| Titolo originale | Solace |
| Anno | 2015 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Afonso Poyart |
| Attori | Anthony Hopkins, Jeffrey Dean Morgan, Abbie Cornish, Colin Farrell, Matt Gerald Jose Pablo Cantillo, Marley Shelton, Xander Berkeley, Kenny Johnson, Josh Close, Sharon Lawrence, Joshua Close, Janine Turner, Luisa Moraes, Jordan Woods-Robinson, Niyi Oni, Carter Godwin, Autumn Dial, Tara Arroyave, Rey Hernández, Bruce Taylor (II), Frank Brennan, Adam Drescher, Jake Lawson, Keith Ewell, Charles Lawlor, Kresh Novakovic, Michele Torres, David Weiss, Christopher Beanland, Russell Durham Comegys, Adam Boyer. |
| Uscita | giovedì 12 novembre 2015 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,32 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 10 febbraio 2016
Uno psichiatra, ex consulente dell'FBI, torna a lavoro per catturare un serial killer. In Italia al Box Office Premonitions ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,5 milioni di euro e 554 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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L'agente speciale dell'FBI Joe Merriwether non riesce a fare luce su una misteriosa catena di delitti. Ingaggia così un suo ex collaboratore in pensione, il medico psicanalista John Clancy, allo scopo di risolvere il caso. Dotato di particolari capacità sensitive, John si mostra intenzionato a rifiutare l'offerta fin quando capisce che ad essere in pericolo è la giovane Katherine, collega di Joe nella quale egli rivede la figura della figlia, prematuramente scomparsa. Messosi sulle tracce del serial killer, scoprirà ben presto che a leggere il futuro sono entrambi.
Stupisce, in un progetto nato dalla volontà di una coppia di sceneggiatori che rispondono ai nomi di Sean Bailey e Ted Griffin - l'ultimo dei quali vanta nel palmarès lavori scritti in punta di penna come Ocean's Eleven e Il genio della truffa - che il primo anello ad andare fuori giri in questa produzione sia proprio un copione spesso in affanno. Ai numerosi cliché, tra i quali non mancano gli spiegoni saccenti, la retorica ad effetto boomerang di certe sentenze, l'umorismo perfettamente integrato, si aggiungono tessere gratuite (il bullismo, l'HIV) che non alterano un approfondimento psicologico intonato alla fiction più che al grande schermo, a calarsi nel quale il più in equilibrio risulta non a caso Jeffrey Dean Morgan.
Se Colin Farrell, reduce dal pur ottimo The Lobster, veste i panni dell'eminenza grigia con un'interpretazione in pendant, Anthony Hopkins, col suo sguardo artico e l'eredità di Lecter ancora da smaltire, conferma di essere ormai da tempo un grande attore sul viale del tramonto. Convince poco questo atteso incontro-scontro (l'antagonista non apparirà prima del terzo atto) tra le due star dotate di poteri al limite del paranormale, e la responsabilità è anche del brasiliano Afonso Poyart, che dopo l'esordio 2 Coelhos, action super effettato da noi inedito, firma un thriller che cita la Bohème e i versi del gesuita Gerard Manley Hopkins, non lesina lampi estetizzanti di un'Atlanta notturna e calligrafica che guarda da lontano a Michael Mann, si abbandona a superflui movimenti di macchina e aborriti sincretismi da videoarte.
Doveva essere, al momento in cui venne opzionato dalla New Line Cinema, un sequel di Se7en, ma Fincher prudentemente schivò il colpo. È invece il luogo in cui far convergere sacro e profano dietro la lente spuria di un tema caldo come l'eutanasia, la "buona morte" che il protagonista assicura in anticipo ai suoi prescelti, malati terminali in pectore. E anche mettendo da parte la più banale delle domande a cui la storia non si fa carico di rispondere in modo adeguato (perché giocare al gatto e al topo quando si sa in anticipo di essere il topo?), resta la vertigine di un finale che nell'assolvere unicamente alla funzione spettatoriale porta il testo in debito di coerenza, facendo naufragare qualsiasi lettura politica precedentemente ipotecata. Nell'introdurci allo spettacolo con il dettaglio dell'occhio di una della vittime (altro cliché), il film finisce involontariamente per testimoniare l'assenza del proprio sguardo. Perdendo così nel più fallimentare dei modi la propria scommessa: perché chi guarda, ancor prima e ancor più di chi è in scena, ha già previsto tutto.
Un film che varia dal thriller, alla fantascienza al dramma, non c'è molta azione ma non è nemmeno un film cupo. A mio parere si poteva fare molto ma molto meglio..... colin farrell si vede solo nella parte finale del film, con una prestazione buona ma, che poteva farla anche un attore alle prime armi! Per non parlare del finale, nel quale ci si aspettava un colpo di scena per salvare in parte il film, [...] Vai alla recensione »
L'agente FBI Joe e la sua collega Katherine sono in un vicolo cieco: troppi omicidi simili avvenuti in circostanze precise ma difficilmente risolvibili. Per questo Joe cerca l'aiuto dell'ex collega Clancy, medico sensitivo ritiratosi dopo la morte prematura della figlia. Inizialmente riluttante, l'anziano scienziato decide di aiutare gli agenti perché "comprende" che il serial killer ricercato possiede [...] Vai alla recensione »