| Anno | 2009 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 79 minuti |
| Regia di | Shane Acker |
| Attori | Elijah Wood, Jennifer Connelly, Christopher Plummer, Crispin Glover, Martin Landau Fred Tatasciore, John C. Reilly. |
| Tag | Da vedere 2009 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,50 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento martedì 28 settembre 2010
Quando 9 prende vita, si trova in un mondo post apocalittico dove gli esseri umani sono spariti e per caso scopre una piccola comunità di esseri come lui che si nascondono da delle spaventose macchine. Al Box Office Usa 9 ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 31,7 milioni di dollari e 15,3 milioni di dollari nel primo weekend.
9 è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
e Blu-Ray
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Nel futuro le macchine si rivolteranno contro di noi che le abbiamo create. L'intelligenza artificiale raggiungerà un livello di consapevolezza tale da generare pensiero indipendente e una conseguente ostilità verso la razza umana. Lo abbiamo visto accadere mille volte al cinema, quello che non avevamo mai visto era invece quello che succede dopo la grande guerra tra uomini e robot, quando non ci sono più sopravvissuti. Da lì prende le mosse 9, raccontando di un manipolo di strani esseri meccanici, grandi quanto penne stilografiche ma pieni di sentimenti a differenza delle macchine ostili. Se però gli uomini non sono sopravvissuti al conflitto, nemmeno le macchine stanno meglio. Nella terra ridotta ad un cumulo di resti e macerie l'ultimo rimasto dell'esercito degli automi è un cane robot, feroce e incattivito, che bracca i piccoli esseri di iuta e ingranaggi per conquistare uno strano bottone.
Prendendo le mosse da un cortometraggio candidato all'oscar nel 2005 e grazie allo sforzo economico di due fan come Timur Bekmambetov e Tim Burton, 9 è riuscito a diventare un lungometraggio che si presenta come una boccata d'aria fresca sia nel panorama dell'animazione in computer grafica che in quello della fantascienza distopica. Shane Acker riprende il tema classico del conflitto tra umano e meccanico (e quindi tra spirito e materia), procedendo nel medesimo solco di Wall-E (lo scontro avviene tra due tipi di macchine alcune più umane delle altre, senza la presenza di esseri viventi), inventando uno scenario molto debitore al gotico burtoniano, agli incubi di Kyle Reese di Terminator e allo stesso Wall-E, e sfruttandolo nella migliore delle maniere.
Sebbene infatti il film risenta di alcuni momenti morti e di un ritmo altalenante fatto di improvvise accelerazioni e lunghe pause narrative che nuociono alla fruizione, è innegabile come sia capace di generare una serie di immagini che colpiscono e rimangono impresse nella memoria. Inoltre raramente in un film occidentale che non sia di Danny Boyle, si era visto un protagonista così fallace, che lungo il corso del racconto compie tanti e tali danni di cui pagano lo scotto i suoi amici.
La vera impresa di Shane Acker sembra dunque essere stata più di carattere filmico che inventivo. L'animismo che penetra le macchine, i personaggi con occhi particolarmente grandi e portatori d'espressività, il destino apocalittico dell'umanità concentrato nelle mani di piccoli protagonisti e un certo rapporto creatura/creatore, ricordano molto la produzione nipponica in materia, mentre lo svolgimento narrativo è ricalcato su quello delle narrazioni videoludiche, le quali solitamente partono a storia già iniziata con una serie di misteri che vanno svelandosi lungo il gioco (emblematica in questo senso la prima inquadratura con il punto di vista del protagonista, che sembra venire da un'avventura grafica), eppure di tanti elementi diversi Acker opera un'ottima fusione. La sua parabola illuminista, piena di speranza nella tecnologia come strumento dell'umanità e non necessariamente suo nemico, ha dei picchi immaginifici e puramente cinematografici che soprendono ed emozionano. E se lo svolgimento può sembrare in certi punti affrettato e raffazzonato, 9 sa conquistare lo spettatore con improvvise impennate di puro cinema che compensano i momenti più deboli.
Evidente la mano del visionario regista, anche se non cura la regia in prima persona il suo stile è evidente garantendo una certa continuità coi suoi migliori prodotti d'animazione. Avventuroso, cupo e un pizzico noir, lasciatevi conquistare ne vale la pena, è estremamente ben fatto.
If looks were all, 9 would have earned a better rating from me. This computer-animated fantasy — a feature-length expansion of the 11-minute short that brought former UCLA student Shane Acker an Oscar nod in 2006 — has looks that kill. What doesn’t kill or even stab beneath the surface is the story by Acker and Pamela Pettler about a dystopian universe where machines have effectively wiped out humanity [...] Vai alla recensione »