Noi credevamo

Film 2010 | Drammatico, +16 170 min.

Regia di Mario Martone. Un film Da vedere 2010 con Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Francesca Inaudi, Andrea Bosca, Edoardo Natoli. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, Francia, 2010, durata 170 minuti. Uscita cinema venerdì 12 novembre 2010 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,19 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi

Aggiungi Noi credevamo tra i tuoi film preferiti
Riceverai un avviso quando il film sarà disponibile nella tua città, disponibile in Streaming e Dvd oppure trasmesso in TV.



Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Ultimo aggiornamento martedì 21 giugno 2016

Le tappe del processo che ha portato all'Unità d'Italia ripercorse attraverso le vicende di tre ragazzi meridionali affiliati alla Giovine Italia. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, Il film ha ottenuto 13 candidature e vinto 7 David di Donatello, In Italia al Box Office Noi credevamo ha incassato 1,5 milioni di euro .

Consigliato sì!
3,19/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,88
PUBBLICO 3,20
CONSIGLIATO SÌ
Un'opera che finisce con il disperdersi nella pur acuta e documentata ricostruzione.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 8 settembre 2010
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 8 settembre 2010

Tre ragazzi del sud (Domenico, Angelo e Salvatore) reagiscono alla pesante repressione borbonica dei moti del 1828 che ha coinvolto le loro famiglie affiliandosi alla Giovane Italia. Attraverso quattro episodi che li vedono a vario titolo coinvolti vengono ripercorse alcune vicende del processo che ha portato all'Unità d'Italia. A partire dall'arrivo nel circolo di Cristina Belgioioso a Parigi e al fallimento del tentativo di uccidere Carlo Alberto nonché all'insuccesso dei moti savoiardi del 1834. Questi eventi porteranno i tre a dividersi. Angelo e Domenico, di origine nobiliare, sceglieranno un percorso diverso da quello di Salvatore, popolano che verrà addirittura accusato da Angelo (ormai votato all'azione violenta ed esemplare) di essere un traditore della causa. Sarà con lo sguardo di Domenico che osserveremo gli esiti di quel processo storico che chiamiamo Risorgimento.
Assistendo al lungo film di Martone che ha l'andamento classico di quelli che un tempo si chiamavano sceneggiati televisivi (senza che in questa annotazione ci sia alcunché di riduttivo) si ha la sensazione di un deja vu. Perché il cinema italiano non scopre certo con Noi credevamo i lati oscuri e le contraddizioni del Risorgimento. Chi ricorda opere come Allonsanfan, Quanto è bello lu murire acciso o Bronte sa che in materia ci si è già espressi con opere di assoluto vigore. E' però vero che l'occasione del centocinquantenario dell'Unità d'Italia e il revisionismo storico dominante (che vede il Risorgimento come una sciagura per il Nord) quasi impongono una rivisitazione del tema che Martone mette in scena con accuratezza filologica (anche se restano misteriose alcune strutture in cemento armato) e con un'attenzione iconografica da sussidiario degli anni Sessanta (con un Mazzini già vecchio nel 1830 quando aveva venticinque anni). L'idea di seguire le vicende (in parte storiche e in parte frutto di immaginazione) dei tre protagonisti che accompagnano lo spettatore nella non semplice articolazione delle posizioni che vedevano contrapposti i fautori dell'unità può senz'altro essere efficace se distribuita televisivamente in due serate.
Lo è meno se si pensa a un'opera della durata di tre ore e mezza circa. Perché si finisce con il disperdersi nella pur acuta e documentata ricostruzione. Resta comunque viva, oltre alla consapevolezza di trovarsi dinanzi a un'opera non di occasione e sicuramente non celebrativa, la sensazione di una coazione a ripetere della politica italiana.
Oltre alla divisione in due fronti (all'epoca repubblicani e monarchici con tanto di trasmigrazioni da un fronte all'altro) emerge con assoluta chiarezza la quasi genetica incapacità a fare fronte comune, la spinta inarrestabile a dividersi a diffidare gli uni degli altri all'interno dello stesso schieramento. La lettura con uno sguardo che ha origine al sud ribalta poi le tesi leghiste senza essere nostalgica della dominazione borbonica ma non nascondendosi le problematiche lasciate irrisolte da una fase storica di cui il popolo, come spesso accade, ha finito con l'essere più spettatore o oggetto che non protagonista in grado di decidere del proprio futuro. Il Parlamento vuoto in cui un determinato e non conciliante Crispi pronuncia il suo discorso marca simbolicamente la morte di un'utopia.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?

Tutti i film da € 1 al mese

Powered by  
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 14 novembre 2010
desgi

 Una ricostruzione coraggiosa con qualche trasposizione illuminante, come l'inusitata presenza dei piloni di cemento armato di una costruzione abusiva che sovrasta improvvisamente la scena (in Calabria), dove i patrioti si illudevano d fare l'Italia. Oppure la rappresentazione di un Mazzini già vecchio, quando aveva soltanto 25 anni ed era certamente mal consigliato da quel Crispi, [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
mercoledì 13 luglio 2011
Giovanni Bogani

È pronto per il suo impegno in giuria a Venezia Mario Martone, il regista di Noi credevamo, tra gli ospiti di Ischia Global. “Come affronterò i film italiani in concorso? Con molta attenzione. Semplicemente questo”, dice. Sottolineando però la parola “attenzione”. Chissà se c’è una velata polemica per quell’attenzione che la giuria, l’anno scorso, forse non ebbe per il suo film. Un nuovo progetto per una pellicola da girare con il popolo Sarawi, la soddisfazione per l’approdo di Noi credevamo nel palinsesto autunnale di Raitre, la scaramanzia per la possibile candidatura italiana all’Oscar [...]

INCONTRI
mercoledì 10 novembre 2010
Luca Marra

M ario Martone legge il giuramento della "Giovine Italia" come Roberto Saviano ha detto l'8 novembre in tv a Vieni via con me, "Queste parole" spiega il regista "Riguardano il nostro tessuto civile dal Risorgimento fino a oggi". Si apre così la conferenza stampa di presentazione di Noi Credevamo, ultimo film di Mario Martone presente alla casa del cinema di Roma con parte del cast: Luigi Lo Cascio, Francesca Inaudi e Valerio Binasco.

Frasi
Eravamo tanti, eravamo insieme, il carcere non bastava.. Noi la lotta dovevamo cominciarla quando ne uscimmo.
Noi, dolce parola.. Noi credevamo.
Una frase di Domenico (Luigi Lo Cascio)
dal film Noi credevamo - a cura di Silvia
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

Noi credevamo che 30 copie o 3000 non dovessero fare alcuna differenza. Noi credevamo che i premi veneziani non dovessero decidere del valore di un film. Noi credevamo, e crediamo ancora, che Noi credevamo fosse e sia un capolavoro. Scusate il ripetuto gioco di parole, ma è determinato dalla volontà di tornare al film e al suo significato profondo. Intorno all'affresco risorgimentale di Mario Martone [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
martedì 13 settembre 2011
Luca Volpe

Saranno Habemus Papam di Nanni Moretti e Noi credevamo di Mario Martone i film candidati a rappresentare l'Italia ai prossimi European Film Awards. Giunta ormai alla sua ventiquattresima edizione, la competizione raccoglie al momento 42 lavori provenienti [...]

NEWS
mercoledì 6 luglio 2011
 

Dopo il successo delle passate stagioni che hanno premiato i beniamini del nostro cinema, torna per la 9° edizione il Premio Kinéo "Diamanti al Cinema Italiano", l'unico votato da un vastissimo pubblico di cinefili.

NEWS
venerdì 6 maggio 2011
 

Un premio per ogni candidato. È l'apprezzamento espresso dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione dell'incontro con i protagonisti dei David di Donatello durante il quale ha ricevuto un David per i 150 anni dell'Unità di Italia. [...]

VIDEO
venerdì 5 novembre 2010
 

In anteprima su MYmovies una clip esclusiva di Noi credevamo, il film storico diretto da Mario Martone al cinema dal 12 novembre. Tratto dall'omonimo romanzo di Anna Banti e in concorso per il Leone d'Oro alla 67.

Home | Cinema | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2026 MYmovies.it® Mo-Net s.r.l. P.IVA: 05056400483 Licenza Siae n. 2792/I/2742.
Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.
Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Riserva TDM | Dichiarazione accessibilità | Cookie Policy