Le tre scimmie

Film 2008 | Drammatico, 109 min.

Titolo originaleÜç Maymun
Anno2008
GenereDrammatico,
ProduzioneTurchia
Durata109 minuti
Regia diNuri Bilge Ceylan
AttoriYavuz Bingöl, Hatice Aslan, Ahmet Rifat Sungar, Ercan Kesal, Cafer Köse Gürkan Aydin.
Uscitavenerdì 12 settembre 2008
DistribuzioneBim Distribuzione
MYmonetro 2,91 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Nuri Bilge Ceylan. Un film con Yavuz Bingöl, Hatice Aslan, Ahmet Rifat Sungar, Ercan Kesal, Cafer Köse. Cast completo Titolo originale: Üç Maymun. Genere Drammatico, - Turchia, 2008, durata 109 minuti. Uscita cinema venerdì 12 settembre 2008 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 2,91 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un Marito. Una Moglie. Un Figlio. Ognuno chiuso nella propria solitudine. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Le tre scimmie ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 129 mila euro e 41,9 mila euro nel primo weekend.

Le tre scimmie è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
2,91/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,07
PUBBLICO 2,33
CONSIGLIATO SÌ
Un'umanità senza speranza governata solo dal denaro e dal potere politico.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Una strada di notte. Un uomo viene investito da un'auto e abbandonato. Qualcuno però ha visto la targa dell'automezzo che è di proprietà di un uomo politico il quale, per evitare lo scandalo che troncherebbe la sua carriera, chiede al suo autista di autoaccusarsi dell'incidente. Resterà in carcere per poco tempo, sua moglie continuerà a ricevere il suo stipendio e, al momento del rilascio, ci sarà per lui un'ingente ricompensa. L'uomo accetta. Da quel momento sarà la moglie ad andare a riscuotere divenendo l'amante del politico e suscitando i sospetti del figlio adolescente. Quando il marito tornerà la tragedia incomberà sul nucleo familiare.
Il titolo del film turco del regista di Uzak (che nel 2003 vinse il Grand Prix nonché il Premio per i due attori protagonisti) è molto significativo: "Le tre scimmie". Come per le protagoniste della famosa favola c'è chi non vuole vedere, chi non vuole sentire e chi non vuole parlare. In un mondo sempre più amorale e distante da un sentire che non si basi sulla convenienza immediata, i tre affrontano gli eventi chiusi nella propria separazione.
Il Marito accetta per denaro di finire in prigione senza condividere questa grave decisione con la compagna della propria vita, la Moglie sente riesplodere una sensualità che sembrava essersi dissolta con una bellezza ormai sfiorita grazie all'incontro con chi detiene un simulacro di Potere che eserciterà anche su lei trattandola come un oggetto... Il figlio adolescente è il solo, anche se chiuso in un silenzio quasi impenetrabile, a cercare disperatamente un modo di reagire a ciò che potrebbe apparire come ineluttabile. Lui, in fondo, ha ancora dei codici morali a cui rifarsi anche se lo condurranno alla scelta sbagliata.
In un mondo in cui il potere politico e il denaro sembrano poter comprare qualsiasi cosa o persona la sua sarà una decisione devastante. Alla quale però il padre cercherà di porre rimedio utilizzando a sua volta gli strumenti appresi dall'esperienza che sta vivendo.
Non sembra esserci speranza per l'umanità descritta da Ceylan a meno che sappia ritrovare la forza di affrontare il rimosso, quel figlio perduto ancora bambino che con la sua distante presenza potrebbe forse restituire almeno un po' di quella pace che tutti, anche inconsapevolmente, cercano. Magari anche solo poggiando un braccio su una spalla inquieta.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Melodramma raffreddato e ribaltato a 4 personaggi. Da una parte Servet, un padrone, dall'altra una famigliola - padre, madre, un figlio fannullone - al suo servizio. Comincia con un morto su una strada tra i boschi, investito dall'auto del padrone, politico in carriera, e si chiude con un omicidio. Parte come un noir, sbuca in un melò d'amore, adulterio, gelosia, odio, è attraversato da uno sprazzo di incubo horror: un cadavere di bambino in libera uscita che appare al figlio, suo fratello, e poi, di nascosto, accarezza il padre. Nel negare la verità, rimuovendo prove e responsabilità, la famiglia decide di non vederla, non sentirla, non parlarne. 5° film, e il più sociale - scritto con Kesal che fa il personaggio più odioso, il padrone - di Ceylan, che persegue un cinema d'autore affascinato dalle contraddizioni della psiche umana. Fa spicco la bruna, conturbante Aslan, con la quale il regista sembra avere un rapporto di attrazione/repulsione. Coprodotto da Valerio De Paolis per la BIM che lo distribuisce. Premio per la regia a Cannes.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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LE TRE SCIMMIE
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 23 maggio 2011
paperino

Non c'è molto altro da dire: il pregio del film è  la regia asciutta e misurata ma  poteva essere più incisivo togliendo qualche inquadratura lenta e ripetitiva.Interessante il ricordo che rimane del film: toni di grigio e di nero come l'anima dei protagonisti ela zona grigia fra il bene e il male. Il personaggio più sgradevole è decisamente l'uomo [...] Vai alla recensione »

domenica 31 gennaio 2010
nonnetti

Bastano gli ultimi fotogrammi carichi da una fotografia densa e torbida, a capire quale sia il cinema di Ceylan, un cinema antropologico riflessivo realista, come il cielo del muto finale di questa pellicola.

mercoledì 27 maggio 2020
matteo

Un temporale in piena campagna di notte  apre il racconto come annunciatore di cose nefaste. Un altro temporale chiosa il finale e si abbatte su una città cupa e su una tragedia familiare irrisolta. In mezzo una storia fatta di relazioni interrotte, corrotte e venali. Con un lutto non superato che ritorna come tormento. Un film duro e lucido sulla famiglia e la società turca in sfacelo&nb [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 ottobre 2010
britannico

Tema del film,la comunicazione arcaica sguardi,lunghe pause,la famiglia come espressione di sopravvivenza quotidiana anche qui il denaro e l'occidente ha compiuto i suoi danni, inaspettata l'offerta del politico rampante al proprio autista, alla fine anchegli ne farà uso per salvare il proprio figlio,truffa di vecchie riminiscenze militari, la coscrizione dei numeri, può essere esportata anche da noi, [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 marzo 2010
ultimoboyscout

Ottimi gli intenti e i temi toccati ma il tutto fatto con lentezza al limite del soporifero e delle interpretazioni piatte.

domenica 20 settembre 2009
DONY64

Film noioso,inutile,insignificante, che non lascia alcun segno...insomma un film mediocre .Voto 5

mercoledì 24 giugno 2009
vogliodirelamia

Il film è molto scarso, troppe pause, poca storia. In due parole è noioso.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Il titolo Le tre scimmie allude alla favola giapponese delle tre scimmiette che si coprono gli occhi, le orecchie, la bocca. Lo stesso facciamo noi umani: quando siamo spaventati o feriti, speriamo di cavarcela ignorando la realtà. Una famiglia di Istanbul — padre, madre, figlio! Adolescente — corre verso lo sfascio sotto il peso di troppe responsabilità: l'uomo ha accettato di prendere il posto di [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Dopo il magnifico Uzak e Il piacere e l’amore, il regista turco Nuri Bilge Ceylan torna a registrare il disfarsi di una coppia, anzi di un’intera famiglia, che pian piano si disgrega sotto i nostri occhi. Come fosse dotato di lenti potentissime che vedono tutto, illuminando ogni nesso e dettaglio, Bilge Ceylan lavora “a togliere”. Solo quattro dunque i personaggi in scena: padre, madre, figlio, più [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Cinema turco. A firma di un regista, Nuri Bilge Ceylan, incontrato varie volte ai festival di Cannes e di Berlino, dov'è stato anche premiato. Adesso si rifà alla favoletta giapponese delle tre scimmie che non vogliono né vedere né udire né parlare per dirci della mancanza di sincerità e di comunicazione in una modesta famiglia di Istambul, padre, madre, un figlio giovanotto: con conseguenze drammatiche. S [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Potrebbe sembrare un’esclusiva da cinéfili, eppure «Le tre scimmie» (migliore regia all’ultimo festival di Cannes) è un film di pregio che conferma l’eleganza antonioniana di Nuri Bilge Ceylan (nella foto una scena). L’autore turco dell’apprezzato «Uzak» torna a esplorarvi con toni impietosi le tormentate dinamiche di una famiglia borghese della Istanbul contemporanea: certo il ritmo è dilatato e la [...] Vai alla recensione »

Davide Turrini
Liberazione

L'attacco narrativo è da film noir, abbastanza atipico rispetto al minimalismo dei sentimenti del regista turco Nuri Bilge Ceylan ( Uzak , Il piacere e l'amore ). Un notabile di provincia, candidato alle elezioni, investe un uomo in piena notte. Ma, per sfuggire alla giustizia, chiede al suo autista di andare in prigione al posto suo, previa lauta ricompensa in denaro.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Le tre scimmie di Nuri Bilge Ceylan racconta il grigiore di tre vite segnate da un atto di prostituzione morale, su cui aleggia un fantasma di cui nessuno vuole parlare di Roberto Escobar Finisce come è cominciato, Le tre scimmie (Üç maymun, Turchia, Francia, Italia, 2008, 109'): con un atto di prostituzione morale, e con la responsabilità messa a tacere dal denaro.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Premiato a Cannes per la migliore regia, Le tre scimmie è un film straordinariamente ricco di stile. Fin dalla prima scena, dove comprendiamo quel che è avvenuto (un incidente stradale) pur restando "spostati" rispetto all'evento. Il responsabile del sinistro, uomo politico in attesa delle elezioni, convince il suo autista a scontare la pena per lui, in cambio di danaro che l'uomo destinerà alla famiglia. [...] Vai alla recensione »

Jean-Luc Douin
Le Monde

"Les Trois Singes" : un film noir sur les ténèbres de l'âme L'entrée en matière aurait pu nous entraîner dans une cavale. La brutalité avec laquelle deux hommes (le mari et l'amant) voudront par la suite régler une affaire d'adultère pouvait déboucher sur un crime. Il n'en sera rien. Si l'on peut parler de film noir à propos des Trois Singes, c'est d'abord parce qu'il cadre les ténèbres de l'âme [...] Vai alla recensione »

Thomas Sotinel
Le Monde

Un notable de province, candidat à une élection, renverse un homme sur une route la nuit. Pour échapper à l'opprobre et à la justice, le chauffard réveille son chauffeur pour lui proposer d'aller en prison à sa place, contre rémunération. Ce pourrait être un roman noir américain des années 1930 ou le début d'un Simenon. C'est le nouveau film de Nuri Bilge Ceylan, en compétition au Festival de Cannes, [...] Vai alla recensione »

Justin Chang
Variety

Non tutti i demoni dei tormentati personaggi del film sono evidenti. Il regista turco Nuri Bilge Ceylan, in questo potente e crudo dramma familiare, ha scelto di lasciare fuori dallo schermo gran parte degli orrori e dei delitti di cui sono colpevoli e vittime i protagonisti, ma indugia sull'agonia, deliberatamente prolungata, delle conseguenze delle loro azioni.

A. O. Scott
The New York Times

At least since 2003, when his third feature, “Distant,” won two prizes in Cannes, the Turkish director Nuri Bilge Ceylan has been a star of the international art-film circuit. “Distant” and its successor, “Climates” (a Cannes selection in 2006), are distinguished by careful framing, minimal camera movement and a mood that combines deep ennui with erotic longing.

Alessio Guzzano
City

In cambio di un compenso, un uomo si fa 9 mesi di prigione al posto di un politico. Che li usa per sedurre – e poi abbandonare – la sua bella moglie che la prende male. Il figlio vede, ma non riferisce. Solo l’importuna melodia di un cellulare fa da detonatore all’incastro degli eventi. Il resto è macchina da presa che indugia (non scava, indugia) su stanze, volti, panorami.

Alberto Crespi
L'Unità

Non si vive di sola Venezia (e meno male!). Arriva nei cinema anche un film reduce dal concorso di Cannes 2008: Tre scimmie, del turco Nuri Bilge Ceylan, vincitore del premio come miglior regista. Ceylan, come il suo compatriota Fatih Akin, è un vincente: nel 2003 il suo Uzak vinse il Gran Premio della giuria. Il paragone con Akin - il bravo autore della Sposa turca e di Ai confini del paradiso - funziona [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Le Tre Scimmie che danno il titolo al film di Nuri Bilge Ceylan sono i componenti di una famiglia, Eyup, il padre, Hacer, la madre, e Ismael, il figlio. L'uomo è l' autista di un politico che una sera investe un passante uccidendolo. Siamo in piena campagna elettorale, il politico è candidato alle elezioni e per salvarsi la carriera chiede all'autista di prendersi la colpa dell'incidente al posto suo. [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Miscela fra Delitto per delitto di Hitchcock e Dramma della gelosia di Scola, Le tre scimmie di Nuri Bilge Ceylan è un altro capitolo della – chiamiamola così - «Vita quotidiana sul Bosforo» senza sole (o quasi). Vincitore del Gran premio della giuria e del premio per l'attore al Festival di Cannes del 2003, Ceylan sa raccontare queste vicende di varia borghesia urbana.

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Teorema: ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Corollario: ogni famiglia infelice turca lo è in maniera dannatamente noiosa. Siamo al circolo vizioso: ogni volta che Nuri Bilge Ceylan gira un film lo invitano a un festival e torna a casa con un premio. Quindi l'anno dopo gira un film ancora più lento, sperando che il premio cresca di valore.

winner
miglior regia
Festival di Cannes
2008
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