| Anno | 2010 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 138 minuti |
| Regia di | Martin Scorsese |
| Attori | Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Michelle Williams, Patricia Clarkson Max von Sydow, Jackie Earle Haley, Emily Mortimer, Elias Koteas, Ted Levine, John Carroll Lynch, Christopher Denham, Nellie Sciutto, Tom Kemp, Curtiss Cook, Ruby Jerins, Joseph Sikora, Ken Cheeseman, Drew Beasley, Joseph McKenna, Gary Galone, Dennis Lynch, Damian Zuk, Robin Bartlett. |
| Uscita | venerdì 5 marzo 2010 |
| Tag | Da vedere 2010 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 3,15 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 29 gennaio 2016
Un investigatore indaga sulla scomparsa di un'assassina scappata dal manicomio criminale. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Shutter Island ha incassato 7,2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nel 1954, i due agenti federali Teddy Daniels e Chuck Aule vengono inviati con un battello a Shutter Island, a largo della costa est, per investigare sull'improvvisa scomparsa di una pericolosa infanticida residente presso l'istituto mentale Ashecliffe, Rachel Solando. Il direttore dell'istituto, il dottor Cawley, e i vari infermieri sostengono che la madre assassina si sia come dileguata dalla sua stanza senza lasciare alcuna traccia, ma l'agente Daniels pare nutrire fin dal principio dei forti sospetti sul modo di condurre l'ospedale da parte del dottor Cawley e del suo medico assistente, il dottor Naehring. Un uragano costringe i due agenti a protrarre il soggiorno sull'isola, durante il quale le indagini proseguono e particolari sempre più inquietanti emergono, mentre Daniels continua ad avere delle visioni che riguardano la moglie defunta e le sue esperienze di guerra contro gli ufficiali nazisti.
Nell'anno del celebrato restauro di Scarpette rosse, due dei più grandi cineasti della modernità americana hanno pagato il loro personale tributo al capolavoro di Michael Powell e Emeric Pressburger. Francis Ford Coppola ne cita copiosamente delle parti in Tetro, mentre Scorsese, oltre ad averne curato in prima persona il restauro, struttura il suo Shutter Island come quella stessa infinita scala a chiocciola che viene percorsa da Vicky nel finale del film. Ma se il punto di riferimento è lo stesso, completamente opposti sono i sensi che guidano il loro operare. Per Coppola, Scarpette rosse è un modello da imitare, un ideale di rinascita da proporre al cinema contemporaneo ora che il mezzo digitale permette di tornare a quel tipo di fantasia immaginifica. Al contrario, per Scorsese quella spirale infinita rappresenta la capitolazione di un tipo di cinema che non è più riproducibile nell'era della simulazione e della ripetizione.
La spirale è quindi la forma che sceglie per raccontare questa gothic novel che accumula strato dopo strato suggestioni, visioni, ricordi, angosce e paranoie per arrivare ad una soluzione finale che cerca di sciogliere i misteri e di sorprendere lo spettatore con un twist non troppo imprevedibile. Ma manipolare lo spettatore non è mai stato uno dei passatempi preferiti di Scorsese, quanto piuttosto l'idea di raccontare dei personaggi manipolati dall'impossibilità di aderire alla realtà. Con Shutter Island, il regista italo-americano arriva in un certo senso a proporre la definitiva consacrazione dell'uomo avulso dalla realtà e della follia come forma unica di sopravvivenza. Per dare enfasi all'idea, riprende il suo personaggio quasi sempre per tagli trasversali o obliqui, insistendo nel catturarlo dal basso verso l'alto per enfatizzarne la distanza. Il personaggio di DiCaprio diviene così l'ennesimo man of violence della sua filmografia, colui che lotta brutalmente per cancellare la sua memoria e restare attaccato al proprio mondo. Ma eliminare i ricordi (le immagini, il cinema) significa inevitabilmente creare dei fantasmi, manipolare una serie di immagini preconosciute della Storia (cosa che fa nei ricordi dei campi di concentramento con il carrello che segue un'esecuzione quasi coreografica dei gerarchi nazisti all'ingresso del campo di Dachau) e, in ultima analisi, confessare l'impossibilità di far pace con la verità.
Da questo punto di vista, Shutter Island porta a compimento un discorso che Scorsese pare condurre da quando il suo cinema si è fatto più ampio, più accademico: l'incapacità di raccontare un mondo dove non domina solo la violenza, ma soprattutto la dissimulazione, di immaginare qualcosa di nuovo laddove tutto appare una ripetizione, un rifacimento. In fondo alla sua scala a chiocciola fatta di mistero e di suspense, Shutter Island pare raccontare proprio questo: nell'era contemporanea, il sonno della ragione non genera più mostri, ma fantasmi, doppi, simulacri di qualcosa che è già stato visto o vissuto.
Thriller di altissima scuola sfornato da un grandissimo Scorsese che si conferma uno dei migliori registi viventi. Pellicola mai banale e scontata con la quale il maestro italo-americano cerca di colpire lo spettatore con giochi psicologici e ripetuti colpi di scena, tanto da porre un punto interrogativo sul film stesso, il quale si appresta a diverse interpretazioni.
Bionda e affascinante stella emergente di Hollywood, Michelle Williams ha già raccolto una discreta notorietà e soprattutto una notevole quantità di copertine di riviste di cinema ma, soprattutto, di gossip. Ciò in virtù del suo fascino, certo, ma anche della travagliata storia d'amore con Heath Ledger. Quando il protagonista e premio Oscar per Il Cavaliere Oscuro morì, due anni fa, i due si erano già lasciati ma lei finì, comunque, in prima pagina.
Neanche loro sanno come definirlo: "Ha dei toni da thriller psicologico ma anche dei punti in cui è un horror gotico" dice Leonardo Di Caprio mentre Martin Scorsese con fare più cinefilo parla delle fonti di ispirazione: "Sono cresciuto con i noir del dopoguerra e il cinema dei tedeschi immigrati come Preminger e Lang, questo film si pone lungo la linea evolutiva di quei film e di quelli di Jacques Tourneur come Le catene della colpa".
«È preferibile vivere da mostro o morire da uomo perbene?»: in queste parole di Teddy (Leonardo Di Caprio) c'è il senso dell'ultima sequenza di Shutter Island (Usa, 2010,138'). Anzi, nella domanda posta dall'agente dell'Fbi al suo collega Chuck (Mark Ruffalo) c'è il senso di tutto il film che Martin Scorsese e la sceneggiatrice Laeta Kalogridis hanno tratto da un libro di Dennis Lehane.