Il figlio dell'altra

Film 2012 | Drammatico, +13 105 min.

Titolo originaleLe Fils de l'Autre
Anno2012
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia
Durata105 minuti
Regia diLorraine Lévy
AttoriEmmanuelle Devos, Pascal Elbé, Jules Sitruk, Mehdi Dehbi, Areen Omari, Khalifa Natour Mahmud Shalaby, Bruno Podalydès, Ezra Dagan.
Uscitagiovedì 14 marzo 2013
TagDa vedere 2012
DistribuzioneTeodora Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,20 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Lorraine Lévy. Un film Da vedere 2012 con Emmanuelle Devos, Pascal Elbé, Jules Sitruk, Mehdi Dehbi, Areen Omari, Khalifa Natour. Cast completo Titolo originale: Le Fils de l'Autre. Genere Drammatico, - Francia, 2012, durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 14 marzo 2013 distribuito da Teodora Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,20 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un'opera emozionante che affronta temi di drammatica attualità cercando le risposte nel cuore della gente comune e affidandole speranze per il futuro alle donne e alle nuove generazioni. In Italia al Box Office Il figlio dell'altra ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 292 mila euro e 94,1 mila euro nel primo weekend.

Il figlio dell'altra è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD su IBS.it. Compralo subito

Consigliato sì!
3,20/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,88
PUBBLICO 3,93
CONSIGLIATO SÌ
Un film di soglie e di confini, che riflette sulla stratificazione complessa dei rancori accumulati dalla Storia.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 10 marzo 2013
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 10 marzo 2013

Joseph Silberg è un ragazzo israeliano che vive spensierato i suoi pochi anni e il suo sogno di scrivere canzoni, da cui lo separa il servizio di leva obbligatoria nell'esercito. Figlio di un'ufficiale e di una dottoressa che lo amano incondizionatamente, scopre durante la visita militare che il suo gruppo sanguigno non è compatibile con quello dei genitori. Scambiato diciotto anni prima con Yacine Al Bezaaz, palestinese dei territori occupati della Cisgiordania, Joseph è sconvolto e confuso. La rivelazione getta nel caos le rispettive famiglie che provano a incontrarsi e accorciare le distanze culturali. Ma le 'questioni politiche' hanno la meglio sul buon senso e sui padri, che finiscono per rinfacciarsi in salotto il dolore dei rispettivi popoli. Rifugiatisi in giardino, Joseph e Yacine provano a interrogarsi sulla loro identità e sul loro destino. I loro incontri si faranno sempre più frequenti, fino a quando non decideranno di entrare l'uno nella famiglia dell'altro, frequentando la vita che avrebbero dovuto vivere e rientrando in quella che gli è capitato di vivere.
Privilegiando un equilibrio (anche estetico) politicamente corretto, Il figlio dell'altra sceglie la forma del dramma familiare per raccontare la questione israelo-palestinese. Diretto da Lorraine Lévy, francese di origine ebraica, Il figlio dell'altra è un film di soglie e di confini, che riflette sulla stratificazione complessa dei rancori accumulati dalla Storia. Scambiando letteralmente le esistenze di due bambini, la regista produce l'occasione, per occupati e occupanti, di osservare, vedere e magari anche capire l'altro, uscendo dal cul de sac in cui il mondo pare essersi infilato. Ebreo cresciuto da palestinesi Yacine, palestinese cresciuto da israeliani Joseph, i due giovani protagonisti vivono al di là e al di qua di un confine odioso, alimentato dalla paranoia e dai pregiudizi che ogni divisione, muro o recinto porta con sé.
Di quel confine, Il figlio dell'altra dice pure e sinceramente l'inalienabile necessità, raccontando l'intimità, la tradizione, la casa, la terra, la speranza. Il film della Lévy conduce il conflitto e la convivenza tra israeliani e palestinesi, mai privi di lotte e di lutti, a una dimensione quotidiana e privata, provando a cogliere l'essenza e insieme l'universalità dell'infinita vicenda mediorientale. Le idee sono allora veicolate dai personaggi, che interpretano con grande sensibilità la complessità di due punti di vista, le contraddizioni di uno stato di cose, il dolore e la resistenza a immedesimarsi nell'altro. Se i padri dei giovani protagonisti sembrano irriducibili a qualsiasi apertura, almeno nei loro primi incontri, le madri colgono veramente l'opportunità nello scambio e accolgono il figlio dell'altra (il figlio biologico cresciuto dall'altra), indicando l'amore come possibile via di uscita da una condizione paradossale. In mezzo ci sono due ragazzi che gettano il cuore al di là dell'ostacolo e di una riga tracciata idealmente su una carta geografica. Nella realtà quella linea si traduce in un check point, una barra che interrompe una strada, che separa due popoli, che determina due destini.
Da una parte i territori occupati dall'esercito israeliano, dall'altra Israele, da una parte gli ebrei, dall'altra gli arabi, da una parte un ritorno alla propria terra, dall'altra una conquista della propria terra. Una duplice versione che ha condotto alla tragedia. Tragedia che Joseph e Yacine possono correggere, vivendo al meglio la vita dell'altro.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Alla visita di leva obbligatoria, Joseph, un giovane israeliano, scopre che il suo gruppo sanguigno non è compatibile con quello dei genitori. Si scopre che alla nascita è stato scambiato con Yacine, palestinese dei territori occupati della Cisgiordania. La notizia sconvolge le due famiglie che decidono di incontrarsi, ma le differenze culturali e politiche scatenano uno scontro. I due giovani ne restano fuori, cominciano a frequentarsi e decidono di entrare uno nella famiglia dell'altro. Il tema dello scambio in culla - non nuovo e spesso adoperato per commedie e film leggeri - è qui usato per affrontare il conflitto, che continua ad apparire inconciliabile ancora oggi, raccontandolo in modo diretto e asciutto, ma con una potenziale speranza per il futuro: se i due padri si rivelano irriducibili nelle loro posizioni culturali, politiche e sociali, i giovani appaiono più aperti e possibilisti, ma sono le donne, le due madri, ad accettare "l'altro", il nemico, attraverso l'amore. "Un finale dove i due protagonisti si interrogano sul loro futuro per un film che pone tante domande lasciando a chi guarda il compito di immaginare le risposte" (P. Mereghetti). Distribuito da Teodora Film.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 18 marzo 2013
M.Barenghi

Il film racconta la storia di due famiglie il cui figlio, ormai quasi ventenne, è stato scambiato per errore il giorno dopo  la nascita. Solo che le due famiglie APPARTENGONO  ai due schieramenti nemici per antonomasia: israeliano e palestinese. Sono quindi stati cresciuti con un'identità culturale fortissima e molto radicata, che prevede per lo meno l'odio [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 giugno 2015
sergio dal maso

Due ragazzi diciottenni, Joseph e Yacine, e due famiglie, una israeliana e l’altra palestinese. Vivono a pochi chilometri di distanza ma, probabilmente, non si incontreranno mai perché tra di loro c’è un muro. O meglio, ce ne sono molti. Muri e barriere materiali, come quello imponente che divide Israele dai territori occupati della Cisgiordiania o i numerosi checkpoint presidiati [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 marzo 2013
angelo umana

Dev’essere raggelante scoprire che il figlio allevato per oltre 20 anni non è il proprio figlio biologico ma “Il figlio di un’altra” e per il ragazzo apprendere che quei genitori non sono i suoi naturali, perché se quella notte del 23/1/1991, in piena guerra del Golfo, i neonati non fossero stati scambiati per errore nell’ospedale di Haifa, “per te sarei un perfetto sconosciuto”.

sabato 16 marzo 2013
renato volpone

Israele e Palestina, due mondi separati che si odiano, una notte di bombardamenti nel 1991, due bambini nascono e, per errore nell'agitazione del momento, vengono scambiati nella culla. A quasi 18 anni d'età. a causa di una visita medica e delle analisi del sangue, ormai ragazzi, scoprono prima l'imponderabile e poi la verità.

venerdì 22 marzo 2013
donni romani

Joseph ha diciotto anni, vive in Israele, ama suonare la chitarra, portare i capelli come il giovane Dylan ed è in procinto di partire per fare il militare, orgoglioso figlio di un colonnello dell'esercito. Ma durante i controlli medici un'irregolarità sul gruppo sanguigno insospettisce la famiglia, quel ragazzo che hanno cresciuto con amore non è il loro figlio, è stato scambiato all'Ospedale di Haifa [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 marzo 2013
Flyanto

Film in cui si racconta della sconvolgente scoperta da parte di due famiglie della non appartenenza di quello che esse reputavano a tutti gli effetti essere il proprio figlio naturale e delle conseguenti ed ovvie problematiche che sorgeranno da questa critica situazione. Lo scambio dei due bambini, avvenuto in ospedale dopo un improvviso bombardamento nella giornata subito dopo quella del parto delle [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 aprile 2015
Nanni

L’appartenere  ad una comunità, la maggior parte delle volte, è deciso  dalla casualità. La condivisione delle scelte  della comunità di appartenenza dovrebbe  rispondere a criteri politici, mentre , invece, sembra che risponda più ad un bisogno, diciamo così, antropologico. E’ il mero, rassicurante ed anestetizzante appartenere [...] Vai alla recensione »

martedì 27 gennaio 2015
Filippo Catani

Durante dei bombardamenti presso l'ospedale di Haifa, il figlio di una coppia israeliana viene scambiato con quello di una famiglia palestinese. Una volta svolte le analisi per entrare a fare il militare, il ragazzo israeliano scoprirà che i suoi non sono i genitori biologici. Le due famiglie decideranno allora di provare a conoscersi. Questo dramma familiare osserva da vicino quanto sta [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 dicembre 2013
kondor17

Sullo sfondo dell'eterno conflitto israelo-palestinese, due famiglie delle sponde opposte si trovano catapultate  in un problema apparentemente irrisolvibile. Durante la visita di leva, infatti, i medici notano che Joseph ha un gruppo sanguigno incompatibile con quello dei genitori; le autorità devono pertanto prescrivere la prova del dna, per stabilirne le origini.

venerdì 1 novembre 2013
rampante

Joseph Silberg è un ragazzo israeliano, vive spensierato i suoi 18 anni in attesa del servizio di leva obbligatorio, ama suonare e da grande vuole fare il cantante. Per entrare in Aviazione fa gli esami del sangue, qualcosa non quadra e presto scopre la verità.  Quando è nato nel 1991,   in piena guerra  del Golfo, l'ospedale di Haifa venne evacuato perch&egrav [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 marzo 2013
Marco Michielis

Una delle questioni storiche più attuali e drammatiche del nostro tempo, ovvero il conflitto israelo-palestinese, trattata con intelligenza, garbo, sensibilità, e tanta perizia. Lo scambio avvenuto tra i due neonati nella culla non è motivo di alcun tipo di tragedia, e causa sì un dolore, ma un dolore che è comune e che quindi diventa mezzo di avvicinamento, di condivisone, e perchè no, nell'intimità [...] Vai alla recensione »

sabato 16 marzo 2013
Marco P.

Film capolavoro se non altro per l'argomento che tratta e il modo in cui lo tratta. Film low budget ma quando hai una storia i soldi sono superflui. Film da far vedere nelle scuole medie e spiegare il perchè questi 2 (1??) popoli si odiano. complimenti!!!!

venerdì 15 marzo 2013
Alex2044

All' epoca mi sono dimenticato le stelle .

giovedì 6 dicembre 2012
Alex2044

Un film convincente. Ben diretto. Ben interpretato. Profondo e maturo. Palestinesi e Israeliani si possono incontrare. Quando c'è l'amore il buon senso può vincere. P.S. Le donne in questo film dimostrano ancora una volta di essere la parte forte di una coppia.

lunedì 18 marzo 2013
FabioFeli

Il figlio dell’altra di Lorraine Lévy Joseph (Jules Setruk) è un giovane israeliano che sta passando la visita di leva. E’ preoccupato perché le analisi del sangue rivelano che “fuma” e teme che vengano a saperlo la madre Orith (Emmanuelle Devos) e soprattutto il padre Alon (Pascal Elbé), colonnello dell’esercito israeliano.

sabato 30 marzo 2013
AldoT

Bellissimo film quello della Levy, intenso mai retorico. E' un viaggio dentro la natura umana attraverso paesaggi emotivi di varie sfumature. Le certezze che la biologia e la religione sembrano avere vengono messe in discussione in modo palesemente naturale di fronte all'istinto materno, all'amicizia e all'amore profondo tra gli esseri umani.

venerdì 22 marzo 2013
astromelia

film con la F maiuscola...ce ne fossero di pellicole come questa....ottimo

mercoledì 20 marzo 2013
ralphscott

Un film ben fatto,delicato e sobrio. Una lezione di civiltà buona per tutti. Bravi attori,credibili ,intensi. Anche le bimbe sembrano cercar subito il feeling,l'integrazione. La scena più bella é forse il contatto tra Yacine e la sua vera madre,quando lui le raccoglie la frutta e lei gli stringe le mani. E Joseph osserva l'inevitabile.

martedì 19 marzo 2013
Gianni Quilici

Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Ho vissuto questo film nel timore che finisse male, perché i contrasti tra i due popoli, palestinesi e israeliani, sono così lacerati dalla storia, dagli orrori e dalle ingiustizie  che il loro superamento può sembrare soltanto volontaristico. [...] Vai alla recensione »

domenica 31 marzo 2013
cinefilo63

Ieri sera ho visto questo film: una autentica perla, racconto-pretesto che ha dato il via ad una riflessione amara sui conflitti umani, sulla loro stupidita' e sulla violenza e sofferenza che generano, un film emozionante che mi ha lasciato molta tristezza dentro, capace di emozionare e di commuovere, con degli attori bravissimi. Un bravo alla regista che veramente ha costruito un piccolo capolavoro. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 aprile 2013
giovanni moi

Il figlio dell’altra i Lorraine Levy Due ragazzi che hanno in comune il fatto di essere nati nello stesso giorno. Che conducono vite parallele divisi dal muro che separa la Cisgiordania e lo Stato di Israele, una barriera che non è solo materiale ma che denota astio, odio, incomunicabilità.  Ci sono già abbastanza elementi per un confronto fra due mondi che si guardano [...] Vai alla recensione »

domenica 17 marzo 2013
LorenzoPUD

Non servono tanti fatti, colpi di scena, scene mozzafiato per rendere grande un film. A volte bastano, "soltanto", una trama originale e realistica, una interpretazione perfetta da parte di tutti gli attori ed un'ambientazione che ti porta direttamente sul posto dove è ambientato il film. Chi va a vedere "La figlia dell'altro" passa due ore rapito dalle emozioni [...] Vai alla recensione »

sabato 6 aprile 2013
amos5

Se vedi questo film e non ti piacera' , passa da me e ti ripago il biglietto .Questo è il mio slogan per dire quando si puo andare a vedere un film con la certezza di non uscire delusi. E' il caso di questo delicato,commovente,Film , che aiuta anche a capire cose spesso sconosciute.Vai se non ti piacera' passa da me ciao.

giovedì 4 aprile 2013
lincefrancy72

ll film “il figlio dell’altra” di Lorraine Lévy parla di un tema ricorrente nella letteratura e nel cinema, lo scambio di due neonati nella culla. Questa volta, però, c’è una novità, la vicenda narrata è ambientata in un territorio che da sempre due popoli si contendono: da un lato ci sono gli Israeliani e dall’altro i Palestinesi, separati da un muro “della vergogna”.

lunedì 1 aprile 2013
LauraVale

lunedì 1 aprile 2013
clacoz

Un film che narrra la storia di due ragazzi scambiati per errore alla nascita e cresciuti  in due famiglie diverse, in due culture diverse, forse opposte. Uno è israeliano l'altro palestinese. Un film che dà speranza e che in fondo svela l'assurdità di un odio così radicato tra due popolazioni. Da non perdere.

giovedì 14 novembre 2013
homer52

 Scoprire d'aver invertito i neonati è evidentemente drammatico, ma se a tutto ciò si aggiunge il conflitto fra ebrei e palestinesi la situazione può diventare "esplosiva".Invece nel film è privilegiato l'aspetto umano degli affetti e delle emozioni e la sensazione che se ne ricava è che, in fondo, servirebbe ben poco per risolvere i grandi [...] Vai alla recensione »

sabato 22 giugno 2013
derriev

Da un'idea intrigante, come nucleo della vicenda, una storia però scontata, anche nel raffronto con la potenzialità del soggetto. La trama: una famiglia ebrea ed una araba, palestinesi, si scambiano i rispettivi figli in fasce. Il riconoscimento del fatto e l'accettazione, saranno una dura prova per entrambe, e per i ragazzi stessi che scopriranno, ognuno, di essere il nemico... [...] Vai alla recensione »

mercoledì 1 maggio 2013
Karlove

Il dramma palestinese è giocato nel film senza accentuazioni ideologiche, ma con inquadrature che gridano da sole: un MURO: di quà Tel Aviv "piena di luci e di colori", di là villaggi senza forma, e costretti nella miseria. Essendo cattolico io venero i padri ebrei che ci hanno portato l'autore della vita. Amo la sapienza ebraica, condivido il dolore per la Shoah, [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 aprile 2013
Andrea Polidoro

Ho visto stasera questo disvelarsi per me di un ancor più forte sentimento di vicinanza con i popoli d'Israele e Palestina: ognuno rivendica le proprie ragioni storico-politiche ma alla fine vince la fratellanza. La sottigliezza della visione di due fratelli che si scoprono tali ma da madri diverse e invertite possiede la sensibile riconoscenza verso la necessità di una pace e il riconoscimento dei [...] Vai alla recensione »

martedì 9 aprile 2013
pressa catozzo

Mi ha conquistato. felice di averlo visto. Mi ha aiutato a crompendere che l'odio non porta da nessuna parte.

sabato 23 marzo 2013
Stefania Muzio (Fefy)

A poca distanza dalle votazioni in Israele (22 gennaio) per il rinnovo del Parlamento, dove gli Israeliani sono stati chiamati a eleggere i membri della knesset, l’assemblea nazionale, e la discesa in campo di un nuovo e recente partito di centro, Yesh Atid (Esiste Un Futuro), guidato dal giovane Yaïr Lapid che diventa la seconda forza politica del Paese, ecco un altro film.

Frasi
"Sai cos'ho pensato quando ho saputo che la mia vita doveva essere la tua? Ho pensato: ora che l'ho cominciata questa vita, devo ricucire perchè tu sia fiero di me, e per te che vivi la mia vita, Joseph, è lo stesso. Non la sprecare"
Una frase di Yacine (Mehdi Dehbi)
dal film Il figlio dell'altra - a cura di Kesio
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

La questione israelo-palestinese, tra dissidio e indispensabile riconciliazione: «La donna è il futuro dell'uomo, quando le donne si alleano possono spingere gli uomini a essere migliori» dice la regista, sorella dello scrittore Marc Levy. Sono due, in realtà, i figli «dell'altra», l'uno a Tel Aviv scopre durante la visita di leva di non essere il naturale di un colonnello e della moglie medico, l'altro, [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Ci sono film che rischiano a ogni passo di finire ostaggio del loro soggetto. Succede quando il cinema prende di petto la realtà con tutte le sue contraddizioni anziché renderla più leggibile seguendo le leggi di questo o quel genere, commedia, thriller, melodramma, eccetera. Quando poi qualcuno porta la macchina da presa in Medio Oriente, i rischi diventano altissimi.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Centrale fin dal Medioevo nel folklore europeo, il motivo del «figlio scambiato» rispecchia ancestrali angosce materne e spietati giochi dinastici; oppure eventuali crisi di identità come nel film di Lorraine Levy, regista ebrea parigina, dove il tema si carica di una valenza assai complessa che attiene alla sfera religioso/storico/ideologica oltre che familiare.

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Joseph, un ragazzo israeliano, fa gli esami del sangue per entrare in Aviazione. Qualcosa non quadra, però. Infatti, la verità viene presto a galla. Da piccolo, causa bombardamento, fu scambiato, in culla, con Yacine, figlio di due palestinesi che, in realtà, sono i suoi genitori. Il desiderio di conoscere le vere reciproche famiglie sigillerà un'amicizia «impossibile», tra i due, abbattendo il muro [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Un paio d'anni fa il Guardian pubblicò un lungo articolo firmato Ahmed Masoud. Una storia di bombardamenti e di culle, di documentari televisivi e di una prova del Dna considerata inutile: se fino a 17 anni cresci in una famiglia con 5 sorelle e 6 fratelli, è difficile rimettere tutto in discussione per un dubbio, sia pure atroce. In tv andava in onda un documentario sui neonati frettolosamente trasferiti [...] Vai alla recensione »

Jean-Baptiste Morain
Les Inrockuptibles

Ecco un film che parte da un buon sentimento, di tutto rispetto, e ovviamente condiviso: la speranza di pace tra Israele e Palestina. Ma come diceva Gide, con i buoni sentimenti non si fa letteratura. Tutto comincia come in La vita è un lungo fiume tranquillo: una coppia israeliana e una coppia palestinese scoprono che i loro figli sono stati scambiati nel caos di un bombardamento, diciotto anni prima. [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Il figlio dell'Altra nel titolo originale francese ha l'«a» maiuscola. E non è solo un dettaglio «lessicale» perché l' «altra» a cui si fa riferimento è qualcosa di più che una persona. È un mondo, una cultura, un nemico, qualcuno che ha distrutto la tua vita, la tua terra, i tuoi legami, qualcuno che ti insegnano a odiare o a temere. Siamo in Israele, Joseph ha diciotto anni e una testa piena di riccioli. [...] Vai alla recensione »

Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Non è mai facile essere se stessi nella vita, specie quando non sappiamo veramente chi siamo. È quello che accade in "Il figlio dell'altra", che si insinua nella conflittualità arabo-israeliana con l'escamotage narrativo più spiazzante. Per un banale controllo medico alla visita militare, due genitori di Tel Aviv scoprono che il loro figlio israeliano in realtà è stato scambiato frettolosamente, durante [...] Vai alla recensione »

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