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loland10
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domenica 4 dicembre 2016
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mr. hudson a n.y.
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"Sully" ( id., 2016) è il trentacinquesimo lungometraggio del regista, attore, produttore di San Francisco Clint Eastwood.
Dopo "Gran Torino " (2008) e "J. Edgardo" (2011) ecco un altro grande tassello del ' cavaliere pallido ' : un film di una semplicità di scrittura ma forte, deciso, essenziale nel racconto. Come ultimamente (o forse sempre) ha fatto il regista ci dona una storia di rara efficacia emotiva con il gusto 'semplice' di un riconoscimento languido al modo civile e generoso della Grande Mela.
In un tributo quasi (in)volontario Eastwood cerca ogni minimo dettaglio di duecentoettosecondi per assaporare il cinema di ieri per una storia vera di oggi, di uno tra i tanti, nella sua ripresa sempre più sottrattiva verso un 'ammaraggio' aereo sull'Hudson, che è rimasto (quasi) unico con il salvataggio di tutti i passeggeri (155) del volo US Airways 1549 avvenuto il 15 gennaio del 2009.
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"Sully" ( id., 2016) è il trentacinquesimo lungometraggio del regista, attore, produttore di San Francisco Clint Eastwood.
Dopo "Gran Torino " (2008) e "J. Edgardo" (2011) ecco un altro grande tassello del ' cavaliere pallido ' : un film di una semplicità di scrittura ma forte, deciso, essenziale nel racconto. Come ultimamente (o forse sempre) ha fatto il regista ci dona una storia di rara efficacia emotiva con il gusto 'semplice' di un riconoscimento languido al modo civile e generoso della Grande Mela.
In un tributo quasi (in)volontario Eastwood cerca ogni minimo dettaglio di duecentoettosecondi per assaporare il cinema di ieri per una storia vera di oggi, di uno tra i tanti, nella sua ripresa sempre più sottrattiva verso un 'ammaraggio' aereo sull'Hudson, che è rimasto (quasi) unico con il salvataggio di tutti i passeggeri (155) del volo US Airways 1549 avvenuto il 15 gennaio del 2009.
Ciò che è minimo nelle pellicole del regista da il giusto verso del racconto: i dettagli sono specifiche arguzie e sottili momenti per non perdere il vero istante delle cose. Ogni secondo è prezioso per la vita di uno e di tutti. Sulla non lascia l'aereo fino all'ultimo, controlla ogni sedile per poi uscire dopo che il velivolo è quasi in 'ammollo' completo. È solo il mio lavoro, pilotare un aereo e arrivare a casa sano come tutti. 'Ho trasportato migliaia e miglia di persone e sarò giudicato per questi pochi minuti' dice con lealtà e freddezza Sully al suo vice.
Si deve dire che Tom Hanks aggiunge alla sua grandiosa carriera un'altra performance di assoluto livello. Rasenta una perfezione difficile da sezionare nei minimi movimenti facciali, degli occhi, delle mani e con una postura priva di ogni gesto sovrappiù. Rischia di avere gli ennesimi premi o di dimenticanze data la 'routine' a cui ci ha abituati in tante pellicole. Davanti al 'National Trasportation...' deve vincere la battaglia del vivere quotidiano tra gesti familiari, affettività e senso del dovere.
La linearità della ripresa si coniuga con un certo modo 'spielberghiano' di tracciare l'uomo medio americano: tracce che lo stesso Hanks ha visto né ' Il ponte delle spie' e le sequenze della 'caduta' dell'areo (girate benissimo) trova riscontri in altri film che ridanno vigore alla classicheggiante (new) Hollywood.
La produzione peraltro si giova di ottimi signori che Clint conosce bene: F. Marshall e K.Kennedy.
Regia essenzialmente sincera e sintetica.
Voto: 9/10.
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robert eroica
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sabato 3 dicembre 2016
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sully
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“Sully” ha dalla sua la secchezza del racconto classico e un magnifico protagonista, Tom Hanks nella parte di un pilota che salva dalla morte 155 passeggeri ammarando il suo aereo nel fiume Hudson. Clint Eastwood, ormai 87 primavere alle spalle, deve essere rimasto colpito da un eroe quasi normale, o meglio dalla figura dell’uomo comune che si trova a gestire situazioni eccezionali. La formula, a ben vedere, che tanto successo ha donato ad un cineasta come Spielberg che con storie come questa avrebbe fatto la sua degna figura, come fa Eastwood d’altronde. Le sequenze del disastro aereo (che intervengono a metà film, nel ricordo del suo protagonista) sono girate magnificamente e nella loro concitata perfezione, contengono un tasso di angoscia che non è difficile imputare alla bravura tecnica del regista (come il campo lungo dell’aereo fermo nell’acqua, nel silenzio totale e tra la luce rifrangente delle increspature, la scena più indimenticabile di tutte).
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“Sully” ha dalla sua la secchezza del racconto classico e un magnifico protagonista, Tom Hanks nella parte di un pilota che salva dalla morte 155 passeggeri ammarando il suo aereo nel fiume Hudson. Clint Eastwood, ormai 87 primavere alle spalle, deve essere rimasto colpito da un eroe quasi normale, o meglio dalla figura dell’uomo comune che si trova a gestire situazioni eccezionali. La formula, a ben vedere, che tanto successo ha donato ad un cineasta come Spielberg che con storie come questa avrebbe fatto la sua degna figura, come fa Eastwood d’altronde. Le sequenze del disastro aereo (che intervengono a metà film, nel ricordo del suo protagonista) sono girate magnificamente e nella loro concitata perfezione, contengono un tasso di angoscia che non è difficile imputare alla bravura tecnica del regista (come il campo lungo dell’aereo fermo nell’acqua, nel silenzio totale e tra la luce rifrangente delle increspature, la scena più indimenticabile di tutte). Eppure….Eppure anche questo “Sully”, come i precedenti diretti di Clint, “Invictus”, “Jersey Boys”, “Hereafter” e forse anche “American Sniper” appartiene alla traiettoria sicura dei film che seguono il corso del sole. La prospettiva purtroppo solo teorica che “Sully”potesse essere un nuovo capitolo nel viaggio di Clint dentro l’ambiguità del reale (dalle parti di “Gunny”, “Gli spietati” e soprattutto “Mezzanotte nel giardino del bene e del male” uno dei film decisivi del cinema Usa degli anni Novanta) e che si manifesta nei brevi momenti di spaesamento di Sully (che fatica a ricordare e quando ricorda teme di aver fatto un errore anche se non sa bene cosa sia stato…) finisce deludendo e restituendo alla narrazione una certezza granitica sulla capacità dell’”homus americanus” di sapersela cavare meglio di tutti. Tutto si risolve e l’eroe aveva ragione. Come nel ridicolo finale di “Fino a prova contraria” in cui Clint di fatto si suicidava come “autore” scegliendo soluzioni semplicistiche e accomodanti.
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[+] bravo, ed oltretutto.....
(di francesco2)
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gustibus
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sabato 3 dicembre 2016
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come saper fare cinema con arte sopraffina
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Non vorrei essere scandaloso ma qui Eastwood batte la Marvel 1a 0....nessuna polemica ma se con poco (un aereo che atterra nell Hudson salvando 152persone)...il regista sfiora il CAPOLAVORO nella tematica..si puo'ancora fare ottimo CINEMA senza spendere cifre da capogiro..questo FILM ne E'LA prova.Grande CLINT EASTWOOD....BRAVISSIMO come sempre Hancks....un FILM che se sei arrabbiato ti fa uscire dalla sala...con un umore piu'tenero...ecco la bravura del regista!...bravi i produttori marchall e Kennedy a credere alle capacita'di EASTWOOD!....w il buon CINEMA.
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laurence316
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sabato 3 dicembre 2016
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eastwood e il vero eroismo
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Il 36° film di Clint Eastwood, ultraottantenne sempre in forma, Sully arriva subito dopo lo scadente American Sniper e, come quest’ultimo, prende le mosse a partire da un ben nota storia vera. Ma, al contrario, invece, di quest’ultimo riesce ad evitare per gran parte della propria durata le trappole della stanca retorica dei buoni sentimenti, del patetismo e del patriottismo fine a se stessa (anche se finisce per lasciarvi qualche concessione, in particolare nell’ambito delle telefonate con la moglie del protagonista).
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Il 36° film di Clint Eastwood, ultraottantenne sempre in forma, Sully arriva subito dopo lo scadente American Sniper e, come quest’ultimo, prende le mosse a partire da un ben nota storia vera. Ma, al contrario, invece, di quest’ultimo riesce ad evitare per gran parte della propria durata le trappole della stanca retorica dei buoni sentimenti, del patetismo e del patriottismo fine a se stessa (anche se finisce per lasciarvi qualche concessione, in particolare nell’ambito delle telefonate con la moglie del protagonista). Inoltre, sempre in netto contrasto con il precedente American Sniper, afferma (finalmente) che i veri eroi non sono più quelli che sparano alla gente, ma bensì quelli che la salvano. Decisamente un passo avanti.
Grazie alla breve durata, poi, Sully è un film solido e compatto, senza sbavature e mai particolarmente noioso o prolisso. Dei suoi 96 minuti di durata, comunque, le pagine più alte rimangono sicuramente quella dell’ammaraggio sull’Hudson (sequenza straordinaria, grazie anche agli ottimi effetti sonori) e il finale confronto con la commissione della NTSB (acronimo di National Transportation Safety Board, agenzia che si occupa delle indagini in merito agli incidenti che coinvolgono aeroplani, navi, treni, oleodotti e gasdotti), in cui, tra le altre cose, il protagonista enuncia un concetto fondamentale: ovvero che è stato il perfetto lavoro di squadra tra lui, il suo secondo e le hostess, e non (solo) un suo gesto eroico a portare al salvataggio di tutti i 155 passeggeri che quel incredibile giorno del 15 gennaio 2009 si sono trovati a bordo del volo US Airways 1549.
Sully restituisce dunque un’immagine dell’America migliore, quella che ha reso possibile che tutti i suddetti passeggeri venissero tratti in salvo in appena 24 minuti dall’ammaraggio, come giustamente ricordano i titoli di coda (che ospitano anche un montaggio di una riunione dei reali protagonisti della vicenda).
Sostenuto dalla sicura regia di Eastwood, dalle eccellenti interpretazioni degli attori (Hanks magistrale, ma anche Eckhart non lascia a desiderare) e dagli ottimi e funzionali effetti speciali e sonori, Sully è un film riuscito, non un capolavoro, ma un buon dramma biografico come se ne vedono sempre di meno.
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maurizio meres
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sabato 3 dicembre 2016
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un angelo chiamato sully
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Andare al cinema per vedere un film di Clint Eastwood significa che si assisterà ad un capolavoro,è lui il cinema,ogni suo film rimane nella mente dello spettatore per lungo tempo,studia ogni particolare,che al publico può sfuggire ma importante per la completezza del film,ogni soggetto lui lo vive sicuramente nella sua mente immagina come sarà il film prima di scriverlo,come del resto anche altri registi di un certo livello,perché nella sua mente la trama lo deve emozionare,non esiste una scena inutile,in gergo di riempimento,nulla si può cambiare in corsa per qualche difficoltà logistica,deve essere come lui lo immagina.
Se la trama è storia vera come in Sully,studia alla perfezione tutte le testimonianze,entra nella mentalità delle persone riuscendo a percepire ogni emozione,scavando nel profondo dell'essere.
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Andare al cinema per vedere un film di Clint Eastwood significa che si assisterà ad un capolavoro,è lui il cinema,ogni suo film rimane nella mente dello spettatore per lungo tempo,studia ogni particolare,che al publico può sfuggire ma importante per la completezza del film,ogni soggetto lui lo vive sicuramente nella sua mente immagina come sarà il film prima di scriverlo,come del resto anche altri registi di un certo livello,perché nella sua mente la trama lo deve emozionare,non esiste una scena inutile,in gergo di riempimento,nulla si può cambiare in corsa per qualche difficoltà logistica,deve essere come lui lo immagina.
Se la trama è storia vera come in Sully,studia alla perfezione tutte le testimonianze,entra nella mentalità delle persone riuscendo a percepire ogni emozione,scavando nel profondo dell'essere.
Ancora una volta Clint ci fa rivivere un scorcio di vita di un eroe martoriato dalla burocrazia,i suoi eroi sono quelli veri,reali,decisionali al momento giusto,responsabili di ciò che decidono,mettendo in luce la loro vita e soprattutto ciò che sono e quanto valgono,in questo film viene evidenziata la solita contraddizione Americana,prima eroe poi cialtrone è nuovamente eroe,ma comunque un America umana,che sa giudicare,che riconosce i propri errori.
Grande interpretazione di Tom Hanks,perfetto in tutto,studia e si vede il personaggio Sully,lo rende reale attraverso splenditi dialoghi,non è una macchina ma un uomo,preparato a tutto in miscuglio di adrenalina e sentimenti,lo rende addirittura un po' mistico come se fosse un Angelo.
Strutturalmente e un film perfetto,sceneggiatura intensa ed essenziale,fotografia superlativa con inquadrature che rendono le recitazione quasi reali.
Ormai è più di mezzo secolo che Clint è sulla scena regalandoci meravigliosi momenti,mai un film inutile,spazia tra innumerevoli soggetti,e' Americano vero,un grandissimo patriota,leggere la sua biografia significa leggere la storia del cinema.
Per gli amanti del grande cinema è da vedere.
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[+] altro che film di "genere" sui disastri aerei.
(di no_data)
[ - ] altro che film di "genere" sui disastri aerei.
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g_andrini
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sabato 3 dicembre 2016
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buon film
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L'ho trovato piacevole, con Hanks in notevole forma, anche se non mi è sembrato interpretasse un personaggio positivo. Ottima la resa del girato digitale.
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ollipop
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venerdì 2 dicembre 2016
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grande tributo all'uomo e al suo essere eroe
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Compendio di tutta la filmografia di Klint : l'uomo e il suo essere eroe contro una ottusa burocrazia dove dinamiche compiuterizzate e fredde simulazioni tentano di infangare quell'unica scelta che presa in soli 35 secondi significhera' la vita per 155 persone.
Essere eroe non protagonista , ma uomo nel senso piu alto della definizione :uomo il cui compito e' svolgere con responsabilita' il lavoro scelto : routine che improvvisamente puo diventare dramma e dove freddezza equilibrio frutto di anni e anni di esperienza faranno la differenza.
ma tanti sono gli eroi anonimi che concorrono a realizzare il " miracolo dell'Hudson: il copilota , le hostess i soccoriritori , i passeggeri stessi : Eastwood coglie la profondita' d
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Compendio di tutta la filmografia di Klint : l'uomo e il suo essere eroe contro una ottusa burocrazia dove dinamiche compiuterizzate e fredde simulazioni tentano di infangare quell'unica scelta che presa in soli 35 secondi significhera' la vita per 155 persone.
Essere eroe non protagonista , ma uomo nel senso piu alto della definizione :uomo il cui compito e' svolgere con responsabilita' il lavoro scelto : routine che improvvisamente puo diventare dramma e dove freddezza equilibrio frutto di anni e anni di esperienza faranno la differenza.
ma tanti sono gli eroi anonimi che concorrono a realizzare il " miracolo dell'Hudson: il copilota , le hostess i soccoriritori , i passeggeri stessi : Eastwood coglie la profondita' del dramma di Sally : capire se quella e' stata la scelta giusta ma soprattutto convincere una commissione di freddi burocrati : la simulazione degli ultimi istanti del volo nei quali il fattore umano fa inevitabilmente la differenza , restituisce quella dignita al comportamento del pilota e lo assurge a eroe incondizionato con le sue debilezze le sue incertezze ma e soprattutto al suo essere uomo
Splendido film , Tom Hanks splendido interprete : Eastwood ancora una volta da un saggio di cosa significa fare cinema : portare nello schermo la grandezza dell'uomo centralita ideativa intorno alla quale tutto ruota : l'uomo di Eastwood e' un eroe sia in guerra ma anche se necesssario, nel quotidiano; messaggio positivo e universale
anche questa e' l'America piena di contraddizioni ma anche ricca di umanita' quella vera
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[+] tentare di fare solo “il meglio che si può”
(di antonio montefalcone)
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internauta
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venerdì 2 dicembre 2016
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storia di un eroe dei nosri tempi. da vedere.
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Pregevole ricostruzione dei terribili 208 secondi di un volo di linea a New York del 15 gennaio 2009 nei quali un uomo ha realizzato ciò che nessuno riteneva possibile prima: un ammaraggio con un aereo carico e 155 persone a bordo con ZERO vittime e persino pochi contusi.
Realistico, coinvolgente, istruttivo (ora lo sanno davvero tutti che accendere l'APU quando sta per mancare la propulsione è la prima cosa da fare per mantenere attivi gli essenziali ausili informatici all'atterraggio, anche se nella check list della Us Airways era solo al 15° posto), riesce anche a strappare qualche sorriso tra mille emozioni.
Nel film le magistrali interpretazioni di Tom Hanks e Aaron Eckhart passano quasi in secondo piano non appena ci si rende conto che quel che vediamo su un grande schermo è accaduto davvero.
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Pregevole ricostruzione dei terribili 208 secondi di un volo di linea a New York del 15 gennaio 2009 nei quali un uomo ha realizzato ciò che nessuno riteneva possibile prima: un ammaraggio con un aereo carico e 155 persone a bordo con ZERO vittime e persino pochi contusi.
Realistico, coinvolgente, istruttivo (ora lo sanno davvero tutti che accendere l'APU quando sta per mancare la propulsione è la prima cosa da fare per mantenere attivi gli essenziali ausili informatici all'atterraggio, anche se nella check list della Us Airways era solo al 15° posto), riesce anche a strappare qualche sorriso tra mille emozioni.
Nel film le magistrali interpretazioni di Tom Hanks e Aaron Eckhart passano quasi in secondo piano non appena ci si rende conto che quel che vediamo su un grande schermo è accaduto davvero. In lingua inglese, con sottotitoli in italiano. Per tutti. Consigliato.
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nino pell.
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giovedì 1 dicembre 2016
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ricordando l'impresa eroica di chesley sullenberg
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Il film rappresenta il giusto riconoscimento al famoso ex pilota americano Chesley Sullenberg, facendoci ricordare la sua storica impresa avvenuta diversi anni fa di salvare miracolosamente 155 passeggeri sull'aereo della US Airways a causa del contatto con uno stormo di uccelli che colpisce l'aereo e compromette irrimediabilmente i due motori. L'esperto pilota si venne a trovare pertanto in una situazione disperata e praticamente senza via d'uscita,ma grazie al suo formidabile intuito, riuscì a salvare tutti i passeggeri tentando un difficilissimo atterraggio dell'aereo sulle acque dell'Hudson. Il regista Eastwood ci evidenzia in maniera riflessiva tutte le contraddizioni della stampa ed in genere dei mass-media che presero di mira tale evento non sempre in maniera veritiera, costringendo il protagonista della vicenda ad una sorta di forzatura psicologica destinata quasi a tramutarsi in sensi di colpa e insicurezze sulla sua capacità di essere stato un grande pilota.
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Il film rappresenta il giusto riconoscimento al famoso ex pilota americano Chesley Sullenberg, facendoci ricordare la sua storica impresa avvenuta diversi anni fa di salvare miracolosamente 155 passeggeri sull'aereo della US Airways a causa del contatto con uno stormo di uccelli che colpisce l'aereo e compromette irrimediabilmente i due motori. L'esperto pilota si venne a trovare pertanto in una situazione disperata e praticamente senza via d'uscita,ma grazie al suo formidabile intuito, riuscì a salvare tutti i passeggeri tentando un difficilissimo atterraggio dell'aereo sulle acque dell'Hudson. Il regista Eastwood ci evidenzia in maniera riflessiva tutte le contraddizioni della stampa ed in genere dei mass-media che presero di mira tale evento non sempre in maniera veritiera, costringendo il protagonista della vicenda ad una sorta di forzatura psicologica destinata quasi a tramutarsi in sensi di colpa e insicurezze sulla sua capacità di essere stato un grande pilota. Addirittura seguì una vera e propria inchiesta da parte di una commissione competente che cercò in tutti i modi di attribuire a "Sully" la colpa dell'incidente. Ancora una volta l'attore Tom Hanks nel ruolo del protagonista, si dimostra perfetto ed encomiabile. Il film lo ritengo sicuramente degno della filmografia americana che si rispetti pur tuttavia rasentando una pacata essenzialità dell'insieme ed una soffusa ripetitività di alcune sequenze.
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enzo70
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giovedì 1 dicembre 2016
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clint e tom per un intenso omaggio ad un eroe
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Per un cinefilo l’uscita di un film di Clint Eastwood con Tom Hanks come protagonista è una sorta di epifania, la aspetti, pregusti il momento in cui in sala si spegneranno le luci. E ancora una volta esci stordito dalle immagini, dalle emozioni che questo incredibile vecchio americano riesce a regalarti. Un’altra storia vera, anzi in questo caso una storia nota, notissima, quella di Chesley Sullenberger che è riuscito a far ammarare l’aereo in avaria sull’Hudson, salavndo tutti i passeggeri.
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Per un cinefilo l’uscita di un film di Clint Eastwood con Tom Hanks come protagonista è una sorta di epifania, la aspetti, pregusti il momento in cui in sala si spegneranno le luci. E ancora una volta esci stordito dalle immagini, dalle emozioni che questo incredibile vecchio americano riesce a regalarti. Un’altra storia vera, anzi in questo caso una storia nota, notissima, quella di Chesley Sullenberger che è riuscito a far ammarare l’aereo in avaria sull’Hudson, salavndo tutti i passeggeri. Ad interpretare il ruolo di Sully, il diminutivo del pilota, il solito, stratosferico, Tom Hanks, perfetto in un ruolo difficile come quello di un eroe dei giorni nostri che fa dell’equilibrio e del rispetto delle regole il punto di forza. Ma il cinema di Clint Eastwood, tutto il suo lavoro, si basa sulla ricerca dei valori americani;, e la scena madre è quella del soccorso che tutti gli operatori delle varie istituzioni di New York hanno garantito, nel giro di pochi minuti ad uno strano equipaggio di naufraghi di un aereo che galleggiava sul fiume più ripreso del mondo. E allora Sully emoziona anche come intenso, ulteriore, omaggio di Clint Eastwood al suo Paese. Da oggi Sully è al cinema, andateci domani.
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