Ti ho cercata in tutti i necrologi

Film 2012 | Thriller 90 min.

Regia di Giancarlo Giannini. Un film con Giancarlo Giannini, F. Murray Abraham, Silvia De Santis, Jeffrey R. Smith, Jonathan Malen. Cast completo Genere Thriller - Italia, 2012, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 30 maggio 2013 distribuito da Bolero Film. - MYmonetro 1,57 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un tassista dopo un brutto incidente, tenta di ripartire da zero, emigrando in Canada. In Italia al Box Office Ti ho cercata in tutti i necrologi ha incassato 29,8 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
1,57/5
MYMOVIES 1,50
CRITICA 2,00
PUBBLICO 1,20
CONSIGLIATO NO
Un film ambizioso, colmo di citazioni, che non ha paura di essere eccessivo e disturbante.
Recensione di Dario Zonta
Recensione di Dario Zonta

Nikita, da buon italiano tuttofare, è stato molte cose nella vita, anche un detective. Ora, però, misteriosamente emigrato in Canada, per vivere guida un carro funebre. Nelle mani il volante, in testa un sogno: comprare una luccicante Mercedes nera. Per cogliere l'oggetto del suo desiderio, la sera con gli amici dell'esercizio funebre, si esercita a poker, dimostrando di essere bravo. Un giorno, durante un funerale, incontra un uomo misterioso e facoltoso, amico del defunto. Tra lui e Nikita scatta una simpatia e l'uomo, scoperto il sogno della Mercedes, lo invita a un tavolo da gioco di quelli che contano. Nikita si butta, sembra vincere e poi perde tutto. Per ripagare il debito, i facoltosi, dopo aver tirato giù la "maschera", gli offrono di essere la preda di una caccia all'uomo. Lui fugge nel bosco, loro lo inseguono con i fucili. Se riesce a sopravvivere per venti minuti, il debito sarà saldato. Nikita non solo ce la fa, ma ci prende anche gusto, e sfida per soldi i potenti con il fucile ad altre caccie. Sempre più vicino alla morte, Nikita attrae anche l'amore di una ragazza creduta fatale.
Giancarlo Giannini torna alla regia dopo il suo esordio in Terno secco e lo fa con un film tanto ambizioso quanto stralunato, difficilmente collocabile all'interno di una specifica esperienza cinematografica che non sia quella di un attore poliedrico ed eccentrico, amante del cinema e delle sue proprietà mimetiche. Il film è pervaso di citazioni, a partire dal nome del suo protagonista, Nikita, e di omaggi ai maestri del cinema, a cominciare da John Huston. E chissà, forse un soggetto così particolare (la caccia all'uomo) avrebbe davvero potuto incuriosire il cacciatore Huston.
Giannini ha inseguito questo progetto cinematografico per molti anni, facendone quasi un'ossessione, e tali sono state le difficoltà, che s'è inventato anche produttore, pur di realizzarlo. Il risultato è tutto nella visione eccentrica del regista e interprete Giannini, che riversa nel film la libertà del suo sguardo intrepido senza preoccuparsi di essere eccessivo, strampalato e disturbante.

Sei d'accordo con Dario Zonta?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

2ª regia dopo Ternosecco (1987) per Giannini. Qui fa Nikita, conduttore di carri funebri, esperto e fortunato giocatore di poker. Una partita in una villa nei dintorni di Toronto gli cambia la vita. Per pagare un forte debito di gioco è costretto ad accettare una caccia all'uomo. Sopravvissuto, entra in una nuova dimensione esistenziale con paura e follia: il desiderio di essere cacciato. Drammatico, teso, solo in piccola parte è in linea con il suo titolo spiritoso e originale. Sceneggiatura di Luca D'Alisera. Fotografia di Giovanni Fiore Coltellacci. Montaggio, determinante, di Roberto Perpignani. Musica di Adriano De Santis. Distribuito da Bolero Film.

Tutte le recensioni de ilMorandini
CONSULTALO SUBITO
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 3 giugno 2013
Flyanto

 Scrivi Film in cui si racconta di un anziano guidatore di carri funebri, interpretato da Giancarlo Giannini, che vive emigrato in Canada e con la passione per il gioco delle carte per il quale si trova spesso a frequentare vari tavoli dove a volte vince, a volte perde. Nel corso, una sera, di una grossa perdita da parte sua di denaro, non potendo egli far fronte a all'ingente ammanco, gli [...] Vai alla recensione »

domenica 9 giugno 2013
one_more_moment

un film che puzza di vecchio... l'idea non è niente di che, anche se, sceneggiata a dovere, poteva condurre a qualcosa di almeno decente. mentre il film è sviluppato in modo confuso e superficiale. tanti clichè. praticamente lo sono tutti i personaggi, compreso lui. certo il protagonista è tenuto a galla dal mestiere di giannini.

martedì 25 aprile 2017
Mattgan

Molte le cose che mi lasciano perplesso. Pressoché impossibile trovare una chiave di lettura, in un pomeriggio credo sia stata scritta la trama (forse da un bambino di 9/10 anni).La recitazione è nulla, la regia pietosa(Giannini si crede un mago e vuole mostrarlo con continue riprese agli specchi, da nausea). Sconsigliatissimo, è solo tempo perso 

sabato 19 luglio 2014
astromelia

giannini sempre più in simbiosi con al pacino del quale ne è doppiatore,sembra in questo film emulare il grande al nelle pose e nella recitazione,ma il risultato è un bailamme di scene,frasi,situazioni surreali che non portano ad una buona interpretazione da parte dello spettatore,almeno io non ho afferrato appieno il senso,magari andrebbe rivisto,ma comunque non lascia il segno.

lunedì 24 marzo 2014
Barolo

Da un grande attore come Giannini mi aspettavo molto di più, soprattutto perchè qui è in doppia veste di regista e interprete. Il film è decisamente deludente, il tema trattato è ambiguo e incerto, tra l'ossessione per il gioco e l'attrazione per la morte,(andarsi a leggere sull'argomento "Anatomia della distruttività di E.Fromm) ma non viene sviluppato con chiarezza e completezza.

lunedì 24 marzo 2014
Barolo

Da un grande attore come Giannini mi aspettavo molto di più, soprattutto perchè qui è in doppia veste di regista e interprete. Il film è decisamente deludente, il tema trattato è ambiguo e incerto, tra l'ossessione per il gioco e l'attrazione per la morte,(andarsi a leggere sull'argomento "Anatomia della distruttività di E.Fromm) ma non viene sviluppato con chiarezza e completezza.

martedì 4 giugno 2013
pressa catozzo

Gentile Giannini, lei non ha amici perchè se li avesse non l'avrebbero mai consigliata di fare questo film. Neanche sufficiente per farsi una pennica. Ma non le conveniva godersi la sua pensione senza rovinare produttori che avrebbero potuto realizzare film che almeno gli avrebbero fatto rientrare dei soldi investiti. Non essendoci più la pellicola il suo film non è neanche [...] Vai alla recensione »

martedì 4 giugno 2013
pressa catozzo

Scusate l'errore di scrittura, la fretta cattiva consigliera. Intendevo (LI AVREBBERO FATTI RIENTRARE e non GLI) Comunque il film resta una porcheria.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Nella Toronto Toronto contemporanea, il destino dell'ex taxista immigrato Nikita (Giannini) è sconvolto da una perdita a poker. I creditori gli propongono l'estinzione del debito attraverso una sorta di "caccia all'uomo" con fucile per 20 minuti, dove la preda è lui: la sopravvivenza equivale al risanamento dei conti. Nikita ne esce vincitore ma anche vittima di una specie Sindrome di Stoccolma rispetto [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

In realtà Ti ho cercata in tutti i necrologi (titolo derivato da una battuta contenuta nel film) non è la prima regia di Giancarlo Giannini. Si era già cimentato, nel 1987, con Ternosecco. Giannini, dalla lunga e ricca carriera di attore di una generazione schiacciata dalla pesantezza e dalla meritata intramontabilità di quella precedente, e dunque tanto più ammirevole, è uno di quegli attori che spinti [...] Vai alla recensione »

Alex Stellino
Il Giornale

È emigrato in Canada il maturo necroforo Nikita, tassista sul carro funebre. Conosce un tale Braque (F. Murray Abraham) che l'invita al tavolo d apoker. Dove perde 35mila dollari. Come sdebitarsi? Facendo da bersaglio notturno a sei ricconi armati di fucile. Venti minuti per salvarsi e ritenersi in pari. Giancarlo Giannini, che dirige se stesso, è bravo ma poco credibile, se a settant'anni saltabecca [...] Vai alla recensione »

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