Corri ragazzo corri

Film 2013 | Drammatico 108 min.

Regia di Pepe Danquart. Un film Da vedere 2013 con Andrzej Tkacz, Jeanette Hain, Rainer Bock, Itay Tiran, Katarzyna Bargielowska. Cast completo Titolo originale: Lauf Junge lauf. Genere Drammatico - Germania, Francia, Polonia, 2013, durata 108 minuti. Uscita cinema lunedì 26 gennaio 2015 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 3,13 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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In Italia al Box Office Corri ragazzo corri ha incassato 302 mila euro .

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Consigliato sì!
3,13/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,25
CONSIGLIATO SÌ
Un film sull'infanzia violata adatto anche agli spettatori più giovani.
Recensione di Marco Chiani
mercoledì 13 novembre 2013
Recensione di Marco Chiani
mercoledì 13 novembre 2013

Fuggito dal ghetto di Varsavia con l'aiuto del padre, Srulik, un bambino ebreo di otto anni, si finge un orfano polacco per scampare alle truppe naziste. Con il nome fittizio di Jurek, tenta in ogni modo di sopravvivere e di essere coraggioso, attraverso la foresta e oltre, in cerca di una casa o di una fattoria dove avere cibo in cambio del proprio lavoro. Sarà anche consegnato ai nazisti, da cui riuscirà fortunosamente a svignarsela, continuando una dolorosa fuga verso la libertà: nel suo cammino, in cui si avvicendano le stagioni, entrerà in contatto con uomini e donne disposti ad aiutarlo oppure decise ad ucciderlo, fino alla fine dell'ostilità bellica.
È la storia di una perdita di identità quella raccontata nel commovente film di Pepe Danquart, un lento e progressivo allontanamento dalle proprie radici compiuto da un bambino che ha giurato al proprio padre di sopravvivere, contro tutto e tutti. Ispirandosi al best seller "Corri ragazzo", corri di Uri Orlev, che racconta la storia vera di Yoram Friedman, il regista fa del suo battagliero protagonista un simbolo della libertà e dell'intelligenza, uniche armi possibili contro l'abominio nazista. La fame di vita di Jurek scorre parallela alla cancellazione del suo passato, del proprio vero nome e della propria religione, lentamente, facendo palpare con mano la sofferenza di non avere diritto ad un posto nel mondo.
Anche in questo, la sua corsa senza sosta può essere vista come una metafora del popolo di Israele, verso il quale alla fine sente di non appartenere più, rimosso, allontanato, fino a quando non riuscirà a realizzare realmente in che modo è cominciato tutto. Col fiato sospeso, nascosto sotto alle tavole di legno di una casa di campagna o fuggendo da un ospedale dove gli è stato amputato un braccio a seguito di un incidente di lavoro, Jurek conosce l'esistenza del bene in persone disposte a rischiare la propria pelle pur di non arrestare la sua sfida ad andare oltre una realtà inconcepibile. Anche da questi incontri deriva forse l'indefessa forza di continuare a lottare.
Vincitore di un Oscar per il cortometraggio Schwarzfahrer (1993), Danquart segue dappresso un'odissea che non può non finire con un ritorno, con buona aderenza visiva al tempo del racconto e attenzione nel mostrare il circostante attraverso gli occhi di un bambino di otto anni: da qui probabilmente alcune, poche, immagini che potrebbero sembrare leziose e in netto contrasto con il tono globale. L'epilogo, dove incontriamo il vero Yoram Friedman, in Israele insieme alla sua famiglia, suggella il tema che, tra i tanti, sta più a cuore al regista. Un film sull'infanzia violata adatto anche agli spettatori più giovani.

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CORRI RAGAZZO CORRI
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 14 luglio 2017
laurence316

Uscito in Italia in occasione della Giornata della Memoria 2015 quale evento speciale, Corri ragazzo corri è un onesto film di informazione e di denuncia, anche se non aggiunge nulla di nuovo al genere a cui appartiene. E' pulito e corretto, non troppo violento, non troppo raccapricciante (nemmeno nelle scene più cruente), un perfetto prodotto per ragazzi, la cui forza è [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 febbraio 2015
Sabrina Lanzillotti

 1942, Polonia. Srulik, un bambino ebreo di circa nove anni, riesce a scappare dal ghetto di Varsavia con l’aiuto di suo padre. Costretto a separarsi dai genitori e dai fratelli, si finge un orfano polacco per evitare la cattura da parte delle truppe naziste. Cambiato il suo nome in Jurek, il ragazzino sarà costretto a vivere nei boschi i tre anni che lo separano dalla guerra, [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 agosto 2017
Ennio

Molto scarso. Definirlo film per ragazzi è un offesa per la categoria ragazzi. Generalizzazione buoni/cattivi in chiave fumettistica, i buoni sono anche tutti belli e i tedeschi sono tutti brutti e cattivi. E' stupefacente come 70 anni dopo si possa ancora banalizzare in modo così volgare un segmento di storia tragico e potente come l'Olocausto e la seconda guerra mondiale. [...] Vai alla recensione »

domenica 21 febbraio 2016
enzo70

Il tema della shoà è sempre più ricorrente nella produzione cinematografica internazionale; e a fronte di una offerta vastissima, il rischio di omologazione è, comunque, alto. Ottimo il soggetto di Pepe Danquart che ci offre un angolo visuale diverso, la storia di un bambino ebro, Srulik, con un’interpretazione da manuale del giovanissimo Andrzej Tkacz, che riesce [...] Vai alla recensione »

sabato 30 gennaio 2016
giuseppetoro

Film sulle atrocità dei tedeschi durante la guerra mondiale..bello e commovente

martedì 27 gennaio 2015
no_data

Buon film seppur romanzato, adatto anche per un pubblico di adolescenti.

Frasi
"Io non sono ebreo!"
Jurek (Andrzej Tkacz)
dal film Corri ragazzo corri - a cura di Enrico&Beatrice
NEWS
NEWS
lunedì 26 gennaio 2015
Giancarlo Zappoli

"È più arduo onorare la memoria dei senza nome che non delle grandi personalità. La costruzione storica è devota a dar memoria ai senza nome". Così scriveva il filosofo e scrittore tedesco di origine ebraica Walter Benjamin.

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