| Titolo originale | Remember |
| Anno | 2015 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Canada, Germania |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Atom Egoyan |
| Attori | Christopher Plummer, Martin Landau, Bruno Ganz, Jürgen Prochnow, Heinz Lieven Dean Norris, Henry Czerny, Peter DaCunha, Sofia Wells, Duane Murray, Kim Roberts (II), Janet Porter, Stefani Kimber, Amanda Smith (II), Sean Francis, Howard Jerome, T.J. McGibbon, Liza Balkan, Mark Fisher, Michael Koras, Daniel Kash, Patrick Hayes, James Cade, Sugith Varughese, Mary Walsh (III), Brendan Gall, Joyce Rivera, Lory Wainberg, Natalie Krill, Mark Roeder, Johnie Chase, Jessica Moss (II), Juan Carlos Velis, Philip Williams, Natalie Charles, Brendan Hennessey, Kayla Lorette, Jane Spidell, Nneka Elliott, Hazel Gorin, Ken Gorin, Sidney Joseph Shapiro. |
| Uscita | giovedì 4 febbraio 2016 |
| Tag | Da vedere 2015 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,07 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 5 febbraio 2016
Argomenti: Amnesia La zona d'interesse
Zev e Max decidono di dedicare le loro ultime energie per rintracciare il comandante nazista responsabile della morte delle loro famiglie. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office Remember ha incassato 600 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Zev Guttman, ebreo affetto da demenza senile, è ricoverato in una clinica privata con Max, con cui ha condiviso un passato tragico e l'orrore di Auschwitz. Max, costretto sulla sedia a rotelle, chiede a Zev di vendicarli e di vendicare le rispettive famiglie cercando il loro aguzzino, arrivato settant'anni prima in America e riparato sotto falso nome. Confuso dalla senilità ma determinato dal dolore, Zev riemerge dallo smarrimento leggendo la lettera di Max, che pianifica il suo viaggio illustrandone i passaggi. Quattro le identità da verificare, uno il colpo in canna per chiudere una volta per tutte col passato. Tra America e Canada, Zev troverà il suo 'nazista' e con lui una sconvolgente epifania.
C'è stato un tempo (lontano) in cui il nome di Atom Egoyan risuonava come la promessa di un cinema 'deragliante'. Un cinema di resistenza e devianza contro i dettami della società nord-americana e contro quelli dell'industria cinematografica hollywoodiana. Negli ultimi anni invece l'autore canadese, indeciso tra Hollywood e indipendenza, ha faticato a trovare il suo posto, a rintracciare il suo sguardo precursore e la cerebralità glaciale sotto cui coltivava l'emozione e faceva di quell'emozione un vero e proprio campo di tensione. Tuttavia Remember riemerge a sorpresa la sua identità canadese e le sue ambizioni artistiche, infilando, dopo quello di Felicia, un altro viaggio straordinario. Quello di un sopravvissuto alla Shoah che soffre di demenza senile, che vorrebbe vendicare il suo passato, che intraprende il viaggio e dimentica regolarmente perché lo ha intrapreso.
Remember ribadisce gli elementi tipici del cinema di Egoyan, a partire dalla sua attenzione per la struttura (a puzzle o a labirinto). Una struttura che produce un'abile premessa smentita poi dall'epilogo, lasciando lo spettatore solo col suo desiderio di coerenza. Perché una parola e un'immagine interrompono improvvisamente il processo di costruzione di senso, invalidando il lavoro compiuto e innescando un movimento di rivalutazione della vicenda che annuncia qualcosa fino a quel momento impensabile. Impossibile dire meglio e di più senza togliere allo spettatore il piacere frustrante (e frustrato) di una manifestazione inattesa.
Alla maniera di Black Comedy, dove un piano sequenza smascherava il mito di una famiglia perfetta, costringendo il protagonista e lo spettatore a riconsiderare le tracce del passato alla luce di quella rivelazione, Remember sconfessa la propria edificazione narrativa con un arresto secco, un passaggio di segno brutale che introduce un nuovo ordine e configura una nuova inquietante emergenza. La violenza dell'atto di ricomposizione 'uccide' il protagonista di Christopher Plummer e basisce lo spettatore empatico con la ricerca di vendetta. Un regolamento di conti con la Storia e con una storia di 'privazione', che il vapore della doccia, la sirena di una diga, il ringhio di un pastore tedesco, le grida rabbiose di un poliziotto ubriaco, 'rigenerano', giustificano e suggeriscono, perché in relazione di vicinanza con l'esperienza concentrazionaria.
L'indagine estenuante e l'impossibilità di Zev di concedere il proprio perdono al giovane SS, si rovescia di colpo e con un colpo di pistola in un movimento che colpisce duro personaggio e spettatore, precipitando il film in un territorio instabile su cui non è davvero più possibile ricostruire, neppure dolorosamente. In questo scarto ritroviamo la poetica di Egoyan, il suo cinema incentrato quasi sempre su una catastrofe assente, di cui ripercorriamo i brani e di cui conosciamo soltanto lo choc di ritorno. Il trauma su cui i suoi personaggi cercano di riprendere il controllo attraverso una ricerca improntata frequentemente sulle foto o sui video.
Remember, thriller senile sulla Memoria e sulla mostruosità banale del totalitarismo, che ha privato l'uomo della percezione di sé e di tutte le categorie intellettive soggettive, quelle che permettono di discernere e di scegliere con coscienza tra il bene e il male, ritrova l'autore e la strategia dello scarto del suo cinema, lo stravolgimento della percezione e il narcisismo con cui riconciliamo la frattura tra desiderio e identificazione.
Max su di una sedia a rotelle, in una casa di riposo per Ebrei, mette in opera il suo piano, deve trovare la pace dell'anima prima di morire senza pace, I lupi devono essere uccisi; ma come? Usando per esca un lupo malato, plagiato col favore della sua malattia. Non dirò altro sull'esito della caccia scatenata da Max, per non togliere il gusto della visione di questo capolavoro [...] Vai alla recensione »
Era un po' di tempo che Atom Egoyan sembrava distratto, poco propenso a prendersi rischi, lontano dal cinema che lo aveva posto al centro dell'attenzione. Film come Chloe - Tra seduzione e inganno o Fino a prova contraria sono state prove davvero ardue per i critici più vicini al regista canadese, e anche opere più riuscite come The Captive non hanno scaldato gli animi, anzi sono sembrate pellicole sempre più anonime, di un regista che - sia pure sempre attivissimo e pronto a mettersi al lavoro su nuovi progetti - somigliava più a un affidabile "professional" che non a un autore di riferimento. Il che potrebbe anche non essere un male, a patto di dimenticare la prima parte della sua importante filmografia.
La precisione delle annotazioni e la profondità delle figure secondarie fanno di Remember un potente ritratto americano non meno di una suggestiva riflessione sulla memoria della Shoah.
Con Remember i temi della memoria, dell'identità e della trasmissione culturale e affettiva tra generazioni - da tempo al centro della sua riflessione - tornano in auge, e si intrecciano con il nodo della Shoah e del suo ricordo, probabilmente suggerite anche dall'ossessione (ben nota) per il genocidio armeno da parte del regista. Visto che si è già mirabilmente scritto a proposito di come interpretare Remember - ovvero un'opera che utilizza la demenza senile di un uomo dalla memoria fallace, per insegnarci come ricordare - e visto anche che le svolte radicali della trama non possono essere svelate, conviene forse ribaltare la questione, e chiedersi se Remember non sia anche un film sull'America di questi anni.
Seguendo i consigli del suo amico Max, un uomo anziano costretto sulla sedia a rotelle, Zev, settant'anni dopo Auschwitz e a dispetto della sua demenza, scappa da una clinica privata per identificare tra quattro uomini il nazista responsabile della morte della sua famiglia. A partire da una sceneggiatura che crediamo fornita di segnalazioni, e che viceversa conduce dove non ce l'aspettiamo, Atom Egoyan realizza un thriller che procede tra azione e attesa e dimostra (tra le altre cose) fino a che punto la vecchiaia ci trasformi e consumi.
L'agente dell'orrore in una storia sull'orrore appartiene alla realtà, la più comune: la terza età. Sorgente di terrore condivisa per una società che sogna la giovinezza eterna. Più il tempo passa, più la realtà delle atrocità si dissolve.
Una storia semplice che affronta problematiche terribilmente complesse. Così, mentre cerchiamo di sciogliere i nodi dell'intrigo, siamo esortati a interrogarci sulla natura della giustizia, della vendetta, della memoria storica. Cocktail molotov che bilancia materiale infiammabile (Shoah - vendetta - demenza senile - road-movie) ed è fornito di innesco (il protagonista 'avvolto' al collo del passato), Remember viaggia spedito dalle parti di This Must Be the Place, di cui reitera la relazione vittima-carnefice producendo però alla fine uno scarto che resiste al cliché e preserva l'etica.
Perché Remember con una rovesciata narrativa evita in extremis l'ostacolo, l'equivalenza temuta tra l'anziano ebreo che diventa assassino e il nazista che si fa bersaglio. E tutto incredibilmente nel rispetto di un modus operandi che assimila il vendicatore alla sua preda. Una novità e una prodezza in questo contesto. Una novità e una prodezza in questo contesto. Il deficit è colto (soltanto) e agito (pertanto) dalla vera vittima, Max, motore del film bloccato sulla sedia ma animato nello spirito.
Il vecchio ebreo Zev, sopravvissuto allo sterminio nazista, è appena rimasto vedovo che si vede affidare dal coetaneo Max, come lui alloggiato presso una casa per anziani e come lui sopravvissuto all'Olocausto, una lettera contenente le dettagliate istruzioni (infatti Zev soffre di amnesie da demenza senile. Il dato, capirete, è fondamentale) per stanare l'uomo che si nasconde in America facendosi [...] Vai alla recensione »