Alì ha gli occhi azzurri

Film 2012 | Drammatico 100 min.

Regia di Claudio Giovannesi. Un film Da vedere 2012 con Nader Sarhan, Stefano Rabatti, Brigitte Apruzzesi, Marian Valenti Adrian. Genere Drammatico - Italia, 2012, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 15 novembre 2012 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 3,02 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia di un'amicizia difficile tra due adolescenti, Stefano e Nader. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello e Il film è stato premiato a Roma Film Festival. In Italia al Box Office Alì ha gli occhi azzurri ha incassato 49,3 mila euro .

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Consigliato sì!
3,02/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,43
PUBBLICO 3,13
CONSIGLIATO SÌ
Un film commosso e lirico tenuto saldamente al terreno da un piglio rigoroso e politico.
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 10 novembre 2012
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 10 novembre 2012

Nader ha sedici anni e una fidanzata italiana invisa ai genitori e alla legge islamica. Ma a lui, figlio della seconda generazione, non importa niente delle 'tradizioni', delle proibizioni, delle preghiere in Moschea, quello che desidera veramente lo prende subito, rapinando una drogheria, accoltellando un coetaneo, comprando una fedina e giurando eterno amore sulle note di Gigi d'Alessio. Condivide la sua boria, i suoi pochi anni e i tanti danni con Stefano, compagno di scuola e di ventura, mollato dalla fidanzatina e ostinato a riprendersela. Per amor proprio, non per amore. Rincasato ancora una volta dopo la mezzanotte, Nader viene lasciato fuori e invitato dalla madre a riflettere sulla sua condotta. Una notte che diventa giorno e giorni consumati tra la periferia e la città, lungo il Lido di Ostia, dentro la metropolitana, fuori sulla spiaggia, sfuggendo quattro rumeni incazzati a cui ha ferito il figlio, dipanando contraddizioni e 'chiedendo asilo' tra le lacrime a un'innamorata che non sorride più.
Muovendo dalla Profezia di Pier Paolo Pasolini, Claudio Giovannesi richiama fin dal titolo l'Alì del poeta, quel sottoproletariato di cui rimpiangeva l'innocenza perduta dentro un'invisibile rivoluzione conformistica. Nader gli occhi li ha neri e nascosti dietro lenti azzurre che alterano lo sguardo in bilico tra due età e due culture, quella egiziana e quella italiana. Dopo averlo documentato nel terzo episodio di Fratelli d'Italia, documentario sull'adolescenza 'esotica', Giovannesi mette in scena Nader, trasformandolo in un personaggio e declinandolo in un percorso formativo lungo una settimana. Sette giorni per cercare un'identità e una tregua, se non una risoluzione, al conflitto tra la cultura islamica e quella occidentale, sette giorni per crescere provando ad assumerle entrambe, trasformando la duplicità in ricchezza.
Ma il regista romano fa di più che pedinare un adolescente e scrivere per lui una storia d'amore contrastata di quelle predilette dal cinema italiano, che quando racconta il sentimento non può fare a meno di evocare tradimenti, adulteri, gelosie e strepiti. Alì ha gli occhi azzurri sposta di senso e di valore la crisi dell'adolescenza, in direzione di uno smarrimento universale prodotto dall'omologazione culturale e dalla mutazione antropologica, evitando il didascalismo sociologico e l'assoluzione compassionevole. Nader è figlio dei nuovi poveri, è il nuovo ragazzo di vita che abita le (stesse) periferie squallide che ridestano appetiti bestiali e ambizioni borghesi. Nader è "il barbaro imborghesito", nato dagli emigranti approdati alle 'nostre terre' dai loro paesi lontani, che pratica apatico la cultura diffusa del godimento pulsionale, chiuso su se stesso, monadico e sterile. Giovannesi, attraverso un film commosso e lirico tenuto saldamente al terreno da un piglio rigoroso e politico, svolge la vita di un ragazzo che riconosce i mostri che stanno anche dentro, dichiarando guerra a una parte di sé, rimandando (forse per sempre) un piatto di minestra e il ritorno al focolare domestico e genitoriale, incapace di nutrire correttamente il conflitto e di trasmettere la potenza generativa del desiderio. Nello sguardo di Giovannesi c'è l'orgoglio che il cinema sa dare ai suoi personaggi quando li sente veri e quando sa che il loro ruolo non si esaurisce dentro lo schermo, ma diventa necessario nel mondo che ricomincia dopo la fine del film.

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ALÌ HA GLI OCCHI AZZURRI
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 23 novembre 2012
juvent

Alì mette le lenti azzurre, un modo per mediare con il mondo e provarlo a vedere con più colori (non sono nero, come la sua famiglia). E' un film d'attualità che descrivere la realtà di oggi, con ragazzi lasciati da soli, non capiti, e non aiutati (nessuno li viene incontro). Parte con una scena di mare, con lui e il suo amico, assieme..si chiuderà con una scena sempre al mare, ma separati.

martedì 27 novembre 2012
pepito1948

Alì dagli occhi azzurri /uno dei tanti figli dei figli/scenderà da Algeri/su navi a vela e a remi/Saranno con lui migliaia di uomini/coi corpicini e gli occhi/di poveri cani dei padri/…Sbarcheranno a Crotone o a Palmi/a milioni, vestiti di stracci asiatici/ e di camicie americane..”/. Sembra incredibile come, a distanza di 50 anni, la profezia di Pasolini, a parte qualche [...] Vai alla recensione »

sabato 2 febbraio 2013
adrisan

Finalmente sono riuscito a vedere questo film dopo averlo cercato per tanto tempo, quasi un mese, visto come è stato malamente trattato dalla distribuzione. Scrivo questo perchè è l'aspetto più irritante e ingiusto: i film italiani di giovani autori meritano molto più rispetto diamine! Il film è come me lo aspettavo, meno bello di un sentito documentario [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2013
rita branca

  Alì ha gli occhi azzurri, film (2012) di Claudio Giovannesi con Nader Sarhan, Stefano Rabatti, Brigitte Apruzzesi, Marian Valenti Adrian   Bellissimo film che narra con notevole sensibilità il complesso processo di adattamento di una famiglia di cultura araba residente in Italia ai giorni nostri. Insieme al tema principale vengono anche toccati quello della solidarietà [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 novembre 2012
Flyanto

Film in cui viene raccontata la settimana di vicende di due amici, uno italiano ed uno egiziano ma nato ad Ostia, divisa tra furti, relazioni sentimentali, discussioni familiari e fughe da casa. Questa pellicola, raccontando in maniera assai realistica ed asciutta appunto la vita giornaliera dei due protagonisti, si presenta un pò come un documentario  o, per lo meno, come un' inchiesta [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 luglio 2013
gianleo67

Nader è un ragazzo di origini egiziane ma nato e cresciuto a Roma, che trascorre le sue giornate insieme all'amico e compagno di scuola Stefano tra scorribande in motorino sul lungomare di Ostia, la relazione con una ragazza italiana osteggiata dalla propria famiglia di fervente credo islamico e la ribelle insofferenza di un'età di passaggio tra l'attaccamento alle proprie [...] Vai alla recensione »

domenica 25 novembre 2012
Andrea Lade

Sullo sfondo del Lungomare di Ostia e sui binari della Ferrovia Roma- Lido (la futura Liena E??) il disagio di un ragazzo musulmano e dei suoi amici di sangue tra emarginazione, povertà e malavita. Film pieno di stereotipi sul bullismo romano e sull'immigrazione, ma recitato in modo egregio. Ma parliamo un po’ della trama. Nader , un sedicenne musulmano , residente con la sua famiglia [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 dicembre 2012
renato volpone

Claudio Giovannesi allontanandosi dal documentario perde di grinta e cade nei luoghi comuni. Molto bravo nel girare "Fratelli d'Italia", un film coraggioso che raccontava di tre ragazzi immigrati di "seconda generazione", con Alì si allontana dalla realtà e, costruendo la sceneggiatura, nella storia ci mette tutto, ma davvero tutto ciò che riguarda [...] Vai alla recensione »

lunedì 26 novembre 2012
alfo_ramos

Film decisamente scadente. Scontata la trama, poco incisive le scene, assolutamente non coinvolgente. Gli “occhi azzurri” del titolo sono assolutamente poco significativi nel contesto. Mezzo di occidentalizzazione per il protagonista sì, l’idea poteva essere anche carina ma così esposta poco chiara e poco incisiva. Bravino il protagonista.

lunedì 19 novembre 2012
pressa catozzo

La cinepresa utilizzata come un pennello, ottima storia dei giorni d'oggi. Difficile l'integrazione se le religioni la fanno da padrone. Ostia non è le Baillieu francese, ma un certo degrado lo si respira. In questo quartiere hanno transitato cileni , russi , nigeriani, albanesi , romeni . Nessuna integrazione è come il bianco e il nero mischiandoli dovrebbe venire fuori il grigio. [...] Vai alla recensione »

domenica 18 novembre 2012
AldoT

Un film che ti prende per mano e ti conduce senza forzature in un mondo di conflitti interiori causati dallo scontro tra abitudini appartenenti a due mondi solo in apparenza lontani. L'adolescenza dei protagonisti diventa una lente di ingrandimento che esalta i conflitti vissuti gettandoli ai confini del buon senso. L'epilogo del film ci porta in una rapida successione di azioni che ci fanno comprendere [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 novembre 2012
Gabriele Marolda

"Se ne parlerà a lungo" afferma il Messaggero; "Uno dei migliori film del 2012" dichiara L'Unità. Con queste premesse pensavo di dover vedere un capolavoro del cinema italiano, ma sono rimasto un po' deluso, forse non l'ho capito appieno. Con molta attenzione e capacità narrativa non comune il regista romano ci fa partecipi delle difficoltà [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 settembre 2013
Matteo Manganelli

Ahhh, ma allora il cinema indipendente italiano esiste, ed è anche valido! Questo film, nella sua ovvia imperfezione, causata più dal basso budget che dal cast o dalla crew, si distingue tra varie produzioni italiane per 4 punti di forza, che vado ad elencare: 1) attori giovanissimi e bravissimi, 10 volte superiori a 3/4 di quelli che recitano nelle "grandi" produzioni [...] Vai alla recensione »

sabato 16 marzo 2013
pensierocivile

Un continuo inseguimento, la macchina da prese insegue i(l) protagonista, il protagonista insegue sè stesso, insegue la vita, la vita adulta, perchè la giovinezza deve azzannare il mondo. La regia sta sulle spalle del ragazzo a tutto tondo, nel momento degli scontri religiosi con la famiglia, nelle piccole rapine al supermercato, nelle discoteche di mattina, nelle risse e i contrasti [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
lunedì 5 novembre 2012
Simona Previti

Alì ha gli occhi azzurri è il secondo lungometraggio di Claudio Giovannesi, giovane autore che si era già fatto notare dalla critica per il suo documentario Fratelli d'Italia (vincitore come miglior documentario al Festival di Roma nel 2009). Il film, selezionato in concorso al prossimo Festival del cinema di Roma, sembra ripartire proprio dal quel doc, e dal quel personaggio così forte che aveva catturato l'occhio della sua telecamera: Nader, 16 anni, egiziano, condivide con Stefano suo coetaneo e con Brigitte, la sua ragazza, italiani entrambi, contestazione ai valori della famiglia e vita per [...]

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Marco Muller lo ha caldamente raccomandato, in un articolo uscito sul Messaggero. Non si dovrebbe fare: il film era in concorso al Festival di Roma, e in altre manifestazioni internazionali l'ultima cosa che un direttore fa è spendersi o giudicare in anticipo un titolo in gara, anche in un articolo sul tema "Roma nel cinema". Se succede, gli altri registi in concorso protestano (ecco perché siamo lontani [...] Vai alla recensione »

Vanja Luksic
Le Soir

Premiato due volte al Festival internazionale del film di Roma, il film di Claudio Giovannesi è stato uno dei più belli della deludente manifestazione. Sicuramente il più emozionante tra quelli in concorso. Non sapendo che Nader Sarhan, il giovane egiziano nato a Ostia, i suoi genitori, la sua fidanzatina e l'amico del cuore erano già stati protagonisti di un documentario di Giovannesi (Fratelli d'Italia, [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
Pubblico

Alì ha gli occhi azzurri. Si parla delle lenti a contatto azzurre di un musulmano che si sente italiano, si parla di uno dei momenti di scrittura più alta di Pier Paolo Pasolini. A volte, raramente in Italia, un titolo è parte integrante dell'opera, ha un significato forte che non si può scindere dal racconto. Questo è il caso. Così, infatti, è per il lavoro di Claudio Giovannesi, premio della giuria [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Stefano è di Ostia, Nader anche, ma di famiglia egiziana. Hanno l6 anni, sono compagni di classe e migliori amici. La quotidianità è scandita da schermaglie tra gang, diserzioni scolastiche e i primi amori. Soprattutto Nader, che s'innamora della coetanea Brigitte. Nulla va liscio come dovrebbe, però: la famiglia mussulmana del ragazzo si oppone alla relazione e Nader se ne va di casa per non rinunciare [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Prende il titolo da una frase «...dietro ai loro Alì dagli occhi azzurri...», tratta dai versi di Profezia di Pasolini. Ma per raccontare la settimana brava del sedicenne egiziano Nader - che ha gli occhi azzurri grazie alle lenti a contatto - il regista Claudio Giovannesi ha scelto una strada opposta a quella visionaria e ispirata del poeta friuliano, puntando alla Zavattini sul pedinamento della [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Il riferimento a Pier Paolo Pasolini e ai suoi ragazzi di vita è evidente fin dal titolo, che echeggia la poesia pasoliniana Alì dagli occhi azzurri. Però il vero nome del protagonista, un sedicenne egiziano la cui famiglia si è trapiantata a Roma, è Nader e il colore degli occhi, lui, se lo cambia con le lenti a contatto. Le sue giornate passano in compagnia dell'amico Stefano, tra una rapina, il [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ecco il millesimo autore che si crede Pasolini. Nella Roma delle borgate i sedicenni Nader (egiziano, ma parla come Totti) e Stefano fanno piccole rapine, hanno il coltello facile e vanno a scuola. L'egiziano è sottotitoiato, perché il romanesco no? Tre voti in meno per l'inutile scena di sesso orale: del tutto gratuita. Anche se costa dieci euro. Da Il Giornale, 15 novembre 2012

winner
miglior opera prima
Roma Film Festival
2012
winner
premio speciale della giuria
Roma Film Festival
2012
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