| Titolo originale | Vous n'avez encore rien vu |
| Titolo internazionale | You Ain't Seen Nothin' Yet |
| Anno | 2012 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia |
| Durata | 115 minuti |
| Regia di | Alain Resnais |
| Attori | Lambert Wilson, Mathieu Amalric, Michel Piccoli, Anne Consigny, Sabine Azéma Hippolyte Girardot, Denis Podalydès, Pierre Arditi, Michel Robin, Anny Duperey, Jean-Noël Brouté, Gèrard Lartigau, Andrzej Seweryn, Jean-Chrétien Sibertin-Blanc, Michel Vuillermoz, Vimala Pons, Sylvain Dieuaide, Fulvia Collongues, Vincent Chatraix, Jean-Christophe Folly, Vladimir Consigny, Laurent Ménoret, Lyn Thibault, Gabriel Dufay. |
| Tag | Da vedere 2012 |
| MYmonetro | 3,30 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 novembre 2025
Il film del maestro Alain Resnais ispirato alla pièce del 1941 "Eurydice", di Jean Anouil.
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CONSIGLIATO SÌ
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Il regista e autore teatrale Antoine D'Anthac è morto, lasciando disposizione di convocare assieme gli attori che hanno recitato per lui in "Euridice", per partecipare alla lettura delle sue volontà. Quello che domanda loro è di guardare la versione della pièce che la compagnie della Colombe ha ideato e per la quale chiede il permesso di riportare il testo in scena. Vuole sapere se, secondo loro, parlare su un palcoscenico di vita, d'amore, di morte e d'amore oltre la morte ha ancora un senso.
Alain Resnais ha tante anime e in questo lavoro non si ritrova quella del documentarista ma soprattutto quella del montatore e del fotografo che "trucca" le immagini. Bricoleur come sempre e sempre di più, Resnais rende sinonimi il trompe l'oeil e il coup de théâtre e si serve della letteratura come di un grande pannello di sfondo sul quale attaccare e tagliare le immagini, spostare e duplicare i suoni, alternare gli attori. Perché la possibilità di un'alternativa è il grande tema del suo cinema: un cinema che non dimentica mai di essere innanzitutto linguaggio, con una grammatica -fondata sulla comparazione ("e") e sull'opposizione ("o")- che ad ogni analisi riserva nuovi numeri di magia.
Vous n'avez encore rien vu non è il miglior Resnais, ma è ancora una volta la prova che il maestro francese non conosce la vecchiaia professionale e sperimenta più di molti debuttanti.
Rispetto alle ultime commedie, il coro di Resnais intona questa volta una sinfonia più triste e cupa, che a tratti riporta alla mente A proposito di tutte queste...signore di Bergman, per la teatralità e la solennità dell'impianto. Ma in questo lavoro c'è senza dubbio meno ironia e una richiesta più esigente di messa in gioco da parte dei suoi tanti attori, qui oggetto di un'esplicita dichiarazione di fedeltà e di apprezzamento (il confronto è anche con i giovani della pièce nella pièce).
I testi di riferimento sono "Eurydice" e "Cher Antoine", due opere teatrali di Jean Anouilh che Lurent Herbiet ha accorpato e sceneggiato. Mentre la seconda fa sostanzialmente da cornice, la rappresentazione del mito tragico e romantico di Orfeo e Euridice riempie il tempo del film in un lungo braccio di ferro non violento tra cinema e teatro, che esclude lo spettatore meno appassionato. Dentro una scenografia irreale che funge da Limbo, gli attori in girotondo acchiappano al volo i personaggi che sono stati e li riportano in vita per poi riperderli, come Orfeo perde Euridice, scambiandosi anche con i giovani della compagnia e costruendo così una scatola cinese. L'unico che non si ripete mai è Alain Resnais.
Il cinema salverà il teatro? Un prestigioso regista teatrale, Antoine d'Anthac, in occasione della sua morte - forse suicidio per amore di un'attrice molto più giovane di lui chiama a raccolta nella sua «villa neopalladiana di montagna» tutti gli amici attori, giovani e anziani, che hanno lavorato con lui nel corso degli anni e, in un testamento video in bianco e nero, mostra loro un suo dramma, Euridyce, [...] Vai alla recensione »