Silvio Forever

Film 2011 | Documentario 85 min.

Anno2011
GenereDocumentario
ProduzioneItalia
Durata85 minuti
Regia diRoberto Faenza, Filippo Macelloni
Uscitavenerdì 25 marzo 2011
DistribuzioneLucky Red
MYmonetro 2,46 su 36 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Roberto Faenza, Filippo Macelloni. Un film Genere Documentario - Italia, 2011, durata 85 minuti. Uscita cinema venerdì 25 marzo 2011 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 2,46 su 36 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Al di là dei meriti e dei demeriti, Silvio Berlusconi è indubbiamente uno strepitoso personaggio della commedia dell'arte. In Italia al Box Office Silvio Forever ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 377 mila euro e 182 mila euro nel primo weekend.

Silvio Forever è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD su IBS.it. Compralo subito

Consigliato nì!
2,46/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,20
PUBBLICO 2,77
CONSIGLIATO NÌ
L'avvincente ritratto di un paese che vuole restare scugnizzo. Forever..
Recensione di Peter Gomez
giovedì 24 marzo 2011
Recensione di Peter Gomez
giovedì 24 marzo 2011

Se non lo voti, alla fine ti viene quasi voglia di votarlo. Se lo voti, alla fine ti chiedi perché lo hai fatto. È un film strano Silvio Forever, di Roberto Faenza e Filippo Macelloni, scritto da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. È una pellicola bellissima quando, per la viva voce del suo unico protagonista - a tratti originale, a tratti doppiata alla perfezione da Neri Marcorè sulla base di dichiarazioni autentiche - ti racconta la parabola del grande venditore. Del "più grande piazzista che ci sia al mondo", come lo ha definito Indro Montanelli.
Diventa invece un'opera incompiuta quando il film affronta l'altra faccia del magico Silvio. Quella più oscura del grande compratore che, nei fatti, il film affronta solo quando narra il singolare rapporto tra il presidente del Consiglio e le donne. Certo, nella pellicola di Faenza è proprio Berlusconi a rivelare: "Il mio segreto è lo charme. I meccanismi per sedurre una donna o per conquistare il consenso in politica sono gli stessi". Lasciando così pensare, allo spettatore più malizioso, che quello è un paragone ad alto rischio. Visto che nel buio della sala sfilano le immagini di Ruby e le altre, mentre il sonoro ti regala gli audio dei nastri della escort barese Patrizia D'Addario intenta a parlare con lui del "lettone di Putin".
Ma, decidere di non spiegare che dietro alla conquista della Mondadori ci sono anche le mazzette versate a un giudice, o chiudere il capitolo Cosa Nostra con le immagini del premier che difende Dell'Utri e attacca i magistrati, alla fine significa immortalare un cavaliere dimezzato. Ovvio, Marco Travaglio, davanti a Daniele Luttazzi, sostiene che nei forzieri del giovane Berlusconi entrarono capitali di ignota provenienza. E alla fine risulta più convincente di Silvio che nega e, parlando di sé in prima o terza persona, assicura di avere un'altezza nella media, per poi raccontare di quando da piccolo salvò la sorella, di quando andava a mungere le vacche ottenendo in cambio il burro, o vendeva i compiti in classe ai compagni, versando regolarmente in beneficenza quanto ricevuto.
Ma proprio perché il film, come ripetono gli autori, non vuole essere "un film politico", avrebbe forse dovuto avere - a tratti - un maggior rigore documentaristico. Berlusconi è un personaggio complesso. Che va narrato in tutte sue sfaccettature. Per questo le piccole omissioni (dove sono i fratelli della Loggia P2? dove sono i finanzieri che andarono a lavorare per lui dopo le verifiche fiscali nelle sue aziende?) rischiano di trasformarlo, semplicemente, in una simpaticissima canaglia.
Le immagini di repertorio, le interviste dimenticate, il filmati recuperati anche su youtube o da emittenti estere, servono insomma per ribadire quello che anche chi gli è amico non nega più: Berlusconi vende sogni. Le voci contrarie, pur presenti nel film, non bastano invece per raccontare la sua capacità di fare acquisti. Anche di persone. Così alla fine Silvio Forever, più che una biografia non autorizzata di un potente uomo politico, diventa l'avvincente ritratto di un paese, l'Italia, che vuole per sempre restare scugnizzo. Un paese furbo, intelligente, spregiudicato. Ma irrimediabilmente piccolo.

Sei d'accordo con Peter Gomez?
Un montaggio ordinato per spiegarci, ancora una volta, chi è Berlusconi.
Recensione di Marianna Cappi

Il più bravo, il più simpatico, bella voce, bel torace, generoso, capacità di sintesi, ottimo chef. Nonché "il miglior presidente del consiglio che l'Italia abbia mai avuto", e "il maggior perseguitato dalla magistratura di tutte le epoche in tutto il mondo". Così si presenta Silvio Berlusconi nell'autobiografia non autorizzata che Faenza e Macelloni hanno montato per lui (non come destinatario, è chiaro), con i materiali di repertorio che certo non mancano e con l'accortezza di non alterare alcuna dichiarazione, ma solo di affidarle all'imitazione di Neri Marcoré, laddove l'audio non era pulito abbastanza.
Dalle mitizzate origini povere durante la guerra ai successi incredibili (alcuni dicono "sospetti") come costruttore e poi editore, fino alla discesa in politica perché "debbo andare a difendere i miei interessi", Berlusconi appare come un personaggio unico nel suo genere. Alzi la mano chi non lo sapeva. Sì, perché il problemone del documentario Silvio forever è proprio che la sua sostanza è storia nota, letteralmente quotidiana. Una storia che è sempre stata fatta di immagini (nota è pure la forma, dunque) e che è stata riproposta ai nostri occhi come un mantra, per istigarci all'idolatria, e alla quale, dunque, il montaggio ordinato e didascalico di questo prodotto non aggiunge quasi nulla.
Ci sono delle perle, come il Papa che lo benedice "con l'aria che non ne avessi un gran bisogno, o il "collegamento continuo con lassù" grazie all'aiuto delle cinque zie suore; dei recuperi scomodi (Mike, Vianello, Ambra), ma non è astruso pensare che il protagonista possa guardare il tutto divertendosi, inorgogliendosi e fregandosi le mani per quanto ancora e sempre si parli di lui.
C'è un'idea di scrittura, una linea guida, vale a dire la volontà di mostrare, sugli altri, il lato spettacolare Berlusconi, la sua formidabile presenza scenica, e pertanto di far sì che a rispondergli non siano i politici o i cittadini ma i nostri grandi comici, da Benigni a Dario Fo, da Beppe Grillo a Paolo Rossi ad Antonio Cornacchione (uno dei più esilaranti, sull'argomento), ma è pur sempre un dibattito interno alla televisione, nel quale questo genere di cinema arriva in ritardo e senza molto da dire. In compenso, c'è tanto bel cinema di non fiction nello spezzone in cui Gregoretti visita il mausoleo di Berlusconi, nel parco di Arcore: la discesa all'Ade, così come lo ha immaginato Silvio per sé e famiglia, è qualcosa da vedere e su cui riflettere.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
SILVIO FOREVER
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 23 aprile 2011
Riccardo76

Gli autori la definiscono una "autobiografia non autorizzata", utilizzando un accostamento di parole apparentemente paradossale; eppure tale definizione esprime al meglio la caratteristica principale di Silvio Forever, un documentario costruito esclusivamente su filmati reali dove Berlusconi parla di sé,della propria vita e del proprio successo, in prima persona.

mercoledì 30 marzo 2011
goldy

Perchè giornalisti di valia come Stella e Rizzo abbiano firmato la sceneggiatura di questo film rimane per me incomprensibile. Una riproposta di apparizioni televisive tutte stranote cvaratterizzate da una piattezza mortificante di cui non si sentiva l'esigenza di una rilettura critica è quanto di meno interessante si potesse immaginare. Soldi buttati e 85 minuti persi.

giovedì 9 giugno 2011
rumenopuzzo

Esprimere un giudizio su questo film in quanto tale non ha senso,sicuramente lo ha di piu esprimerlo in quanto documentario e il parere in questo caso non sarebbe di certo eccelso.Tuttavia bisogna spendere due parole sul coraggio di affrontare Silvio sul suo stesso campo di battaglia e da questo punto di vista la scelta appare piu che vincente.Ci si abbassa ai toni trionfalistici e beffardi di una [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 aprile 2011
Emilio Zampieri

Diciamo la verità. Rizzo e Stella si sono presi il merito di un lavoro che non hanno fatto. Sì, perché non c’è una parola della sceneggiatura che non sia stata pronunciata o scritta dall’attuale premier italiano, come recita la prima schermata del film. Ed è questa la cosa più interessante del documentario, scherzi a parte.

mercoledì 6 aprile 2011
giacomogabrielli

Interessante documentario interamente sorretto da filmati d'archivio con protagonista il Berlusca. Dalla dura infanzia alla creazione dell'impero mediatico, dalla scesa in campo al caso Ruby. Questo documentario, co-diretto dal regista de I VICERE', sorprende per certi versi -anche se in realtà non presenta nulla di nuovo per altri: beh, Silvio lo conosciamo bene.

domenica 1 luglio 2012
SINONIMO

Non si può dire che sia un film istruttivo: ciò che il film dice già noi lo sappiamo. O almeno dovrebbero saperlo quelli che leggono anche distrattamente i giornali. Il film ha il merito e l’obbligo della sintesi. Sui tempi direi che ha un giusto compromesso tra accuse e difesa. Se a prima vista il ritratto di Berlusconi può apparire quasi benevolo (essendo un piacione un po’ come lo sono tutti gli [...] Vai alla recensione »

giovedì 31 marzo 2011
renato volpone

Una biografia del Cavaliere accettabile sia da chi è dalla sua parte che da chi non lo è. Una gradevole rivisitazione di un periodo storico che  ci ricorda cose che forse ci eravamo dimenticati. Non è polemico, ma spiritoso. La figura del Presidente del Consiglio ne esce come era entrata, senza infamia e senza lode, solo ci dà da pensare.

domenica 27 marzo 2011
angelo umana

Come si può essere il maggior perseguitato dai giudici e il miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni? Deve esserci qualcosa che non quadra. Sarà che ci sono troppe persone gelose del suo successo. Il lavoro fatto dai registi Faenza e Macelloni, nel film scritto da G.A. Stella e S. Rizzo, è onesto e intelligente, obiettivo, un documentario: hanno messo insieme filmati [...] Vai alla recensione »

martedì 22 marzo 2011
TheBigEye

Dal 25 marzo anche nelle sale l'icona dell'Italia. L'uomo simbolo per eccellenza, onniscente, onnipresente, onnipotente: Silvio Berlusconi. Un prisma dalle infinite facce, all'occorrenza sempre in prima fila. Fondatore di Fininvest, proprietario di Mediaset e Telecinco, presidente del club calcistico A.C Milan e soprattutto Premier del Bel Paese. Si fa fatica a citare tutti i comparti gestiti dal Cavaliere, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 18 maggio 2011
pinomerenda

. Quella voce di sottofondo in pieno stile Guzzanti (che continua a idolatrare silvio) ti fa credere di star assistendo a un film "contro" mentre col passare del tempo ti ritrovi in una biografia (più che autorizzata) studiata ad hoc da abili professionisti della comunicazione. Ho visto diversi documentari su Berlusconi, questo è sicuramente il peggiore.

giovedì 31 marzo 2011
lillibeccaria

Mamma Rosa aveva capito tutto di suo figlio quando proclamò al cielo che non l'avremmo mai visto con le donne, era santo, oggi soltanto un corruttore di minorenni. Non se ne sentiva il bisogno di verede il già troppo visto.

sabato 26 marzo 2011
Fabian T.

Non si può far finta di essere ingenui e pseudo-oggettivi dichiarando: vediamo il film e poi giudichiamo. Secondo me è proprio il periodo più sbagliato per realizzare un tale film ancora una volta dedicato a Berlusconi, già di per sé insopportabilmente presente dappertutto, ignorando colpevolmente centinaia di altri temi molto più accattivanti e interessanti [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 marzo 2011
marezia

Ora come ora è TROPPO ANCHE SOLO PENSARE CHE LA FIGURA DI BERLUSCONI SIA PURE AL CINEMA. Troppo sul piccolo schermo per essere sopportabile anche sul grande... Da IGNORARE.

giovedì 24 maggio 2012
Andygarcia

Basta digitare su "google" SEXOCRACY FILM , ed usciranno centinaia di commenti in cui si evince che Sexocracy e' decisamente piu' Completo, Avvincente ed Obiettivo rispetto a Silvio Forever

venerdì 19 agosto 2011
SilviaTEK

NO COMMENT..........

venerdì 8 aprile 2011
polaroid

Non dico che ci si aspettava lo scandalo, la rivelazione finale su Silvio Berlusconi, ma almeno l'offerta di un'analisi più approfondita del politico che più di tutti ha influenzato la nostra storia degii ultimi vent'anni o dei suoi elettori o della sua Italia. Resta tutto lì, quello che già si sa, che si è visto mille volte nei telegiornali, negli Annozero, [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 aprile 2011
hollyver07

... già il vero film sarebbe quello da fare sulla realtà contemporanea. Siamo una delle poche nazioni mondiali che possono vantare di avere come guida un "Primo Ministro" a dir poco stravagante. Nonostante il suo "impero" mass-mediatico baci accuratamente e sistematicamente le chiappe alla chiesa e nel contempo predichi e sbandieri la [...] Vai alla recensione »

martedì 19 luglio 2011
paride86

Autentito e delirante (auto)ritratto di Berlusconi realizzato con le sue stesse dichiarazioni. Un po' fa tenerezza, un po' pietà, questo presidente - imprenditore. Film compiuto dal risultato soddisfacente ma non eccezionale. Di sicuro un interessante spunto di riflessione per tutti gli italiani.

mercoledì 11 maggio 2011
g_andrini

Parodia perfetta dell'essere Berlusconi. Rivedere immagini del passato, quando ero giovane, cambia il punto di vista. Si capisce l'individuo, nella sua interezza, oramai a fine vita. E' un monito a non essere come lui...

martedì 29 marzo 2011
qiovanni

Ben confezionato, scorrevole, un collage in stile Blob, soprattuttto nel senso che spesso le immagini fanno da contralto alle dichiarazioni di Berlusconi, in senso critico.  è incentrato tutto sulla sua figura carismatica. non indaga molto ne su come è divenuto ricco ne dove affonda le radici il suo movimento politico, è un documentario su Silvio il [...] Vai alla recensione »

sabato 26 marzo 2011
mad4goodtime

sabato 26 marzo 2011
Lore82

Amo il cinema di Faenza, quindi ho ritenuto doveroso vedere il suo film. Anche in questa occasione, il regista ha dato il meglio di sé confezionando un ottimo film grazie ad un attento e meticoloso lavoro di ricerca. Una pellicola ricca di immagini di repertorio, racconti, personaggi, dove il protagonista assoluto è Silvio nelle sue mille sfaccettature: imprenditore, politico, cantante... D [...] Vai alla recensione »

mercoledì 23 marzo 2011
marezia

potrebbe risultare un bel documentario tragicomico quindi forse forse perché no?

FOCUS
INCONTRI
martedì 22 marzo 2011
Ilaria Ravarino

Troppo berlusconiano. No, troppo poco. Troppo buona, troppo cattiva, insomma scomoda per tutti, la biografia non autorizzata di Silvio Berlusconi, Silvio Forever, ha strappato applausi a scena aperta dividendo il pubblico della presentazione stampa in due squadre, opposte e inconciliabili: chi rideva, e chi non rideva affatto, alle barzellette del premier. A parlare del film ci sono i registi, Roberto Faenza e Filippo Macelloni, accompagnati dagli autori Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella insieme a Neri Marcorè, voce fuori campo e narratore.

INCONTRI
martedì 15 marzo 2011
Giancarlo Zappoli

Per chi abbia visto Forza Italia! fa impressione il linguaggio a dir poco estremamente spregiudicato che i democristiani usano al Congresso, tra un applauso e l’altro all’onorevole Zaccagnini. Sono modi diversi di dire e di fare che un tempo sarebbero apparsi incompatibili. Oggi sono accettati e mettono in modo una sovrastruttura politica che, presumibilmente e poiché le cose non nascono a caso, corrisponde alle esigenze di una parte almeno della società italiana di oggi” (dai memoriali di Aldo Moro prigioniero delle Brigate Rosse).

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

La biografia «non autorizzata» di Berlusconi, Silvio forever, è un film spaventoso. Non perché sia brutto – tutt’altro. Ma proprio perché fa, letteralmente, spavento. Non aggiunge nulla a ciò che di Berlusconi si sa, volendo, da molti anni. Non è nemmeno, tecnicamente, una biografia «non autorizzata», genere letterario furbetto che ha le sue regole (dovrebbe contenere qualcosa di scandaloso, inedito, [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Da bambino vendeva palle di carta come combustibile. Per i finanziamenti alla prima palazzina chiama 15 parenti a simulare i compratori. Canta col cuore in mano «Avec le temps, va, tout s’en va» di Ferré e fonda la tv delle ballerine tettute. Poi un giorno: «Scendo in politica per salvare l’Italia». C’è anche Mamma Rosa: «Lui pensa solo al lavoro e alla famiglia, mai alla vita mondana o alle donne». [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Tutto Silvio minuto per minuto. Infanzia e prodezze, primi quattrini e prime amicizie, quella volta che salvò la sorellina caduta nel latte e quella che piazzò i primi appartamenti invitando tutti i parenti a recitare la parte degli acquirenti. E ancora: il businessman che dice di fare ottimi affari quando cade il governo (guarda guarda...) e il politico che mescola interessi pubblici e privati, il [...] Vai alla recensione »

Gerhard Mumelter
Der Standard

Dice Roberto Faenza: “Ognuno prenderà questo film come lo vuole prendere”. Esatto. Questa “biografia non autorizzata” di un uomo che ha “un rapporto incredibile con la pancia degli italiani” non soddisfa nessuno. Troppo di parte per i sostenitori di Berlusconi, troppo indulgente per i suoi nemici, delude anche chi si attendeva semplicemente un buon documentario.

Dina D'Isa
Il Tempo

La convinzione, forse da qualcuno inaspettata, degli autori e registi di «Silvio Forever. Autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi», è molto chiara: questo non è un film anti-Berlusconi. I registi Roberto Faenza e Filippo Macelloni per il documentario scritto da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, distribuito (in oltre cento sale) da Lucky Red, hanno costruito immagini di repertorio della [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

C'è un motivo per cui Silvio for Ever è stato accolto con perplessità dal pubblico della proiezione stampa. Da questa sorta di autobiografia non autorizzata di Berlusconi, scritta dalla sulfurea coppia Rizzo e Stella di La casta e realizzata dal politicizzato Faenza con Macelloni, ci si aspettava un’operazione militante. Invece, conferendo al personaggio una forza icastica di gran protagonista, il [...] Vai alla recensione »

Paul Bompard
Times Higher Education

Su sceneggiatura dei giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, un collage di filmati, fotografie, interviste, per presentare il personaggio Silvio Berlusconi nei suoi aspetti più ridicoli e grotteschi, ma che alla fine mette in luce anche la peculiare e profonda umanità del primo ministro italiano. Di un uomo che, come racconta lui stesso, fin da bambino voleva, più di qualsiasi altra cosa, risultare [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Ecco un documentario supremamente inutile: un collage di immagini e citazioni dalla vita e carriera di Silvio Berlusconi che pare uno di quei pamphlet che il presidente del consiglio inviava a tutti gli italiani. Qual è il senso di questa operazione? Non ci dice nulla di più di quanto già sappiamo di lui, aumenta la confusione fra vero e verosimile, visto che l’io narrante è quello che Montanelli definiva [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Dalle stalle alle stelle (e ritorno?). Una autobiografia non autorizzata che non delude affatto le aspettative. Nascita prime esperienze, grandi vittorie, imbarazzanti scandali e apoteosi continuata di un impresario quasi liberale, «che si è fatto forse tutto da sè» e racconta, con le sue parole, filologicamente garantite, come si possa far coincidere la crescita del proprio patrimonio personale (da [...] Vai alla recensione »

Cinzia Romani
Il Giornale

Se vi piace Berlusconi, ecco un cinegiornale allungato, che segue il leader dalla culla alla tomba di famiglia, firmata Cascella. Da mamma Rosa alla D’Addario, dalla folla adorante alle barzellette, va in scena il festival del già visto in tv e in rete, parodie comprese. E pensare che gli sceneggiatori (autori de La casta ) volevano mettere un po’ di pepe in tale docufilm, dove Silvio fa un figurone: [...] Vai alla recensione »

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