L'arbitro

Film 2013 | Commedia 90 min.

Regia di Paolo Zucca. Un film Da vedere 2013 con Stefano Accorsi, Geppi Cucciari, Jacopo Cullin, Alessio Di Clemente, Marco Messeri. Cast completo Genere Commedia - Italia, Argentina, 2013, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 12 settembre 2013 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 3,13 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un arbitro cerca in tutti i modi di arrivare alla finale che lo consacrerebbe, mentre in Sardegna in terza divisione due squadre si fanno una guerra all'ultimo sangue per la vittoria del campionato. In Italia al Box Office L'arbitro ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 402 mila euro e 120 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,13/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,39
CONSIGLIATO SÌ
Da un corto vincitore del David, Zucca trae un lungo disomogeneo ma sorprendente e originale.
Recensione di Gabriele Niola
mercoledì 28 agosto 2013
Recensione di Gabriele Niola
mercoledì 28 agosto 2013

L'arbitro Cruciani, detto il principe, è un dei fischietti più in vista nel calcio europeo che conta e quest'anno, vista l'assenza italiana nelle fasi finali potrebbe anche arbitrare l'ambita finale che gli spalancherebbe le porte del Fischietto d'Argento. Intanto in Sardegna nella terza divisione una squadra locale comincia a ribaltare la propria sorte e da ultima nel campionato lentamente risale la china grazie al ritorno dall'Argentina del figlio di un compaesano emigrato. L'obiettivo è raggiungere e magari superare la squadra del paese nemico in una zona che pare vivere solo di pastorizia e rivalità calcistica.
Nel 2009 L'arbitro, di Paolo Zucca, vince il premio come miglior corto ai David di Donatello. Nel 2013 L'arbitro, di Paolo Zucca, arriva come lungometraggio alla Mostra di Venezia nella sezione Giornate degli autori. Il regista ha gonfiato la storia in un lungo che funziona da grande prequel, tenendo gli eventi narrati nel corto tutti nell'ultima parte. In questa maniera aver visto o meno il cortometraggio non pregiudica la visione del film ma in un certo senso il prodotto nel suo complesso ne esce sfilacciato.
L'arbitro infatti è dominato da diverse anime che mal si conciliano nè trovano una vera armonia. La storia d'amore, il grottesco felliniano dei volti e dei dialetti, del vento e della recitazione esagerata, unito a quello gretto in stile Ciprì e Maresco, la dimensione estetizzante fornita da un bianco nero pulito e raffinato grazie al quale ogni cielo nero rimanda ai grandi western e ogni controluce disegna sagome perfette, il melodramma accennato delle faide e anche la corruzione sportiva fatta di saune, cattolicesimo, palazzi di potere e convenienze vivono di acuti ma non si amalgamano come dovrebbero. Il film non sembra così un'opera unica ma l'unione di più istanze diverse.
Tuttavia sarebbe miope non notare il talento di Paolo Zucca, regista inventivo e ironico, capace di creare momenti originali su un canovaccio molto abusato dal nostro cinema (le piccole e amabili ridicolaggini della vita provinciale), in grado di disegnare personaggi lontani da ogni epica eppure vicini ad ogni cuore (selezionati con grande abilità di casting), semplicissimi e basilari nella scrittura ma fenomenali nella riuscita filmica. L'arbitro trabocca di invenzioni che parlano molto più della trama: cimiteri da attraversare per giungere ai campetti, cavalli che entrano nei bar per guardare dall'alto verso il basso, allenatori ciechi, superalcolici consumati davanti ai tifosi prima di entrare in campo e molto altro.
Con tutti i suoi difetti L'arbitro è un film che nei suoi momenti migliori trova una potenza non comune, che anche quando si cimenta su un terreno molto usuale, scarta il prevedibile e parla con una voce personale trascendendo la propria trama, riprendendo volti noti (Geppi Cucciari, Stefano Accorsi) in maniere inedite, come corpi che non conosciamo.
Il film di Zucca parla del potere esercitato e di quello subito, riuscendo a farlo molto meglio nel mettere in scena uno sfottò provinciale rispetto a ordire trame nei grandi palazzi del calcio, è più potente e memorabile quando gioca con la musica swing e movenze arbitrali grottesche (la trovata che già animava il corto) che non quando cerca un parallelo tra la corruzione calcistica ad alti livelli e quella politica, vive d'immagini e non di parole.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Quando si gioca a calcio, si sa, gli italiani perdono la testa, anche se si tratta di un piccolo stadio paesano: comportamenti infernali in campo e sulle tribune. Vincitore del David di Donatello e Premio Speciale della Giuria a Clermont-Ferrand. Prodotto dall'Istituto Superiore Etnografico della Sardegna.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 16 settembre 2013
Flyanto

Film dove viene rappresentato il mondo del calcio, sia dal punto di vista di un arbitro professionista, interpretato da Stefano Accorsi, che ambisce ad un avanzamento cospicuo di carriera, sia dal punto di vista di due squadre di dilettanti di un paesino remoto della Sardegna che si sfidano nel corso del loro personale campionato in maniera assai agguerrita.

venerdì 8 agosto 2014
stefano capasso

Due storie che si svolgono parallele, apparentemente molto lontane tra loro, che hanno in comune il calcio. Cruciani è un arbitro emergente; gli manca di arbitrare una finale europea per entrare tra i grandi. In Sardegna una squadra di terza divisione, dopo una serie di sconfitte, col rinforzo di Matzuzi, tornato a casa dall'Argentina, arriva ad un passo dalla vetta.

martedì 4 marzo 2014
catcarlo

La rappresentazione della vita e, soprattutto, della società per interposto calcio (come da frase di Camus in esergo) è materia da maneggiare con cura, essendo a rischio di scivolata nell’ovvio o nel banale. Paolo Zucca accetta la sfida costruendo il suo film d’esordio come una sorta di prequel all’omonimo cortometraggio, girato quattro anni prima e la cui struttura [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 settembre 2018
stockton

film veramente interessante e molto caratteristico, in cui il protagonista in realtà non è l'arbitro Stefano Accorsi ma la ruralità calcistica sarda, unita ad una spigolosa rivalità tra paesi limitrofi.. in questo contesto avviene tutto e il contrario di tutto, arbitraggi che dire faziosi è eufemistico, partite di calcio giocate su campi che l'erba non l'hanno [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 dicembre 2014
stefano bruzzone

 Le disavventure di un arbitro corrotto si intrecciano con quelle di una squadretta di bassa categoria sarda. Un film grottesco e surreale ma vedibile anche se a me è risultato lento e noioso, ma ben costruito, con una fotografia bellissima e tutto girato in bianco e nero. Nel cast, oltre ad Accorsi, Geppy Cucciari brava e divertente. Voto: 6,5

venerdì 13 settembre 2013
rita branca

  L’arbitro, film (2013) di Paolo Zucca con Stefano Accorsi, Geppi Cucciari, Jacopo Cullin, Marco Messeri, Grégoire Estermann, Benito Urgu, Franco Fais, Quirico Manunza, Francesco Pannofino e Alessio Di Clemente   Un bel film in bianco e nero, scelta che aiuta efficacemente  l‘ambientazione nella Sardegna degli anni ’50, offrendo un’idea complessivamente [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 ottobre 2013
pier71

Finalmente qualcosa di inedito nelle sale italiane. E in più di un italiano. Il bianco e nero è veste e non civetteria. Attori in tono, Accorsi bene e Messeri (sempre una sicurezza di classe, perché non lavora il triplo???) su tutti. Unica nota di demerito è Francesco Pannofino. Quanto ancora deve durare questo imbarazzante misunderstanding? Pannofino è un eccellente doppiatore, e non è che sia un [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 settembre 2013
ralphscott

Farsi incuriosire talvolta paga. E' il caso di questo piccolo film che passerà inosservato in pochi giorni di programmazione. L'ho scoperto leggendo la trama,intrigante,e puntando sulle garanzie che assicura un attore che ho sempre amato,qui libero di portare davanti alla telecamera anche la sua notevole fisicità. In sala,giovedì sera,eravamo in tre,ma.

martedì 12 novembre 2013
lofamo

Dispiace che il film, notevole, per originalità e per intensità di alcuni ambienti e protagonisti, per la  rappresentazione dell’animo sardo, per la resa della fotografia, sia passato inosservato, non sia più nei cinema. Segno grave dell’effetto fuorviante  dei cinepanettoni, degli azzaloni e di tante mediocrità  sul gusto degli spettatori che [...] Vai alla recensione »

mercoledì 18 settembre 2013
gigrob

Bellissimo film: originale e pieno di situazioni e riferimenti/rimandi ad altri film capolavoro tipo Amarcord si merita un gran successo speriamo. Complimenti al regista che spero abbia un avvenire fortunato come si merita.

mercoledì 18 settembre 2013
viaggiatore77

Nonostante si parli di calcio in un contesto come quello della Sardegna rurale il film è raffinato; girato in bianco e nero, attraverso un'ottimo studio delle inquadrature e delle luci mantiene l'intensità del colore. "Tutto il calcio è paese", con i pregi e i difetti, che unisce e divide, che s'ispira a grandi principi e si lascia corrompere; forse il tema [...] Vai alla recensione »

sabato 14 settembre 2013
gufetta76

Film in bianco e nero, ma coloratissimo. In uno scenario agro-calcistico due squadre della più bassa categoria duellano all'ultimo sangue per aggiudicarsi il campionato;parallelamente si inserisce la vicenda di un arbitro invischiato in una squallida calciopoli.La fotografia è bella e vivace,il ritmo veloce e divertente, è un'opera un pò da capire ma piacevole nonostante alcuni risvolti [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 settembre 2013
CriRo

Un film piacevole da guardare, con molti spunti da cogliere. La scelta del bianco e nero della pellicola è azzeccata, in quanto dà l'atmosfera un po' nascosta e fredda. Il mondo del calcio e la corruzione a partire dalla categoria "popolare", quando in realtà lo sport dovrebbe essere genuino e solo divertimento.

venerdì 10 ottobre 2014
Juan7

Un film dallo stile originale con una ambientazione più unica che rara, bravi gli attori, belli e divertenti i dialoghi e la musica ti fa venir voglia di alzarsi dal divano ed iniziare a ballare come fa Accorsi nella scena in hotel. Un plauso a Paolo Zucca.

lunedì 30 settembre 2013
Plania

Film curioso, sempre in bilico tra serio e faceto con uno splendido uso del bianco e nero.  Merita certamente più pubblico di quello che avrà!

giovedì 19 settembre 2013
ondaweb

Il film non rispecchia una Sardegna degli anni'50, ma una società reale, sicuramente colarando le storie dei protagonisti, ma sottolineando particolari molto interessanti di molte situazioni del nostro entro terra che rappresentano lo spirito di un popolo molto orgoglioso e testardo. Il film è molto bello e divertente.

Frasi
"Cammini come uno che sta per crossare da un momento all'altro!"
Una frase di Prospero (Benito Urgu)
dal film L'arbitro
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Tutti i generi in un solo film, che prende una serie di volti, stili e luoghi arcinoti, almeno sulla carta, e li rimescola in modo imprevedibile facendone qualcosa di completamente diverso - oltre che molta divertente. È L'arbitro di Paolo Zucca, evento speciale alle Giornate degli Autori e prima bella sorpresa della Mostra, alla vigilia dell'inaugurazione ufficiale.

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

"L'arbitro è solo. L'allenatore è cieco. L'amore no". Dunque? Palla al centro! Il fischietto internazionale Cruciani (Stefano Accorsi) sogna la finale di Champions, ha buone chance, ma chiede aiuto alle persone sbagliate. Parallelamente, nella terza categoria sarda siamo alle solite: lo scalcagnato Atletico Pabarile viene annichilito dal tronfio Montecrastu.

Alessandra De Luca
Avvenire

Una commedia epica e grottesca in bianco e nero sul calcio, tra arbitri corrotti e allenatori ciechi, improbabili goleador, pastori vendicativi e bisbetiche domate. La sfida di realizzare un film su un mondo sommerso dagli scandali, senza però lasciarsi travolgere dall'attualità, l'ha raccolta il regista sardo Paolo Zucca che con L'arbitro, film di apertura de Le giornate degli autori, sviluppa l'omonimo [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Mi sono ascoltato tutte le intercettazioni di Calciopoli, poi ho dimenticato nomi, facce e vicende della realtà, ma sono rimasto sintonizzato su quella musica: la gelatina linguistica dei truffatori che manco sanno più di esserlo". Parola del regista esordiente Paolo Zucca, ecco il fischio d'inizio della 70esima Mostra di Venezia: L'arbitro, in cartellone alle Giornate degli Autori.

Michele Anselmi
Il Secolo XIX

A fare l'arbitro si rischia di brutto. Non che debba finire come in Brasile due mesi fa, dove il ventenne Otavio Jordao da Silva de Catanhede, dopo aver ucciso a coltellate un giocatore appena espulso, a sua volta è stato lapidato, squartato e decapitato dagli spettatori. Squadre di dilettanti, vabbè. Come quelle di "L'arbitro", la commedia di Paolo Zucca scelta da Giorgio Gosetti per pre-inaugurare [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Intrigante lo spunto e insolito il taglio, si può subito dire a proposito di «L'arbitro» scelto per la preapertura delle Giornate degli Autori alla Mostra di Venezia. Sfidando la tradizionale sfortuna toccata in generale, ma soprattutto in Italia ai film che hanno osato prendere di petto il culto futbolista, il quarantunenne Paolo Zucca (che aveva già vinto il David di Donatello con l'omonimo corto [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

In parallelo con la Mostra si sono inaugurate già da ieri le Giornate degli Autori con l'opera prima di Paolo Zucca "L'Arbitro" derivato da un cortometraggio di egual titolo e dello stesso autore premiato nel 2008 con un David di Donatello. Si ambientava in Sardegna, nell'ambiente del calcio minore, e il suo protagonista, come il titolo annunciava, era un arbitro davanti al quale si sarebbe aperta [...] Vai alla recensione »

Gabriella Gallozzi
L'Unità

In attesa della passeggiata spaziale di George Clooney e Sandra Bullock - sarà Gravity stasera ad aprire la Mostra - ieri Venezia numero 70 ha affidato la pre-apertura alla levità di una commedia. Non una di quelle sguaiate dei comici televisivi che in era Mueller fecero gridare allo scandalo i più cinefili. Ma un piccolo e insolito film in bianco e nero, capace di mescolare musical, spaghetti western [...] Vai alla recensione »

Andrea Martini
Quotidiano Nazionale

Il calcio sullo schermo è sempre una scommessa. Se è metafora della guerra, suona falso, anche se vi recita Pelè ("Fuga dalla vittoria"), se è pretesto per la commedia è debole ("Borgorosso" fu uno dei peggior Sordi). Molto meglio buttarla in farsa ma con Banfi allenatore sarebbe stato un tempo davvero difficile arrivare alla Mostra. Che invece è stata "preinaugurata" ieri sera in Sala Grande da "L'arbitro" [...] Vai alla recensione »

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