Robinù

Film 2016 | Documentario +13 92 min.

Anno2016
GenereDocumentario
ProduzioneItalia
Durata92 minuti
Regia diMichele Santoro
Uscitamartedì 6 dicembre 2016
TagDa vedere 2016
DistribuzioneVidea - CDE
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 6 recensioni.

Regia di Michele Santoro. Un film Da vedere 2016 Genere Documentario - Italia, 2016, durata 92 minuti. Uscita cinema martedì 6 dicembre 2016 distribuito da Videa - CDE. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 6 recensioni.

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Basato sui veri volti dei baby-boss della camorra, il documentario ritrae la storia di un intero giovane popolo ridotto a carne da macello.

Robinù è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD su IBS.it. Compralo subito

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Michele Santoro torna al 'giornalismo puro' con un toccante documentario sui baby-killer napoletani e sulla guerra che combattono quotidianamente tra i vicoli.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Un mondo di soldati bambini che imparano a sparare a 15 anni, a 20 sono killer professionisti e talvolta non arrivano ai 30. Michele Santoro li incontra e li fa parlare. Ma non si trovano, come si potrebbe pensare, in qualche area del continente africano. Vivono e combattono una guerra, che è arrivata a contare fino a 80 morti, nelle vie e nei vicoli di Napoli.
Dopo aver visto questo importante e anche toccante documentario viene da pensare che a Michele Santoro abbia fatto un gran bene la pausa sabbatica da talk show in cui settimanalmente doveva inseguire lo spesso non esaltante gioco dei partiti politici aizzando o frenando gli scontri. Ha potuto così tornare al giornalismo puro. Quello, per intenderci, che fa parlare i volti e i gesti e non sovrappone mai, neanche per un secondo, la voce o l'immagine di chi ha pensato e voluto il progetto che è diventato film.
Se non si fosse chiamato "Robinù" (con un riferimento all'appellativo che un padre dà al figlio per sottolinearne comunque la generosità verso i più deboli) avrebbe potuto intitolarsi "A viso aperto". Perché ciò che colpisce è, sin dalle prime inquadrature, che nessuno di coloro che intervengono si nasconde allo sguardo delle telecamere. Ogni frase, ogni gesto, ogni assunzione di responsabilità è esplicita riferibile a chi ne è l'autore. Questo rende ancor più agghiaccianti le testimonianze di baby killer che dichiarano la propria condotta di vita con la naturalezza assoluta che potrebbe avere un loro coetaneo nel descrivere la quotidianità scolastica o l'ultimo videogioco. Il problema qui è che di giocoso non c'è nulla e quando si sentono pronunciare farsi di elogio nei confronti di un giovane boss ucciso come "Insegnava tante cose: insegnava a sparare..." il sangue si raggela.
Chi ha sollevato polemiche pretestuose, utili a finire sulle prime pagine dei giornali, sul presunto rischio di emulazione che la serie tv Gomorra avrebbe potuto suscitare, viene clamorosamente smentito da quanto emerge in questo documentario. Perché nessuno dei baby aspiranti boss mostra di aver avuto bisogno dei personaggi della fiction per desiderare di entrare nel mondo della criminalità più o meno organizzata. Perché si è trattato se non addirittura del liquido amniotico comunque dell'aria che hanno respirato sin da piccoli anche se assistiamo a dichiarazioni di genitori (quando non sono in carcere) che si dicono non conniventi ma certo impotenti ad indirizzarne le vite.
Santoro non manca di far sottolineare ai diretti interessati quanto la pura e semplice opera di detenzione non faccia altro che allontanare chi delinque dalla società per farcelo poi rientrare, a fine pena, più determinato che mai a riconquistare il tempo perduto. Ovviamente non tutti i giovani napoletani appartengono a questo lato oscuro della società (e ce ne viene anche fornito un significativo esempio) ma il grido di allarme che viene lanciato dovrebbe essere ascoltato da chi ha a cuore il futuro dei più giovani e da uno Stato che non può continuare a fare finta di niente per una sorta di quieto vivere che si trasforma sempre più spesso in un inquietante morire.

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ROBINÙ
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 12 dicembre 2016
Nanni

Con il documentario/intervista su un piccolo gruppo di camorristi ancora minorenni, famiglie comprese, Robinù ha il merito di descrivere efficacemente la complessità e la profondità della deriva criminale che coinvolge Napoli e non solo. Vale la pena ricordare che la radice di questa vera emergenza nazionale viene da molto lontano. Di questione meridionale si parla dalla fine dell'ottocento.

lunedì 12 dicembre 2016
MAURIDAL

  ROBINU’   documentario di Michele Santoro  It.  2016 .    Quando una inchiesta giornalistica diventa una vera opera di impegno culturale, capace di incidere sulla  realtà quel tanto che permette alla società tutta di riflettere e di poter agire in conseguenza, allora possiamo affermare che il reportage e il giornalista, o l’autore [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 dicembre 2016
Flyanto

Michele Santoro ha presentato in anteprima, in questi giorni, nelle sale cinematografiche il suo "Robinù", un documentario sulla malavita minorile dei quartieri disagiati della città di Napoli. Come è stato già testimoniato dallo stesso Roberto Saviano nel suo ultimo romanzo "La Paranza dei Bambini", il giornalista salernitano presenta la nuova e contemporanea realtà riguardante la delinquenza minorile [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 dicembre 2016
MAURIDAL

 ROBINU’   documentario di Michele Santoro  It.  2016 .     Quando una inchiesta giornalistica diventa una vera opera di impegno culturale, capace di incidere sulla  realtà quel tanto che permette alla società tutta di riflettere e di poter agire in conseguenza, allora possiamo affermare che il reportage e il giornalista, o l’autore [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 dicembre 2016
enzo70

  Santoro con una sorta di film documentario racconta la storia di alcuni ragazzini ristretti, termine tecnico, tra il carcere minorile di Airola e quello di Poggioreale. Il conduttore televisivo, dice la critica, torna al suo mestiere d’origine, ossia quello del giornalismo d’inchiesta. In realtà di inchiesta c’è ben poco, visto che il film si basa sul [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
mercoledì 7 dicembre 2016
Andrea Chirichelli

Quasi nessun cambiamento nella top ten italiana, che vede in testa Sully, unico film a restare sopra ai 100mila euro, davanti a Animali Fantastici e dove trovarli e Un Natale al Sud. Il "quasi" è dovuto all'esordio al quarto posto di Robinù, il documentario [...]

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