Lady in the Water

Film 2006 | Thriller 110 min.

Regia di M. Night Shyamalan. Un film con Paul Giamatti, Bryce Dallas Howard, Bob Balaban, Jeffrey Wright, Sarita Choudhury. Cast completo Titolo originale: Lady in the Water. Genere Thriller - USA, 2006, durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 29 settembre 2006 - MYmonetro 3,08 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Cleveland salva una misteriosa donna che nasconde un terribile segreto. In seguito scoprirà che Story è una ninfa che proviene dal mondo delle favole. In Italia al Box Office Lady in the Water ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 872 mila euro e 373 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,08/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 2,50
PUBBLICO 2,55
CONSIGLIATO SÌ
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Una fiaba straordinaria che, come tutti i film di Shyamalan, necessita di un atto di fede.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 28 settembre 2006
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 28 settembre 2006

The Cove è un residence di Philadelphia costruito intorno a una piscina. Cleveland Heep ne è il custode tutto fare. Una notte dalle acque della piscina emerge una fanciulla dai capelli rossi, una narf, una creatura acquatica del mondo azzurro. Story, il suo nome, ha una storia da raccontare a uno scrittore. Dopo aver annunciato agli uomini un futuro migliore deve fare ritorno nel regno azzurro, ma uno Scrunt, una creatura malvagia coperta di fili d'erba, vuole impedirglielo. Cleveland e i suoi coinquilini, come cavalieri medievali, serviranno la causa di Story e della salvezza del mondo.
Il film di Shyamalan pretende un atto di fede. Se non credete alle fiabe, se siete cinici prima ancora che scettici o se credete, come Mr. Farber, il critico letterario e cinematografico del condominio, che tutto sia stato già raccontato e nel mondo non ci sia spazio per l'originalità e l'incanto, lasciate stare. Se invece avete bisogno di credere in fatti inverosimili, in creature fantastiche e siete disposti ad aiutarle nella loro nobile impresa di salvare il mondo, allora tuffatevi nella piscina del Cove, perché Lady in the water è una fiaba straordinaria. Il film del regista, congedato dalla Disney e accolto dalla Warner, è un'opera metalinguistica. Story, la protagonista, è la storia che si rivela mentre si racconta. Fuori dall'acqua S/story annuncia il suo scopo e i meccanismi narrativi da mettere in atto per raggiungerlo, i personaggi e i ruoli funzionali alla riuscita dell'impresa, al ristabilimento della situazione di equilibrio iniziale e alla sconfitta dell'antagonista che in una fiaba è sempre cattivo. Se la comunità di The village si nascondeva al mondo contemporaneo creando un nemico esterno per proteggere la propria sorte, bloccata sul finire dell'Ottocento, in Lady in the water la comunità, americana e multietnica, esce allo scoperto per combattere un nemico reale e garantire la propria emancipazione. Il mondo rappresentato nel cinema di questo autore è sempre diviso in due: vi persiste un confine che separa un intero ed è la paura la chiave d'accesso alla parte interdetta. L'aiutante, colui che secondo lo schema proppiano aiuta l'eroe, qui eroina, a compiere l'impresa è Cleveland, che come il prete di Mel Gibson (Signs) ha perso la fede. Ma nel cinema di Mr. Shyamalan è consigliabile ritrovarla subito, non credere potrebbe costarvi qualcosa di più del prezzo del biglietto.

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Custode di un complesso residenziale di Filadelfia, Cleveland scopre una ninfa prigioniera della piscina, minacciata da un'orribile creatura che le impedisce di tornare nel suo mondo. Con l'aiuto di una vicina orientale, capisce che la coalizione degli inquilini potrà salvarla, ma solo a condizione che ognuno di loro scopra i suoi reali poteri e il suo ruolo. Rotti i rapporti con la Disney che, dopo aver incassato oltre 2 miliardi di dollari con i suoi film precedenti, non ha creduto in questo progetto, l'indiano Shyamalan mette in immagini per la Warner (con un budget di 55 milioni di dollari) una favola che si era inventato per addormentare i suoi figli e che si ricollega, in un certo modo, ai giochi di ruolo. Ne esce un mix di suspense, brivido, horror e fantasy, permeato di umorismo e spiritualismo, in cui il bravo Giamatti guida una folla di eterogenei e multietnici personaggi, solo apparentemente stereotipati, alla lieta, magica fine.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 9 maggio 2012
sarawhite

Scrivere una recensione su questo film non è semplice, non si può parlare di fotografia perfetta ne di costumi da oscar, non si può discutere sugli effetti speciali ne sulla particolare attitudine degli attori, si deve fare di più, si deve aprire quel cassetto in cui custodiamo il meglio di noi, quel cassetto che durante l'infanzia è stato riempito di archetipi  [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 aprile 2009
taniamarina

Il tentaivo di Night è quello di fare una storia narrando nel profondo i meccansimi stereotipati di ogni sceneggiatura, cercando di fuggire dai clichet a cui spesso si incappa. Il risultato è semplicemente deludente, confuso, senza un "sesto senso". La pellicola è scandita da un'ironia che non arriva, gli attori sono fuori forma e Night si è meritata la pernacchia d'oro come peggior attore del'anno, [...] Vai alla recensione »

domenica 19 settembre 2010
Vitoner

Guardate questo film. Certo, ci sono molte possibilità che non vi piacerà, ma vale la pena rischiare. Shyamalan tratta ancora una volta il tema della fede a lui tanto caro e lo fa narrando una fiaba squisitamente piacevole che, pur nella sua semplicità, vi terrà incollati fino all'ovvio finale. I personaggi sono tutti ottimamente caratterizzati e le trovate che strappano un sorriso non mancano, così [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 aprile 2012
Dandy

Shyamalan si è rivolto prima alla Buena Vista,poi dopo dissensi è andato alla Warner per girare il film come piaceva a lui.I casi sono due:o non gliel'hanno permesso neanche lì,o doveva avere le idee molto confuse.Un pò favola messianica,un pò horror fiabesco,un pò gioco corale in un America multietnica post 11 settembre.

giovedì 28 luglio 2011
maurizio frizziero

Recensione breve. Ottima la scelta dei personaggi principali, Cleveland e Story, perfetti nei loro ruoli. Deduzioni troppo facili portano all'errore. Solo alla fine, esempio di pensiero laterale, le tessere si ricompongono. A proposito di pensiero laterale, la chicca è quella della farfalla: si posa sulla donna anziana e tutti sono portati a sceglierla per la sua funzione.

mercoledì 2 febbraio 2011
Jayan

Ancora una volta un ottimo film di Shyamalan, dove racconta una favola ambientata in tempi moderni su una donna che proviene da un'altra dimensione ed è venuta sulla terra per aiutare e ispirare uno scrittore a scrivere un libro che darà una svolta alla storia dell'umanità, portandola dalla guerra e l'odio all'amore e la pace. Come in ogni favola ci sono le forze del male che vogliono impedire che [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 gennaio 2010
giugy3000

Shyamalan è uno tra i registi più coinvolgenti e maturi degli ultimi decenni e questo film lo conferma. Nella filmografia di Shyamalan questo non è affatto un film inconcludente, stupido, inutile e con una trama insensata...paragonato al precedente "The village" anzi, è decisamente più ricco di contenuti e ben incastonato in quella che poi ritroviamo essere la morale di almeno 3 su 5 suoi film: ovvero [...] Vai alla recensione »

lunedì 15 giugno 2009
Night

Le aspettative erano molte. Dopo il Sesto senso, Unbreakable,Signs e The Village, tutti quanti noi ci aspettavamo un altro film di Shyamalan che riuscisse a registrare guadagni record al botteghino. Così non è stato. Ho scoperto Shyamalan come regista solo in corrispondenza all'uscita nelle sale di E venne il giorno. Da quel momento sono stato desideroso di vedere tutti i suoi films.

giovedì 9 aprile 2009
DONY64

Si tratta solo di un film mediocre in tutti gli aspetti.La trama e' inutile e sconclusionata.Voto 5

giovedì 5 aprile 2018
Enrico

Capolavoro di Shyamalan. Questo è addirittura meglio di The Village, scava nell'animo umano e di chi possiede la sensibilità necessaria per apprezzarlo. Lontanissimo dai film fracassoni e violenti, è una poesia su come qualuqne uomo o donna, anche i più comuni ed affetti da manie od emarginati, possano essere pedine fondamentali nel gioco della vita.

martedì 25 settembre 2012
4ng3l

La trama è ad un livello altissimo, sia di qualità che di interesse suscitato dalla dolce storia. Attori in gamba e personaggi riusciti alla grande, con una sceneggiatura abbastanza dinamica e propositiva. Peccato per il finale un pò sbrigativo e l'improponibilità dei guardiani degli alberi, un pò scialbi nell'aspetto e nelle azioni.

sabato 20 aprile 2019
nessuno

 ripetitivo e senza tensione. meglio guardare altro se non siete cinefili collezionatori di film. carina la scena dell'interrogatorio alla ninfa sotto la doccia e la scena della rivelazione del futuro dello scrittore (Vick) sempre sotto la doccia. anche il concept del cane che si mimetizza nell'erba non è male.

mercoledì 7 luglio 2010
adhamo

"...molti non faranno ritorno..."  Tratto da Lady In The Water Poteva fermarsi lì l'incipit di un film che non ha mostrato il suo vero volto. Chi lo decanta, chi lo bistratta... bastava semplicemente porlo al posto giusto con un voto giusto: 2/5. Ho potuto immaginare una bella favola ma non ho potuto vederla con la stessa facilità.

giovedì 23 maggio 2013
Darpa

Ho visto il film nel 2007 la prima volta e, credetemi, non sono riuscito a finire di vederlo. Era la prima volta che capitava una cosa del genere nella mia vita; avevo visto altri film che non avevano suscitato in me apprezzamento, ma li ho sempre guardati fino alla fine, per poterli giudicare nel loro complesso. Con Lady in the water non ci sono riuscito.

venerdì 5 agosto 2011
molenga

Giamatti non è Barney: è Cleveland Heep, un uomo calvo con le guanciotte piene e un dramma infinito alle spalle, l'uccisione della moglie e della figlia...una misteriosa e bellissima ragazza lo salverà dalla tristezza dandogli una missione da fiaba. Film da rimorchio

Frasi
"Gli uomini credono che ognuno sia solo in questo mondo. E non è vero. Siete tutti legati. L'azione di uno può influire sul futuro di tutti..."
Story (Bryce Dallas Howard)
dal film Lady in the Water - a cura di Isy
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Dario Zonta
L'Unità

Arriva Lady in the Water di M. Night Shyamalan. Il regista di origine indiana ci ha abituato, con la sua originale filmografia, a opere di intrattenimento (fondate tutte sulla suspense) e di riflessione, sempre mediata attraverso le vie del genere. Molti ricordano l'impressione che fece il thriller psicologico Sesto Senso, il thriller soprannaturale Signs (con un omaggio non velato ai film di fantascienza [...] Vai alla recensione »

Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

"Lady in the Water" vi sembrerà una favola fantasy ma è molto di più. E' uno splendido film teorico, ad alta definizione e intensità, sull'universo filosofico e ispirativo del suo autore, oltre a essere una metafora sul cinema. La storia conta soltanto in funzione della sua strumentazione sul tema della diversità, della mostruosità e del mistero calati nella normalità del quotidiano: Cleveland Hope [...] Vai alla recensione »

Paolo Boriani
La Padania

M. Night Shyamalan è uno dei pochi registi che si permette e si prende il tempo di girare la sue storie così come poi escono effettivamente in sala, cioè cronologicamente, scena dopo scena, così come sono narrate. Ed è un'altra favola, in una filmografia fatta di favole, buone o cattive, anche Lady In the Water. Non però mascherata e metaforica come nel precedente The Village (2004).

Marco Bertolino
Nick

Ammettiamolo. Chiunque abbia visto Splash - Una sirena a Manhattan ha sognato di ritrovarsi una di quelle misteriose quanto affascinanti creature in casa propria, magari tra le braccia. È pressappoco quel che capita all'attonito protagonista di Lady in the Water, il timido e riservato Cleveland Heep (Paul Giamatti): ma le vicende cui andrà incontro hanno ben poco di romantico.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Autore per la Disney di quattro film non disneyani, ora autore per la Warner di un film che disneyano sembra, ma non lo è, come Lady in the Water (La signora nell'acqua), M. Night Shyamalan conferma di essere un indiano capace di fare a Hollywood storie sempre diverse e sempre personali. Insomma, quello che a Hollywood non è riuscito quasi a nessuno o che è riuscito a Orson Welles (ma per poco).

Alessandra Levantesi
La Stampa

Lady in the water è stato a lungo l'oggetto del contendere fra l'autore e la dirigenza della Disney: uno scontro documentato nel libro The Man Who Heard Voices, sottotitolo «Ovvero come M. Night Shyamalan rischiò la sua carriera su un racconto di fate». Dopo tante memorabili fughe nel fantastico (e basterà ricordare titoli come Il sesto senso, Signs e The Village), il regista oriundo indiano è considerato [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Il custode di un residence vicino Filadelfia scopre che sotto la piscina nel parco vive una creatura fatata, una ninfa dagli occhi trepidanti e dalle gambe infinite, in fuga da una belva feroce e ansiosa di tornare al suo mondo. Non senza prima fornire ai suoi salvatori le chiavi del loro futuro... Non sarà troppo per quell'ometto balbuziente? Ed è mai possibile che tutti gli elementi necessari a sciogliere [...] Vai alla recensione »

Mauro Gervasini
Film TV

Compito ingrato stroncare l'ultimo M. Night Shyamalan per chi considera The Village un film importante per capire come siamo diventati. Va però detto che il regista indiano-americano è discontinuo da sempre, ed è troppo didascalico nella progettualità del proprio lavoro. Lady in the Water, come noto, è la trasposizione di una fiaba edificante inventata per far dormire le figliolette.

Massimo Lastrucci
Ciak

La formula Shyamalan. Dopo un pugno di successi internazionali, possiamo già definirla così e non è un bel segno. Un contesto da cinema di genere per adolescenti che viene "complicato" da tematiche adulte e popolato da una fauna di "depressi nel fantastico"; una trama con una bella idea di base che potrebbe benissimo stare Ai confini della realtà e un messaggio trasversale finale e ben condito di pathos [...] Vai alla recensione »

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