessante, ma sopravvalutato. Il regista Clint Eastwood ricostruisce l’incidente aereo che coinvolse un airbus della US Airways il 15 gennaio 2009, a New York, a causa di un bird strike che mise fuori uso ambedue i motori. In questa circostanza il pilota Chesley Sullenberger, detto Sully, riuscì a compiere con grande sangue freddo e abilità un ammaraggio sul fiume Hudson, senza perdita di vite umane. Celebrato come un eroe, ebbe tuttavia da subire un’inchiesta diretta a chiarire se non vi fosse stato errore umano e in particolare se non sarebbe stato possibile invertire la rotta in tempo per tornare all’aeroporto La Guardia, dal quale l’aereo era appena decollato. Il film si focalizza sul dramma psicologico dell’eroe integro e a posto con la sua coscienza che deve sopportare non solo lo stress post-traumatico di un evento del genere, ma anche il peso del dubbio, mosso da esigenze puramente mercantilistiche, sul suo operato, senza contare l’imperfetta comprensione dei suoi problemi da parte della stessa moglie a cui lui cerca di risparmiare ogni preoccupazione. E’ una tematica già esplorata, anche con molta efficacia, dallo stesso regista. Non direi però che questo sia il suo film migliore nel genere. La ricostruzione dell’incidente – rivissuta in flash back dal protagonista - è di grande impatto, con una serie di effetti in cui il cinema americano è maestro indiscusso. Aggiungerei che è anche istruttiva, per così dire, riuscendo a dare un’idea vivida di che cosa possa succedere in caso di incidente, risultando molto più efficace delle soporifere istruzioni di rito trasmesse sugli aerei. Quella che è deboluccia è la parte psicologica del film. Tom Hanks (Sully) è rigido come un automa (dove si è perso il Tom Hanks degli indimenticabili ‘Philadelphia’, ‘Forrest Gump’, ‘Il miglio verde’?); il confronto – scontro con i funzionari cattivi e insensibili non crea empatia con il personaggio, il suo tormento ci appare esteriorizzato in incubi e footing nevrotico piuttosto che reso in intensità espressiva. Inesistente in tutti i sensi il personaggio della moglie. Infine veramente troppo marcatamente 'happy end' la conclusione, con la conversione, o piuttosto trasfigurazione su due piedi dei cattivi, finalmente messi alle strette da un geniale calcolo del protagonista.
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lunedì 5 dicembre 2016
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bel film
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La tragedia di un aereo, che grazie alla bravura del suo comandante riesce a trasformarsi in un gesto eroico...da non perdere
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lunedì 5 dicembre 2016
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la storia...
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Una storia banale per certi versi, eccezionale per altri. La straordinaria capacità di Clint Eastwood, di saper cogliere la storia nella storia.
La storia vera del pilota comandante Chesley Sullemberger, detto Sully (interpretato dal bravissimo Tom Hanks) che, all'apice della sua esperienza di volo (siamo in data 15 gennaio 2009) si trova a dover affrontare, causa pesante avaria dovuta all'incontro in volo con stormo di uccelli, un singolare e pericolosissimo ammaraggio sul fiume Hudson (New York). Lo fa appoggiandosi all'istinto ed all'esperienza, contro ogni previsione e protocollo.
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Una storia banale per certi versi, eccezionale per altri. La straordinaria capacità di Clint Eastwood, di saper cogliere la storia nella storia.
La storia vera del pilota comandante Chesley Sullemberger, detto Sully (interpretato dal bravissimo Tom Hanks) che, all'apice della sua esperienza di volo (siamo in data 15 gennaio 2009) si trova a dover affrontare, causa pesante avaria dovuta all'incontro in volo con stormo di uccelli, un singolare e pericolosissimo ammaraggio sul fiume Hudson (New York). Lo fa appoggiandosi all'istinto ed all'esperienza, contro ogni previsione e protocollo.
Pressoché miracolosamente grazie anche al secondo pilota, alle hostess, e poi ai soccorsi newyorkesi, riesce a salvare l'intero equipaggio, di 155 persone. Ed immediatamente l'opinione pubblica ed i media lo celebrano come eroe.
Clint Eastwood ci svela però il retroscena sconosciuto al pubblico, la vicenda umana che ha coinvolto e segnato Sully, il quale viene processato per quel suo ammaraggio, giudicato sconsiderato e rischioso.
Questo film - ancora una volta - porta alla luce uno straordinario ritratto umano, nell'ordinarietà della vita. La gioia infinita dei passeggeri, che in un baleno hanno dimenticato tutti i loro problemi, semplicemente perché sono salvi. Il comandante Sully, che, nonostante abbia svolto tutto al meglio, ed abbia salvato tutti, fino alla completa assoluzione non si dà pace, per il semplice tarlo di avere rischiato troppo.
E poi, Lui, Sua Maestà: il Tempo. Quanta importanza ha nelle nostre vite, e quanta poca gliene concediamo.
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stefi82
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domenica 4 dicembre 2016
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credo nell'essere umano
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Dopo ver visto questo film è naturale porsi una domanda: che cos’è un eroe?
Un eroe è un essere umano che compie, semplicemente, il suo dovere. E lo fa bene.
Questo film mi ha emozionato e mi ha ridato un po’ di fiducia nell’essere umano. Sì perché ciò che CE ha voluto raccontarci è la storia vera di un Uomo che, grazie ai suoi 40 anni di esperienza e una buona dose di fortuna, ha compiuto un gesto eroico, facendo “solo” il suo lavoro. Fino in fondo. Dopo aver fatto l’ammaraggio sull’Hudson, infatti, il comandante si preoccupa che tutti i passeggeri siano scesi dall’aereo, e da ultimo, scende lui. Lontano anni luce dall’arroganza e dalla mediocrità del “comandante” Schettino.
Mi ha commosso la professionalità, l’umanità, il garbo e insieme l’umiltà dell’Uomo Sully.
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Dopo ver visto questo film è naturale porsi una domanda: che cos’è un eroe?
Un eroe è un essere umano che compie, semplicemente, il suo dovere. E lo fa bene.
Questo film mi ha emozionato e mi ha ridato un po’ di fiducia nell’essere umano. Sì perché ciò che CE ha voluto raccontarci è la storia vera di un Uomo che, grazie ai suoi 40 anni di esperienza e una buona dose di fortuna, ha compiuto un gesto eroico, facendo “solo” il suo lavoro. Fino in fondo. Dopo aver fatto l’ammaraggio sull’Hudson, infatti, il comandante si preoccupa che tutti i passeggeri siano scesi dall’aereo, e da ultimo, scende lui. Lontano anni luce dall’arroganza e dalla mediocrità del “comandante” Schettino.
Mi ha commosso la professionalità, l’umanità, il garbo e insieme l’umiltà dell’Uomo Sully.
Mi ha commosso ricordarmi che ognuno di noi può, “solo” facendo il suo lavoro, fare qualcosa di grande.
L’interpretazione di TH è grandiosa, e metà del merito del successo del film, và a lui.
Scelte registiche azzeccate: non è troppo documentaristico, non è troppo, e solo, incentrato sull’eroe, non è troppo spettacolarizzata la tragedia aerea. Non ha cercato le lacrime, CE, ed è per questo che a me, le ha fatte venire.
Oggi ho visto un film. Un film da cui mi aspettavo tutt’altro rispetto a ciò che mi ha lasciato. Questo film mi ha sorpresa e commossa.
Oggi ho visto Sully, la storia del capitano Chesley (Sully) Sullenberger che si trova, in una manciata di secondi, a dover prendere una decisione sulla vita di 155 persone. E prende la decisione giusta. Salva 155 persone con un prodigioso ammaraggio.
Sully è la storia vera, del 15 gennaio 2009, del primo ammaraggio della storia in cui si salvano tutti i passeggeri.
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credo nell'essere umano
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Un eroe è un essere umano che compie, semplicemente, il suo dovere. E lo fa bene.
Questo film mi ha emozionato e mi ha ridato un po’ di fiducia nell’essere umano. Sì perché ciò che CE ha voluto raccontarci è la storia vera di un Uomo che, grazie ai suoi 40 anni di esperienza e una buona dose di fortuna, ha compiuto un gesto eroico, facendo “solo” il suo lavoro. Fino in fondo. Dopo aver fatto l’ammaraggio sull’Hudson, infatti, il comandante si preoccupa che tutti i passeggeri siano scesi dall’aereo, e da ultimo, scende lui. Lontano anni luce dall’arroganza e dalla mediocrità del “comandante” Schettino.
Mi ha commosso la professionalità, l’umanità, il garbo e insieme l’umiltà dell’Uomo Sully.
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Dopo ver visto questo film è naturale porsi una domanda: che cos’è un eroe?
Un eroe è un essere umano che compie, semplicemente, il suo dovere. E lo fa bene.
Questo film mi ha emozionato e mi ha ridato un po’ di fiducia nell’essere umano. Sì perché ciò che CE ha voluto raccontarci è la storia vera di un Uomo che, grazie ai suoi 40 anni di esperienza e una buona dose di fortuna, ha compiuto un gesto eroico, facendo “solo” il suo lavoro. Fino in fondo. Dopo aver fatto l’ammaraggio sull’Hudson, infatti, il comandante si preoccupa che tutti i passeggeri siano scesi dall’aereo, e da ultimo, scende lui. Lontano anni luce dall’arroganza e dalla mediocrità del “comandante” Schettino.
Mi ha commosso la professionalità, l’umanità, il garbo e insieme l’umiltà dell’Uomo Sully.
Mi ha commosso ricordarmi che ognuno di noi può, “solo” facendo il suo lavoro, fare qualcosa di grande.
L’interpretazione di TH è grandiosa, e metà del merito del successo del film, và a lui.
Scelte registiche azzeccate: non è troppo documentaristico, non è troppo, e solo, incentrato sull’eroe, non è troppo spettacolarizzata la tragedia aerea. Non ha cercato le lacrime, CE, ed è per questo che a me, le ha fatte venire.
Oggi ho visto un film. Un film da cui mi aspettavo tutt’altro rispetto a ciò che mi ha lasciato. Questo film mi ha sorpresa e commossa.
Oggi ho visto Sully, la storia del capitano Chesley (Sully) Sullenberger che si trova, in una manciata di secondi, a dover prendere una decisione sulla vita di 155 persone. E prende la decisione giusta. Salva 155 persone con un prodigioso ammaraggio.
Sully è la storia vera, del 15 gennaio 2009, del primo ammaraggio della storia in cui si salvano tutti i passeggeri.
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flaw54
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domenica 4 dicembre 2016
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c' è bisogno di film vecchio stile
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Una storia di normale eroismo! Finalmente un film. Niente di particolare, di originale, ma una recitazione impeccabile e un regista che sa costruire scene splendide. Sappiamo già la fine, ma Hancks e Eckartt creano in noi forti emozioni e ridanno valore a ciò che è umano di fronte alla freddezza insensibile dei computer. Una lezione per altri attori il modo con cui Tom Hancks riesce a immedesemarsi nei suoi personaggi.
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