La bestia nel cuore

Film 2005 | Drammatico, 120 min.

Regia di Cristina Comencini. Un film con Giovanna Mezzogiorno, Alessio Boni, Stefania Rocca, Angela Finocchiaro, Giuseppe Battiston. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna, 2005, durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 9 settembre 2005 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 1,96 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 4 aprile 2019

Sabina fa la doppiatrice per la televisione. In attesa di un figlio, ripercorre la sua vita e scopre un punto cieco dentro di sé. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto 3 Nastri d'Argento, 6 candidature e vinto un premio ai David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office La bestia nel cuore ha incassato 5 milioni di euro .

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Consigliato no!
1,96/5
MYMOVIES 1,00
CRITICA
PUBBLICO 2,92
CONSIGLIATO NÌ
Il racconto di un passato oscuro in un film superficiale che minimizza il dramma.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

È stata violata Sabina, come Daniele, suo fratello, prima di lei. Abusata dal padre, condannata dal silenzio della madre. Ma Sabina tutto questo non lo sa, non lo sa ancora mentre, nella sala di doppiaggio, dove lavora, presta la sua voce a una giovane donna stuprata in un film per la televisione. Urla, Sabina, si difende al microfono e subito dopo torna a sorridere al collega che le ansima accanto. Ma poi una notte, dentro un sogno, accade una cosa terribile e Morfeo la consegna all'orrore di un fatto rimosso. La morte dei genitori e la gravidanza desiderata ma inattesa costringono la donna a un viaggio oltreoceano dove vive e si nasconde quel che resta della sua famiglia, un fratello ferito dalla stessa "bestia". Daniele, silenzioso e rassegnato, che parla di architettura, del tempo e della natura soltanto per anticipare o addirittura eludere il dolore della sorella, arrivato fino a lui per interrogarlo.
Chi scrive è profondamente convinto dell'impossibilità di raccontare o, nel caso specifico, di portare sullo schermo senza difficoltà un tema complesso come quello dell'incesto e delle leggi di parentela, marcati, come sono, da un'interdizione sacra. Questa complessità non ha comunque impedito ad artisti alti e "tragici" di rappresentare il tabù e di mostrare la violenza dell'origine. Ora, della ripugnante distorsione che comporta oltrepassare il tabù dell'incesto riferisce, senza riuscirci, il film della Comencini "maggiore". In perfetta linea col cinema italiano visto a questa sessantaduesima mostra sulla laguna, l'opera in questione semplicemente intrattiene. E in questo non ci sarebbe davvero nulla di male, il cinema deve saper fare anche quello ma non quando sceglie un soggetto così tragico come quello di un'identità sviata dal desiderio del padre. Il diritto negato a un fanciullo di essere oggetto d'amore dei genitori, la denudazione del suo corpo e della sua anima conducono a una sorta di terra di nessuno che questo cinema non riesce minimamente ad avvicinare, contenere, interpretare. Il film minimizza la portata dell'incesto mischiando il dramma di Sabina e Daniele con drammi esistenziali di portata decisamente minore: tradimenti, infedeltà, amori saffici. Un esempio? Il chiarimento nell'epilogo fra Giovanna Mezzogiorno e Alessio Boni (compagni nel film) dove due dolori profondamente diversi (il senso di colpa dell'uomo per averla tradita e la rivelazione della violenza paterna subita dalla donna) vengono sfacciatamente messi a confronto, quasi ridimensionati e risolti l'uno nell'altro.
A costo di apparire integralista ritengo che la disperazione umana segua una rigida gerarchia che chi non conosce dovrebbe trattenersi dal raccontare.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 18 febbraio 2012
Filippo Catani

Rimasta incinta una giovane doppiatrice comincia a fare terribili sogni. Deciderà allora di andare a fare visita al fratello da tempo trasferitosi negli USA per indagare sul passato della sua famiglia. Nel frattempo una sua collega doppiatrice stringerà amicizia con una ragazza non vedente mentre il fidanzato della ragazza si getterà a recitare in una nuova fiction televisiva. Vai alla recensione »

Frasi
..in fondo le cose che nascondiamo sono quelle che ci assomigliano di più...
Una frase di Il regista Negri (Giuseppe Battiston)
dal film La bestia nel cuore - a cura di Danila
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Natalia Aspesi
La Repubblica

C’è un babbo, pur professore, in pigiama che ogni notte s’accosta al figlioletto addormentato e si immagina che gli faccia brutte cose; e un paio di volte, con terrorizzanti effetti musicali, abbraccia con le peggiori intenzioni anche la figlia davvero piccina, mentre la mamma, pure lei professoressa, fa finta di niente, sferruzza, corregge i compiti.

winner
miglior attrice non protag.
Nastri d'Argento
2006
winner
miglior fotografia
Nastri d'Argento
2006
winner
miglior produzione
Nastri d'Argento
2006
winner
miglior attrice non protag.
David di Donatello
2006
winner
coppa volpi migliore int. femminile
Venezia
2005
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