| Anno | 2002 |
| Genere | Fantascienza |
| Produzione | USA |
| Durata | 107 minuti |
| Regia di | Kurt Wimmer |
| Attori | Christian Bale, Emily Watson, Taye Diggs, Angus Macfadyen, Sean Bean, Matthew Harbour David Barrash, Alexa Summer, Mike Smith, Dirk Martens, Kurt Wimmer, Florian Fitz, Danny Lee Clark, Francesco Cabras, Emily Siewert, William Fichtner, Christian Kahrmann, Sean Pertwee, Maria Pia Calzone, Dominic Purcell, John Keogh, David Hemmings. |
| MYmonetro | Valutazione: 0,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 19 aprile 2017
Nello stato immaginario di Libria regna la pace. Il sistema funziona grazie ad una sola regola ferrea; chiunque riesce ad essere felice verrà immediatamente arrestato. Al Box Office Usa Equilibrium ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,2 milioni di dollari e 542 mila dollari nel primo weekend.
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In un futuro non meglio precisato, l'aggressività umana è diventato un tale problema da dover essere controllato da parte dell'autorità con la somministrazione obbligatoria di calmanti e la messa fuorilegge di ogni tipo di sentimento. I sudditi di questa nazione-modello, Libria, seguono docili le istruzioni ricevute dal Padre, sorta di dittatore teocrate, e la legge è garantita da temibili squadre di funzionari-poliziotti. Uno di questi, però, è roso dai sensi di colpa per aver fatto morire la moglie senza battere ciglio, e quando si dimentica di prendere la medicina decide di ribellarsi al sistema, e di unirsi ai rivoluzionari che stazionano nel sottosuolo per uccidere il Padre e ripristinare i sentimenti.
Che già il soggetto sia fiacco, lo si intuisce anche senza vedere il film: una sorta di macedonia tra Fahreneit 451, Orwell e le teorie di Huxley, per giunta senza troppa fantasia. Ma la visione è sconvolgente: unendo senza pudore gli stilemi del thriller con i peggiori B-movies di arti marziali, il regista Wimmer confeziona un polpettone senza costrutto che risulta essere un capolavoro di nullità estetica e formale. Del tutto irrealistico nello svolgersi della vicenda, con dialoghi oltre la comicità involontaria ("Devi uccidere il Padre", dice il capo dei rivoluzionari al funzionario ribelle, e già immaginiamo Freud rivoltarsi nella tomba), il film non è neppure scalfito dall'interpretazione, comunque intensa, di Emily Watson, e dall'inespressività truce di Christian Bale. Da dimenticare.
E' un peccato che film, interessanti, ma pur sempre "scopiazzati" vengano considerati così innovativi. Quello che tu dici non essere stato mai affrontato, "la dittatura delle emozioni", è il fulcro dell'intero "Il Mondo Nuovo" di Huxley. Mi spiace ammettere che quando si parla di distopia molti vadano a pensare soltato a 1984.
Dopo la Terza guerra mondiale, l’umanità vive a Libria, dove, per evitare che gli uomini tornino al Male, tutti i sentimenti (positivi e negativi) sono vietati. Per mantenere Ia popolazione in uno stato di catatonica assenza di emozioni, il governo impone l’assunzione quotidiana di Prozium, una droga desentimentalizzante. Di conseguenza, sono illegali anche la musica, l’arte (il film inizia con il [...] Vai alla recensione »