| Titolo originale | (500) Days of Summer |
| Anno | 2009 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Marc Webb |
| Attori | Zooey Deschanel, Joseph Gordon-Levitt, Clark Gregg, Minka Kelly, Matthew Gray Gubler Rachel Boston, Geoffrey Arend, Chloë Grace Moretz, Patricia Belcher, Yvette Nicole Brown, Catherine Campion, Jenn Gotzon, Jennifer Hetrick, George A. Romero, Ian Reed Kesler, Darryl Alan Reed, Valente Rodriguez. |
| Uscita | venerdì 27 novembre 2009 |
| Tag | Da vedere 2009 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,08 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 29 dicembre 2017
Un'insolita commeda romantica su di una donna che non crede nel vero amore e su un uomo che si innamora proprio di lei. Il film ha ottenuto 2 candidature a Golden Globes, 2 candidature a Critics Choice Award, In Italia al Box Office (500) Giorni insieme ha incassato 285 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Tom, con una laurea da architetto, lavora presso un editore di biglietti augurali per il quale deve inventare formule che vadano bene dal compleanno alla partecipazione a un lutto. Un giorno viene assunta come segretaria del suo capo Summer, la quale ha come filosofia di vita la regola di non volere un rapporto duraturo. Tom se ne innamora timidamente e lei lo contraccambia. Il film ci racconta, in un continuo andirivieni, i 500 giorni della loro storia a due.
Diciamolo subito: di esordi di questa qualità, nel genere 'commedia romantica', ce ne vorrebbero di più. Marc Webb, che ha alle spalle numerosi videoclip musicali, dirige con mano sicura e forte senso dell'humor che nasce dall'osservazione (un po' amara ma veridica) del comportamento umano. Il punto di vista è quello di Tom (così non mancherà chi accuserà il film di posizioni maschiliste) e già da questa scelta prende l'avvio il ribaltamento di alcuni stereotipi. Il romantico è lui, quello che sogna il matrimonio è sempre lui, quello che soffre di più è ancora lui. Intendiamoci: Summer non è affatto una cinica distruggiuomini. È semmai una giovane donna dei nostri giorni con barriere difensive che dovrebbero proteggerla dal dolore e con una contraddittorietà che fa parte del suo stesso essere e di cui finisce con il divenire consapevole.
Lo stile narrativo di Webb ci mette in situazione a partire dalla fine del rapporto (la prima risata la ottiene da subito con la scritta che compare sullo schermo in apertura di film) per poi farci surfare tra le onde di dinamiche di coppia in cui più d'uno potrà riconoscersi. Lo fa omaggiando il cinema che ama (da Il laureato a Il settimo sigillo) e regalandosi anche un'incursione nel musical con tanto di animazione incorporata. Senza mai perdere di vista il fil rouge che attraversa tutti i 500 giorni: è difficile (oggi forse più che mai) non fare confusione tra ciò che si vorrebbe che fosse e ciò che è nella realtà. In particolare nel rapporto di coppia perché, come cantava Eugenio Finardi, "l'amore è vivere insieme, l'amore è sì volersi bene ma l'amore è fatto di gioia ma anche di noia". Webb riesce a comunicare il concetto senza mai annoiare il suo pubblico. Neppure per un minuto. E non è poco.
"Questa è la storia di una lei e un lui" esordisce il narratore all'inizio del film. Ed è la storia di un lui romantico e impacciato che si innamora di una lei che nell'amore non ci crede e non vuole una relazione impegnata. Il punto di vista è quello del lui, Tom, al punto che il comportamento di Summer (Sole, nella traduzione italiana) rimane inspiegabile e incoerente.
Nella migliore commedia romantica americana di questi anni, lui piange davanti ai film sentimentali, lei no. Lui tenta disperatamente di ignorarla, lei fa sempre il primo passo. Lui si innamora appena la vede, lei «fin da bambina amava solo i suoi lunghi capelli neri e la facilità con cui se li poteva tagliare». Fra i due, insomma, quello che soffre è lui.