Forza maggiore

Film 2014 | Drammatico, +16 118 min.

Regia di Ruben Östlund. Un film Da vedere 2014 con Johannes Kuhnke, Lisa Loven Kongsli, Clara Wettergren, Vincent Wettergren. Cast completo Titolo originale: Force Majeure. Genere Drammatico, - Francia, Danimarca, Germania, 2014, durata 118 minuti. Uscita cinema giovedì 7 maggio 2015 distribuito da Teodora Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,02 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 15 settembre 2015

In vacanza in montagna, una famiglia svedese rischia di essere travolta da una valanga. Si salvano, ma le diverse reazioni del padre e della madre aprono una crepa nelle reciproche aspettative. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, ha vinto un premio ai Critics Choice Award, In Italia al Box Office Forza maggiore ha incassato 367 mila euro .

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Consigliato sì!
3,02/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,67
PUBBLICO 2,88
CONSIGLIATO SÌ
Una conferma del talento dello svedese, antropologo dell'assurdo.
Recensione di Marianna Cappi
martedì 20 maggio 2014
Recensione di Marianna Cappi
martedì 20 maggio 2014

Tomas e Ebba sono i genitori di Vera e Harry. Tomas lavora molto, dunque questa vacanza sulle Alpi, hotel di lusso e giornate dedicate allo scii tutti insieme, parte con grandi aspettative. Ma accade un imprevisto. Mentre siedono per pranzo ai tavoli all'aperto di un ristorante panoramico, una valanga si dirige a grande velocità verso di loro e pare destinata a travolgerli. L'istinto di Tomas è quello di mettersi in salvo il più in fretta possibile, l'istinto di Ebba è quello di proteggere i figli ed eventualmente morire con loro. La valanga si arresta prima e i quattro rientrano sani e salvi. Ma qualcosa nella coppia si è incrinato ed è una crepa che è destinata ad aprirsi sempre di più.
Basta questo breve resoconto dell'incipit del film per capire che siamo in presenza di un'ottima idea, che il regista svedese, già autore del notevole Play , sa sfruttare al meglio.
Colpito dai risultati di una serie di ricerche che osservavano un incremento dei divorzi nelle coppie sopravvissute ad un'esperienza fortemente drammatica (un dirottamento o uno tsunami, per esempio), Ostlund raccoglie la suggestione e la trasforma in cinema, innescando un parallelismo tra il percorso inarrestabile di un'emozione e quello del tutto simile di una slavina.
Come nel miglior cinema d'alta montagna, allora, il corpo e la psiche degli attori si muovono in silenziosa corrispondenza con la natura, libera e minacciosa, ma non si pensi ad un film drammatico, perché con Turist si ride moltissimo. Come in una commedia degli equivoci, infatti, il virus che ha colpito Tomas e Ebba si diffonde rapidamente ad intaccare le certezze dei loro ospiti più giovani, modificandosi per adattarsi alle diverse condizioni della loro coppia ed esacerbare i loro specifici non detti.
La trasferta della famiglia svedese nelle montagne francesi è anche l'occasione, per il regista, per guardarsi dall'esterno e criticare il mito della solidarietà scandinava di contro alla legge della giungla dell'individualismo, del dialogo come pratica consolidata di contro agli accessi d'ira o alle scenate d'isteria, e soprattutto del discorso di genere politicamente corretto, per cui le differenze tra uomini e donne sono diventate un argomento curiosamente tabù.
Le lunghe inquadrature a macchina fissa, marchio di fabbrica del regista e dichiarazione aperta di una poetica che aspira a mescolare ironia ed entomologia, si arricchiscono in quest'occasione della potenza evocativa che viene dal paesaggio, dal suo bianco destabilizzante e dalle profondità delle gole, in esterni, ma anche dall'architettura degli interni, tanto moderna quanto a suo modo alienante, e del commento musicale, pensato -non senza divertimento- come una sorta di "destino che bussa alla porta".
Come in Play, il finale è la parte meno sicura e più stiracchiata dell'insieme, ma in generale Turist è una graditissima conferma del talento di Ostlund e del suo cinema dell'assurdo sociale, intelligente e rivelatore.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 10 maggio 2015
Zarar

In un’atmosfera alla Bergman di ‘Scene da un matrimonio’, il regista svedese Ruben Östlund mette in scena un tema psicologicamente forte: quale frattura può generare in una coppia lo scoprire che il tuo partner amato, il tuo eroe, bello, biondo, forte e protettivo,  è  una creatura che di fronte ad un pericolo che sembra mortale,  afferra – [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Alpi francesi, una famigliola svedese in settimana bianca. Hotel di lusso, i cannoni tuonano per controllare le valanghe. Tutto bene, finché un'esplosione non è poi tanto controllata e la valanga sembra travolgere la terrazza su cui Tomas, Ebba e i loro due piccoli stanno pranzando. Attimi di terrore, e due reazioni opposte: Ebba si preoccupa dei figli, Tomas prende guanti, cellulare e scappa via. Vai alla recensione »

winner
miglior film straniero
Critics Choice Award
2015
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