Sangue

Film 2013 | Documentario 92 min.

Anno2013
GenereDocumentario
ProduzioneItalia, Svizzera
Durata92 minuti
Regia diPippo Delbono
AttoriPippo Delbono, Margherita Delbono, Giovanni Senzani, Anna Fenzi .
MYmonetro 1,84 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Pippo Delbono. Un film con Pippo Delbono, Margherita Delbono, Giovanni Senzani, Anna Fenzi. Genere Documentario - Italia, Svizzera, 2013, durata 92 minuti. - MYmonetro 1,84 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Con una videocamera digitale Delbono riprende la morte della madre e i ricordi di Giovanni Senzani, accomunato a Delbono dalla perdita della moglie. La cornice è L'Aquila e il suo stato di abbandono.

Consigliato no!
1,84/5
MYMOVIES 1,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,67
CONSIGLIATO NO
Pippo Delbono filma la morte della madre e i ricordi di un terrorista, senza freni inibitori.
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 14 agosto 2013
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 14 agosto 2013

Con una videocamera digitale Delbono riprende la morte della madre e i ricordi di Giovanni Senzani, accomunato a Delbono dalla perdita della moglie. La cornice è L'Aquila e il suo stato di abbandono.
Provocazione o urgenza di riportare emozioni? Perseguire un'idea di cinema o tentativo estremo di épater les bourgeois? Guidato dalla telecamerina digitale lo stream of consciousness di Pippo Delbono si lascia andare a elucubrazioni su vita, morte e rivoluzione. Aprendo e chiudendo su L'Aquila e sul suo scempio, Delbono procede in un viaggio parallelo su due vite che si incontrano e si trovano costrette a condividere una perdita lacerante. Una è quella di Pippo, l'altra di Giovanni Senzani, uno dei capi delle BR a cui sono legate le pagine più oscure e tragiche del movimento terrorista. Pippo cerca di recuperare il lato umano di Senzani, ritratto come un senex pieno di ricordi dolorosi, e finisce per smarrire il suo, adottando la discutibile scelta di "filmare la morte". Quella della propria madre, ripresa durante l'agonia e poi in camera mortuaria, con tanto di sottofondo pop. Materia così delicata - quanto si è discusso in letteratura sull'opportunità o meno di filmare la morte? - meriterebbe un sostegno teorico o artistico adeguato che in Delbono, volutamente, manca.
Siamo molto lontani da operazioni come Wenders-Ray di Lampi sull'acqua; le immagini "rubate" al quotidiano e al privato di Delbono, anziché ergersi a paradigma universale della perdita - con la tecnologia come psicopompo -, stabiliscono una pericolosa complicità voyeuristica con lo spettatore e con il suo lato più oscuro, quell'ossessione scopica che non si fermerebbe di fronte a nulla.
Auto-ritrarre il proprio pianto e condividerlo con migliaia di sconosciuti, riprendere sconosciuti morti e condividere anch'essi, violando permessi e volontà altrui. Libertà? o pura licenza? Tutto è presentato sic et simpliciter, cancellando con arroganza qualsivoglia ostacolo morale; e l'ovvietà populista dell'invettiva su L'Aquila non aiuta, anzi aggrava le cose quando supportata da parole in libertà come "bisognerebbe prendere le armi" per esprimere con i fatti la rivolta; specie quando queste si accompagnano alla vicenda Senzani, in un sinistro accostamento. Se oggi come ieri si vive un'altra notte della repubblica, questa passa anche di qui.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 25 gennaio 2014
uncane

La cosa più incredibile di questo film è che è stato girato, montato e distribuito (poco). Comunque proiettato e visto. La domanda è: perché? E' semplicemente inguardabile. La disastrosa qualità di audio e video non sono assolutamente, come in altri casi, supportate o giustificate da uno stile. Il montaggio completa l'orrore, ma fin qui, tutto potrebbe essere motivato da un contenuto.

domenica 26 gennaio 2014
MAURIDAL

 Quando un dolore per una morte, di una persona cara , un figlio, un genitore, un grande amore, si fa insopportabile , allora si può tramutare da sentimento immateriale, in carne e sangue, per dire così che il dolore, oltre che l’animo colpisce il corpo tutto ,fino a consumarlo. Dunque il film “ SANGUE” di Pippo Delbono, attore e drammaturgo, prova a raccontare [...] Vai alla recensione »

domenica 12 gennaio 2014
Riccardo Tavani

  Si dovrebbe guardare al cinema di Pippo Delbono come a un unico spazio poetico-narrativo, fatto di canti, proprio come in un poema. Questo di Sangue è fin qui il canto più scabroso, sia per il tema-girone in cui ci fa scendere, sia per le due figure che ci mette nella carne viva e negli occhi. Il tema di questa cantica è quello della morte.

sabato 25 gennaio 2014
uncane

Ma no, dai. Il poeta dov'è? Un poeta crea qualcosa attraverso cui comunicare un dolore che è suo e che diventa universale. Qui Del Bono non crea nulla, mostra tutto. E non direi che lo fa sulla propria pelle, quanto su quella di sua madre. Un poeta utilizza anche una forma, un'estetica, che lo rende appunto poeta. Perchè questa voglia voyeristica di "reale", di [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Giona A. Nazzaro
Il Manifesto

Esce così, in silenzio, Sangue di Pippo Delbono, nonostante contemporaneamente all'Argentina di Roma vada in scena Orchidee, ultimo spettacolo teatrale del regista e attore che con il film condivide non pochi punti di contatto. Curioso ma prevedibile l'assordante silenzio, per utilizzare una frase fatta, che circonda Sangue di Delbono. Dopo le polemiche isteriche di Locarno il film, uno dei più audaci [...] Vai alla recensione »

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